Omicidio Vassallo; svolta nelle indagini annunciata da La Stampa e Il Mattino: Il killer sarebbe un salernitano e si troverebbe a Medellin in Colombia

29 11 2010

Sul quotidiano La Stampa e su Il Mattino indiscrezioni clamorose sull’omicidio di Angelo Vassallo, il Sindaco di Pollica ucciso tre mesi fa. Secondo l’inviato de La Stampa Guido Ruotolo ad Acciaroli si sarebbero saldati interessi criminali e affaristici.

Per il giornalista e probabilmente anche per gli inquirenti droga e speculazioni immobiliari continuano a rappresentare il possibile movente dietro l’omicidio «politico mafioso» del sindaco Vassallo.

Agli atti della inchiesta del procuratore di Salerno, Franco Roberti, e della pm Rosa Volpe – si legge nell’articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa – ( L’ARTICOLO INTEGRALE SU LA STAMPA ), c’è una testimonianza che svela l’identità del possibile killer dell’agguato. E’ una novità clamorosa: un testimone mette a verbale di aver avuto una confidenza.

Ecco cosa gli ha detto la sua fonte: «Il giorno dopo la morte di Angelo Vassallo, intorno alle 17,30 dal cellulare di (omissis), … fece una telefonata. Disse testualmente: “Ma che c… di pistola mi avete dato…”. La persona poi ha restituito il cellulare ed è andato via».

La fonte ha rivelato ai magistrati il nome del presunto killer, che oggi si troverebbe a Medellin, in Colombia, riparato presso l’abitazione di un salernitano, F.B.. Una fuga misteriosa. Convinto di essere braccato dagli stessi affaristi che gli avevano commissionato l’omicidio del sindaco, o dagli inquirenti che l’avevano già individuato? Il killer avrebbe poco meno di trent’anni.

Figlio d’arte. Lui, il padre e il fratello avrebbero precedenti penali per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione. E proprio per evitare grane con la giustizia, il killer si sarebbe rifugiato da tempo in un paese dell’America Latina.

Quest’estate, però, sarebbe tornato a Salerno, nel Cilento e ad Acciaroli avrebbe addirittura rapinato un paio di volte un pusher e, durante una rissa, sarebbe stato accoltellato all’uscita da una discoteca di Palinuro.
Articolo tratto da La STAMPA.it

fonte    salernonotizie.it

 





Sub muore nel Cilento, causa malore

30 10 2010

CASTELLABATE (SALERNO), 30 OTT – Tragedia del mare nel primo pomeriggio di oggi al largo di Punta Licosa: un sub e’ morto annegato a Castellabate, nel Cilento.

Un trentenne, di cui non sono ancora state diffuse le generalita’, e’ deceduto mentre era in fase di immersione a circa sei miglia dal litorale. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il sub, in compagnia di altri escursionisti, avrebbe avvertito un malore ad una profondita’ di sessanta metri. Nonostante l’arrivo immediato sul posto del personale sanitario accompagnato degli uomini della capitaneria di porto di Agropoli, diretta dal Tenente di Vascello Vincenzo Zagarola, per il sub non c’e’ stato nulla da fare.

fonte  (ANSA)





Sindaco ucciso, si segue la pista camorristica. Il fratello: “Mi parlò di forze dell’ordine colluse”

7 09 2010

Due, tre giorni prima di essere ammazzato mio fratello mi aveva detto che esponenti delle forze dell’ordine erano in combutta con personaggi poco raccomandabili”. E’ quanto rivela oggi ai microfoni di Sky Tg 24Claudio Vassallo, fratello del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo, brutalmente ammazzato nella notte tra domenica e lunedì. “Ci sono delle lettere scritte – ha aggiunto il fratello della vittima – sia al comando provinciale che a quello generale di Roma senza nessuna risposta. Lo hanno lasciato solo e abbandonato”. Quanto al possibile movente all’origine dell’efferato omicidio, Claudio Vassallo indica due piste: “Penso o a interessi sul porto oppure a certi problemi di droga che ci sono stati ad Acciaroli questa estate per i quali mio fratello aveva chiesto aiuto alle forze dell’ordine e non glielo hanno dato”.

Autopsia e funerale – Sarà effettuata mercoledì mattina, nell’obitorio dell’ospedale del centro cilentano l’autopsia sul cadavere di Angelo Vassallo. Su disposizione del gip del tribunale di Vallo della Lucania (Salerno), il medico legale incaricato, il dottor Maiese, dovrà accertare quanti proiettili esplosi da una pistola calibro 9×21 hanno raggiunto la vittima. A quanto si è appreso, già mercoledì sera la salma dovrebbe essere restituita ai familiari e i funerali potrebbe essere celebrati già giovedì prossimo.

Agguato in stile camorristico – A 24 ore dalla brutale esecuzione del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, prosegue a ritmo serrato il lavoro degli inquirenti impegnati nell’esame dei rilievi effettuati sul luogo del delitto e delle carte sequestrate negli uffici del Comune cilentano. Oggi in Procura dovrebbero essere ascoltati alcuni amici e parenti ai quali il sindaco, riconosciuto come un paladino delle legalità, avrebbe confidato di recente le sue preoccupazioni.

La pista camorristica – Con gli uomini della Dda di Salerno si indaga sulla matrice camorristica dell’agguato, legato presumibilmente a qualche no che Vassallo potrebbe aver detto nell’ambito della sua attività amministrativa, senza tralasciare altre ipotesi legate alla vita privata di un uomo che in tanti definiscono un sindaco-sceriffo che non si faceva intimidire.

Stasera fiaccolata ad Acciaroli – Intanto il paese si mobilita. Stasera è prevista una fiaccolata che attraverserà le strade di Acciaroli, la frazione di Pollica famosa per il suo mare. lunedì, subito dopo aver appreso la notizia, i negozianti del posto avevano dato vita ad una spontanea serrata in segno di lutto per la morte del loro sindaco.

Il sindaco pescatore paladino dell’ambiente – Angelo Vassallo sposato e padre di due figli, in passato è stato anche Consigliere provinciale di Salerno. Nel Cilento era conosciuto come il ”sindaco-pescatore” per la sua attività principale. Vassallo da sempre aveva improntato la sua azione politica alla difesa dell’ambiente. Era iscritto al Partito democratico anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra. Il mese scorso aveva rilasciato una intervista esprimendo apprezzamento per il decisionismo della Lega, lamentando troppa lentezza nella risoluzione dei problemi del Mezzogiorno.

Il procuratore Vallo: era preoccupato - Il procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, che coordina le indagini sull’omicidio, aveva una conoscenza diretta della vittima dell’agguato: ”Negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l’illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava. Ci sono molte piste da seguire – dice il magistrato – e per il momento non abbiamo un orientamento preciso sul possibile movente. Non sappiamo ancora – conclude Greco – neppure se abbia agito una o più persone. Si può pensare di tutto”.

