BILIARDO TOUR PRO, LA TERZA PROVA A DANIELE MONTEREALI

Daniele Montereali conquista la terza prova del circuito Biliardo Tour Pro disputatasi ad Alatri (Frosinone) organizzata dalla Federazione Italiana Biliardo Sportivo e dalla New Project con il patrocinio della Regione Lazio e il Comune della Città di Alatri.
Il giocatore romano ha superato in finale l’italo-argentino Gustavo Zito per 3 set a 2. Grazie alla vittoria, Montereali comanda la classifica generale con 190 punti, scalzando dal primo posto il campione del mondo Andrea Quarta, secondo con 189 punti. Grande sorpresa per l’exploit del redivivo Gustavo Zito, pluricampione del mondo e più volte campione italiano, che sembrava aver perso le giuste motivazioni. Sessantesimo in classifica generale dopo le prime uscite di stagione con uno “zero” nella casella degli incontri vinti, era ormai condannato alla retrocessione e alle
Biliardo Sportivodalla quarta prova. Questo in virtù del regolamento che vuole nel tabellone principale solo i migliori 24 della classifica senza distinzione di categoria. Zito è giunto in finale, capace di battere uno dietro l’altro il vice campione del mondo Daniel Lopez al primo turno, il campione del mondo e leader della classifica generale Andrea Quarta nei quarti di finale e l’ex campione del mondo Michelangelo Aniello in semifinale. Con gli 80 punti conquistati l’italo-argentino rientra nei 24 agguantando l’undicesimo posto della graduatoria. Prossimo appuntamento ad Agropoli (Salerno) per la quinta prova dal 7 al 15 febbraio.

fonte www.giocoegiochi.com

Maltempo

ROMA - Una nuova ondata di maltempo si sta abbattendo in queste ore sull’Italia. Al momento i maggiori problemi si segnalano al Centro-Sud ma sono molti i disagi anche in altre regioni. La pioggia ha causato danni a Napoli e in provincia mentre a Sarno, Siano e Bracigliano, comuni del Salernitano colpiti dall’alluvione del 1998, è scattato lo stato di attenzione. Temperature minime in picchiata. In Veneto, a Piana di Marcesina e Cimabanche, si sono toccati i -22 gradi. In Friuli -14 gradi sullo Zoncolan e bora a 105 chilometri all’ora a Trieste. Per domani previsto un miglioramento anche se le temperature scenderanno ancora.

Napoli. Danni a Napoli e in provincia per la pioggia delle ultime ore. Nel capoluogo è crollato un muro di contenimento nella zona di Marechiaro, detriti e terriccio sono finiti sulla tettoia di un appartamento. In via Soffritto, tra Pianura e Chiaiano, un automezzo dell’Anm è stato risucchiato in una voragine che si è aperta in strada, ma senza conseguenze per le persone. Numerose le chiamate ai pompieri per alberi pericolanti e automobilisti bloccati nell’area di Poggioreale. Allagati spogliatoi e palestre dello stadio San Paolo.

Salerno. Allagamenti anche nella zona nolana e nell’agro nocerino sarnese. In particolare a Sarno, Siano e Bracigliano, i comuni della provincia di Salerno colpiti dall’alluvione del 1998, è scattato lo stato di attenzione. Il fiume Sarno è straripato in diversi punti inondando terreni coltivati. Qualche albero è caduto a causa del forte vento ma non si segnalano danni alle persone. La pioggia che continua a cadere sul capoluogo ha causato uno smottamento nei pressi del viadotto Gatto.

Paestum. Gli allagamenti minacciano anche i tesori dell’area archeologica di Paestum. In località Precuiali, alcuni canali del Consorzio di Bonifica si sono ostruiti provocando l’allagamento dei terreni circostanti, a poche centinaia di metri dal “Museo narrante di Hera Argiva”. Depositi, garage e scantinati allagati, inoltre, ad Agropoli.

