Forte scossa di terremoto colpisce l’Abruzzo, trema tutto il centro-sud, sisma avvertito anche nel salernitano

Dopo una serie di scosse registrate in serata, verso le 3,30 di questa notte la terra ha tremato a l’Aquila causando vittime. La protezione civile non ha ancora fornito un numero dei morti ma ha confermato ufficialmente che i crolli hanno causato vittime. Il terremoto, che si è sentito in tutto il centro Italia, è stato di magnitudo 5.8 pari all’ottavo-nono grado della scala Mercalli, e l’epicentro è stato registrato a cinque chilometri di profondità. Sono molti gli edifici del centro storico dell’Aquila crollati. L’edificio che ospita la farmacia dell’Ospedale “San Salvatore” di L’Aquila è crollato. Il presidio ospedaliero ha subito diversi danni e lesioni. Le forze dell’ordine starebbero valutando una possibile evacuazione, anche parziale, della struttura sanitaria.Gli scenari per il terremoto che ha colpito oggi l’Abruzzo parlano di “numerose vittime, molti feriti e parecchie case crollate”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Sono 13 le vittime nella provincia secondo un primo provvisorio bilancio. Ma il bilancio dei morti e’ destinato a salire.

Cinque i morti accertati a Castelnuovo, uno a Poggio Picenze, uno a Tornimparte, due a Fossa, una signora e una bimba di tre anni. In questo bilancio non sarebbero compresi i quattro bambini morti nell’ospedale dell’Aquila. I medici del pronto soccorso non hanno potuto fare nulla per salvarli. A Fossa al momento nessun mezzo della protezione civile è ancora arrivato. La popolazione sta provvedendo autonomamente ai soccorsi.

Risultano, secondo quando spiega la Protezione Civile dell’Aquila, disperse otto persone a S.Demetrio nei Vestini e un ponte, sempre nella zona di Fossa sarebbe crollato su una autovettura non si sa se con persone dentro.

E’ stato “un terremoto molto importante: ci sono migliaia di sfollati e migliaia di edifici crollati e lesionati”. Lo ha detto il dirigente della Protezione civile, Agostino Miotto, presente al comitato operativo riunito nella sede del Dipartimento.

Sono state moltissime le persone che per la paura si sono riversate nelle strade. Dalle prime informazioni risulta crollata parte della casa dello studente e non è escluso che sotto le macerie possano esserci delle persone. E’ crollata completamente la cupola della chiesa delle Anime Sante nel centro storico della città. Anche la Cattedrale ha subito danni strutturali.

La scossa principale è stata seguita da oltre un centinaio di repliche, la maggior parte delle quali rilevate solo dagli strumenti. Le scosse di intensità tale da essere avvertite dalla popolazione sono state una ventina, la più forte delle quali, di magnitudo 4,6, alle 4.37. “Ci saranno probabilmente delle scosse di assestamento, è quindi pericoloso stare vicino agli edifici lesionati”. L’avvertimento arriva dal dirigente della Protezione civile Agostino Miozzo.

Sono quindicimila le utenze disalimentate nella provincia dell’Aquila. E’ stato interdetto dalla Protezione civile l’accesso all’autostrada Roma-L’Aquila (A24) da Roma. Il traffico non può transitare in direzione dell’Abruzzo a partire dal Grande Raccordo anulare (Gra) della capitale. E’ stata avvertita distintamente anche ne centro sud e dunque nel salernitano la scossa di terremoto poco dopo le 3.30. Il sisma, ovviamente di entità decisamente inferiore è stato avvertito soprattutto ai piani alti. Centinaia le chiamate giunte ai centralini dei vigili del fuoco, anche di persone anziane che, spaventate, non riuscivano a uscire di casa e chiedevano notizie sul sisma. Moltissime le telefonate anche nell’Agro nocerino sarnese e nel Vallo di Diano ove la gente si è svegliata di soprassalto, con la memoria del sisma devastante del 1980. Fino a questo momento, salvo qualche segnalazione di crepe nei muri nella zona salernitana, non risulterebbero danni.

“Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non era possibile prevedere la scossa che ha colpito oggi l’Italia centrale”. Lo ha detto il dirigente della Protezione civile Agostino Miozzo. Nelle scorse settimane l’Abruzzo è stato colpito da uno sciame sismico con decine di piccole scosse e qualcuno aveva ipotizzato la possibilità di un evento più consistente. Ma questa previsione, ha sottolineato Miozzo, “non è era fondata su basi scientifiche: purtroppo questi eventi non sono ancora prevedibili”. Quanto a quello che succederà ora, l’esponente della Protezione civile spiega che “tradizionalmente a una scossa forte seguono scosse di assestamento di minore potenza”.

Razzismo: studente Italo – Etiope di Capaccio aggredito a Napoli

Sei un “negro di m…” e poi calci e pugni. E’ accaduto la scorsa notte a Napoli. Vittima uno studente 22enne italo-etiope di Capaccio, Marco Beyenne, iscritto alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università “L’Orientale” a Napoli.Il giovane, il cui papà è un noto docente universitario in pensione ma legato ancora all’Università partenopea, ha riferito di essere stato aggredito da due persone a colpi di cintura intorno alle due di notte all’uscita da un locale per universitari.

Colpito ripetutamente al volto, anche con una cintura è riuscito a mettersi in salvo rifugiandosi all’interno di una rosticceria. Dopo essere stato medicato all’ospedale Ascalesi, il giovane si è recato al commissariato di polizia per denunciare questa aggressione a sfondo razzista.

Operazione “DOPPIO SCACCO”Dure condanne al clan della droga

ELISABETTA MANGANIELLO Agropoli. Condanne pesantissime per le due bande di pusher che si contendevano il mercato della cocaina tra Agropoli e Capaccio. Ieri presso il tribunale di Vallo sono stati giudicati con rito abbreviato 7 imputati, che hanno ricevuto condanne fino a 9 anni tranne Angelo Comite, assolto. Erano stati arrestati esattamente un anno fa nell’ambito dell’inchiesta “Doppio scacco”, condotta dall’allora procuratore Alfredo Greco, che decapitò il mercato dello spaccio tra alto Cilento e piana del Sele, con l’intervento operativo della guardia di finanza del comando generale di Salerno e della compagnia di Agropoli. E ieri il giudice Nicola Marrone, vista la gravità degli addebiti, in quasi tutti i casi ha applicato pene più severe di quelle richieste dallo stesso pm Katia Cardillo. La condanna più pesante è per Salvatore Gallo, detto “John Wayne”, di Torre Annunziata, condannato a 9 anni di reclusione e 27mila euro di multa (legali Giuseppe della Monica e Luca Vollaro). Era il fornitore di coca e di hascisc di una delle bande rivali che si contendevano lo spaccio. Avevano a capo, rispettivamente, Luigi Ciao o “Gigi”, cui sono andati 8 anni e 40mila euro di multa (legali Gaetano Brescia e Lorenzo Margiotta), e Alessandro Romano, chiamato pure come “il ricotta” o “il figlio del mago”, condannato a 8 anni e 26mila euro multa (legale Luigi Spadafora). Una pena inferiore, alla luce del ruolo marginale ricoperto nella vicenda, è stata prevista per Filomena Lembo, condannata a anni 3 e 12mila euro multa (legale Carmine Infante). Fidanzata di Romano, a casa sua i finanzieri trovarono 814 grammi di coca. La stessa condanna è andata a Carmela Miglino (legale Massimo Ancarola), che fornì coca a Ciao. Per Giuseppe Mastrogiovanni, anche noto come “Peppe u’ big”, un anno e 30mila euro di multa (legale Michele Dolce). Deteneva coca a fini di spaccio e gettò la droga dal finestrino dell’auto nei pressi di una discoteca, prima di un controllo delle forze dell’ordine. Angelo Comite, invece, è stato assolto perché il fatto non sussiste. I grammi di coca rinvenuti in suo possesso sono stati ritenuti probabilmente di uso personale. Dopo l’udienza di ieri il giudice Nicola Marrone ha reso noto il dispositivo mentre si è riservato di depositare la motivazione nei 90 giorni canonici. Queste condanne seguono quelle già emesse lo scorso 9 gennaio, quando con rito abbreviato furono condannati Gennaro Gallo a 2 anni di reclusione, Ciro Gallotti a 2 anni e 8 mesi, Carmine Comite a 6 anni, Luca Esposito a 5 anni e Francesco Boccino a 3 anni. Due degli indagati chiesero il patteggiamento giá durante le indagini preliminari: sono Pietro Lembo, condannato a 9 mesi e 15 giorni di detenzione e Salvatore Avella, condannato a un anno e 2 mesi, entrambi con pena sospesa. Ha chiesto il rito ordinario Pasquale Volpe, mentre Luigi Rizzo lo scorso dicembre è stato prosciolto. L’operazione “Doppio scacco”, proprio un anno fa, vide l’esecuzione di 10 arresti, di cui uno in flagranza, e di 27 perquisizioni domiciliari. Partì dalle rilevazioni fatte da un barbiere alle fiamme gialle che gli avevano sequestrato una dose di coca. Dall’inchiesta emersero anche richieste di prestazioni sessuali ad una donna del posto, M., in cambio di droga. Venne alla luce il sistema degli squilli di telefonino, inventato dai pusher per comunicare con gli acquirenti evitando di dire cose compromettenti. E la lotta tra le due bande rivali, sfociata nella denuncia del concorrente alla guardia di finanza.

fonte  http://sfoglia.ilmattino.it

Incidente mortale ad agropoli

Questa mattina alle 9 e 30 circa un violentissimo impatto tra una fiat punto ed una mercedes e avvenuto in via nuova litoranea,  strada che unisce Paestum ad Agropoli, le due auto si sono scontrate in prossimità di un incrocio ma ancora non si conosce bene la dimanica dell’incidente, ad averne la peggio e stato il conducente della fiat punto che è deceduto nell’ impatto violentissimo, sono intervenuti i vigili del fuoco per poter estrarre il corpo della vittima, la strada e stata chiusa al traffico per varie ore con la presenza dei carabiniri e della polizia stradale. la vittima Albino Vincenzo era un residente  di Agropoli.