Cantone: per le cosche era un uomo da eliminare – Le modalità – “calibro nove, attraverso il finestrino, colpi in testa e al cuore” – sono quelle della camorra, che “prova tutte le strade per avvicinare, blandire, corrompere. E spesso trova terreno fertile. Ma alla fine la sua forza risiede nell’utilizzo della violenza”. Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, Raffaele Cantone, ex pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, oggi in Cassazione.

Amministratori lasciati soli – Secondo Cantone, uno dei problemi per gli amministratori locali è che “vengono lasciati soli”. Vassallo, dice, “apparteneva a quegli amministratori per bene che in quanto tali si sentono abbandonati”, perché “il grande problema della lotta alla criminalità organizzata è la conclamata porosità dell’amministrazione pubblica. E un sindaco per bene può sentirsi ancora più solo a causa dei comportamenti collusi di molti, troppi suoi colleghi”. E un problema di cui bisogna tenere conto è che il federalismo, secondo Cantone, rischia di essere “un aiuto alle mafie” perché “più si avvicinano i centri di spesa al territorio più i clan hanno interesse a fare pressione. Con il federalismo spinto trasferisci risorse agli enti di prossimità, e così ingolosisci le mafie”.

Minacce precedenti - Dal fatto che si tratti di un “omicidio di camorra” è convinto anche il senatore Gerardo D’Ambrosio, che, sempre al Corriere, ricorda Vassallo come “un uomo in gamba e pieno di idee, una persona efficiente e un ambientalista convinto che ha fatto tanto” per il suo territorio.
L’ex assessore Gabriella Mazziotti, per quasi 15 anni in giunta con Vassallo, sottolinea poi che ad “armare una mano così orribile” può essere stato “chiunque, tra quelli cui Angelo ha detto no”. E ricorda l’episodio del 2006 quando fu chiesta la sua sfiducia: “Non voglio fare i nomi di questi signori. Dico solo che chi ha voluto la sua sfiducia l’ha ottenuta, con i suoi metodi. E io mi ricordo che nel Comune di Omignano hanno chiuso la strada provinciale per organizzare una festa e hanno anche tappezzato i muri con manifesti che annunciavano la sua morte”.

fonte:  notizie.tiscali.it





AGGUATO A POLLICA Vassallo crivellato di colpi sotto casa Il pm: “Morto per un no alla camorra”

6 09 2010

Angelo VassalloAngelo VassalloAngelo Vassallo, 57 anni (nella foto), è stato colpito vicino a casa, nella frazione di Acciaroli, mentre rientrava in auto. Nove i colpi di pistola sparati dal finestrino verso di lui. Il corpo è stato trovato dal fratello. Le prime indagini puntano sulla camorra, anche per le modalità dell’agguato

Il sindaco di Acciaroli, Angelo Vassallo, 57 anni, è stato ucciso con nove colpi di pistola alla testa e al collo nella tarda serata di ieri mentre era alla guida della sua auto, una Audi station vagon grigia, e rientrava a casa percorrendo una stradina isolata, dietro la sua abitazione.
Le indagini puntano sulla pista camorristica.

Il ritrovamento del corpo

E’ stato il fratello di Angelo Vassallo a scoprire il delitto. L’uomo era stato avvertito a tarda ora dalla cognata, la moglie del sindaco, del mancato ritorno a casa del marito ed aveva cominciato a cercarlo ad Acciaroli. Poco dopo le due di notte ha avvistato l’auto del fratello sul ciglio di una strada, in località Cerza Longa, dalla quale si raggiunge la sua abitazione, che dista circa cento metri dal luogo in cui è stato trovato il cadavere.

Il sindaco ambientalista
Vassallo, sposato e padre di due figli, nel Cilento era conosciuto come il “sindaco-pescatore” per la sua attività principale. Vassallo da sempre aveva improntato la sua azione politica a difesa dell’ambiente. Era iscritto al Partito democratico anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra. Vassallo è stato più volte sindaco di Pollica nel cui territorio ricade la spiaggia di Acciaroli, rinomata per le sue acque limpide e polo di attrazione di migliaia di turisti italiani e stranieri.

Il magistrato Raffaele Marino
Raffaele Marino, già pm di punta dell’anticamorra napoletana, ora procuratore aggiunto a Torre Annunziata e in procinto di ricoprire un prestigioso incarico all’interno del Comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura, conosceva da molto tempo il sindaco di Acciaroli. “Angelo Vassallo, il mio caro amico Angelo – dice Marino – è stato ucciso per un no di troppo. Un no pronunciato a gente che non ammette risposte negative. Un no detto in faccia alla camorra. Non ho dubbi”.

Il procuratore Alfredo Greco
Il procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, che coordina le indagini sull’omicidio del sindaco di Pollica conosceva la vittima dell’agguato. “Negli ultimi tempi – ha detto il magistrato- era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l’illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava”.
“Ci sono molte piste da seguire – ha continuato – e per il momento non abbiamo un orientamento preciso sul possibile movente”. “Non sappiamo ancora – conclude Greco – neppure se abbia agito una o più persone. Si può pensare di tutto”.

Pollica sotto choc
Esercizi pubblici con le serrande abbassate, silenzio irreale, cartellini “chiuso per lutto cittadino” all’esterno di alcuni bar e ristoranti. Pollica è sotto choc. Persino le auto camminano lentamente, nella zona del porto, mentre capannelli di turisti si formano per chiedere cosa sia successo. Nessuno dal Comune ha proclamato il lutto cittadino, ma molti esercenti hanno usato questa formula per manifestare il proprio dolore sulle saracinesche abbassate.

fonte /lacittadisalerno.gelocal.it





Vallo della Lucania: Uccide la moglie a coltellate dopo una lite furibonda in casa

30 08 2009

E’ un operatore ecologico del Comune di Vallo della Lucania, Germano Sirignano, il 39 enne (e non 37 enne, come inizialmente comunicato) che questa sera poco dopo le 20 ha accoltellato la moglie Amella Crocamo, di 33 anni in un appartamento della frazione di Angellara La coppia aveva quattro figli.

Secondo una prima ricostruzione i litigi tra i due erano diventati sempre più frequenti ed erano sfociati in denunce da parte della donna ed in querele reciproche. Proprio durante un litigio stasera l’ uomo ha impugnato il coltello con il quale ha colpito la moglie, uccidendola.

Poi ha rivolto l’ arma contro se stesso, ma si è ferito solo superficialmente alla gola ed ai polsi. Le sue condizioni non sono gravi. Sirignano si trova in stato di arresto nell’ ospedale di Vallo della Lucania. Nell’ appartamento in via Pizzolante sono giunti i carabinieri ed il pm della Procura di Vallo della Lucania Renato Martuscelli.
fonte www.salernonotizie.it





Praiano: 36enne travolta da onda, ritorovata morta in mare

26 01 2009

Il maltempo fa una vittima anche in provincia di Salerno. Complici le mareggiate che nelle ultime ore si stanno abbattendo lungo le nostre coste, una donna ha perso la vita sul litorale di Praiano, travolta da un’onda mentre passeggiava con un amico. La tragedia s’è consumata in pochi minuti. Poco dopo le 15, la donna, una 36enne di Napoli, è uscita per una passeggiata in compagnia di un amico nei pressi di un noto ristorante sul mare di Praiano.