Potenza. La pioggia nel potentino ha provocato diversi allagamenti e creato disagi alla circolazione: numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, anche nel capoluogo. Disagi, in particolare, nei pressi di Baragiano a causa di uno smottamento.

Roma. Allarme, la notte scorsa, in via dell’Ombrone, nel quartiere Salario-Parioli dove, probabilmente a causa della pioggia battente, poco dopo la mezzanotte, un grosso albero si è abbattuto su sette automobili in sosta.

Marche e Umbria. Nevica sul tratto appenninico marchigiano e umbro, mentre nel resto della regione le temperature sono scese di qualche grado e il cielo è coperto. Tutti transitabili i valichi di montagna, ma con catene montate a Bocca Trabaria e a Colfiorito. La polizia stradale consiglia catene o pneumatici da neve anche lungo la Salaria.

Genova. L’autostrada A26 Voltri – Gravellona Toce è stata chiusa nel tratto iniziale, tra Genova e Masone, per il ghiaccio. Due incidenti si sono verificati tra le 6.30 e le 7.30. Non si registrano feriti gravi. Ghiaccio anche sulla statale del Turchino.

Veneto. Nonostante il sole, nel Veneto le temperature minime sono in picchiata, soprattutto in montagna. Il record del freddo spetta stamane a Piana di Marcesina e Cimabanche, dove si sono toccati i -22 gradi. Temperature particolarmente rigide vengono segnalate dall’Arpav di Belluno anche nelle località dolomitiche di Val Visdende con -20, Santo Stefano -16, Pescul, Padola e Agordo -14, Cortina e Sappada -13.

Friuli Venezia Giulia.
Freddo in montagna, con -14 gradi sullo Zoncolan (Udine), e bora a 105 chilometri l’ora a Trieste. Tutto il Friuli Venezia Giulia è al gelo. Le temperature sono scese ovunque sotto lo zero. Meno 6 gradi a Tarvisio (Udine), -1 a Pordenone.

Previsioni. La situazione del tempo viene data in miglioramento per domani dal servizio meteo dell’Aeronautica militare. In particolare al Nord è previsto tempo sereno o poco nuvoloso su tutte le regioni. Ma attenzione alle gelate notturne. Sereno o poco nuvoloso sulle regioni tirreniche e sulla Sardegna; parzialmente nuvoloso sul versante adriatico al mattino, in miglioramento dal pomeriggio. Sud e Sicilia: molto nuvoloso al mattino con precipitazioni sparse. Durante il pomeriggio, miglioramento su Campania, Molise e Basilicata settentrionale. Sempre in Campania, la Protezione civile prevede, fino a domattina, piogge intense e neve oltre gli 800 metri. Possibili gelate domani in serata, sulle cime più alte. Temperature in diminuzione ovunque, in particolare al Centro-Sud.

fonte   www.repubblica.it

Lo scontro sulla Sanità: «Asl unica, Valiante dimettiti»

Lo scontro sulla Sanità: «Asl unica, Valiante dimettiti»
I consiglieri regionali del Pd: il vicepresidente non rappresenta né il territorio né la Giunta
Gianfranco Valiante e Carpinelli «Lui aveva votato il primo piano che penalizzava gli ospedali di Sapri, Agropoli e Oliveto»