Oggi l’addio a Vincenzo Albino

Agropoli. Si svolgeranno oggi i funerali di Vincenzo Albino, 62 anni, l’idraulico che ha perso la vita in un drammatico incidente avvenuto nella mattinata di sabato. • La procura di Vallo della Lucania ha disposto l’esame autoptico che dovrebbe tenersi nella giornata di oggi per accertare le cause che hanno determinato la morte del sessantaduenne, deceduto sul colpo proprio per le gravissime lesioni subite a seguito dell’impatto. Una vicenda che ha creato molto sconcerto tra la comunitá dove l’uomo era conosciuto per la sua disponibilitá. Una brava persona dedito alla famiglia che era in procinto di andare in pensione. Da qualche tempo infatti, non lavorava più ma dava solo una mano a qualche amico, che gli chiedeva aiuto conoscendo la sua professionalitá. Così come è accaduto sabato quando insieme ad un amico, che viaggiava in un’altra autovettura che precedeva la sua, si stava recando a visionare un lavoro. L’amico gli aveva chiesto di accompagnarlo. «Era una brava persona – lo ricorda un familiare – molto educata, che non meritava che la sua vita si spezzasse in un modo così tragico». Purtroppo il destino per il sessantaduenne aveva in serbo un drammatico epilogo e una giornata come tante si è trasformato in tragedia. L’incidente mortale si è consumata intorno alle 9 lungo la strada provinciale 278 in localitá Linora, al chilometro 5. Tutti i rilievi e gli accertamenti del caso sono stati effettuati dal personale della polizia stradale di Vallo della Lucania diretti dal comandante del distaccamento, l’ispettore capo Franco Gianfranco. La vittima stava viaggiando a bordo di una Fiat Punto in direzione Capaccio, davanti alla sua autovettura transitava l’amico A.S. anche lui idraulico. A.S. mai avrebbe creduto che a pochi metri l’amico si era scontrato contro una Mercedes che stava viaggiando in direzione opposta verso Agropoli. • Sembrerebbe che l’impatto si sia verificato durante una fase di sorpasso dell’uomo, L. F. 62 anni di Battipaglia, alla guida della Mercedes station wagon. Lo scontro è stato violentissino: l’uomo ha riportato delle lesioni talmente gravi che è spirato in pochissimi minuti. Albino, che risiedeva nella contrada “Gelso” di Agropoli, lascia la moglie Erminia e due figlie Francesca e Raffaella. Effettuato l’esame autoptico la salma sará consegnata ai familiari che potranno celebrare i funerali. Angela Sabetta

fonte  http://ricerca.gelocal.it

Incidente nella notte su Lungomare Marconi, 4 i feriti: forse l’alcool tra i motivi della collisione

147-2147Questa notte le Volanti della Questura sono intervenute in Via De Leo, nei pressi dell’incrocio con il Lungomare Marconi, a seguito della segnalazione di un incidente stradale che ha causato alcuni ferimenti.

Giunti sul posto, gli Agenti hanno accertato che due auto, una Hyundai Accent, guidata da D.G. di 26 anni di Oliveto Citra, ed una Alfa Romeo 147 , guidata da Torrusio Feliciano un giovane proveniente da Agropoli, con a bordo altri due ragazzi, si sono scontrate, in circostanze e con dinamiche ancora da accertare. Gli occupanti delle vetture, in tutto 4, erano rimasti leggermente feriti.

I Poliziotti hanno subito notato che il conducente della Hyundai Accent era in stato di ebbrezza alcoolica, come confermato successivamente dal test alcoolico cui lo stesso è stato sottoposto. Per tale motivo D. G. è stato denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente di guida.

fonte  www. salernoinprima.it

Perdifumo: blitz della Polizia, sequestrati botti illegali e granate del peso di 3 chilogrammi

Nell’ambito di specifici servizi di controllo mirati a prevenire e reprimere la fabbricazione e detenzione illecite di fuochi di artificio e materiale esplodente, nonché per prevenire i rischi per la pubblica incolumità conseguenti all’uso di pirotecnici artifizi proibiti, personale della Squadra Ammninistrativa della Questura, nella giornata di ieri, ha effettuato il controllo di un deposito di materiale esplodente conservato in N. 4 casolari nella frazione Vatolla, località Limiti del Comune di Perdifumo (SA), rinvenendo all’interno dei locali circa un quintale e mezzo (150 kg) di artifizi pirotecnici e materiale esplodente, detenuto illegalmente dal titolare, tra cui:

o numerose granate, del peso di 3 kg cadauno, prive di etichetta di classificazione e quindi non omologate;

o N. 16 artifizi pirotecnici tipo “tronetti”, dal peso complessivo di 3,2 kg,;

o N. 10 artifizi pirotecnici “stelle miste + lampi”, per un totale di 2 kg;

o N. 180 artifizi pirotecnici “Mercury 80”, per un totale di 36 kg;

o N. 8 artifizi pirotecnici “Mercury 200”. Per un totale di 24 kg.

L’attività di Polizia ha consentito di accertare che il materiale esplodente non era stato preso in carico sul prescritto registro, come previsto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Il materiale, opportunamente repertato, è stato sequestrato ed affidato in custodia giudiziale al titolare di un deposito idoneo all’uopo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Vallo della Lucania. Il titolare del locale adibito a deposito in Perdifumo (SA), identificato per A. C., di anni 51, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per detenzione illegale di materiale esplodente.

fonte www.salernonotizie.it

Salerno: agropolese subisce furto dell’auto nella zona dell’Arechi

Sfortunato episodio per un cittadino agropolese allo stadio Arechi di Salerno. Giuseppe Califano, giovane calciatore ex bandiera del Cicerale attualmente protagonista del campionato di eccellenza lucano, ha subito il furto della sua autovettura mentre guardava la partita di serie B tra Salernitana e Triestina.
Finita la partita Califano deluso dalla sconfitta dei padroni di casa subisce la beffa, la machinna comprata con tanti sacrifici non c’è più. Non è la prima volta che un agropolese subisce un furto d’auto nella zona dell’Arechi che ricordiamo si estende anche al cinema multisala medusa. Le autorità di polizia e i carabinieri hanno assicurato il massimo impegno nelle indagini ma c’è da chiedersi come mai una zona diventata franca per i ladri d’auto non venga adeguatamente attrezzata per fronteggiare questo fenomeno. Antonio Corrente

In arrivo nei locali le tabelle controlla alcol

Dal 23 settembre ogni locale dovrà esporre le tabelle controlla alcol volute dal ministero. Chi non metterà in bella mostra queste tabelle rischia la chiusura del locale fino a sette giorni. Il provvedimento fa parte di quelle “disposizioni urgenti per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione“.

Ma che cosa sono queste tabelle? Veri e propri elenchi in cui sono menzionate le bevande, i corrispettivi gradi alcolici e gli effetti prodotti su uomini e donne in relazione al peso corporeo.

L’iniziativa ha subito suscitato aspre polemiche tra i proprietari dei locali. Edy Sommariva, direttore della la federazione che riunisce i pubblici esercenti (Fipe), ha così commentato: “Il ministero è stato pasticcione, le tabelle sono cervellotiche, incomprensibili e inefficaci. Questi elenchi potrebbero servire in un supermercato quando si prendono confezioni chiuse, ma non vanno bene in un locale. Poi i tempi sono ristrettissimi, troppi pochi giorni per stamparle e diffonderle, noi proponiamo di metterci intorno ad un tavolo e riscriverle“.

Secondo Sommariva, infatti, “nei casi in cui la birra viene servita alla spina, casistica non riportata sulle tabelle, diventa difficile fare un rapido calcolo sulla quantità e sulla gradazione alcolica ingerite. Lo stesso vale per i cocktail dove la percentuale di superalcolico è variabile e quindi difficilmente calcolabile dal consumatore“.

A favore del provvedimento, invece, l’Associazione vittime della strada che ha affermato: “Non siamo contrari se poi le tabelle possono essere più chiare tanto meglio“.

fonte http://magazine.excite.it

Salerno, trovato ordigno bellico

Scatta allarme, 5mila evacuati

Il ritrovamento di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale, che potrebbe esplodere, ha fatto scattare l’allarme a Salerno. Circa 5mila abitanti della zona del Carmine stanno per essere evacuati dalle proprie abitazioni. Il ritrovamento dell’ordigno ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario tra nord e sud Italia. In Prefettura è riunito il centro di coordinamento dei soccorsi.

La maggior parte degli evacuati saranno ospitati da parenti o amici; nelle prossime ore saranno a disposizione anche lo stadio e gli istituti scolastici. L’evacuazione è già in corso ed è stato anche bloccato il traffico ferroviario, mentre gli artificieri hanno circoscritto la zona dove è stata trovata la bomba.