All’improvviso è stata travolta da un’onda che l’ha trascinata in acqua senza darle scampo. L’allarme è scattato subito e le ricerche sono partite immediatamente. Sul posto si sono portati i Carabinieri della locale stazione, mentre la Capitaneria di Porto ha inviato alcune motovedette ed i Vigili del Fuoco hanno fatto levare in volo un elicottero per una ricognizione area della zona, nonostante le condizioni meteo-marine fossero proibitive.

Intorno alle 17, una motovedetta della Guardia Costiera ha avvistato il corpo della sventurata che riaffiorava dal mare in tempesta. Portato a riva, il cadavere è stato esaminato dal medico legale; poi il magistrato di turno ne ha autorizzato il trasferimento. La donna partenopea è morta annegata in pochi istanti. Giunto al porto di Salerno, il corpo è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona prima di essere riconsegnato ai familiari.

fonte www.salernonotizie.it/





Incidenti stradali: un morto e due feriti nel salernitano

7 12 2008

Un motociclista, Giulio Innelli di 35 anni e’ morto e atre due persone sono rimaste ferite in un incidente nel Vallo di Diano. La vittima, che era a bordo di una moto di grossa cilindrata, e’ finita contro un’auto che viaggiava in direzione opposta. Nell’incidente sono rimasti feriti anche i due occupanti dell’auto: il conducente di 80 anni e la moglie 82enne, entrambi di Sassano, sempre nel Salernitano, che hanno riportato ferite non gravi.

fonte www.salernonotizie.it

Polla: tragico incidente, muore una guardia giurata

Giulio Innelli, una guardia giurata di 35 anni residente a Polla nel Cilento ha perso la vita ieri mattina poco dopo le 11 in un tragico incidente stradale avvenuto lungo la strada statale 19 nel comune di Atena Lucana in provincia di Salerno a poco più di un chilometro di distanza dalla rotonda di Atena Scalo in direzione Polla. Innelli proveniva da Polla dove vive con la moglie e due figlie a bordo di una moto di grossa cilindrata, una Suzuki. Per cause ancora in corso di accertamento la moto si è schiantata contro una Fiat Panda 750 vecchio tipo che proveniva in senso opposto. • Lo schianto è stato violentissimo tant´è che la moto si è spezzata in due. Giulio Innelli è morto sul colpo, il suo corpo privo di vita è rimasto a terra vicino all´auto invece le due metá della moto sono finite ad una decina di metri di distanza dall´auto. Sul posto sono giunte le ambulanze del 118. I sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso. E´ andata meglio invece ai due occupanti della Fiat Panda, G. M. di 80 anni che era alla guida dell´auto e la moglie I. G. di 82 anni che siedeva al suo fianco. • Entrambi sono residenti a Sassano e sembra si stessero recando a fare degli acquisti in un negozio ubicato lungo la strada statale. I due sono stati trasportati al pronto soccorso dell´ospedale di Polla. Le loro condizioni non destano preoccupazione. I due anziani hanno riportato ferite giudicate guaribili dieci giorni. Insieme alle ambulanze sono arrivati sul luogo dell´incidente i Carabinieri della stazione di Sala Consilina comandata dal luogotenente Cono Cimino. I militari stanno lavorando in queste ore alla ricostruzione della dinamica del terribile incidente. Sembrerebbe che la Fiat Panda stesse procedendo da Atena verso Polla quando avrebbe svoltato a sinistra per entrare in un piazzale. Nello stesso istante la moto con a bordo lo sfortunato 35enne procedeva in direzione opposta, verso Sala Consilina. Cosa sia realmente successo in quella frazione di secondo lo appureranno le indagini. Sembra che la vittima, si sia accorta solo all´ultimo momento dell´auto che stava svoltando. • Il motociclista ha tentato una frenata disperata che però non è valsa a salvargli la vita. La moto si è schiantata contro la fiancata destra della Panda. Nonostante indossasse il casco ha riportato gravi fratture alla teca cranica e numerose ferite che lo hanno portato al decesso. Il corpo del 35enne è stato trasportato all´obitorio dell´ospedale di Polla. I funerali dovrebbero svolgersi tra oggi e domani. E´ la seconda volta in meno di un mese che la comunitá pollese si ritrova a piangere una giovane vittima della strada. • Due settimane fa uno studente universitario ha perso la vita dopo tre giorni di agonia in seguito ad un incidente avvenuto lungo la strada Isca – Pantanelle nei pressi di Sant´Angelo le Fratte. Il giovane dopo aver perso il controllo dell´auto è precipitato in una scarpata. Giulio Innelli, lascia la moglie Caterina e due figli di 6 e 3 anni. • Sono tante le persone che in queste ore si stanno recando presso la sala mortuaria del nosocomio per stringersi intorno al dolore della famiglia della giovane guardia giurata. Giulio viveva a Polla con la famiglia e sua madre rimasta vedova da qualche anno. Il 32enne lavorava come vigilante presso la filiale del Banco San Paolo. Questo era il suo lavoro durante il giorno e per arrotondare faceva anche dei turni di notte. «Era una persona straordinaria e molto bravo sul lavoro. – Lo ricordano così alcuni suoi colleghi -. Giulio era talmente bravo che era stato nominato dal suo superiore coordinatore dei vigilanti della sua azienda che prestano servizio nel Vallo di Diano». La scia di sangue non accenna ad interrompersi. La scorsa settimana una signora di 72 anni è stata travolta ed uccisa a Sassano.Erminio Cioffi

fonte www.valloweb.com





Albanella; tragico incidente stradale, muore neonata

1 12 2008

Una bimba di appena 2 mesi ha perso la vita a causa di un tragico incidente stradale avvenuto sulla Variante alla Strada provinciale che collega Albanella con la frazione di San Nicola.

La bimba era a bordo di una Renault Clio guidata dalla madre di 23 anni. Secondo una prima ricostruzione, l’auto si sarebbe scontrata frontalmente con un furgone che viaggiava sulla corsia opposta, guidato da un uomo di Capaccioo.