«Il presidente Bassolino e l’assessore Montemarano, i consiglieri di maggioranza e i consiglieri regionali salernitani: tutti hanno approvato l’idea dell’Asl unica a Salerno. È Antonio Valiante che rappresenta solo se stesso». Gianfranco Valiante e Ugo Carpinelli replicano al vicepresidente della Regione che venerdì scorso ha ribadito le critiche ai rappresentanti salernitani in Regione. L’ex assessore di Salerno va anche più a fondo: «Valiante non rappresenta il territorio, non si è mai confrontato con noi consiglieri, non è stato votato, ha contribuito a creare il debito nella sanità gestendo da nove anni la sanità: è ora che si dimetta». La polemica diventa sempre più dura in casa del Pd e del centrosinistra sulla questione dell’Asl unica. «Sono una persona rispettosa dell’anagrafe e dell’opinione altrui – spiega Gianfranco Valiante – Ma l’assessore Antonio Valiante non perde occasione per inviare contumelie e offese contro chi non la pensa come lui. A questo punto, ed è tutta l’opinione dei nostri colleghi consiglieri regionali, si pone un problema politico. La scelta dell’Asl unica a Salerno è stata ponderata e discussa con Bassolino e Montemarano, adottata dal consiglio regionale, approvata dalla segreteria regionale del Pd, tutti i consiglieri di maggioranza la hanno votata contro il parere dell’assessore Valiante. Avrebbe dovuto dimettersi». Gianfranco Valiante si dice sorpreso ad ascoltare il vicepresidente dire che è disposto a perdonare: «Ma cosa? Un’opinione diversa dalla sua? È lui che dovrebbe chiedere perdono alla Regione perché la sanità è suo appannaggio da nove anni, ha operato ogni scelta nella sanità a Salerno insieme alla sua guida dell’onorevole De Mita che poi ha miseramente tradito. Dovrebbe non chiedere perdono ma andare via. Sta strumentalizzando i sindaci che sono o comperati, o minacciati o, in gran parte, disinformati perché Asl unica non significa togliere i servizi amministrativi dal territorio, ma solo accorpare le funzioni dirigenziali. E Valiante aveva votato il piano definendolo blindato con cui si affossava l’emergenza a Sapri, Roccadaspide, Agropoli». «La conferenza dei capigruppo del centrosinistra, il presidente della commissione Sanità Giusto e Montemarano hanno accolto la proposta dell’Asl unica perché positiva e razionale ed evitava guerre tra Agro e Sud della provincia sulla localizzazione della seconda Asl. Noi abbiamo tentato di razionalizzare, econominazzare e premiare quei territori penalizzati dalla prima delibera della Giunta votata da Valiante che castigava Sapri, Oliveto Citra, Agropoli e Roccadaspide. Abbiamo dato un futuro a queste strutture ma abbiamo dovuto inevitabilmente tagliare. Il debito della Sanità di 8 miliardi di debiti non li abbiamo fatto né io, né Gianfranco Valiante né Pica». f.s.

fonte www.valloweb.com

AGROPOLI: Clinica Malzoni a rischio chiusura

Agropoli. La casa di cura Malzoni a rischio chiusura. La direzione della clinica privata, attraverso una nota inviata ai vertici regionali e dell’Asl 3, ha dichiarato lo stato di crisi e la sospensione di tutte le attivitá in accreditamento. Nella nota si invita l’Asl 3 «a provvedere alla data del 12 dicembre alla presa in carico dei pazienti ancora ricoverati presso la clinica e a disporne il trasferimento presso altre strutture». • La clinica ha una disponibilitá di circa un centinaio di posti letto nell’ambito di una quindicina di unitá operative. Una situazione che pone a rischio il posto di lavoro di 140 dipendenti della struttura sanitaria. La sospensione delle attivitá sanitarie in accreditamento si è resa necessaria per la grave situazione finanziaria in cui versa la clinica. «In estrema sintesi – si legge nella nota – la causa di questa situazione è stata determinata dai recenti provvedimenti di budget che hanno disposto stanziamenti incongrui rispetto al reale e storico volume di prestazioni erogate; ai criteri di accreditamento incongrui e gravosi; alla disciplina tariffaria non aggiornata, agli enormi ritardi o alla totale assenza di pagamenti da parte delle Asl; al taglio dei posti letto privati accreditati previsto dal piano di riordino della rete ospedaliera recentemente approvato dal consiglio regionale della Campania». • I tagli nella sanitá effettuati dalla Regione, dunque, incidono anche sulle strutture private. «Come sostenevamo da tempo – afferma il segretario generale provinciale della Federazione sindacati indipendenti di Salerno, Rolando Scotillo – lo stato di crisi investe anche la sanitá privata soprattutto relativamente all’adozione da parte della Regione dei tetti di spesa massimi raggiungibili nel corso dell’anno dalle cliniche private». In effetti, si crea una discrasia tra il tetto di spesa riconosciuto dalla Regione e il fatturato delle cliniche private. La clinica Malzoni ha un fatturato annuo di circa 17 milioni di euro mentre la Regione le riconosce solo 14 milioni di euro. Questa situazione crea una mancanza di copertura per le prestazioni effettuate che, in questo caso, ammonta a ben 3 milioni di euro. Da qui la sofferenza finanziaria della struttura per l’esaurimento del budget assegnato giá dal 31 ottobre del 2008. «La nostra associazione – specifica la nota – ha più volte manifestato in tutte le sedi l’insostenibilitá dei tagli operati che conducono alla chiusura di tutte le case di cura private della Regione. Così, la struttura Malzoni è costretta a comunicare l’interruzione dell’assistenza sanitaria accreditata». Angela Sabetta

