anche Agropoli a rischio commissariamento per la TARSU, 53 Comuni in totale

2 12 2010

 

C’è anche Salerno tra i Comuni che ancora non hanno trasmesso a EcoAmbiente gli archivi della Tarsu, dell’anagrafe e i dati sulla raccolta dei rifiuti. Rischiano il commissariamento
di Gianni Giannattasio

• Sono cinquantatrè i Comuni che ancora non hanno trasmesso le banche dati sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani alla EcoAmbiente Spa, la società della Provincia di Salerno.

• Si tratta, dunque, di un terzo dei Comuni dell’estesa provincia salernitana, per i quali è stato chiesto l’intervento del prefetto. Il decreto legge 195 del 30 dicembre scorso, poi convertito in legge a febbraio, prevede infatti che il prefetto provveda in prima istanza a diffidare i Comuni inadempienti e successivamente alla nomina di un commissario ad acta e alla rimozione o sospensione degli amministratori locali.

• La legge stabiliva che i Comuni campani trasmettessero alle societá provinciali, che dal primo gennaio 2011 dovranno gestire l’i ntero ciclo dei rifiuti, tutti gli archivi afferenti la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, i dati della raccolta della spazzatura e la banca dati dell’anagrafe della popolazione residente, con le composizioni dei nuclei familiari.

• I Comuni che ancora non lo hanno fatto sono: Acerno, Agropoli, Alfano, Altavilla Silentina, Aquara, Ascea, Atena Lucana, Camerota, Campagna, Campora, Casalbuono, Castel San Lorenzo, Castiglione del Genovesi, Centola, Cicerale, Coliano, Controne, Contursi Terme,Cuccaro Vetere, Felitto, Laureana Cilento,Laurino, Lustra, Maiori,Moio della Civitella, Montano Antilia, Monteforte Cilento, Montesano sulla Marcellana, Morigerati, Ogliastro Cilento, Olevano Sul Tusciano, Orria, Petina, Pisciotta, Polla, Ricigliano, Rofrano, Romagnano al Monte, Sacco, Salento, Salerno, Salvitelle, SanMarzano sul Sarno, Sant’Angelo a Fasanella, Santomenna, Serramezzana, Sicignano degli Alburni, Stella Cilento, Stio, Torchiara, Torre Orsaia, Tortorella e Trentinara. Dieci di questi hanno inviato gli elenchi Tarsu, ma non gli archivi anagrafici e i dati relativi alla produzione dei rifiuti.

• Come i contribuenti dei 158 comuni della provincia di Salerno sapranno, già per il 2010 ad EcoAmbiente spetta una quota della Tarsu, quella relativa ai costi per il trattamento dei rifiuti indifferenziati nello Stir di Battipaglia, per il trasferimento e il conferimento in discarica. Costo che il presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, stabilì in 125 euro a tonnellata più Iva al 10 per cento.

• EcoAmbiente, dunque, è interessata ad avere i ruoli emessi dai singoli Comuni per il 2010, per conoscere innanzitutto l’esatto ammontare che ciascuno deve. A questo proposito, però, c’è da dire che la Provincia ha stabilito una tariffa che non incentiva affatto la raccolta differenziata. I comuni virtuosi pagano la stessa cifra di quelli che conferiscono allo Stir il cosiddetto “tal quale”, cioè la spazzatura che contiene insieme ai rifiuti non riciclabili (indifferenziato) anche plastica, carta, vetro e umido. Invece, andrebbero attivate tariffe diverse e premiare chi allo Stir porta l’indifferenziato e non il “tal quale”. EcoAmbiente è una società pubblica è deve puntare a ridurre le quantitá di rifiuti in entrata allo Stir e non a fare cassa.