L’impatto, violentissimo, avrebbe sbalzato la bambina fuori dal carrozzino. La neonata è deceduta durante il trasporto in Ospedale. La madre della bambina, uscita illesa dall’incidente, è di origini siciliane e si era trasferita nel piccolo Comune della Piana del Sele un anno fa, dopo aver sposato un giovane del posto come si legge da una nota

fonte www.salernonotizie.it

Scontro frontale, muore una bimba di 2 mesi

ORESTE MOTTOLA Albanella. Due mesi, muore in un tragico incidente stradale. La mamma, che era alla guida dell’auto finita contro un suv, è illesa. Santa Ilenia Ceralli, 23 anni, maritata Scorziello, è alla guida di una “Clio”, al suo fianco, fissata al seggiolone, c’è la figlia Rosita, 2 mesi. Vengono da Albanella, ed imboccano la scorciatoia, via “della Fanciulla Offerente”, per via di un’antico dipinto scoperto nei paraggi. Sono da poco passate le 10, la pioggia è battente. L’auto, nell’imboccare una curva, perde improvvisamente aderenza sull’asfalto e se ne va da sola, invadendo l’altra parte della corsia. Dall’altra parte arriva un pesante suv, un Lada Niva vecchio tipo. Alla guida c’è Giovanni Acito, originario di Altavilla Silentina ma da tempo residente a Capaccio. Davanti a sé ha una salita che ha una pendenza superiore al 10% e procede lentamente. Il resto lo fa la curva. L’urto è inevitabile. La Clio va a fermarsi poco oltre la carreggiata, con le tracce evidenti dello scontro frontale. L’impatto, violentissimo, fa schizzare la bambina fuori dal carrozzino nel quale era stata collocata dalla mamma. La portiera della macchina si è aperta e la bambina, con tutto il seggiolone, è sbalzata fuori. La mamma si rende subito conto che Rosita respira a fatica. Urla e si sbraccia, implora aiuto. Fra i primi a fermarsi c’è una volante della Guardia di Finanza e saranno loro a chiamare i soccorsi e a regolare il traffico. Da Pontebarizzo parte un’autombulanza del Saut, in meno di dieci minuti è sul posto. Mamma e figlia vengono subito dirottate verso l’ospedale più vicino, che è quello di Roccadaspide. Dopo pochi minuti al Pronto Soccorso si rendono conto che la situazione della bimba è gravissima. I sanitari però si danno da fare a prestare le cure del caso. Le condizioni della piccola peggiorano sempre più, si decide per il trasferimento al Santobono di Napoli. Il tempo è inclemente e la nebbia che avvolge le montagne della Valle del Calore sconsigliano l’alzarsi in volo. L’attesa è lunga e snervante, poi arriva la decisione: l’elicottero arriverà a Capaccio Scalo e Rosita lo raggiungerà con l’autoambulanza. La corsa, attraverso i tornanti di Roccadasspide, è al cardiopalma. E’ contro il tempo. Rosita è sull’eliambulanza, si parte. Ma durante il volo il suo cuoricino si ferma, e all’equipaggio non resta che dirigersi verso il Cardarelli. La madre della bambina, uscita illesa dall’incidente, è di origini siciliane e si era trasferita ad Albanella un anno fa, dopo aver sposato un giovane del posto.

fonte http://sfoglia.ilmattino.it





PRECIPITA MENTRE STENDE IL BUCATO

19 11 2008

Tragedia questa sera ad Eboli (Salerno)
dove una donna di 34 anni ha perso la vita precipitando dal balcone
della sua abitazione al quarto piano di uno stabile. Da quanto si è
appreso Maria Corrado, questo il nome della vittima, sarebbe
precipitata al suolo mentre stendeva il bucato. Sul posto, i
carabinieri della locale compagnia che hanno ricostruito la dinamica
del mortale incidente. La donna lascia marito e tre figli.

fonte http://notizie.alice.it

Precipita dal sesto piano muore giovane mamma

FRANCESCO FAENZA Eboli. Sale sulla scala fuori al terrazzo, voleva sistemare un filo dello stenditoio. Perde l’equilibrio sotto gli occhi del marito, cade nel vuoto dal sesto piano. Muore sul colpo Maria Corrado, 34 anni, madre di tre figli. La tragedia è avvenuta ieri sera, al rione Pescara, in via Emilio Lussu. Erano da poco trascorse le 18,30. Preso lo scaletto, accesa la luce sul terrazzo, Maria è uscita a sistemare lo stenditoio. Pochi secondi dopo, un tonfo assordante ha scosso il rione Pescara. Gerardo Tommasino, il marito di Maria, urla il nome della moglie. Si affaccia al balcone, guarda in basso. Entra in casa, si precipita per le scale, con il cuore in gola scende i sei piani, arriva nel cortile, gira nel retro, trova Maria a terra, a faccia in giù, priva di vita. Gerardo si china sulla moglie, la scuote, urla disperato. Maria è morta, il corpo è immobile. Le pantofole pochi distanti dai piedi, le braccia riverse sul marciapiede, raccontano la tragedia agli occhi increduli degli inquilini. Il volo di sei piani e l’impatto con il marciapiede sono stati fatali. Decine di luci si accendono dietro le finestre, i residenti in via Lussu si affacciano, chiedono cosa sia successo. In tanti piangono addolorati, per quella giovane madre di tre figli: «Maria, la madre della piccola Francesca. A giugno avevano festeggiato il primo compleanno della bimba. Che tragedia». I vicini lanciano l’allarme, in zona arrivano gli ambulanzieri del 118. Al dottore Liguori non resta che accertare il decesso della Corrado. Il corpo di Maria viene coperto con un lenzuolo. L’intero quartiere è scosso. In via Lussu arrivano i carabinieri, con il maresciallo Vito Fabrizio Garrisi. I militari ebolitani circondano l’area dove è caduta Maria, allontano le persone che si avvicinano alla salma. In zona arriva don Giuseppe Guariglia, parroco del Sacro Cuore. Toccherà a lui il compito più straziante, cercare una parola di speranza per i familiari. Dal centro Elaion, giunge Cosimo De Vita con alcuni collaboratori. L’elettricista della clinica privata è un parente di Maria Corrado. Alle 19,30 arriva la Citroen del dottore Luigi Mastrangelo. Il medico legale si dirige nel retro del cortile, i carabinieri gli fanno spazio. Pochi secondi dopo inizia l’esame esterno sulla salma di Maria. I carabinieri, poco prima, hanno rivolto delle domande a Gerardo Tommasino. Il marito di Maria, impiegato presso la Sacco Marmi di Capaccio, è accasciato su una sedia, piegato a metà dal dolore. Accanto a lui, alcuni amici. Poi arriva il primo figlio, Mario, 15 anni, studente al professionale per la lavorazione del legno, a Campagna. Altri parenti di Maria accudiscono le due figlie della 34enne ebolitana, Martina di sette anni e Francesca di un anno. Tra i parenti più conosciuti della Corrado, c’è la madre, bidella da diversi anni in una scuola ebolitana. Concluso l’esame esterno, il dottore Mastrangelo ha liberato la salma. L’indagine dei carabinieri è sostanzialmente conclusa. Si è trattato di un caduta accidentale dal balcone di casa. I carabinieri hanno scattato le foto dello scaletto e dello stenditoio sul balcone, prima di andare via. Domani pomeriggio, nella chiesa del Sacro Cuore, si svolgerà la funzione funebre della giovane madre.

fonte http://sfoglia.ilmattino.it






Incidenti stradali: scooter finisce in canale, muore 15enne

4 09 2008
Tragico incidente nella notte in via Cristoforo Colombo. Il ragazzo sedicenne che era alla guida dello scooter è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale “Ruggi” di Salerno

Una ragazza di 15 anni, S.F., ha perso la vita la notte scorsa in un incidente stradale avvenuto in via Cristoforo Colombo a Pontecagnano (Salerno), mentre il suo fidanzato è rimasto seriamente ferito. I due giovani viaggiavano in sella ad uno scooter, quando per cause in fase di accertamento da parte della Polizia Stradale, sono usciti di strada finendo in un canale di irrigazione. Pare che la giovane sia deceduta per annegamento.
Il fidanzato, C.M. di 16 anni, invece ha riportato gravi ferite.
Sottoposto ad intervento chirurgico è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Salerno. Sulle cause che hanno determinato la tragedia indagano anche gli agenti della sezione volanti della questura di Salerno.

fonte www.ansa.it

Pontecagnano: si schiantano con lo scooter, muore 15enne, ferito gravemente il fidanzato

Viaggiavano a bordo di un motorino datogli in prestito da un amico, forse stavano andando verso il mare, per regalarsi qualche minuto di romanticismo. Federica Santamaria, 15 anni, e il fidanzato, un 18enne, entrambi di Pontecagnano, stanotte stavano percorrendo in sella ad uno scooter via Cristoforo Colombo, strada che collega il centro del comune picentino alla litoranea, quando sono usciti di strada finendo in un canale di irrigazione.