fonte http://ricerca.quotidianiespresso.it

su Facebook nasce il gruppo “Salviamo l’Ospedale di Agropoli”

Anche su Facebook e nato Il gruppo di protesta, nato da un’idea del dott. Basile Giovanni e che si oppone alla chiusura dell’Ospedale Civile di Agropoli aumenta ora dopo d’ora ed è prossimo a superare quota 400 iscritti. Il movimento, apartitico e apolitico, grazie a facebook.com nota community, da domenica ha reso possibile l’iscrizione di tantissimi utenti al gruppo “Salviamo l’Ospedale di Agropoli”. Consolidato il consenso all’iniziativa da parte degli internauti, l’obiettivo adesso è uscire dalla rete ed organizzare concretamente assieme a tutti coloro che abbracciano la causa dell’ospedale di Agropoli una protesta civile e non violenta. Tale protesta vuole essere un chiaro messaggio di totale disaccordo contro quello che è un Piano Regionale Sanitario ritenuto inadeguato perché prevede una serie di drastici tagli ai servizi ospedalieri presenti sul territorio, fatto grave questo che va ad arrecare certamente seri disagi alle popolazioni di tutta la Provincia di Salerno. In virtù di questo il movimento invita tutti i cittadini a mobilitarsi in massa per la salvaguardia del diritto ad un’assistenza sanitaria veramente degna di uno stato civile che in questo momento è seriamente compromessa.

per chi e Registrato su Facebook e vuole aggiungersi a questo gruppo vi linkiamo il link

http://apps.facebook.com/causes/150626?m=7bf7bab2

Agropoli. Sinistra Democratica: “Per Agropoli il pronto soccorso diventa mini” Previsti pronto soccorso con 4 posti letto

03/11/2008
Agropoli. Sinistra Democratica: “Per Agropoli il pronto soccorso diventa mini”
Previsti pronto soccorso con 4 posti letto
L’assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano, sotto l’incalzare del rischio commissariamento del comparto sanitario regionale, ha escogitato un piano sanitario, approvato dalla giunta regionale lo scorso 31 ottobre, che non razionalizza equamente le risorse rispettando le esigenze sanitarie dei territori. Tanto da concepire mini strutture di pronto soccorso che possono contenere massimo 4 posti letto e che, nelle intenzioni dell’assessore Montemarano, dovrebbero servire alla sola ricezione dei pazienti che dovranno poi essere immediatamente trasferiti in un reparto di pronto soccorso vero e proprio presente, nel nostro territorio, solo a Vallo della Lucania (e se ne capisce il perché!). Tra l’altro l’assessore regionale alla Sanità, al fine di decantare la bontà di questo piano, annuncia che si è tenuto conto sia dell’efficienza che del risparmio. Di fatto però, secondo noi, l’efficienza si è concentrata solo in alcuni posti, sponsorizzati da maggiorenti politici locali, mentre il risparmio viene scaricato sulle aree orfane di simili potentati.
Si riscontra quindi una differenziazione, nella tutela della salute dei cittadini, a seconda del luogo in cui vivono. Infatti le persone con patologie che richiedono un soccorso tempestivo per poter essere curate saranno meno al sicuro qui che non altrove, nonostante questa sia l’area più abitata dell’Asl Sa 3.
Ecco perché la nostra valutazione su questo piano è fortemente negativa, in quanto mortifica le esigenze primarie del territorio sancendo definitivamente una sanità, per i cittadini di queste zone, esclusivamente di sussistenza. Da questo la necessità di continuare la battaglia a difesa dell’Ospedale civile di Agropoli.