Riconosciuto lo stato d’emergenza per la provincia di Salerno

18 11 2010

Annuncio del ministro per le Pari opportunità Carfagna «Ora ci saranno interventi rapidi a sostegno di territori»

ROMA – Il Consiglio dei ministri ha riconosciuto lo stato di emergenza per le zone colpite dal maltempo in Campania, e in particolare nella provincia di Salerno e nell’area di Sarno e di Agropoli. Lo rende noto, al termine del Consiglio dei ministri, il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. «Grazie allo stato di emergenza riconosciuto oggi dal Governo per le zone devastate dall’alluvione in Campania, nella Provincia di Salerno e nell’area di Sarno e di Agropoli – dice il ministro – ora è possibile intervenire rapidamente a sostegno di territori e popolazioni cos’ duramente provate». «Ancora una volta il Governo dimostra, e non con le parole, di saper intervenire tempestivamente per risolvere le gravi emergenze del Paese, siano esse al Nord o al Sud», aggiunge Carfagna. «Questo è il modo migliore per rispondere ai parolai della politica», conclude il Ministro.





Maltempo: nel Salernitano acqua gratis a chi compra frutta

16 11 2010

acqua gratis

Iniziativa del titolare di un negozio di Agropoli

AGROPOLI (SALERNO), 15 NOV – Acqua in omaggio a chi acquista frutta e verdura. In tempo di ‘grande sete’ accade anche questo. L’originale idea e’ nata infatti al titolare di un negozio di frutta e verdura di Agropoli, uno dei 14 Comuni del salernitano colpiti dall’emergenza idrica in seguito alla rottura della condotta principiale dell’acquedotto ‘Basso Sele’.

Il titolare del negozio ha deciso di omaggiare la clientela con un cadeau molto apprezzato, in questi giorni di emergenza: una tanica d’acqua a tutti coloro che decideranno di acquistare ortaggi e frutta di stagione. Intanto, sempre sul fronte emergenza, prosegue nei Comuni cilentani l’approvvigionamento idrico grazie al servizio autobotti.

fonte ansa.it





Salerno, l’emergenza idrica si estende ad altri quartieri, lunedì riaprono le scuole

14 11 2010

500 mila utenze a secco. Aumenti ingiustificati per la minerale, ma è ressa nei supermercati.

Franco Pennello
Cresce l’emergenza idrica a Salerno, dove la zona orientale è ancora senz’acqua – così come gran parte della provincia dove si contano ben 500 mila famiglie senz’acqua – e dove ora altri quartieri sono rimasti a secco.  L’Ausino spa, Servizi idrici integrati, ha infatti comunicato che è stata riscontrata una perdita idrica in località Sordina insistente sulla condotta consorziale Ausino. E che per eseguire i lavori è necessario sospendere l’erogazione idrica ad horas sulla condotta.
Tale sospensione idrica comporterà la mancata erogazione nei quartieri di Sordina, Montecasino (parte alta) ú Cappelle Superiori, Puzzo di Cappelle, Cappelle Inferiori (tratto compreso tra via Fuardo e via S.Luca, escluso Parco Ambra e Palazzine Siulp), ospedale G. Da Procida, Pellezzano (fraz. Chiuiano- Via J.F. Kennedy, Via De Gasperi, Via S. de Vita e Via dei Casali), Rione Calenda (soltanto il tratto di Via S.Calenda compreso tra via De Fugaldo e via Paolo VI inclusa).
Tale sospensione idrica potrebbe inoltre determinare delle temporanee depressioni idriche in Via San Felice in Pastorano, via Casa Leone, via Casa Roma e nella parte alta della zona di Matierno e in località Croce.

Tempi sconosciuti

Quindi ancora non si sa quando il problema sarà risolto. Quantomeno per riuscire a fornire l’acqua per due ore al giorno. L’unità di crisi, e i tecnici della “Salerno Sistemi” – la società che gestisce l’erogazione idrica nel capoluogo – sono all’opera per risolvere il problema: lavorano per la realizzazione di raccordi in grado di garantire l’acqua nelle case. O almeno negli ospedali.
E intanto continuano a giungere segnalazioni di aumenti ingiustificati della minerale nei supermercati, e resse per accaparrarsela.