L’incidente ha provocato la morte della ragazza. Stando ai primi accertamenti effettuati sul corpo la quindicenne non sarebbe deceduta per le ferite riportate nell’impatto ma per annegamento: il canale di scarico era infatti pieno di scarico di acqua.

Il diciottenne, che nell’incidente ha riportato lo spappolamento della milza, è stato operato e si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale di via San Leonardo. Dopo la caduta il ragazzo ha chiesto aiuto al custode di un parcheggio che sorge a pochi metri dal luogo dell’incidente.

Quando i volontari del Vopi sono giunti sul posto il ragazzo era in forte stato confusionale, sul braccio una profonda ferita poi lancinanti fitte alla pancia. «Avevo aperto il cancello per far uscire un camion – ha raccontato Michele Maresca custode del parcheggio Autuori – quando ho visto il ragazzo avvicinarsi a me.

Mi ha chiesto di accompagnarlo a Sant’Antonio. Era pieno di sangue». Il diciottenne ancora nulla ricorda di quanto successo, non ha neanche raccontato di essere in compagnia di Federica. Sono stati i poliziotti della sezione Volanti a ritrovare nel canale di irrigazione il corpo della ragazza. A rendere difficili le ricerche l’assenza di illuminazione lungo la strada.

Saranno le indagini ad accertare la precisa dinamica dell’incidente. Stamani gli uomini della Questura, coordinati dal vice questore Carmine Soriente e dal dott, Pio Russo, dirigente della Polizia Stradale, sono tornati sul luogo dell’incidente per effettuare gli ultimi rilievi.

fonte www.salernonotizie.it

Cade dallo scooter, muore a 15 anni
Lei annega in un canale di irrigazione mentre lui, ferito, va a cercare i soccorsi

Ancora un tragico incidente. La vittima è una ragazza di 15 anni, Federica Santamaria. Il suo fidanzato, Emanuele Citro, è invece rimasto ferito. È accaduto la scorsa notte in via Cristoforo Colombo a Pontecagnano. I due giovani viaggiavano in sella ad uno scooter, quando per cause in fase di accertamento da parte della polizia, sono usciti di strada finendo in un canale di irrigazione. Pare che la giovane sia deceduta per annegamento. Il fidanzato, invece, ha riportato gravi ferite. Sottoposto ad intervento chirurgico è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Salerno. Il giovane si è subito rialzato dopo la caduta e ha, invano, chiesto aiuto ma era sotto choc e così non ha saputo dare indicazioni precise su quanto accaduto e su dove fosse la sua fidanzata. La ragazza, difatti, è stata ritrovata soltanto in un secondo momento.fonte www.ilmattino.it

Federica annega mentre la stanno cercando

EMANUELA ANFUSO Pontecagnano Faiano. Federica Santamaria di appena 15 anni ha perso la vita annegata in un canale d’irrigazione mentre stava percorrendo via Colombo a Pontecagnano, a bordo del ciclomotore guidato dal fidanzato Emanuele Citro 18enne, anche lui di Pontecagnano. È questa l’ipotesi sostenuta dagli inquirenti che stanno cercando di fare piena luce sull’incidente stradale avvenuto l’altra sera intorno alle 22, sulla strada che collega il centro Picentino alla Litoranea. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, Emanuele avrebbe perso il controllo del mezzo finendo nel canale colmo d’acqua. Federica sarebbe caduta dallo scooter con la testa all’ingiù finendo con il corpo sott’acqua. Nonostante il forte impatto e le ferite riportate, il ragazzo è riuscito a chiedere aiuto ad un vicino parcheggio di autocarri. Emanuele era sotto choc e pare non si trovasse nelle condizioni psico-fisiche tali da fornire le modalità dell’incidente. È stato allertato il servizio di emergenza del 118. Sul posto sono giunti gli operatori del Vopi di Pontecagnano che hanno condotto il ragazzo in ospedale. Qui è stato operato e ora è in prognosi riservata, è grave. Ma solo in un secondo momento i poliziotti della Sezione Volanti della questura di Salerno, allertati dal personale in servizio presso il drappello del locale nosocomio, si sarebbero accorti della presenza di Federica nel canale mentre stavano effettuando un attento monitoraggio del luogo dell’incidente. Emanuele pare non si trovasse nelle condizioni di fornire tutte le notizie utili. In un primo momento si era pensato ad una lite, ma quando i poliziotti hanno rinvenuto lo scooter e la ragazza nel canale hanno compreso che si era trattato effettivamente di un incidente. Purtroppo Federica non ce l’ha fatta ed il silenzio della notte che la ha prematuramente avvolta ha lasciato il posto allo strazio dei genitori Arturo Santamaria ed Angelina Castagna. Con i figli Gennaro ed Amalia, hanno cercato di rintracciare Federica sul cellulare, disperatamente, per tutta la serata, in preda ad un funesto presagio. Non vedendola arrivare a casa hanno tentato di mettersi in contatto più volte con la ragazza, ma invano. Appena avuta la notizia del sinistro, il fratello ha raggiunto in tutta fretta il luogo dell’incidente ed avrebbe visto la sorella riversa nel canale. Federica, studentessa al secondo anno all’istituto tecnico “Amendola”, viveva con la sua famiglia in via Scavata Caserosse dove la mamma gestisce l’unica salumeria della zona. Il papà, invece, è un dipendente della fabbrica di alluminio Gam. Le indagini sono state condotte dagli uomini della squadra mobile di Salerno diretta dal vicequestore Carmine Soriente con i colleghi della sezione Volanti, ad intervenire sul posto per i rilievi tecnici anche personale della polizia Stradale. Il ragazzo è ricoverato all’ospedale di San Leonardo in prognosi riservata dove è stato sottoposto ad un delicato intervento per l’asportazione della milza. La polizia ha accertato che si è trattato di un incidente nel quale non sono stati coinvolti altri mezzi. Con molta probabilità Emanuele avrebbe perso il controllo del motorino finendo nel canale d’irrigazione. Intanto, il corpo di Federica non è stato ancora consegnato alla famiglia. Le cause della morte dovrebbero essere note nella giornata di oggi quando il medico legale dovrebbe eseguire l’autopsia esterna sul cadavere della ragazzina. I funerali dovrebbero tenersi nella chiesa di Fuorni.