SINISTRA DEMOCRATICA
circolo di Agropoli
www.sdagropoli.it


fonte www.paestum.it

Piano per salvare la sanità: saranno cancellati ospedali e posti letto

Sperperi, costi elevati e servizi inutili: c´è un piano di rientro per la Sanità campana che in 96 pagine indica come rilanciare le Asl e le strutture ospedaliere. Provincia per provincia, città per città. Le parole d´ordine sono tre: risparmio, riorganizzazione e riconversione. Una manovra che consentirebbe un risparmio di 200 milioni di euro.
E´ la bozza del piano di rientro del disavanzo economico, quella che andrà in giunta lunedì o martedì prossimi, e sulla quale, il consiglio regionale avrà 30 giorni di tempo per discutere. La certezza è che sulle 96 pagine si scatenerà la battaglia dei territori, nonostante la premessa della bozza che ricorda l´incompatibilità dei piani presentati dai manager delle aziende sanitarie locali con la politica di austerity imposta dal governo e dalle congiunture economiche. Il documento che sarà portato in giunta propone la nuova configurazione della rete ospedaliera che comunque “recepisce, dove è possibile, le indicazioni fornite dai manager delle Asl”. Ci sono dieci punti sui quali non si discute: dalla riorganizzazione delle funzioni, alla valutazione dei livelli di produttività, dal ripensamento della rete di emergenza costituita dai presidi degli ambiti territoriali, alla disattivazione dei punti di nascita nel casi in cui non si raggiunga il livello di 400 parti all´anno. Ma ci sono numeri e indicazioni anche più precise. Per esempio quelle che riguardano i posti letto, che dovranno diminuire in quelle unità operative con un tasso di occupazione inferiore al 75%, fatta eccezione per terapie intensive, rianimazioni, malattie infettive, attività di trapianto e unità operative presenti in presidi allocati nelle isole. Nelle stesse unità operative bisognerà procedere all´accorpamento tra due o più unità operative della stessa disciplina presenti o nello stesso dipartimento o nel territorio della stessa Asl. I posti letto in eccesso saranno riconvertiti e utilizzati in discipline carenti verso le quali è aumentata la domanda. Inoltre, funzioni di alta specialità nella rete di emergenza saranno allocate in un unico plesso ospedaliero. Nella bozza ritorna spesso il capitolo “posti letto”, che gradualmente dovranno essere ridotti in totale di 763 unità, arrivando a 20.690 in tutta la Regione, ovvero 3,57 per ogni mille abitanti (3,06 il numero di posti per pazienti acuti, 0,51 per lungodegenza e riabilitazione). In generale, sia la rete pubblica che quella privata dovranno ridurre l´offerta del 3%.
Capitolo ospedali: è impensabile, si legge nella bozza, che ogni ospedale sia sede di “Pronto Soccorso”. Soprattutto perché alcuni non ne hanno i requisiti, sia tecnici che pratici. E allora, il futuro si articolerà su tre fasce: quelli di primo livello assicureranno il primo soccorso e una diagnostica di base; quelli di secondo livello attiveranno i pronto soccorso, la cardiologia, la terapia intensiva; quelli di terzo livello assicureranno invece funzioni di più alta qualificazione legate all´emergenza tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, le unità per grandi ustionati e i trauma center.
La rivoluzione taglierebbe fuori dalla rete dell´emergenza ben 7 ospedali (Sant´Angelo dei Lombardi, San Felice Cancello, Cto di Napoli, Incurabili, Mercato San Serino, Roccadaspide e Agropoli) per un totale di 778 posti letto.
Inoltre trasformerebbe 11 presidi ospedalieri da “Sede Psa” (pronto soccorso attivo) a strutture di “Primo livello” con una riduzione di posti letto pari a 231 unità. Gli ospedali che saranno declassati in nome della politica del contenimento della spesa sarebbero quelli di Solofra, Marcianise, Sessa Aurunca, Torre del Greco, Vico Equense, Cava dei Tirreni, Sarno, Scafati, Sapri, Oliveto Citra e San Gennaro di Napoli. Gli ospedali d´eccellenza che faranno parte della fascia di terzo livello saranno l´Ospedale del Mare dell´Asl Napoli 1 (in via di realizzazione), quello di Nocera Inferiore dell´Asl Salerno 1, e quello di Vallo della Lucania della Salerno 3. A questi si aggiungeranno le 4 aziende ospedaliere provinciali e l´azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli.
Ma dove ci sarano gli scontri maggiori sulla bozza sarà al capitolo della dismissione e riconversione. Ovvero sull´accorpamento di alcune strutture. Il progetto, infatti, punta senza mezze misure a cancellare alcuni piccoli ospedali, per razionalizzare servizi e ricoveri. E il sacrificio riguarderà soprattutto quelli che non sono dotati dei requisiti richiesti. Contemporaneamente il progetto rivoluzionario riguarderà quelle strutture chiamate ad “accogliere” i servizi di quelle da dismettere. In particolare, nella zona napoletana, saranno accorpate tre strutture. Nell´Ospedale del Mare, entro il 2011, confluirannio il Loreto Mare, l´Annunziata e l´Ascalesi; nel nuovo Ospedale di Afragola confluiranno il San Giovanni di Dio e Frattamaggiore; nel Nuovo Ospedale di Pomigliano, quello di Pollena Trocchia e il Cavaliere. Tre accorpamenti anche nell´area salernitana. Entro il 2009 il presiodio ospedaliero di Pagani confluirà in quello di Nocera Inferiore, e nell´Ospedale della Valle del Sele saranno accorpati l´Addolorata di Eboli e la Speranza di Battipaglia.
Raffaele Schettino