Per il momento i treni provenienti dal nord vengono fatti fermare a Napoli, quelli in arrivo dal sud a Battipaglia. Nella sede centrale delle Ferrovie dello Stato è stata subito allestita una unita’ di crisi per coordinare tutte le iniziative e ridurre il più possibile i disagi per i passeggeri.

La bomba da 500 libbre, di fabbricazione inglese a a spoletta differenziata, è stata scoperta durante i lavori di scavo in via Michelangelo Schipa, per la realizzazione di box auto sotterranei. A quanto si è appreso, l’ordigno è stato incautamente spostato durante i lavori e ciò potrebbe provocare un innesco chimico. Lo sgombero riguarda tutti gli abitanti in un raggio di 250 metri. Sul luogo sono intervenuti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, artificieri e funzionari della prefettura.

Gli artificieri dell’Esercito al momento non possono tentare alcun disinnesco. Devono infatti in primo luogo capire se lo spostamento della bomba da parte di una pala meccanica abbia determinato l’innesco chimico. In tal caso non si potrebbe fare alcun intervento sulla bomba: l’esplosione di questo tipo di ordigni – spiegano gli esperti – avviene nel giro di 144 ore dall’innesco chimico. Solo dopo che sia trascorsa questo tempo (a decorrere quindi dallo spostamento avvenuto nel primo pomeriggio) gli artificieri potranno provvedere al disinnesco.

fonte www.tgcom.mediaset.com

Salerno: ordigno bellico in Via Rafastia, evacuate 5000 persone fino a domenica

Un ordigno bellico e’ stato ritrovato questo pomeriggio

a via Rapastia nel centro di Salerno. L’ordigno risalente

alla Seconda guerra mondiale del peso di 250 kg e’ stato

ritrovato durante i lavori di ristrutturazione. Al momento

dopo un lungo incontro in prefettura e’ stata predisposta

l’evacuazione di un’ampissima area del centro cittadino.Sono

circa 5mila le persone che in queste ore sono state invitate

a lasciare le proprie abitazioni. A rendere ancora piu’

complessa l’operazione la presenza nell’area interessata

di una clinica privata di cui i degenti dovranno essere trasportati all’ospedale di Salerno San Giovanni Di Dio

e Ruggi D’Aragona. I tempi stimati per disinnesco dell’ordigno sembra siano di 144 ore a partire da adesso,

cinque giorni.

Al momento il sindaco, vincenzo De Luca, ha chiesto ai cittadini di trovare se possibile situazioni provvisorie

di alloggiamento. Mentre l’esercito sta allestendo nel vecchio Stadio Vestudi, una tendopoli per garantire il

soggiorno a tutti coloro che non hanno alternative. -

Molto ampia la zona da evacuare, circa 250 m: Via Pio XI fino alla UILDM, via Vernieri, Via Matteo Silvatico,

via M. Schipa, una parte di Via Arce, Piazza Mutilati, Via Gonzaga, via Fieravecchia per 50m. dagli Archi dei

Diavoli in giù, Via Dei Principati, Via Grafeo, Via P. da Eboli, parte di via Costantino l’Africano. Leggi l’elenco

completo delle strade interessate dal dispositivo di sgombero. Da evacuare anche la Chiesa del Carmine, il

Liceo Tasso, l’Istituto Genovesi, l’Ospedale Vernieri, gli uffici del Catasto e della Procura, l’Asilo Nido Vernieri,

l’asilo Santa Teresa.

Per informazioni ed indicazioni ci si può rivolgere al Comando dei Vigili del Fuoco al nr. 800 890033 o

allo 089 663111 Stadio Vestuti 089 666644.

I cittadini sono stati invitati a lasciare, per ragioni di sicurezza, le proprie abitazioni con calma ma celermente

portando con sè eventuali farmaci di uso quotidiano o salva-vita, documenti di identità, dopo aver chiuso porte

e finsetre e i contatori di acqua, gas ed elettricità. Le Forze dell’Ordine garantiranno la sicurezza di persone e

cose con particolare attenzione per evitare casi di sciacallaggio.

Per le persone che non avessero parenti o amici presso i quali alloggiare in questi giorni si sta allestendo una

tendopoli presso lo Stadio Vestuti. Inoltre posti letto si stanno approntando presso la clinica Tortorella e la Scuola

Elementare Medaglie D’Oro.

L’evacuazione è resa dovuta alla necessità di procedere al disinnesco dell’ordigno che potrebbe impiegare fino

a 144 ore.

  • L’epicentreo è Via Rafastia. Il raggio di evacuazione è di 250 metri. Confine Nord, Via Pio XI fino alla
  • UILDM (quelli con necessità spostati all’Ospedale Da Procida), tutta Via Vernieri fino a Matteo Selvatico
  • (l’apice del Trincerone), una parte di Via Arce, tutta Piazza dei Mutilati, Via Gonzaga, Via Fieravecchia
  • (dagli Archi del Diavolo a scendere per 50 metri), Via de Principati, Via Grafeo, Via Pietro da Eboli, una
  • parte di Via Costantino l’Africano. Evacuati gli uffici della Procura, del Catasto, il Liceo Tasso, l’Asilo Nido
  • Vernieri, l’asilo Santa Teresa, la ASL di Via Vernieri. Il numero verde del comando dei vigili urbani
  • è 800.89.00.33ELENCO STRADE EVACUATE
    LA PLANIMETRIA DELL’AREA
    L’ordinanza del Sindaco De Luca
  • fonte www.salernonotizie.it

  • In 5mila via dalle case, caos anche per i treni

  • PETRONILLA CARILLO Cinquemila persone dovranno lasciare le proprie abitazioni per 144 ore. Sono

    gli abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto Claudio

    Meoli dopo il ritrovamento di una bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia, alle spalle di via

    Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta realizzando il parcheggio sotterraneo

    nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto «pericoloso» prima dagli artificieri del reparto operativo del comando

    provinciale dell’Arma e poi dai militari del Timavo, il Nucleo Geni Guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta.

    Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba pesa 500 libbre. E non solo.

    Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo di ordigno ad «innesco ritardato».

    Cioè, una volta smosso (come è accaduto nel momento del ritrovamento) può esplodere nel giro delle

    successive 144 ore a causa di una particolare reazione chimica. Prima di domenica mattina, dunque, neanche

    gli artificieri dell’esercito potranno avvicinarsi e lavorarci provvedendo a rendere innocui l’ordigno prima di

    trasferirlo a Persano per farlo brillare. Anche se sarà fondamentale il sopralluogo che faranno questa mattina gli

    uomini della Brigata Garibaldi, agli ordini del capitano Fabio Fazzino. L’evacuazione. Le abitazioni individuate sono

    quelle che rientrano nei 250 metri dall’area nella quale è avvenuto il ritrovamento. Già ieri mattina, quando l’ordigno

    ha fatto capolino tra il terreno smosso dalle ruspe, i piccini che frequentano l’asilo presso l’istituto delle suore di via

    Michelangelo Schipa, sono stati rimandati a casa. Subito dopo è toccato agli uffici giudiziari di via Rafastia, alle chiesa

    del Carmine e a quella dei cappuccini e via di seguito. Off limit tutta l’area compresa dall’uscita dell’autostrada di

    Salerno centro fino a via dei Principati, compresa piazza San Francesco, piazza dei Mutilati, la zona del Trincerone,

    parte di via Arce e via Fieravecchia (l’elenco delle strade a «rischio» è disponibile sui siti del Comune di Salerno e

    della Prefettura di Salerno). In tarda serata il prefetto annunica: «il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso,

    ha messo a disposizione degli evacuati anche una nave». L’organizzazione dei servizi. Nell’immediato, già da ieri

    sera, la Protezione civile (assessore Augusto De Pascale) ha provveduto ad allestire la prima accoglienza degli

    evacuati presso lo stadio Vestuti. Circa 150 posti letto sono anche stati predisposti presso la scuola Medaglie d’Oro.

    Gli agenti della polizia municipale hanno lavorato tutta la notte innanzitutto per avvisare la cittadinanza interessata

    all’evacuazione, quindi per allestire dei percorsi stradali alternativi. Un pronto intervento per i cittadini malati che

    necessitano di cure o che si sentano male, è stato invece predisposto dalla Asl presso il San Leonardo. Aperta agli

    evacuati anche la clinica Tortorella. La circolazione. Rallentamenti per la circolazione ferroviaria lungo la tratta

    Cava-Salerno per il rischio esplosione che coinvolge anche la galleria Santa Lucia a 80 chilometri l’ora. Le Ferrovie

    dello Stato hanno predisposto una unità di crisi pronta a intervenire con eventuali servizi sostitutivi. Per quanti invece

    utilizzano l’autostrada, chiuso lo svincolo Salerno centro, si dovrà uscire a Fratte per la parziale chiusura di via Pio Xi.

    Off limit anche il Trincerone. Il ritrovamento dell’ ordigno bellico ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario

    tra nord e sud Italia. I treni provenienti dal nord vengono fatti fermare a Napoli, quelli in arrivo dal sud a Battipaglia.

    La notizia, diramata dalle agenzie, è stata poi corretta in serata dal prefetto che ha parlato di «ralelntamenti» nel

    transito dei convogli. Nelle zone citatdine interessate agli sgomberi sarà vietata la circolazione. Il sindaco. Il primo

    cittadino Vincenzo De Luca lancia un appello ai salernitani. a collaborare.