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«L’ho visto insanguinato, non riusciva a parlare»

Pontecagnano Faiano. «Quella irresistibile voglia di vivere nei tuoi occhi un po’ timidi resterà come rugiada fresca e pura nel cuore… e quando non basteranno più le lacrime per piangerti, le parole per raccontarti, i sogni per sognarti… quella goccia avrà il tuo odore, il tuo sapore, il tuo sorriso dentro noi, lì dove vivrai per sempre». Sono le parole rivolte a Federica dalle sue più care amiche. Le stesse con le quali ha condiviso per anni sogni, attese, speranze e tanti giorni di spensieratezza. Queste parole rappresentavano il bene che provavano per Federica. La ricordano come una ragazza allegra e piena di vita sempre disponibile con gli altri. Ora mancherà a tutti e sarà difficile colmare il vuoto che ha lasciato tra i familiari, i parenti e gli amici. Le più care amiche di Federica sono rimaste accanto alla famiglia per tutta la giornata di ieri. Hanno condiviso il dolore per una perdita così assurda ed inspiegabile. «Non riusciamo ancora a credere che Federica non sia più tra noi. Ci è sembrato di vivere un brutto sogno, ma poi abbiamo dovuto fare i conti con un destino crudele che ci ha portato via Federica», hanno detto alcune compagne. Intanto parla il custode del parcheggio di autocarri di via Colombo. Ai giornalisti ha descritto qui terribili momenti in cui si è visto davanti Emanuele Citro sanguinante. «Stavo facendo entrare un camion nel parcheggio quando mi sono visto arrivare questo ragazzo tutto sanguinante che cercava aiuto. Ho pensato al peggio e mi ha chiesto di accompagnarlo a Sant’Antonio, ma non ha saputo darmi delle spiegazioni su quanto gli era accaduto». Così Michele Maresca, il custode del parcheggio per autocarri Autori dove Emanuele Citro si è recato per chiedere soccorsi. L’uomo era ancora sotto choc per l’accaduto quando ieri mattina si è concesso ai giornalisti. «Non ho potuto fare molto se non avvisare i soccorsi. Ho pensato che il ragazzo fosse rimasto coinvolto in qualcosa di serio e così ho allertato le forze dell’ordine. Non ho potuto fare di più in quanto ero impegnato sul lavoro». Grazie all’intervento di Maresca, Emanuele Citro, già gravemente ferito, è stato trasportato in tutta fretta all’ospedale di San Leonardo. A soccorrerlo sono stati gli operatori del Vopi di Pontecagnano con il medico del Saut. Il ragazzo aveva ferite dappertutto e forti dolori alla pancia. I medici lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti di rito, ma si è resa necessaria lì’asportazione della milza. Emanuele vive con la famiglia in via Abate Conforti a Sant’Antonio di Pontecagnano con il papà Marcello e la mamma Donata sorrentino e poi i fratelli Biagio, Luca e Jonathan Mauro con la sorella Sonia. I familiari del ragazzo sono preoccupati per le sue condizioni di salute. Emanuele non sarebbe in pericolo di vita, ma i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. em.an.
La giovane Federica Santamarina

Un dramma in pochi attimi: il fidanzato, ferito e sotto choc, non riesce a dare indicazioni utili ai soccorritori

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Pontecagnano: oggi l’autopsia sul corpo della giovane Federica

Pontecagnano piange la giovane Federica. La ragazza deceduta nella notte tra mercoledì e giovedì dopo che il motorino guidato dal suo fidanzato è sbalzato fuori strada finendo in un canale di irrigazione, tra qualche giorno avrebbe preso a frequentare il secondo anno dell’Istituto Superiore Amendola.

A poche ore dal terribile incidente di via Cristoforo Colombo, strada che collega il centro del comune picentino alla litoranea, il 18enne alla guida dello scooter resta ricoverato al San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. Ascoltato ieri dal capo della Squadra Mobile, il vice questore Carmine Soriente, il ragazzo ha ripercorso quei terribili istanti. Una carezza rubata mentre lo scooter era in corsa, poi lo schianto ed in pochi istanti la tragedia.

Nulla quindi lascia pensare che l’incidente sia stato provocato da terzi. Prende sempre più piede, invece, l’ipotesi che la 15enne sia morta per annegamento. Federica sbalzata dalla sella dello scooter e finita in quel terribile canale di irrigazione, lungo pochi metri, non molto profondo, dolorante e priva di sensi, con il viso nell’acqua, molto probabilmente non sarebbe morta per le ferite riportate.

Sarà l’autopsia che sarà eseguita nel pomeriggio dal medico legale Giovanni Zotti ad accertare la precisa causa del decesso della quindicenne. Sulla morte di Federica il Pubblico Ministero Dionigio Verasani ha aperto un fascicolo di inchiesta. Quella notte sarà ricostruita in ogni dettaglio. Importante anche la testimonianza del custode del parcheggio dove il 18enne ha chiesto aiuto dopo l’impatto e che ieri ai microfoni del liratg ha raccontato quelle terribili ore di ricerche.

fontewww.salernonotizie.it

Il giovane, dal letto d’ospedale, chiede come sta la sua fidanzata. Non sa che è morta, bugie pietose