Un “by pass” anche ad Agropoli

E pure ad Agropoli si lavora a un “by pass” da collegare all’acquedotto dell’Alto Sele per superare l’emergenza idrica. . Il “by pass” potrebbe essere realizzato sul territorio del Comune di Capaccio-Paestum e collegherebbe la rete idrica della cittadina cilentana direttamente con l’acquedotto dell’Alto Sele. I lavori di collegamento, fanno sapere dal Comune, potrebbero durare alcuni giorni e già a metà della prossima settimana Agropoli potrebbe finalmente usufruire dell’approviggionamento idrico.

 





Agropoli: emergenza idrica

14 11 2010

Per affrontare l’emergenza idrica, l’Unità di Crisi del Comune di Agropoli, presieduta dal sindaco Franco Alfieri, comunica che sono attivate le seguenti postazioni per la distribuzione di acqua non potabile:

- Ex Landolfi;

- Via Taverne, parcheggio Palagropoli;

- zona San Marco: presso distributore Esso e Bar Rio

- Piazza Muoio;

- Via Salvo D’Acquisto;

- pomeriggio Madonna del Carmine

- mattina Piazza San Severino; pomeriggio S. Francesco.

Per l’acqua potabile, invece, sono state attivate delle fontanelle in località Fuonti (presso autotrasporti Amendola e presso parcheggio Peluso) e Frascinelle.

Il Comune di Agropoli, in collaborazione con i volontari della Croce Rossa, continua a distribuire ad anziani e disabili, esclusivamente per situazioni di estrema necessità, acqua potabile presso le abitazioni (per farne richiesta è possibile contattare il numero speciale 0974 827424).

Autobotti stanno rifornendo i serbatoi delle scuole cittadine e da lunedì 15 novembre riprenderanno regolarmente le lezioni.

Altre autobotti sono a disposizione degli uffici pubblici.

In queste ore è in corso un intervento per collegare, attraverso un by pass, la condotta dell’Alto Sele con quella del Basso Sele nel territorio di Capaccio. Presumibilmente entro metà della settimana prossima la città di Agropoli potrebbe essere approvvigionata, anche in via temporanea, di acqua. Non sarà utilizzata l’acqua della Diga dell’Alento, poichè i tempi per l’attivazione del potabilizzatore sarebbero più lunghi

Continuano intanto i controlli di Polizia Municipale e delle Forze dell’Ordine presso le attività commerciali per verificare eventuali speculazioni sui prezzi di acqua, taniche e altro materiale.

Per tutte le informazione e le segnalazioni è possibile contattare l’Unità di Crisi del Comune attraverso il numero 0974 827424.





Emergenza Idrica: by pass di 3,8 km per superare crisi idrica, si torna alla normalità il 23 dicembre

11 11 2010

Martedì il Consiglio dei ministri dichiarerà lo stato d’emergenza che consentirà di predisporre gli interventi per riparare l’acquedotto del Sele, danneggiato dall’ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Salerno.

Lo ha detto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso nel corso della riunione all’aeroporto di Pontecagnano con i sindaci dei Comuni colpiti dalle piogge.

L’obiettivo, ha spiegato Bertolaso, è quello di realizzare bypass che consenta di superare il punto dell’acquedotto che si é rotto e fare in modo che le 500 mila persone attualmente senza acqua potabile possano riaverla nelle loro abitazioni entro Natale, si parla del 23 dicembre come data del possibile ritorno alla normalità. Nel frattempo l’erogazione dell’acqua sarà garantita attraverso le autobotti.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri verrà anche quantificata l’entità degli stanziamenti che serviranno per realizzare il bypass dell’acquedotto e già mercoledì si potrà fare la conferenza dei servizi che consentirà di avviare i lavori che, dunque, dovrebbero iniziare entro una settimana.

Ai sindaci Bertolaso ha ricordato anche che verrà predisposto un pacchetto di interventi che spetteranno a Provincia e Regione per il ristoro dei danni subiti dagli agricoltori e dalle aziende del territorio.