    Chiudi

    E il Vestuti diventa centro di raccolta

    Pericolo bomba, cinquemila sfollati
    Evacuati i residenti nelle zone tra via Rafastia, Principati e Vernieri. Emergenza fino a domenica
    Bomba in pieno centro. Cinquemila persone, avvisate con ogni mezzo, anche con i

    megafoni,dovranno lasciare le abitazioni per 144 ore (il tempo entro il quale l’innesco

    potrebbe causare l’esplosione dell’ordigno, secondo i calcoli degli artificieri). In fuga gli

    abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto

    Claudio Meoli dopo il ritrovamento della bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia,

    alle spalle di via Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta

    realizzando il parcheggio sotterraneo nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto

    «pericoloso» dagli artificieri. Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba

    pesa 500 libbre. E non solo. Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo

    di ordigno ad «innesco ritardato». Cioè, una volta smosso (è accaduto al ritrovamento)

    può esplodere nelle successive 144 ore. Prima di domenica mattina, dunque, gli artificieri

    dell’esercito non potranno lavorarci.

    Nelle prime ore dell’emergenza il glorioso impianto – evacuato in fretta

    dagli sportivi che si stavano allenando – ospita soltanto l’attesa.

    «Fra poco arriverà l’ondata», si ripetono i tecnici l’un l’altro. Passa abbronzatissimo Attilio Bianchi (manager del Ruggi): «Stiamo conteggiando i posti letto disponibili in ospedale». Vengono i dirigenti dell’Asl e gli addetti dei servizi sociali. Si allestisce una sala medica. La macchina è in piena fase organizzativa. Però al check point, dove i giovani operatori dell’Humanitas dovrebbero censire arrivi e partenze, la calma è assoluta. L’emergenza si legge solo nel dispiegamento dei mezzi parcheggiati nel piazzale: vigili del fuoco, polizia municipale, moto mediche. E ambulanze… Ogni tanto ne parte qualcuna per l’epicentro dell’operazione: «Gente che si sente male», spiegano gli autisti partendo a sirene spiegate. È chiaro che il dramma grosso si sta consumando altrove. Ore 22,45. All’altezza di via Zenone, nell’angolo superiore di piazza Casalbore, carabinieri e vigili urbani deviano il traffico. Da lì le macchine non procedono oltre. La stessa cosa succede lungo tutto l’ideale perimetro che, come una fascia di sicurezza, isola l’epicentro del problema. Da questa parte, dalla parte che sale lungo via Pellecchia costeggiando il mercato rionale di via Piave, la piena zona off limits comincia un centinaio di metri più in alto. L’incrocio fra piazza San Francesco e via Schipa è sigillato dai vigili urbani. Una donna anziana sta su una sedia in compagnia della badante. Spaventata? «Io?», fa lei con espressione gagliarda. «Piuttosto – riprende – dite al sindaco e al prefetto che dovrebbero stare qui… Non è che mandano i vigili urbani… Io ho la schiena rotta, ho dovuto rintracciare mia figlia che ora mi viene a prendere». Inoltrarsi in via Schipa è un’esperianza quasi spettrale. Ancora alle 23 è un viavai di persone con trolley e borsoni. Ecco due giovani sotto il portone: «Ci hanno avvisato mezz’ora fa. Andiamo dai parenti». Ecco un signore piuttosto arrabbiato: «Questo fatto si sapeva da stamattina alle 10. Che senso ha avvertirci quasi alle undici di sera? Ora ci aspettano i familiari». Ecco una mamma con la sua bambina: «Ci ospiterà mia sorella a piazza San Francesco. Lì stiamo sicuri?». La bomba famigerata è poco distante, nella curva, sotto i vecchi giardini delle suore (che sono state evacuate a loro volta). Il cantiere è buio. Avanti. I tecnici di Salerno Energia ispezionano i manicotti. Passando avvertono una signora affacciata a un primo piano di via Vernieri: «Chiudete il gas». E lei: «Ce ne stiamo andando…». Passano anche due ragazze con una donna anziana portando due grandi sacchetti: «Stiamo andando dalla zia». In verità ci sono ancora diverse luci accese, nelle case. L’evacuazione è in atto, ma, almeno in queste prime ore, continua a dirigersi verso le case di amici e parenti, in città e fuori. Al ”Vestuti”, ancora a mezzanotte ci sono 6 o 7 persone. «Fra poco l’ondata arriverà», continuano a ripetere gli esperti. Intanto ci sono anziani soprattutto, accomodati sulle panchine. Qualcuno, fra loro, avrà pensato sicuramente a un altro Otto settembre, ben più tragico, distante 65 anni. Coincidenze. Però l’ordigno che ha sconvolto la serenità settembrina di quattromila persone viene da quella stessa guerra mondiale. Alfonso Schiavino

    TUTTI GLI STABILI PER NUMERI CIVICI
    La mappa dei condomini a rischio
    Ecco l’elenco delle strade evacuate: Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto dal civico 3 al 9; Piazza San Francesco d’Assisi dal civico 1 al 30; Piazzetta Monsignor Bolognini; Traversa Maiorino Matteo Francesco; via Alemagna Carlo Alberto; via Arce dal civico 1 al 48; via Avallone Giuseppe dal civico 1 al 69; via Aversano Nicola dal civico 1 al 21; via Bastia; via Capone Pasquale dal civico 1 all’8; via Carmine dal civico 1 al 73; via Cassese Leopoldo dal civico 1 al 35; via Centola Giovanni dal civico 1 al 35; via Costantino l’Africano dal civico 1 al 27; via De Fenza Giacomo, civico 1; via Paolo De Granita dal civico 1 al 28; via De Martino Renato dal civico 1 al 33; via dei Principati dal civico 45 al 94; via Fieravecchia dal civico 36 al 48; via Generale Amaturo Michele; via Generale Gonzaga don F.Maria dal civico 1 al 51; via Grafeo Benvenuto dal civico 1 al 16; via Guglielmo da Ravenna; via Incagliati Matteo dal civico 1 all’8; via Lanzalone Giovanni; via Lanzara Raffaele dal civico 1 al 22; via Mascia Mario dal civico 1 al 16; via Mosca Gaspare dal civico 1 al 25; via Negri Giovanni dal civico 1 al 3; via Paglia Marino dal civico 1 al 41; via Pellecchia Vincenzo civico 2 e 3; via Piave dal civico 3 al nove; via Pietro da Eboli dal civico 8 al 22; via Pio XI dal civico 1 al 96; via Poerio Bonaventura dal civico 1 al 18; via Prignano Bartolomeo dall’1 al 9; via Rafastia dall’1 all’11; via Ripa Matteo dal 7 al 13; via San Gregorio VII dall’1 al 46; via Santa Caterina Alessandrina dall’1 al 26; via Schipa Michelangelo dal civico 1 al 59; via Sica Vincenzo dal civico 1 al 39; via Velia 94-96-98; via Vernieri Michele dall’1 al 123.

    Assistenza, ecco a chi rivolgersi
    Operativi anche diversi numeri di emergenza per chiedere informazioni. Comando vigili: 800890033- 089663111-089753822. Quindi il numero del Vestuti: 089.666644. Il prefetto di Salerno, Claudio Meoli, lancia anche un appello affinchè siano tenute in considerazione alcune regole per garantire la sicurezza delle proprie case: chiudere il gas, i rubinetti e staccare il contattore. Ricordarsi di portare con se i medicinali salvavita. E, soprattutto, ricordarsi di portare con se i propri documenti di riconoscimento. «Soprattutto – ribadisce il prefetto – mantenere la calma. Non crediamo che ci siano grossi pericoli ma dobbiamo predisporre queste misure in via preventiva».

    fonte www.ilmattino.it

    Ordigno bellico: Capitano dell’esercito: “la bomba può scoppiare in qualsiasi momento”

    “La bomba può scoppiare in qualsiasi momento”. A dirlo è il capitano del 21esimo reggimento dell’Esercito, Genio guastatori della sede di Caserta, Fabio Fazino che sta seguendo la situazione.“Si tratta – dice – di una bomba intelligente, di fabbricazione inglese, dotata di una spoletta che non consente di sapere in che condizioni si trova. Dalle pochissime foto che abbiamo effettuato e da analisi tecniche il tempo massimo di scoppio è pari a 144 ore dal momento del ritrovamento”.

    L’ordigno, prosegue il capitano dell’Esercito, non può essere spostato: “La bomba sarà prima svuotata sul posto dopo di che sarà rimossa la spoletta. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione”.

    Ordigno bellico: De Luca: “Bisogna avere pazienza fino a domenica”, ampliata la zona rossa

    Il Comune di Salerno ha deciso di ampliare la zona rossa per motivi di sicurezza: dalle oltre iniziali quattromila persone da sfollare, come era stato previsto nella tarda serata di ieri, ora sono state superate abbondantemente le cinquemila unità.Nel frattempo, da ieri sera nella zona si è provveduto ad interrompere la rete del gas metano e quella idrica, mentre resta in funzione la rete elettrica.