FONTE:METROPOLISWEB.IT

Agropoli

• Agropoli. Nuovi servizi a disposizione degli utenti presso il porto turistico di Agropoli. A tale scopo, il Comune ha promosso un’indagine di mercato finalizzata alla selezione di idonei operatori economici per la fornitura di servizi igienici automatizzati ed autopulenti da installare nella fascia demaniale adibita a verde del porto. Nello specifico, la fornitura ha per oggetto una struttura da adibire a servizi igienici per uomini, donne e portatori di handicap, il tutto per una superficie massima di ingombro di dieci metri quadrati. Nella fase successiva sará individuata l’area per il cui utilizzo il Comune chiederá una concessione demaniale alla Regione. Un servizio che manca al porto di Agropoli. Attualmente, infatti, sono stati attivati per il solo periodo estivo, dal 15 luglio al 15 settembre, i servizi igienici presenti nella palazzina polifunzionale. Da qui la necessitá di fornire un servizio attivo tutto l’anno. L’indagine ha lo scopo di acquisire indicazioni sui prezzi di mercato solitamente praticati relativi a tale tipologia di fornitura, al fine di determinare il costo dell’affidamento e poter quindi determinare l’importo da porre a base d’asta. Chiunque è interessato all’avviso, potrá produrre un’istanza al Comune di Agropoli-area porto e demanio, Piazza della Repubblica, entro le 12 del 15 settembre.