Diciotto mezzi dei vigili del fuoco sono già al lavoro proprio per questo scopo e nei prossimi giorni ne arriveranno altri. Della necessità di fare presto è convito anche il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

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500 mila senz’acqua: allarme Sindaci. In molti Comuni Scuole CHIUSE

11 11 2010

I lavori per il ripristino della rete saranno lunghi e complessi. Il maltempo ha fatto danni notevoli sulle condotte dell’acquedotto del Sele e così quattordici comuni della provincia di Salerno rischiano di rimanere a secco a lungo. Secondo una prima stima occorreranno tra i 20 ed i 30 giorni per ultimare le opere di ripristino, e risorse per almeno 5-6 milioni di euro; i danni riguardano infatti ben tre chilometri di condotte.

Circa 500mila le persone residenti nell’area dell’emergenza: già da stasera è cominciata la corsa all’acquisto della minerale, con le volanti della polizia intervenute per tenere la situazione sotto controllo. Alcuni dei comuni interessati sono della piana del Sele, altri del Cilento.

Anche il capoluogo è interessato a questa emergenza con i quartieri della zona orientale. L’elenco è lungo. E così, oltre che in alcune aree di Salerno, l’acqua mancherà anche a Eboli, Battipaglia, Bellizzi, Montecorvigno Pugliano, Pontecagnano-Faiano, Campagna, Serre, Albanella, Ogliastro Cilento, Cicerale, Agropoli, Castellabate e Montecorice.

Una situazione che ha ha fatto scattare l’allarme tra i sindaci. Il sindaco di Pontecagnano – Faiano ha deciso la sospensione delle attività didattiche fino a sabato prossimo nel solo territorio di Pontecagnano. A Faiano non si registrano disagi.

Anche il sindaco di Battipaglia ha sospeso le lezioni nelle scuole del centro della Piana del Sele fino alla giornata di giovedì, mentre ha assicurato l’erogazione idrica per tre ore a partire dalla giornata di domani.

Scuole chiuse fino a venerdì a Eboli, dove il primo cittadino ha emesso una ordinanza dove si ricorda alla cittadinanza che l’acqua sarà erogata soltanto per tre ore al giorno a partire dalle 6 di domani sino alle ore 9.

In Prefettura si è tenuto un primo vertice per decidere le misure per fronteggiare l’emergenza. All’incontro hanno partecipato il prefetto, Sabatino Marchione, il presidente della Provincia Edmondo Cirielli, il questore, i comandanti provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto-Guardia Costiera, i sindaci dei comuni interessati interessati e i rappresentanti del servizio 118.

“Abbiamo fatto il punto della situazione - ha spiegato l’assessore provinciale alla Protezione civile, Antonio Fasolino - alla fine si è concordato che per garantire alle popolazioni la fornitura idrica, bisognerà solo approvvigionare i serbatoi dai quali avviene la distribuzione ai comuni.

Giovedì mattina - ha proseguito Fasolino - avremo un altro incontro in prefettura per definire tecnicamente gli interventi da attuare”. Dal presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, un appello al Governo: “E’ un vero e proprio disastro. Le prime stime parlano di diverse decine di milioni di euro di danni al comparto agricolo, oltre cinque milioni per l’acquedotto del basso Sele, diversi milioni per ospitare gli sfollati e approvvigionare di acqua potabile le zone a secco. Dall’esecutivo servono risposte concrete in tempi brevi”.
Fonte ANSA

 