    ”La situazione di allerta per il ritrovamento dell’ordigno bellico resterà fino a domenica prossima. Lo ha ribadito il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca dopo la presentazione della relazione dal Genio militare che parla di 144 ore di allerta a partire da lunedì mattina:

    “Secondo questo calcolo, arriviamo a mezzogiorno di domenica prossima, dobbiamo augurarci che da un minuto dopo comincino i lavori per lo sminamento dell’ordigno e che la gente nella giornata di domenica possa rientrare negli appartamenti perché sei giorni sono davvero pesanti. Abbiate pazienza e senso di responsabilità – dice De Luca -. E’ un problema che ci è capitato tra le mani, non dipende da nessuno di noi. Abbiamo il dovere di governarlo al meglio e nell’interesse delle nostre famiglie”.
    TUTTI I NUMERI UTILI PER L’EMERGENZA

    Ordigno: stop a luce e gas per scoraggiare rientro sfollati, non a rischio gara della Salernitana

    Si intensificano i controlli nella zona rossa oggetto dell’ordinanza di sgombero. Per evitare che qualche famiglia possa non rispettare l’ordinana scatta il provvedimento di sospensione di acqua, luce e gas. Un provvedimento che nelle intenzioni dovrebbe scoraggiare il rientro anticipato nelle rispettive abitazioni dei 5 mila sfollati. La situazione al momento è tranquilla anche se non sono mancati i momenti di tensione.”Un malato terminale e una madre con un bambino non volevano lasciare la casa ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Denunciate tre persone per non aver rispettato l’ordinanza.

    Il prefetto Meoli potrebbe presentare nelle prossime ore la richiesta al sindaco De Luca di posticipare a lunedì prossimo l’apertura di tutte le scuole della città, anche di quelle lontane dall’area interessata e che sarebbero dovute aprire nei prossimi giorni: “Questo è un evento che sta interessando tutta la città, è giusto che sia così”, ha concluso il prefetto.

    Al momento, invece, la gara di campionato tra Salernitana e Frosinone in programma all’Arechi sbato pomeriggio è stata confermata. Nessuno slittamento nonostante l’impiego di molti uomini nella zona rossa per controllare l’area evacuata e prevenire fenomeni di sciacallaggio.

    fonte www.salernonotizie.it

    L’INTERVISTA

    «La bomba è in ottimo stato di conservazione ma c’è il rischio che possa esplodere da un momento all’altro. Si tratta difatti di una bomba intelligente a scoppio ritardato. Lo smottamento subito durante i lavori di scavo può aver rotto una piccola ampolla, che si trova al di sotto della spoletta, e al cui interno vi è una sostanza chimica del tipo acetone. Il meccanismo è semplice, questa sostanza entra in circuito all’interno dell’ordigno e può avviare un processo di corrosione che porta all’esplosione dell’ordigno entro un massimo di 144 ore, vale a dire sei giorni diventando miccia per l’esplosivo». Il capitano Fabio Fazino del 21esimo reggimento del Genio guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta, in collaborazione con i militari del II Fod di San Giorgio a Cremano, sta seguendo minuto dopo minuto la vicenda. Ieri mattina con i suoi uomini è stato in via Rafastia ma il sopralluogo è durato pochi minuti. Anche l’Esercito, difatti, deve prestare attenzione: la bomba, una GP (General Pourpose) è pericolosa e anche una piccola oscillazione può essere fatale. Capitano, vuol dire che la bomba potrebbe esplodere da un momento all’altro? «Potrebbe. Abbiamo visionato l’ordigno, controllato la sua posizione, fatto delle foto. Abbiamo anche contattato l’azienda produttrice, i database e i nostri esperti al comando generale di Roma: le nostre ipotesi sono state tutte confermate. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare: 144 ore dallo smottamento per verificare se si innesca la reazione chimica. Soltanto dopo potrebbe procedere con la bonifica. Il tempo scadrà nelle prime ore di domenica. È allora che interverremo noi». Se il meccanismo chimico si fosse innescato non ci sono segnali di preavviso dell’esplosione? «No. È proprio questo il problema: non sappiamo, e non abbiamo gli strumenti, per capire cosa sta accadendo alll’interno dell’ordigno. Peraltro la spoletta si trova al di sotto delle bomba e non è ben visibile». Domenica mattina, dunque, inizierà la bonifica. Come lavorerete? «La bomba sarà prima svuotata sul posto: con una fresa meccanica sarà fatta una breccia nell’ordigno, aprendo un varco di dieci centimetri. L’esplosivo verrà disciolto attraverso un sistema idrico, con del liquido, e successivamente estratto dalla bomba. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione. Se non fosse stato così avremmo dovuto ampliare il raggio dell’area a rischio a 500 metri dalla zona rossa». Quanto tempo dureranno le operazioni? «Abbiamo previsto un tempo che va dalle 10 alle 12 ore. Bisogna lavorare con tranquillità e con molta calma». Saranno realizzate mura di contenimento con del terreno? «No. Non possiamo elevare mura di contenimento per attutire l’eventuale onda d’urto in caso di esplosione perché,mi ripeto, si tratta di una bomba molto delicata, anche solo camminarci accanto può essere rischioso: si possono provocare oscillazioni fatali. Ma il fatto stesso che sia a quattro metri al di sotto del livello della strada rappresenta una piccola protezione». Quanti ordigni giacciono ancora pericolosamente sul territorio, in attesa che qualche ruspa o trattore finisca per riportarli alla luce? «È impossibile sapere il numero preciso, ma sicuramente sono migliaia. Basti pensare che solo il nostro reparto effettua in media 300 interventi all’anno». pe.car
    Capitano Fabio Fazino
    PETRONILLA CARILLO L’evacuazione delle aree a rischio bomba sarebbe stata tutta completata o quasi. A dare l’annuncio, poco prima delle 20.30 di ieri, è il prefetto Claudio Meoli, presidente del Centro di Coordinamento soccorsi che da due giorni lavora a ritmo sostenuto. «Potrebbero esserci ancora persone barricate in casa – ammette Meoli – ma sicuramente nella giornata di domani (oggi, per chi legge) andranno via. Le forniture di acqua e gas sono state interrotte per motivi di sicurezza. Soltanto l’Enel continua ad erogare elettricità: l’abitabilità delle case diventa dunque difficile». I primi a lasciare le case sono stati i residenti della zona rossa, quella nei pressi di via Rafastia, a seguire gli altri. Molti hanno atteso la definitiva stesura della mappa. La giornata. Per tecnici, forze dell’ordine e funzionari della Protezione civile la giornata è iniziata molto presto. Prima delle 8 di mattina gli artificieri del XXI reggimento Genio guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta hanno eseguito il sopralluogo tecnico per verificare le condizioni dell’ordigno. Quindi una prima, lunga riunione del coordinamento soccorsi in prefettura per raccogliere i dati e avviare tutte le procedure. E non solo. Si è anche rivista la mappa delle strade da evacuare. Fuori via Zenone che era stata inserita in un primo momento, entra via Sichelgaita che nel pomeriggio è stata anche chiusa al traffico. Esce dalla mappa via Marino Paglia, entrano piazzetta Principe Amedeo e via Pirro. Aumentano anche gli stabili a rischio in via Velia. Dalla prefettura parte la richiesta al sindaco Vincenzo De Luca di emettere una nuova ordinanza: tutte le scuole, di ogni ordine e grado, anche al di fuori della zona rossa, dovranno aprire lunedì 15. La riunione è stata poi aggiornata nel pomeriggio ed è terminata soltanto in serata. Si è anche discusso degli aspetti inerenti alle operazioni di disinnesco che avverrà domenica. La bonifica. Domenica si inizierà a lavorare alle 9. Sarà il prefetto, dopo aver ottenuto dalle forze dell’ordine assicurazione che gli edifici sono stati tutti evacuati, a dare il via libera alle operazioni che avranno una durata massima di dodici ore. Sei i militari che procederanno alle operazioni. Sono anche previsti dei momenti di pausa, per consentire il pressaggio delle apparecchiature necessarie al disinnesco dell’ordigno oltre che il regolare passaggio dei treni. L’ordigno verrà poi fatto brillare in una cava di Salerno. I numeri. Sono 46 le strade, in totale, ritenute a rischio. Ottanta, invece, il personale impiegato (tra polizia e carabinieri) su ciascun turno (ne sono previsti tre); 50 gli agenti della polizia municipale al lavoro, cinque pattuglie hanno provveduto a bussare alle porte degli abitanti delle zone a rischio e a controllare l’evacuazione dalle case. E ancora: 10 vigili del fuoco; 80 volontari della protezione civile. Alle 14 di ieri la situazione lascia ben sperare: due salernitani su 10 lasciano la casa, in serata la percentuale aumenta. Il prefetto Meoli commenta: «Sono soddisfatto, la macchina dei soccorsi sta ben funzionando. In 24 ore siamo riusciti ad evacuare una zona densamente popolata, il tutto senza nessun piano preventivo». 56, invece, le persone che hanno fatto richiesta alloggiativa. Quattro le soluzioni prospettate, di fatto una sola funzionante: il campo sportivo Vestuti. In stand by la scuola Medaglie d’Oro e la Giacomo Costa; e anche il traghetto messo a disposizione dalla Di Maio Lines. In caso di emergenza sarebbero stati disponibili anche alberghi in convenzione con la polizia di Stato ed alloggi militari. 250 i pasti preparati nelle cucine allestite al Vestuti. Assistenza sanitaria. L’Asl informa che il Saut e la Continuità assistenziale sono stati attivati in via Nizza fino al termine dell’emergenza e funzioneranno 24 ore su 24. La continuità assistenziale (089.5647306 e 089.693526) sarà attiva anche in orario diurno in sostituzione dei medici di famiglia i cui studi rientrano nell’area interessata all’evacuazione. La statistica. L’attività di bonifica ordigni esplosivi da parte dell’Esercito, è in continuo aumento anno dopo anno. Ecco i dati: sono 2.477 gli interventi nel 2005 (di cui 72 per attività «complesse» di disinnesco di ordigni di grandi dimensioni rinvenuti in aree urbane). Nel 2006 gli specialisti del Genio sono intervenuti in 2.742 occasioni (38 bombe «complesse»), 2.776 attivazioni nel 2007 (44 ordigni particolarmente impegnativi) e già 2.100 al 5 settembre.

