si parla molto del Villaggio a Trentova
molte associazioni sono contro ma voi cittadini cosa ne pensate?
votate!
SABATO LEO Agropoli. Il Piano regolatore generale é stato bocciato dal Tribunale amministrativo regionale. Tutto da rifare, quindi. Sono due le sentenze che, accogliendo i ricorsi del costruttore Silvio Russo e di Stefano Gallo, hanno dato l’altolà allo strumento urbanistico riadottato il 18 ottobre del 2006 (deliberato numero 87). Uno solo il motivo assorbente che il Tribunale ha ritenuto fondato: la delibera di adozione del PRG é di competenza della giunta invece che del consiglio comunale e l’adozione deve seguire, invece che precedere, come avvenuto nel caso de quo, l’esame delle osservazioni. A stabilirlo é la legge urbanistica della Regione (numero 16/2004) che ha modificato la stessa denominazione della pianificazione a livello comunale, facendo uso dell’acronimo Puc invece che di Prg. Il Tar ha ritenuto applicabile la legge di quattro anni fa e non quella del 1982. ”La delibera di gravame andava collocata nell’alveo procedimentale disegnato dal più recente legislatore regionale in ragione della data cui essa risale, successiva all’entrata in vigore della legge n.16/04”, ha sentenziato il collegio giudicante. Doveva essere applicato, cioè, il paradigma procedimentale della normativa del 2004 e non quella del 1982. Il motivo? Il deliberato messo sotto accusa n.87 (all’epoca il Comune era guidato dal sindaco diessino Antonio Domini) ha ”natura sostanziale di nuova adozione del piano urbanistico comunale”, in quanto aveva accolto alcune osservazioni presentate da associazioni e privati. Di conseguenza, il PRG veniva rimodulato, approvando anche alcune modificazioni alle norme di attuazione. Il ricorrente Stefano Gallo, proprietario di un vasto appezzamento di terreno, ricompreso in zona G3 del vecchio Programma di Fabbricazione, aveva ottenuto nel 2001 da un commissario ad acta della Provincia l’approvazione di un piano di lottizzazione per realizzare un complesso turistico-recettizio e nel 2002 aveva anche stipulato la prescritta convenzione. Con la pubblicazione, poi, sul Burc (Bollettino ufficiale regione Campania) del relativo avviso di deposito, il Piano di lottizzazione era divenuto esecutivo. A Silvio Russo il Comune aveva rifiutato il ”permesso di costruire” per l’edificazione di un fabbricato a destinazione commerciale, civile abitazione e parcheggio interrato. Il suolo, ricompreso in zona edificabile (B1 del PdF), era stato destinato dal PRG in zona B12 (zona satura recente) e, quindi, inedificabile. I due ricorsi, predisposti dall’avvocato Antonello Scuderi, presentati il 30 dicembre del 2007, sono stati discussi nell’udienza che il Tar ha tenuto lo scorso 8 gennaio. Meno di un mese dopo il deposito delle due sentenze. Il Comune, guidato dal sindaco Franco Alfieri, ha già deciso di impugnare, tramite l’avvocato Lorenzo Lentini, in Consiglio di Stato (Giudice amministrativo di appello) i clamorosi, sfavorevoli verdetti.
fonte http://sfoglia.ilmattino.it
• Agropoli. L’ospedale di Agropoli fuori dalla rete dell’emergenza: il Comune impugna innanzi al Tar, sezione di Salerno, il piano aziendale dell’Asl Sa3. A renderlo noto il sindaco Franco Alfieri che lancia un appello a tutti i sindaci affinché sostengano la stessa iniziativa. La decisione di impugnare il piano aziendale è stata formalizzata con una apposita delibera comunale. Il Comune ha impugnato il “Piano aziendale di riorganizzazione dei presidi ospedalieri”. «Si tratta – afferma Alfieri – di un provvedimento con il quale l’amministrazione comunale ha inteso attivare un’iniziativa forte e decisa a difesa dell’ospedale civile di Agropoli. Il piano approvato dall’Asl Sa 3, recependo la legge regionale, elimina di fatto il pronto soccorso ed i reparti di urgenza del presidio di Agropoli, e non garantisce e tutela l’assistenza al territorio avendo eliminato dalla rete di emergenza l’ospedale civile. Abbiamo deciso, quindi, – conclude il sindaco – di impugnare la delibera dell’Asl Sa 3 con la quale si approva il piano aziendale. Chiederemo, inoltre, anche agli altri sindaci rientranti nel distretto sanitario 108 di adottare ad adiuvantum un provvedimento di impugnazione». Provvedimenti che «saranno condivisi anche dagli altri Comuni cilentani», scrive in una nota l’amministrazione agropolese.
http://ricerca.quotidianiespresso.it
SABATO LEO Agropoli. Il Codacons Campania non ha avuto dal Tar l’accesso ai progetti del costruendo villaggio turistico (430 mini-appartamenti) nella mitica Baia di Trentova. Il Tribunale amministrativo regionale (2^ sezione), infatti, ha respinto il ricorso presentato contro il diniego, opposto per silenzio, del Comune di Agropoli, alla richiesta dell’associazione dei consumatori presieduta da Enrico Marchetti. Secondo la sentenza, il ricorso del Codacons é ”inammissibile”. Dalla documentazione depositata, infatti, non emerge che l’istanza di accesso agli atti del Codacons sia stata effettivamente presentata e sia effettivamente pervenuta all’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Franco Alfieri, con la conseguenziale decorrenza del termine per la formazione del silenzio-rigetto. Secondo il ricorso, la copia dell’istanza di visionare i progetti era stata formalizzata via fax a sei distinti destinatari fra i quali il Comune di Agropoli. I due rapporti di trasmissione, comprovanti l’esito favorevole del collegamento telefonico, però, riportano numeri di fax che non corrispondono a quelli in dotazione del Comune di Agropoli. In particolare, un numero (0974/7199217) corrisponde a quello del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano mentre l’altro (06/8417752) non corrisponde ad alcuno dei numeri riportati dal Codacons ricorrente nel frontespizio dell’istanza di accesso. Uno svarione clamoroso, quindi, che ha fatto perdere la causa al Codacons. Il motivo? Non vi è prova che l’istanza di accesso sia stata ritualmente inoltrata e ricevuta dal Comune di Agropoli. Il Codacons voleva acquisire notizie utili alla tutela della Baia di Trentova ed al contrasto di fenomeni speculativi in danno della menzionata località, peraltro interessata dall’istituzione di un parco marino. L’associazione era intervenuta dopo le notizie apparse sulla stampa circa alcuni programmi relativi alla costruzione di un villaggio turistico da insediare a Trentova, nonché dalle dichiarazioni rese alla stampa proprio dal sindaco Alfieri. Con il ricorso al Tar, il Codacons aveva impugnato il silenzio-rigetto serbato dall’amministrazione comunale sull’istanza intesa ad ottenere gli atti relativi a progetti preliminari o esecutivi ed a studi di fattibilità aventi ad oggetto la realizzazione di interventi sull’area di Trentova, oltre alle prescrizioni del vigente strumento urbanistico. Il Comune di Agropoli non si é costituito nel processo per opporsi al ricorso del Codacons, depositato il 14 ottobre del 2008. La causa é stata discussa dopo circa un mese e qualche settimana fa é stata depositata la sentenza che é stata pronunciata dal collegio giudicante composto dal presidente Luigi Antonio Esposito e dai consiglieri Filippo Portoghese e Francesco Gaudieri (estensore).
fonte http://sfoglia.ilmattino.it
Commenti recenti