Ospedale di Agropoli

14 01 2009

• Agropoli. L’ospedale di Agropoli fuori dalla rete dell’emergenza: il Comune impugna innanzi al Tar, sezione di Salerno, il piano aziendale dell’Asl Sa3. A renderlo noto il sindaco Franco Alfieri che lancia un appello a tutti i sindaci affinché sostengano la stessa iniziativa. La decisione di impugnare il piano aziendale è stata formalizzata con una apposita delibera comunale. Il Comune ha impugnato il “Piano aziendale di riorganizzazione dei presidi ospedalieri”. «Si tratta – afferma Alfieri – di un provvedimento con il quale l’amministrazione comunale ha inteso attivare un’iniziativa forte e decisa a difesa dell’ospedale civile di Agropoli. Il piano approvato dall’Asl Sa 3, recependo la legge regionale, elimina di fatto il pronto soccorso ed i reparti di urgenza del presidio di Agropoli, e non garantisce e tutela l’assistenza al territorio avendo eliminato dalla rete di emergenza l’ospedale civile. Abbiamo deciso, quindi, – conclude il sindaco – di impugnare la delibera dell’Asl Sa 3 con la quale si approva il piano aziendale. Chiederemo, inoltre, anche agli altri sindaci rientranti nel distretto sanitario 108 di adottare ad adiuvantum un provvedimento di impugnazione». Provvedimenti che «saranno condivisi anche dagli altri Comuni cilentani», scrive in una nota l’amministrazione agropolese.

http://ricerca.quotidianiespresso.it





Sanità, Sacconi avverte: “Vicini al commissariamento”

14 10 2008

Commissariare la sanità campana. Per la prima volta il governo ne parla apertamente, dopo la diffida di venerdì scorso alla Regione perché approvi entro il 30 novembre il piano di razionalizzazione della rete ospedaliera.

Sono parole del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ospite della trasmissione “La voce del mattino” di Antenna 3 di Treviso. Ai microfoni dell´emittente del Nordest, il ministro s´è spinto più avanti. «Dopo aver commissariato la sanità dell´Abruzzo e quella del Lazio – le sue parole – ora purtroppo ci vediamo costretti a valutare di commissariare anche quella della Campania. L´ipotesi di disavanzo, per il 2008, in Campania è infatti addirittura di 308 milioni di euro».

Parole che riaccendono il centrodestra locale. D´Ercole (An) torna a chiedere le dimissioni dell´assessore Montemarano: «La situazione è peggiore del previsto. È la conferma della superficialità con la quale è stata gestita la sanità nella nostra regione.

L´apertura dell´opposizione a un eventuale tavolo di confronto sul piano di rientro è subordinata alle dimissioni di Montemarano». Mentre Paolo Romano (Fi) sottolinea la distanza tra la posizione del ministro e quella del sottosegretario Fazio (che giorni fa elogiò a Repubblica Tv gli sforzi della Campania), parla di «dato sottostimato» e teme che «il commissariamento possa risolversi esclusivamente in un affare interno al centrosinistra, in una sorta di regolamento di conti in giunta».

L´eventuale commissario, la richiesta, sia un tecnico e non un politico locale. La replica della giunta è in una nuova riunione della cabina nominata da Bassolino per affiancare Montemarano nella realizzazione del piano. Il pool s´è riunito a Santa Lucia. Discorsi tecnici, e il primo studio delle previsioni di spesa per i prossimi mesi giunte dai manager delle Asl.

È il punto da tenere sotto controllo in queste ore, parallelamente al passaggio del provvedimento in Consiglio. Oggi appuntamento in aula con il question time: Diodato (An) interroga Montemarano sull´assistenza farmaceutica (e per il fronte rifiuti Ganapini risponde al verde Ragosta sul quinto inceneritore).

Domani pomeriggio audizione di Montemarano e Valiante presso il gruppo del Pd, giovedì mattina riunione della commissione sanità di Angelo Giusto. L´arrivo del piano in aula non è ancora in calendario. «Abbiamo fatto il punto sullo stato attuale del disavanzo e sull´efficacia delle misure fin qui messe in atto», fa sapere la cabina di regia con una nota, sottolineando che il deficit era di un miliardo e 800 milioni di euro nel 2005, e ora «si è passati a uno sbilanciamento previsto secondo i dati del ministero dell´Economia di 300 milioni».

Tutto mentre cresce la protesta dei territori. Quattordici sindaci del Cilento si sono riuniti annunciando battaglia a difesa dell´ospedale di Agropoli. Sono pronti a convocare un consiglio comunale congiunto e annunciano una marcia su Napoli per venerdì.








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