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    Bus, treni e autostrade: blocchi e ritardi

    GIANNI COLUCCI Linee degli autobus e dei treni, traffico cittadino, quello delle auto, ma anche traffico pedonale: tutto rivoluzionato. Una città che con calma guarda ai prossimi giorni prima del disinnesco, ma che deve abituarsi ai disagi nei trasporti. È l’asse portante nord-sud che è finito spaccato in due dalla zona rossa. Il trincerone impraticabile, l’arteria che pulsa ogni giorno, ieri mattina era prosciugata di uomini e mezzi. Ma anche via Vernieri e sopratutto il Carmine sono assolutamente irragiungibili. Anche a piedi. Pattuglie di agenti di tutte le forze dell’ordine e militari dei carabinieri presidiano tutti gli accessi. E ieri è stato ritoccato il perimetro, dopo una prima svista che ha forse messo fuori famiglie che erano già al sicuro; ora la zona rossa raggiunge via Sichelgaita e piazza Principe Amedeo. Alla fine un altro migliaio di persone fuori casa, e altre strade, fin quasi al Corso, senza sbocchi. Ma ad evitare le pattuglie che presidiano ogni varco, si può raggiungere – tra le maglie dei controlli – il cuore del cuore dell’emergenza, via Rafastia, dove si trova l’ordigno. Si possono percorrere le rampe del trincerone, e le stradine più appartate evitando i posti di blocco in direzione mare-collina. Sono quelle stesse strade che battono i residenti che non si rassegnano a lasciare incustodite le loro case. «Ma la notte – spiegano poliziotti e finanzieri – noi moltiplichiamo la presenza. Ci sono squadre antisciacallaggio per far fronte al forzato coprifuoco». Autostrada. Ieri mattina tuttavia, chi percorreva la tangenziale per entrare in città, all’ingresso dei vecchi caselli si trovava costretto a tornare indietro se non voleva finire imbottigliato nel traffico del porto. Via Sichelgaità a metà mattinata è stata inclusa nell’elenco delle zone off limits e così uno dei budelli che consentiva di raggiungere il litorale è stato definitivamente chiuso. Intanto per chi veniva da Napoli l’uscita di Salerno era stata bloccata, solo da Cava o da Fratte si poteva penetrare sulla Lungoirno. Per avere informazioni sul traffico in tempo reale si può chiamare il Call Center di Autostrade 840042121 o il Cciss 1518. I treni. Spettrale anche la stazione ferroviaria di Salerno, dove ieri mattina i treni per Cava e Nocera erano stati soppressi. Sostituiti dai bus sui piazzali delle stazioni ferroviarie: e i bus delle ferrovie complicheranno non poco la situazione del traffico urbano. La linea Battipaglia-Salerno-Napoli rimane invece attiva, dopo una prima fase di sospensione del traffico nelle ore coincidenti con il ritrovamento della bomba, nella giornata di lunedì. I treni viaggiano a 80 all’ora e percorrono la galleria Santa Lucia. Chiusa invece la stazione di via Duomo. Alla fine nella giornata di ieri 26 treni a lunga percorrenza con oltre 10 mila passeggeri nelle ultime 24 ore sono stati soppressi. Le auto. A partire da via Rafastia e per 250 metri tutt’intorno auto e pedoni sono impossibilitati a muoversi. Dunque il senso unico da via Volpe a piazza XXIV maggio, fino a via Nizza e piazza Casalbore, è obbligatorio. Si circola fino a via Zenone, che costeggia lo stadio Vestuti, e via Costantino l’Africano si può percorrere solo a scendere fino a via Marino Paglia. Infine, si arriva fino a via De Granita verso l’autostrada, a partire dall’edicola all’angolo. I bus. Completamente rivoluzionato il collegamento dei bus. La linea 1 Dragonea-Canalone in direzione di Salerno prosegue su Via Ligea, il lungomare Trieste e la Concordia (dove effettuerà capolinea); mentre in direzione Vietri Sul Mare è regolare da via Roma. La linea 2 da via Ligea per Sordina passa per piazza XXIV Maggio e solo su via Marino Paglia torna regolare. In direzione Salerno da Calata San Vito giunge a via S.Giovanni Bosco e via Nizza e solo a via Roma torna regolare. La linea 3 via Ligea-Seripando prosegue su XXIV Maggio, piazza Casalbore, via Conforti, via Dalmazia, via Paolo De Granita e via Marino Paglia. In direzione via Ligea va su via Calenda, largo Sinno, via S. Giovanni Bosco, via Vinciprova, Torrione e giunge a via Roma. Per la provincia. La linea dalla stazione all’Università e regolare solo su via Marino Paglia e in direzione stazione dal raccordo Salerno-Avellino passa per piazza Montpellier, via Prudente e quindi arriva in piazza Casalbore. Variazioni anche per la linea 10 Fuorni-M.S. Severino, per la 11 S.Eustachio-Fratte e per la linea 12 S.Eustachio-Manganario. La linea 14 via Ligea-Brignano e la linea 17 Parco Arbostella per l’Università subiranno variazioni ritornando regolari solo su via Paglia. La linea 18 via Ligea-Matierno, la linea 19 via Ligea-Croce di Cava e la 20 via Ligea-Sordina solo su via Roma tornano regolari. La linea 22 Stazione-Baronissi conviene prenderla a piazza Ferrovia e così le linee 23 per Calvanico, 26 per Canalone e 29 Stazione-Ospedale Da Procida.

    Di notte operano le squadre antisciacallaggio
    La zona interessata da una possibile esplosione, circa 250 metri di raggio dal punto del ritrovamento dell’ordigno, è stata transennata e presidiata dalle forze dell’Ordine e della Polizia Municipale, anche per evitare possibili episodi di sciacallaggio. Nella note i presidi sono rafforzati. Fino a domenica rimarranno sospese le forniture di acqua e gas nelle abitazioni dove l’ordinanza di sgombero è affissa ai portoni di ingresso. Va ricordato che l’ordine di sgombero non può essere disatteso e ogni violazione, cioè la permanenza nelle abitazioni, sarà perseguita penalmente. Anche per evitare che siano violate l ordinanze si sono bloccate acqua e gas. Solo l’erogazione dell’energia elettrica resterà attiva.

    C’è chi resiste, ma all’alba le case si svuotano
    Nel segno della compostezza lo sgombero nella zona rossa. Nei centri di accoglienza appena in 68: anziani ed extracomunitari