Emanuele non sa nulla e vuole Federica

EMANUELA ANFUSO Pontecagnano Faiano. Con molta probabilità la 15enne Federica Santamaria ha perso la vita annegando nel canale di irrigazione dopo essere stata sbalzata dalla sella del motorino sul quale viaggiava in compagnia del fidanzato 18enne Emanuele Citro di Pontecagnano. L’autopsia eseguita nella serata di ieri nell’obitorio dell’ospedale di San Leonardo dal medico legale Giovanni Zotti sul corpo della ragazza non ha fornito indizi certi sulle cause del decesso, ma quella dell’annegamento resta l’ipotesi più probabile. «Soltanto con un esame istologico potremo esprimerci con certezza sulle cause che avrebbero provocato la morte della ragazza. Ed i primi risultati definitivi si avranno solo tra una ventina di giorni», dice il medico legale Zotti. Intanto, prosegue il lavoro degli investigatori, coordinati dal pm Dionigio Verasani, per ricostruire la dinamica dell’incidente stradale avvenuto mercoledì sera lungo via Colombo, la strada che collega il centro cittadino di Pontecagnano con la Litoranea. Gli uomini della Squadra Mobile di Salerno, diretti dal vice questore Carmine Soriente sono alla ricerca di particolari ed indizi per fare piena luce sul sinistro. Federica ed Emanuele si trovavano su un motorino preso in prestito da un amico del ragazzo. Per qualche motivo Emanuele ha perso il controllo del mezzo finendo nel canale d’irrigazione. Federica è stata sommersa dall’acqua del canale. Il fidanzato è riuscito a rialzarsi ed a raggiungere il vicino parcheggio di autotrasporti Autori. Il custode Michele Maresca se l’è visto di fronte sanguinante: «Mi ha chiesto di accompagnarlo a Sant’Antonio, ma non potevo allontanarmi così ho allertato subito i soccorsi» ha detto. Emanuele è stato soccorso dagli operatori del Vopi di Pontecagnano e trasportato al vicino ospedale di San Leonardo dove i medici lo hanno sottoposto all’asportazione della milza. Mentre il corpo senza vita di Federica è stato rinvenuto solo dopo alcune ore dall’incidente chè è avvenuto intorno alle 22. A quanto pare Emanuele è già stato ascoltato dagli investigatori e non ha ancora saputo della morte della ragazza. I familiari non gli avrebbero ancora comunicato la brutta notizia e dal letto dell’ospedale avrebbe chiesto della fidanzata: «I giornali hanno parlato sia di me che di Federica», avrebbe detto Emanuele. La morte della ragazza ha lasciato sgomento l’intero quartiere di Scavata Caserosse dove viveva con il papà Arturo, la mamma Angelina Castagna, il fratello Gennaro e la sorella Amalia. La madre della ragazza gestisce l’unica salumeria della zona mentre il padre lavora in una vicina fabbrica per la lavorazione dell’alluminio. E si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Dopo la lettera scritta dalle compagne care, ieri gli amici della “banca” (punto di ritrovo dei ragazzi) le hanno dedicato queste parole: «Federica ci ha lasciato all’improvviso lasciando un vuoto nella vita di tutti noi e dei suoi parenti che l’amavano. Se n’è andata, speriamo senza soffrire, né capire quello che le stava accadendo, senza poter salutare nessuno, lasciandoci soli a piangere per lei. Federica, cara amica nostra, sappiamo che non vorresti vederci piangere, non tu che ridevi sempre, non tu che ci hai sempre incoraggiato e sostenuto per ogni difficoltà. Ti vogliamo ricordare così con il tuo sorriso, con la tua dolcezza, con la tua voglia immensa di vivere, con la forza che hai sempre avuto in qualunque momento. Con il sorriso rimarrai nei nostri cuori per sempre».

fonte www.ilmattino.it

Incidente mortale: denunciato

dalla Polizia il fidanzato di Federica,

aveva bevuto troppo

Gli esiti delle indagini relative all’incidente stradale, avvenuto a Pontecagnano la sera del 3 settembre u.s., nel quale ha perso la vita la giovane F. S., espletate, nell’immediatezza dei fatti dalla Sezione Volanti, dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Stradale di Salerno, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’incidente.E. C., nato a Battipaglia, di anni 18, mentre era alla guida del ciclomotore ha perso il controllo del mezzo ed è finito fuori strada, finendo la sua corsa in un canale pieno d’acqua, posto a margine della carreggiata. Il forte impatto ha causato gravi ferite al centauro ed il decesso della giovanissima passeggera.

Gli esami clinici hanno evidenziato lo stato di ebbrezza da sostanze stupefacenti di E. C. che aveva assunto sostanze cannabinoidi. Tale circostanza, insieme al fatto che tutte le verifiche hanno escluso il coinvolgimento di terzi responsabili, hanno determinato la denuncia in stato di libertà di E. C., responsabile di guida sotto l’effetto di sostanza stupefacente.

Lo stesso, inoltre, è stato contravvenzionato ai sensi del Codice della Strada perché era alla guida senza aver conseguito il patentino di abilitazione e perché lo scooter era privo di assicurazione, per aver condotto il ciclomotore a velocità non moderata in ore notturne nonché per aver trasportato un passeggero su un veicolo non omologato.

fonte www.salernonotizie.it

SALERNO INCIDENTE MORTALE DELLA 15ENNE, ERA DROGATO IL CONDUCENTE

Aveva fumato uno spinello Emanuele Citro, il 18enne che era alla guida del Piaggio Liberty finito fuori strada, mercoledì notte, in via Cristoforo Colombo, a Pontecagnano. La caduta in una vasca di scolo causò la morte della sua fidanzatina, la quindicenne Federica Santamaria, morta sul colpo, come ha poi accertato l´esame autoptico effettuato dal medico legale Giovanni Zotti, per una gravissima emorragia interna. Gli esami clinici a cui il diciottenne è stato sottoposto subito dopo il drammatico incidente, hanno evidenziato l´assunzione di sostanze cannabinoidi e per questo è stato denunciato in stato di libertá per guida in stato di ebbrezza. Il ragazzo è stato inoltre contravvenzionato ai sensi del Codice della Strada perchè era alla guida senza aver conseguito il necessario patentino di abilitazione e perchè lo scooter era privo di assicurazione. E´ stato poi multato anche per aver condotto il ciclomotore a velocitá non moderata nelle ore notturne e per aver trasportato un passeggero su un veicolo non omologato. La giornata di ieri ha segnato una svolta nelle indagini sulla morte di Federica Santamaria, la quindicenne di Pontecagnano rimasta uccisa mentre era a bordo di un Liberty Piaggio 50 guidato dal fidanzato diciottenne Emanuele Citro, coinvolta in un drammatico incidente avvenuto nella notte del 3 settembre scorso in via Cristoforo Colombo, a pochi passi dalla litoranea di Pontecagnano. Gli agenti della Questura di Salerno, dopo una serie di accertamenti condotti dalla polizia hanno denunciato a piede libero Emanuele Citro, a tutt´oggi ricoverato in condizioni critiche presso l´ospedale Ruggi di Salerno, con l´accusa di guida sotto effetto di sostanze stupefacenti e nello specifico di cannabinoidi. Gli agenti hanno accertato che nella dinamica del sinistro non è rimasta coinvolta nessun´altra autovettura o motocicletta e che lo scooter con i due ragazzi a bordo è finito fuori strada solo per una manovra errata e per l´elevata velocità.
Inoltre Citro è stato sanzionato per aver guidato senza patentino e ad eccessiva velocità uno scooter che era anche sprovvisto di regolare assicurazione. Altra conferma ufficiale arriva dal referto del medico legale che ha eseguito l´autopsia sul corpo della quindicenne. Federica è deceduta in seguito ad un tremendo colpo di frusta che le ha reciso di vasi sanguigni del collo e non, come si pensava all´inizio, per annegamento essendo finita nel canale laterale alla strada dove scorrono le acque per l´irrigazione dei campi.Ieri mattina, intanto, presso la chiesa dell´Immacolata a Pontecagnano, si sono svolti i funerali della ragazza con la presenza di centinaia di persone. La lista delle morti sulle strade salernitane purtroppo continua ad allungarsi. Nella tarda serata di venerdì, nei pressi dello svincolo di Lancusi Fisciano della Salerno- Avellino, ha perso la vita una infermiera quarantasettenne Nicolina Pecoraro anni di Mercato San Severino nella Valle dell´Irno, rimasta uccisa dopo una carambola a bordo della sua autovettura. Ancora sangue sulle autostrade dopo Cetara in Costiera Amalfitana e il Cilento.

www.positanonews.com

«Non avevamo mai visto il suo ragazzo»
Pontecagnano Faiano. «Non conoscevamo questo ragazzo. I genitori di Federica non lo hanno mai visto. Era solo uno dei suoi tanti amici non sappiamo neanche se fossero davvero fidanzati». A parlare è lo zio di Fede Francesco Bottone, sposato con AnnaMaria Castagna sorella della mamma della 15enne che ha perso prematuramente la vita. «Federica frequentava spesso la nostra casa. Eravamo i suoi genitori putativi. Con mia figlia Lucia erano come sorelle. In questo momento non abbiamo parole per poter esprimere il nostro dolore, specie i genitori di Federica. Siamo tutti addolorati».

