Sub muore nel Cilento, causa malore

30 10 2010

CASTELLABATE (SALERNO), 30 OTT – Tragedia del mare nel primo pomeriggio di oggi al largo di Punta Licosa: un sub e’ morto annegato a Castellabate, nel Cilento.

Un trentenne, di cui non sono ancora state diffuse le generalita’, e’ deceduto mentre era in fase di immersione a circa sei miglia dal litorale. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il sub, in compagnia di altri escursionisti, avrebbe avvertito un malore ad una profondita’ di sessanta metri. Nonostante l’arrivo immediato sul posto del personale sanitario accompagnato degli uomini della capitaneria di porto di Agropoli, diretta dal Tenente di Vascello Vincenzo Zagarola, per il sub non c’e’ stato nulla da fare.

fonte  (ANSA)





Diga dell’Alento,tra relax e divertimento

6 09 2008
Immersa nel cuore del Parco nazionale del Cilento, riesce a coniugare una natura spettacolare e incontaminata con molteplici attività di divertimento

Una passeggiata in pedalò, un’escursione in bicicletta, un po’ di pesca sportiva e un picnic seduti su verdi prati. La Diga dell’Alento, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, coniuga meravigliosi senari a molteplici possibilità di divertimento. Ci troviamo nel territorio del comune di Prignano Cilento, in località Piano della Rocca a quindici chilometri da Agropoli. Lo spettacolo, una volta giunti alla Diga, è incantevole: il complesso, costruito a partire dai primi anni ’90 ma completato solo negli ultimi anni, vanta un parco ricreativo e culturale ideale per grandi e piccini e un’oasi naturalistica dove, con un po’ di fortuna, è possibile incontrare la Lontra, l’occhione o la ghiandaia marina.
Chi invece non ha la stoffa del naturalista e non è interessato al bird-watching può godersi l’area attrezzata per bambini e pic nic oppure dedicarsi al trekking, alla pesca sportiva, alle passeggiate a cavallo o mountain-bike, al canottaggio o alla semplice gita in pedalò sul lago. Ma la diga è soprattutto occasione di visita per la sua imponenza architettonica, alta 43 metri e larga 420. Sul coronamento della diga, è stata realizzata una strada lunga 600 metri. Lo sbarramento ha dato vita ad un lago artificiale di grandi dimensioni, circa 150 ettari, che è possibile visitare con un battello o con pedalò, che si estende all’interno di un paesaggio ricco di boschi e oliveti. A parte le bellezze naturali, il lago offre la possibilità del canottaggio, la pesca sportiva e il bird-watching.
Prima, però, c’è la passeggiata sulle mura della diga, una visita guidata che porta nel “cuore” del sistema, un cunicolo a un metro e mezzo al di sotto dell’immensa massa d’acqua dove è possibile conoscere i sistemi di sicurezza.
Alla Diga, infine, si organizzano ogni weekend laboratori per grandi e piccini, dalla degustazione del vino alla realizzazione dei saponi fino alla costruzione di divertenti giocattoli. Dalla Diga dell’Alento a Prignano Cilento il passo è breve. La sua invidiabile posizione offre al turista panorami spettacolari sia verso il mare di Agropoli situato ad appena 9 chilometri, sia verso l’oasi del fiume Alento. Prignano, insomma, è una delle poche località che permette di conciliare il caldo del mare alla tranquillità della collina cilentana. Molto bello il centro storico con la chiesa madre di San Nicola, il borgo antico della frazione di Melito con la sua torre medioevale e gli oltre 160 casali, un tempo ricovero per animali e oggi caratteristiche casette rurali. Prignano Cilento è anche un comune associato Città del vino, l’associazione che riunisce 504 località italiane che vantano, nel proprio territorio, vini a denominazione di origine e che sono legati al vino per storia, tradizione e cultura. Da visitare l’Antico Frantoio a “Capiforca”, appartenente alla famiglia Cirota di Melito, di caratteristica costruzione. Su piano rialzato di questi antichi frantoi, girava una massiccia pietra arenaria detta “mola” o “macina” azionata a forza di braccia dalle donne.

La pasta ottenuta dalla macinazione delle olive era poi cosparsa sui diaframmi, chiamati in dialetto “frisculi”, che a loro volta venivano sovrapposti e messi sotto lo strettoio, una vite di legno detta “fusiello”. E a proposito di antichi strumenti per l’agricoltura, una visita è obbligata nel comune di Montecorice per visitare l’antico mulino a vento, in fase di ristrutturazione. Da qui si ammira lo splendido panorama della costa, da Castellabate al promontorio di Punta Licosa fino a Capo Palinuro. L’esistenza del mulino a Montecorice è importante perché ne rappresenta sia una rara testimonianza in Italia sia l’unico esempio in tutto il Cilento.
Caterina La Bella
fonte www.lacittadisalerno.repubblica.it





Ambiente: boe e cartelli a Punta Licosa, nel parco del Cilento

28 05 2008

CASTELLABATE (Salerno) – Boe e cartelli per tenere lontani i curiosi dall´ isolotto di Punta Licosa, inserita nel 2005 tra le undici spiagge piu´ belle d´Italia secondo Legambiente. E´ la richiesta inoltrata nei giorni scorsi dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano alla Capitaneria di Porto di Agropoli. All´origine della richiesta, l´arrivo del gabbiano corso, specie protetta che tutti gli anni sceglie l´isola di Licosa per nidificare.

´´Vogliamo limitare al massimo il traffico di imbarcazioni da diporto in quella zona – spiega Angelo De Vita, direttore dell´ente Parco – Tra l´altro, l´area e´ gia´ da tempo interdetta. Con la nostra richiesta, non vogliamo fare altro che ricordarlo a turisti e bagnanti. Il periodo di nidificazione del gabbiano corso dura piu´ o meno fino alla meta´ di luglio: in tutto questo periodo dobbiamo garantire al volatile il massimo della tranquillita´.´´.

Intanto, mentre la richiesta e´ tuttora al vaglio del personale della Capitaneria di Porto di Agropoli, i residenti di Punta Licosa lanciano l´´´allarme corvi´´. In una lettera che sara´ inviata all´ ente Parco, infatti, si segnala l´aumento esponenziale dei volatili che starebbe mettendo in serio pericolo l´habitat dell´intera area.

´´La presenza dei corvi in numero cosi´ massiccio sta mettendo in pericolo la presenza di altre specie di uccelli – spiega Nicola Di Gregorio, proprietario di una abitazione che sorge proprio di fronte all´isolotto – La colonia di gabbiani che un tempo viveva sull´isola e´ quasi sparita, e la stessa sorte potrebbe toccare al gabbiano corso. Speriamo che le autorita´ preposte intervengano al piu´ presto´´.

fonte  www.metropolisweb.it








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