    ALFONSO SCHIAVINO No, non basta l’annuncio televisivo o l’avviso degli altoparlanti automontati. Più spesso, per spingere migliaia di persone nella notte lunga della bomba ci vogliono gli agenti che bussano al campanello o picchiano sulla porta. Ed ecco la scena conseguente: concittadini con trolley, zaini e borsoni che lasciano la zona rossa e marciano verso la temporanea condizione di sfollati. Martedì, ore 1,30. Un cordone sanitario stringe da tempo l’epicentro delle operazioni. Il perimetro è vasto, le forze di polizia lo presidiano in un continuum di varchi: dall’acquedotto medievale a piazza Malta, da via Pellecchia al Carmine basso, da via Pio XI a Portarotese. Dentro questo circuito, poi, ulteriori blocchi isolano la zona più rischiosa. Sfruttando qualche traversa, comunque, si riesce ancora a raggiungere in macchina via Vernieri e da lì, a piedi, via Schipa e il cantiere dell’ordigno: luogo scuro e solitario, con l’escavatore fermo davanti all’ingresso. Per le strade non c’è traffico, piuttosto pedoni. Nell’aria buia si avverte disorientamento. Via Paolo De Granita, ore 2. Un papà rimprovera il figlio: «Sei troppo allarmista». Il giovane ribatte: «No, sono responsabile». Tutti e due, uscendo dalla zona rossa, si dirigono verso abitazioni amiche: una costante di questa evacuazione. Durante la prima notte i due centri di raccolta – allo stadio Vestuti e nella scuola elementare Medaglie d’Oro – accolgono poche decine di sfollati, tutti anziani e stranieri. Alcune ore dopo, ormai mattina, il cordone è diventato sigillo: andare nell’epicentro risulta pressoché impossibile. Invece i residenti continuano a uscire. «A vederli dall’alto sembrava un esodo». Chi parla è un uomo, davanti alle transenne di via Pellecchia. Ha ancora negli occhi il gruppo che attraversava il mercato rionale di via Piave. Lui abita a ridosso dell’area off limits ma non ha dovuto lasciare la casa: «Mi sento in un limbo». I varchi calamitano gente. Trovi sempre qualcuno che vuole entrare. E magari il vigile del fuoco che, piantina in mano, abbozza una riflessione: «Se la bomba scoppia, l’onda d’urto si incanala nelle traverse…». Ci sono anche, come a via Arce 43, residenti inquieti: i vigili urbani avvertono con gli altoparlanti che tutti i palazzi della strada devono essere sgomberati, ma il loro condominio non è inserito nella lista del Comune. «Abbiamo paura, che dobbiamo fare?». Di converso 3 salernitani, fieramente restii a lasciare l’abitazione, si prendono una denuncia. Qualcuno si barrica perfino in casa. Ansia da sfollamento. L’Asl Salerno2 attiva un gruppo di sociologi e psicologi, a disposizione degli utenti. Nella giornata campale della bomba, una piccola peregrinazione pure alla clinica Tortorella: i pazienti del plesso B sono trasferiti nell’altra ala, uno a San Leonardo. Martedì, ore 12, stadio Vestuti. Al centro di raccolta non ci sono ospiti. Nemmeno i 18 che ci hanno passato la notte: donne anziane e cittadini extracomunitari. Le loro brandine sono aperte nella palestra Senatore, soffocante di suo e riscaldata dai fari accesi. Arrivano altri quattro sfollati, tutti stranieri. Due ucraine rimangono un po’ e poi vanno via: «Andiamo da un’amica». Passa una signora settantenne: «Non posso restare qua fino a domenica, con questo caldo». Poca gente, molte risorse. Al Vestuti ci sono circa sessanta operatori delle associazioni, 1.500 brandine militari e una cucina per 750 pasti. C’è una sala medica («Nessun malessere particolare») e un addetto del 118. Diverse ambulanze sono partite per trasferire ammalati cronici e allettati a San Leonardo e poi al Da Procida. Il vecchio tempio della Salernitana è pieno di mezzi e di attesa. «Aspettavamo 1000-1500 persone», spiega un tecnico della protezione civile regionale. I numeri reali distano molto dalle previsioni. Un gruppo più numeroso – 50 unità – ha trascorso la notte nella scuola elementare Medaglie d’Oro. Il Comune ha mandato 150 letti e materassi, distribuiti fra la palestra, il refettorio, il piano interrato e perfino l’atrio della direzione. «Volevamo cominciare l’anno scolastico in anticipo giovedì 11 – spiega la direttrice Angela Doddato – e naturalmente il rinvio mi dispiace. Una volta terminata l’emergenza servirà una disinfestazione e spero sia possibile anche una tinteggiatura. Ora però vogliamo assistere bene queste persone». Gli ospiti, in effetti, sembrano rilassati. La signora Rosetta è arrivata alle 3,30 in ambulanza con il gatto Ciccio. «Verso le 3 – racconta – mi hanno svegliato gli agenti che battevano sulla porta. Mi sono alzata, sono andata allo spioncino e ho pensato che era successo qualcosa. Mi hanno detto ”Non avete sentito la televisione? Dovete andarvene subito”. E così mi hanno portato qui. Mi trovo bene. Queste persone sono dei tesori». I boy scout e pochi operatori della protezione civile fanno l’accoglienza nella scuola. Hanno organizzato perfino una festa, venerdì, per la signora Maria. In uno stanzone riposa una famiglia di filippini con due bimbi: «Siamo fuggiti senza neanche prendere i vestiti», ricorda la mamma. Filomena sta con la madre ottantenne: «Sei giorni sono tanti, non sarà facile». Lei lunedì era uscita. Al ritorno ha trovato il suo quartiere transennato.
    Completata l’evacuazione. Nella foto: le persone alloggiate nella scuola «Medaglie d’oro»


    PIERO VISTOCCO Castiglione del Genovesi. «Mi sento un miracolato. Quella bomba era enorme ed in un primo momento l’avevo scambiata con una grossa pietra. Ho fermato giusto in tempo la coppa dell’escavatore perché volevo rimuoverla. Poi ho capito tutto». A parlare è Michele Fiorillo, 54 anni, originario di Vietri sul Mare e residente nel piccolo centro picentino dopo il matrimonio con la moglie Giuseppina Buonocore ed i suoi tre figli, Alessandro, Margherita e Vincenzo. Quest’ultimo è capo cantiere con la Olympus perforazioni di Aosta che sta eseguendo i lavori dove è stato rinvenuto l’ordigno. «Stavo lavorando allo scavo per nome e per conto della ditta Somerema di Maurizio Ventura, con l’escavatore la cui marca è Case 240. Con la coppa avevo appena agguantato un pezzo di terra e quando ho ribaltato ho notato quell’enorme oggetto. Ripeto in quel momento immaginavo che fosse una pietra, ma subito mi sono ricreduto ed ho capito che era una bomba. In verità già in altri cantieri di scavo mi era capitato di rinvenire un ordigno, con tutta sincerità mai come questo». Immediatamente è scattato l’allarme. «Si ho chiamato mio figlio Vincenzo e l’ingegnere che seguiva i lavori. Ho fatto chiamare subito i carabinieri. Sono stati momenti di grande tensione perché quella bomba era grossa e dal momento in cui era stata casualmente agitata la preoccupazione è stata ancora più grande». Michele Fiorillo lavora da moltissimi anni su questo tipo di mezzi, ma mai si era trovato ad una simile situazione. «Lo scavo doveva essere di dodici metri – precisa Michele – ed io avevo raggiunto la metà della profondità. Quando mi sono trovato di fronte alla bomba mi sono subito fermato. Tutto qui. L’ho raccontato anche alle forze dell’ordine che mi hanno interrogato in Prefettura ieri mattina». Michele Fiorillo e suo figlio Vincenzo, 24enne, lavorano spesso insieme nei cantieri di sbancamento. Quello dell’8 settembre delle ore undici circa a Salerno nel cuore della city entrambi difficilmente dimenticheranno. Quei difficili momenti carichi di responsabilità per loro sono indelebili ed entreranno a far parte della storia del secondo millennio.

    fonte  www.ilmattino.it

    La prefettura conferma: domani tutti a casa

    fonte www.ilmattino.it

    BOMBA A SALERNO, E´ L´ORA X

    Tre colpi di sirena, alle sette di questa mattina, sveglieranno la città segnalando l´inizio delle operazioni di disinnesco dell´ordigno bellico rinvenuto, lunedì scorso, in via Rafastia. Pochi minuti dopo, sei artificieri del Genio guastatori della brigata Garibaldi avvieranno l´imbracatura della bomba che porterà, alle otto e mezza, al tentativo di apertura, sul dorso dell´ordigno, di un piccolo foro realizzato con una fresa — manovrata a distanza — a oscillazioni zero per evitare qualsiasi, pericolosa, vibrazione. Serviranno almeno tre ore per completare un buco: periodo durante il quale i militari saranno appostati a distanza di sicurezza, controllando l´operazione attraverso un monitor. Poi gli artificieri non potranno più demandare ai macchinari l´operazione di disinnesco. Gli uomini dell´Esercito, guidati dal capitano Fabio Fazino, dovranno far penetrare nella bomba dell´acqua calda che neutralizzerà l´esplosivo. Poi la miscela sarà estratta lentamente e trasportata, in almeno tre differenti viaggi, verso la cava del Cernicchiara. Il tragitto da via Rafastia interesserà via Schipa-piazza San Francesco- incrocio di via Carmine- via Marino Paglia-Cernicchiara. Dieci minuti prima di ogni trasporto, la strada non interessata dalla zona rossa (ovvero dai semafori del Carmine) sarà interdetta al traffico e ogni accesso bloccato dalla forze dell´ordine per garantire la massima sicurezza.
    Poi saranno ancora una volta gli artificieri i protagonisti di questa lunga giornata. Tra le 18 e le 19, ma se le operazioni di disinnesco dovessero essere più celeri l´orario potrebbe essere anche anticipato, i militari smonteranno le tre spolette della bomba di fabbricazioni inglese. Uno di questi dispositivi, che contiene ancora esplosivo, sarà delicatamente asportato dal corpo dell´ordigno bellico e trasferito anch´esso alla cava del Cernicchiara. Dove intorno alle 20, se il cronoprogramma dovesse essere rispettato, il congegno sarà fatto brillare.
    Su tutto il piano organizzato in prefettura, con volontari provenienti dalla costiera amalfitana e dal cilento, pendono, però, condizioni climatiche non favorevoli. Le previsioni annunciano, per oggi, piogge insistenti su Salerno. E questo potrebbe far dilatare i tempi di disinnesco che potrebbero anche prolungarsi oltre l´orario consentito.
    L´obiettivo resta, in ogni caso, concludere in serata tutte le operazioni di disinnesco. Questo per favorire, al massimo entro le 22.30, il rientro nella zona rossa dei cinquemila residenti che, oramai da una settimana, sono stati sfollati. Per l´intera giornata di oggi, insieme alle forze dell´ordine è stato allertato anche il servizio di protezione civile che assisterà la popolazione in caso di necessità. Per le forniture di acqua e gas, che sono state sospese nei giorni scorsi per motivi di sicurezza, bisognerà attendere la tarda serata quando i tecnici, come i residenti, potranno accedere alla zona rossa. Nei centri di accoglienza, intanto, sono rimasti soltanto pochi sfollati che, comunque, hanno ricevuto massima assistenza dai volontari.
    F. N. Corriere del Mezzogiorno

    fonte www.positanonews.com

    Incidenti stradali: scooter finisce in canale, muore 15enne

    Tragico incidente nella notte in via Cristoforo Colombo. Il ragazzo sedicenne che era alla guida dello scooter è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale “Ruggi” di Salerno