fonte  http://ricerca.quotidianiespresso.it/lacittadisalerno

Lambretta, passione sfrenata E a Salerno aumentano i fans

Oltre ai raduni anche un museo a Capaccio visitabile su prenotazione

Per anni hanno diviso gli italiani. Come Gino Bartali e Fausto Coppi, Peppone e Don Camillo, Beatles o Rolling Stones, anche la Vespa e la Lambretta hanno “spaccato” in due il Paese. La Vespa, con la sua aria un po’ scanzonata, sempre legata all’immagine di “Vacanze Romane”, la Lambretta, più “spartana”, più sportiva, non per questo meno amata. In provincia di Salerno, il movimento lambretta risale addirittura alla fine degli,  anni ’50. Oggi esiste un club regionale con centinaia di appassionati e un museo che accoglie modelli d’epoca, fotografie e documenti introvabili. Il primo club risale al 1958 ad opera dei fratelli Jannone. Nel 1962 venne organizzato il primo raduno nazionale del Lambretta Club Italia Città di Salerno, presieduto dall’allora presidente avv. Giovanni Nunziante, che richiamò in città migliaia di appassionati in tutta Italia. II Lambretta Club Salerno svolse innumerevoli manifestazioni, dalla Festa della Befana del Vigile a passeggiate in provincia, fino a scomparire lentamente, a causa di un lento declino della passione popolare verso l’Innocenti. La “rinascita” del club risale al 2003 anno in cui l’associazione diventa punto di riferimento di tutta la Campania, affiliata alla grande famiglia del Lambretta Club Italia presieduta da Gianpiero Cola. Il Lambretta Club Campania, che ha sede a Paestum, oggi promuove il restauro delle moto d’epoca e organizza, tra l’altro, il noto raduno “Paestum In Lambretta” o, come quello che si terrà il 7 settembre con partenza da piazzetta Europa Eredita, “Rivivi le emozioni del passato…..attraverso le strade del Cilento” una passeggiata tra le più belle località della provincia a sud di Salerno. “Nel 2001, in provincia di Salerno,il termine Lambrettaera ormai dimenticato – racconta il presidente Gianpiero Cola – con la scomparsa del marchio Innocentialla fine degli anni ’60 i salernitani avevano abbandonato uno dei mezzipiù economici e rivoluzionari del dopoguerra. Dopo anni di silenzio, decidemmo di riportare alla luce la passione per la lambretta ormai divenute una rarità nel salernitano. E’ così la lambrettaè diventata prima una passione, poi un punto di aggregazione tra un gruppo affiatato di amici». «Ormai – racconta ancora Cola -coltiviamo in modo assiduo la passione per la Lambretta e siamo riusciti a promuovere il restauro a Salerno e in Campania. A Capaccio è possibile anche visitare, su prenotazione, il museo della Lambretta, nato nel 2006 (telefono 0828724573). Qui vengono conservati ed esposti pezzi d’epoca, fotografie, tutti i modelli della produzione Innocenti e l’archivio storico della Commissionaria Innocenti. La sede del Club, in viale della Repubblica 41/43, è aperta al pubblico il lunedi (ore 17.00 alle 20.30) e dal martedial sabato dalle 9.00 alle 12.30 e dalle17.00 alle 20.30. Il martedì dalle 18.00 alle 20.30 è possibile consultare i registri e il sabatodalle17.00 ricevere chiarimenti e consigli tecnici».
Caterina La Bella