La polizia chiude le indagini sull’incidente che è costato la vita alla quindicenne Federica Santamaria il fidanzato Emanuele non era lucido

Il parroco: ragazzi, abbiate rispetto per la vita
PETRONILLA CARILLO Proprio mentre in chiesa a Pontecagnano arriva il feretro bianco che custodisce il corpo di Federica Santamaria, a Salerno il capo della Mobile, il vicequestore Carmine Soriente, firma gli atti da portare in procura: una denuncia, sia pure in stato di libertà, nei confronti di Emanuele Citro, il 18enne che l’altra sera era alla guida dello scooter-killer. I risultati delle analisi eseguite sul giovane fidanzatino della vittima sono state consegnate l’altra sera alla polizia. Parlano chiaro: Emanuele si era messo alla guida dello scooter nonostante lo stato di alterazione dovuto all’uso di sostanze cannabinoidi. Gli uomini della Mobile, in collaborazione con i colleghi della Polstrada (diretti dal vicequestore Pio Russo), hanno dunque chiuso le indagini e consegnato il fascicolo in procura. Escluso il coinvolgimento di terzi responsabili, gli investigatori non hanno dubbi sul fatto che la responsabilità dell’incidente che ha causato la morte della 15enne, sia da attribuire alla guida dello scooter sotto effetto di sostanza stupefacente. Il ragazzo, dunque, era in uno stato di alterazione psicofisica dovuto al fatto di aver fumato una canna, e così avrebbe perso il controllo dello scooter. Di qui, secondo gli inquirenti, anche il suo stordimento quando è andato a chiedere aiuto al custode dell’Autotrasporti Autuori: il forte stato di choc dovuto, secondo gli investigatori, non era dovuto soltanto alla violenta caduta dallo scooter. Difatti Emanuele, secondo la testimonianza di Michele Maresca, il primo a soccorrerlo, non ricordava di essere in compagnia di Federica: o meglio, cercava di parlare, senza riuscire a farsi comprendere. Il ragazzo è anche stato contravvenzionato, ai sensi del codice della strada, perché alla guida del motorino senza aver conseguito il patentino di abilitazione e perché lo stesso mezzo era privo di assicurazione; infine per aver condotto il ciclomotore a velocità non moderata in ore notturne nonché per aver trasportato un passeggero su un veicolo non omologato. La polizia, dunque, adotta il pugno duro. Sarà ora compito del magistrato valutare se, a carico del giovane, possano essere gli estremi per un’accusa di omicidio colposo. Questa la ricostruzione dei fatti. Mercoledì sera in via Colombo, il 18enne, mentre era alla guida del ciclomotore ha perso il controllo del mezzo, complice anche la forte velocità, ed è finito fuori strada. Lo scooter ha finito la sua corsa in un canale pieno d’acqua, posto a margine della carreggiata. Il forte impatto ha causato gravi ferite al centauro ed la morte della giovanissima passeggera la quale, secondo gli esiti dell’autopsia potrebbe essere morta per annegamento. La famiglia della ragazza, affranta dal dolore, preferisce non commentare la decisione degli investigatori. Per tutti parla soltanto uno zio di Federica, Francesco Bottone, cognato della mamma della ragazza. «Questo ragazzo – dice – noi non lo conoscevamo neanche. A quindici anni non si può parlare di fidanzato ma soltanto di un amico. In questo momento il dolore è tanto grande che non riusciamo neanche a pensare al futuro. Per quanto accaduto sarà la giustizia a fare il suo corso». Intanto Emanuele resta ricoverato in ospedale e soltanto ieri la sua famiglia ha iniziato, con l’aiuto di uno psicologo, a raccontargli quanto accaduto l’altra sera. Alcuni dei suoi parenti sono invece andati a trovare Federica all’obitorio. (Ha collaborato Emanuela Anfuso)
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PONTECAGNANO. DOPO LA TRAGICA MORTE DI FEDERICA

La madre del ragazzo: «Emanuele non si droga»

EMANUELA ANFUSO Pontecagnano Faiano. «Emanuele non è un drogato e non fa uso di alcol. In questi giorni si è detto di tutto su di lui, ma mio figlio è un ragazzo semplice senza grilli per la testa». È lo sfogo di Donata Sorrentino, mamma di Emanuele Citro rimasto coinvolto mercoledì scorso in un incidente stradale dove ha perso la vita Federica Santamaria di 15 anni. La signora Donata ha dichiarato al telefono: «È un momento di dolore sia per la mia famiglia che per quella di Federica. Per adesso voglio solo stare vicino ad Emanuele. I medici mi hanno detto che dovrebbe essere sottoposto anche ad un intervento al braccio. Anche noi abbiamo il cuore spezzato e ci stiamo facendo forza per superare tutto». Ma Emanuele è a conoscenza di quanto è capitato a Federica? «No, i sanitari ci hanno consigliato di lasciarlo tranquillo e non sa nulla circa la morte della ragazza e dei funerali». Avete intenzione di rivolgervi ai genitori di Federica? «Con molta probabilità lo faremo. Nei prossimi giorni potremo pensare di inviare una lettera di condoglianze ai genitori della povera Federica. Siamo dispiaciuti anche noi di quanto è accaduto. I ragazzi pare si conoscessero da poco». Intanto, continuano a giungere messaggi di cordoglio per Federica. Le sue tante amiche hanno intenzione di mantenere vivo il ricordo «di una ragazza splendida e piena di vita. Federica rimarrà per sempre nei nostri cuori». Anche i compagni di Emanuele si sono fatti avanti. «Ha sbagliato, ma è un bravo ragazzo e non lo abbandoneremo». E la morte assurda di una ragazza di appena 15 anni ha sensibilizzato tutti. La città si è divisa in colpevolisti ed innocentisti, ma tanti genitori si dicono preoccupati delle precarie condizioni delle strade cittadine. Chiedono maggiori controlli: «C’è scarsa illuminazione e l’asfalto in molti punti è sconnesso». L’incidente è avvenuto in via Colombo, una strada poco illuminata con canali di irrigazione ai bordi della carreggiata. Emanuele e Federica erano su un motorino ed all’improvviso il ragazzo pare abbia perso il controllo del mezzo finendo nel canale. La caduta si è rivelata fatale per la 15enne, deceduta in seguito ad una emorragia. Intanto proseguono le indagini della squadra mobile di Salerno diretta dal vice questore Carmine Soriente e della Polstrada del comandante Pio Russo. La posizione di Emanuele Citro è al vaglio della magistratura.

fonte www.ilmattino.it








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