fonte http://lacittadisalerno.repubblica.it

Cilento, il turismo ha fatto flop. Ecco perché

SALERNO — Mentre il presidente dell´Ente Provinciale per il Turismo Rino Avella annuncia che il 28 ottobre sbarcheranno nel Cilento cento operatori turistici tedeschi, alcuni cilentani doc si interrogano sui risultati 2008 e sulle prospettive 2009: Marisa Prearo, già presidente dell´Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Paestum; Angelo Vassallo sindaco di Pollica-Acciaroli, Giuseppe Liuccio giornalista e scrittore, Costabile Maurano sindaco di Castellabate e Felice Merola, proprietario del King´s residence hotel a Palinuro. cinque nomi per rispondere a tre domande.
Com´è andata l´estate nel Cilento?
Prearo: «Si è tutto concentrato nella settimana di Ferragosto. Nella prima settimana sono stata a Sapri ed era deserta ».
Vassallo: «In generale penso ci sia stata una forte flessione. So che nella zona di Palinuro alcune strutture hanno avuto una contrazione anche del 55%. Ad Acciaroli ma anche nelle frazioni collinari di Pollica invece c´è stato un incremento. Con tanti giovani per strada dall´una di notte fino all´alba».
Liuccio: «Il bilancio è negativo, di turismo ce n´è poco e quello che c´è non è di qualità, si riduce ai venti giorni di agosto. Quest´anno c´è poi una crisi di immagine e la conseguenza è una ricaduta in termini di presenze».
Maurano: «Nel Cilento non lo so. Com´è andata a Castellabate è sotto gli occhi di tutti. Il nostro metro per misurare le presenze è legato ai rifiuti. Che aumentano sempre di più».
Merola «Un calo qui nel Cilento c´è stato soprattutto per quanto riguarda il mercato estero. Meno inglesi soprattutto. Anche perché la costa del Cilento è legata soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti, alla costa di Napoli, invece ha bisogno di identificazione».
Al di là delle voglie di secessione, c´è una politica per il Cilento?
Prearo: «Sono contraria a questi movimenti perché distraggono energie. Certo è che la politica deve riacquistare il contatto con il territorio. Io penso ad esempio che da parte della Regione Campania, con i fondi Por 2000-2006 ci sia stata molta attenzione per il Cilento.
Dobbiamo invece chiederci come sono stati utilizzati questi fondi e che cosa hanno prodotto. Perché alcuni interventi di riqualificazione hanno addirittura distrutto l´identità di alcuni paesi ».
Vassallo: «Non c´è niente. E´ una sommatoria di tanti comuni dove ogni sindaco si sente imperatore. Il compito di raccordare spettava al Parco. La Regione ha messo a disposizione tanti fondi. Ma non ci sono amministratori capaci di spenderli».
Liuccio: «Certi movimenti nascono quando c´è la latitanza della politica. E nel Cilento c´è l´assenza totale di un progetto. C´è il vuoto. E i politici sono sempre in attesa che qualcuno venga a salvarli. Questo è il limite. Non c´è mai stata una rivoluzione, solo ribellismo. La caratterizzazione della politica cilentana è sintetizzabile in tre aggettivi: apatia, afasia, abulia. Dobbiamo togliere l´alfa privativa, l´apatia deve diventare passione, l´afasia voce, l´abulia volontà ».
Maurano: «Assolutamente no. Non da parte della Regione. Per quanto riguarda i sindaci, ognuno vive per sé, bisognerebbe superare il campanilismo ».
Merola: «Un progetto vero e proprio per il Cilento non c´è. C´è un vuoto. La politica dovrebbe avere come faro il turismo e deve affidarlo ad esperti del settore ».
Ritiene che il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano abbia avuto un ruolo nella promozione del territorio?
Prearo: «Il Parco non ha conosciuto una promozione. Magari un´incisività e non sempre. Bisogna investire meno sugli eventi di intrattenimento e trasferire quelle risorse sulla comunicazione ».
Vassallo: «Comunicazione non c´è mai stata. Ma il Parco ha il compito di fare promozione del territorio soprattutto con l´aiuto degli amministratori. Oggi purtroppo raccogliamo i frutti degli anni scorsi».
Liuccio: «Il Parco ha venduto solo fumo. Non si può pensare di trasferire nel Cilento modelli di sviluppo che appartengono ad altre realtà. Il Parco dove fare poi promozione si ma della risorsa ´paese´. Velia e Paestum si promuovono da sole. Il paese è il marcatore d´identità del nostro territorio».
Maurano: «Assolutamente no. Negli anni scorsi il Parco non si è occupato di promozione, occorre oggi una forte strategia di comunicazione con una figura professionale che guardi al progresso del territorio. Per questo ho dato il mio appoggio a Domenico De Masi ».
Merola: «Fino ad oggi non è stato fatto tanto. Il Parco è l´unico ente, contenitore, che può fare un´azione di promozione per tutto il territorio».
Stefania Marino

fonte www.positanonews.com