    Una ragazza di 15 anni, S.F., ha perso la vita la notte scorsa in un incidente stradale avvenuto in via Cristoforo Colombo a Pontecagnano (Salerno), mentre il suo fidanzato è rimasto seriamente ferito. I due giovani viaggiavano in sella ad uno scooter, quando per cause in fase di accertamento da parte della Polizia Stradale, sono usciti di strada finendo in un canale di irrigazione. Pare che la giovane sia deceduta per annegamento.
    Il fidanzato, C.M. di 16 anni, invece ha riportato gravi ferite.
    Sottoposto ad intervento chirurgico è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Salerno. Sulle cause che hanno determinato la tragedia indagano anche gli agenti della sezione volanti della questura di Salerno.

    fonte www.ansa.it

    Pontecagnano: si schiantano con lo scooter, muore 15enne, ferito gravemente il fidanzato

    Viaggiavano a bordo di un motorino datogli in prestito da un amico, forse stavano andando verso il mare, per regalarsi qualche minuto di romanticismo. Federica Santamaria, 15 anni, e il fidanzato, un 18enne, entrambi di Pontecagnano, stanotte stavano percorrendo in sella ad uno scooter via Cristoforo Colombo, strada che collega il centro del comune picentino alla litoranea, quando sono usciti di strada finendo in un canale di irrigazione.

    L’incidente ha provocato la morte della ragazza. Stando ai primi accertamenti effettuati sul corpo la quindicenne non sarebbe deceduta per le ferite riportate nell’impatto ma per annegamento: il canale di scarico era infatti pieno di scarico di acqua.

    Il diciottenne, che nell’incidente ha riportato lo spappolamento della milza, è stato operato e si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale di via San Leonardo. Dopo la caduta il ragazzo ha chiesto aiuto al custode di un parcheggio che sorge a pochi metri dal luogo dell’incidente.

    Quando i volontari del Vopi sono giunti sul posto il ragazzo era in forte stato confusionale, sul braccio una profonda ferita poi lancinanti fitte alla pancia. «Avevo aperto il cancello per far uscire un camion – ha raccontato Michele Maresca custode del parcheggio Autuori – quando ho visto il ragazzo avvicinarsi a me.

    Mi ha chiesto di accompagnarlo a Sant’Antonio. Era pieno di sangue». Il diciottenne ancora nulla ricorda di quanto successo, non ha neanche raccontato di essere in compagnia di Federica. Sono stati i poliziotti della sezione Volanti a ritrovare nel canale di irrigazione il corpo della ragazza. A rendere difficili le ricerche l’assenza di illuminazione lungo la strada.

    Saranno le indagini ad accertare la precisa dinamica dell’incidente. Stamani gli uomini della Questura, coordinati dal vice questore Carmine Soriente e dal dott, Pio Russo, dirigente della Polizia Stradale, sono tornati sul luogo dell’incidente per effettuare gli ultimi rilievi.

    fonte www.salernonotizie.it

    Cade dallo scooter, muore a 15 anni
    Lei annega in un canale di irrigazione mentre lui, ferito, va a cercare i soccorsi

    Ancora un tragico incidente. La vittima è una ragazza di 15 anni, Federica Santamaria. Il suo fidanzato, Emanuele Citro, è invece rimasto ferito. È accaduto la scorsa notte in via Cristoforo Colombo a Pontecagnano. I due giovani viaggiavano in sella ad uno scooter, quando per cause in fase di accertamento da parte della polizia, sono usciti di strada finendo in un canale di irrigazione. Pare che la giovane sia deceduta per annegamento. Il fidanzato, invece, ha riportato gravi ferite. Sottoposto ad intervento chirurgico è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Salerno. Il giovane si è subito rialzato dopo la caduta e ha, invano, chiesto aiuto ma era sotto choc e così non ha saputo dare indicazioni precise su quanto accaduto e su dove fosse la sua fidanzata. La ragazza, difatti, è stata ritrovata soltanto in un secondo momento.fonte www.ilmattino.it

    Federica annega mentre la stanno cercando

    EMANUELA ANFUSO Pontecagnano Faiano. Federica Santamaria di appena 15 anni ha perso la vita annegata in un canale d’irrigazione mentre stava percorrendo via Colombo a Pontecagnano, a bordo del ciclomotore guidato dal fidanzato Emanuele Citro 18enne, anche lui di Pontecagnano. È questa l’ipotesi sostenuta dagli inquirenti che stanno cercando di fare piena luce sull’incidente stradale avvenuto l’altra sera intorno alle 22, sulla strada che collega il centro Picentino alla Litoranea. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, Emanuele avrebbe perso il controllo del mezzo finendo nel canale colmo d’acqua. Federica sarebbe caduta dallo scooter con la testa all’ingiù finendo con il corpo sott’acqua. Nonostante il forte impatto e le ferite riportate, il ragazzo è riuscito a chiedere aiuto ad un vicino parcheggio di autocarri. Emanuele era sotto choc e pare non si trovasse nelle condizioni psico-fisiche tali da fornire le modalità dell’incidente. È stato allertato il servizio di emergenza del 118. Sul posto sono giunti gli operatori del Vopi di Pontecagnano che hanno condotto il ragazzo in ospedale. Qui è stato operato e ora è in prognosi riservata, è grave. Ma solo in un secondo momento i poliziotti della Sezione Volanti della questura di Salerno, allertati dal personale in servizio presso il drappello del locale nosocomio, si sarebbero accorti della presenza di Federica nel canale mentre stavano effettuando un attento monitoraggio del luogo dell’incidente. Emanuele pare non si trovasse nelle condizioni di fornire tutte le notizie utili. In un primo momento si era pensato ad una lite, ma quando i poliziotti hanno rinvenuto lo scooter e la ragazza nel canale hanno compreso che si era trattato effettivamente di un incidente. Purtroppo Federica non ce l’ha fatta ed il silenzio della notte che la ha prematuramente avvolta ha lasciato il posto allo strazio dei genitori Arturo Santamaria ed Angelina Castagna. Con i figli Gennaro ed Amalia, hanno cercato di rintracciare Federica sul cellulare, disperatamente, per tutta la serata, in preda ad un funesto presagio. Non vedendola arrivare a casa hanno tentato di mettersi in contatto più volte con la ragazza, ma invano. Appena avuta la notizia del sinistro, il fratello ha raggiunto in tutta fretta il luogo dell’incidente ed avrebbe visto la sorella riversa nel canale. Federica, studentessa al secondo anno all’istituto tecnico “Amendola”, viveva con la sua famiglia in via Scavata Caserosse dove la mamma gestisce l’unica salumeria della zona. Il papà, invece, è un dipendente della fabbrica di alluminio Gam. Le indagini sono state condotte dagli uomini della squadra mobile di Salerno diretta dal vicequestore Carmine Soriente con i colleghi della sezione Volanti, ad intervenire sul posto per i rilievi tecnici anche personale della polizia Stradale. Il ragazzo è ricoverato all’ospedale di San Leonardo in prognosi riservata dove è stato sottoposto ad un delicato intervento per l’asportazione della milza. La polizia ha accertato che si è trattato di un incidente nel quale non sono stati coinvolti altri mezzi. Con molta probabilità Emanuele avrebbe perso il controllo del motorino finendo nel canale d’irrigazione. Intanto, il corpo di Federica non è stato ancora consegnato alla famiglia. Le cause della morte dovrebbero essere note nella giornata di oggi quando il medico legale dovrebbe eseguire l’autopsia esterna sul cadavere della ragazzina. I funerali dovrebbero tenersi nella chiesa di Fuorni.

    fonte www.ilmattino.it

    «L’ho visto insanguinato, non riusciva a parlare»

    Pontecagnano Faiano. «Quella irresistibile voglia di vivere nei tuoi occhi un po’ timidi resterà come rugiada fresca e pura nel cuore… e quando non basteranno più le lacrime per piangerti, le parole per raccontarti, i sogni per sognarti… quella goccia avrà il tuo odore, il tuo sapore, il tuo sorriso dentro noi, lì dove vivrai per sempre». Sono le parole rivolte a Federica dalle sue più care amiche. Le stesse con le quali ha condiviso per anni sogni, attese, speranze e tanti giorni di spensieratezza. Queste parole rappresentavano il bene che provavano per Federica. La ricordano come una ragazza allegra e piena di vita sempre disponibile con gli altri. Ora mancherà a tutti e sarà difficile colmare il vuoto che ha lasciato tra i familiari, i parenti e gli amici. Le più care amiche di Federica sono rimaste accanto alla famiglia per tutta la giornata di ieri. Hanno condiviso il dolore per una perdita così assurda ed inspiegabile. «Non riusciamo ancora a credere che Federica non sia più tra noi. Ci è sembrato di vivere un brutto sogno, ma poi abbiamo dovuto fare i conti con un destino crudele che ci ha portato via Federica», hanno detto alcune compagne. Intanto parla il custode del parcheggio di autocarri di via Colombo. Ai giornalisti ha descritto qui terribili momenti in cui si è visto davanti Emanuele Citro sanguinante. «Stavo facendo entrare un camion nel parcheggio quando mi sono visto arrivare questo ragazzo tutto sanguinante che cercava aiuto. Ho pensato al peggio e mi ha chiesto di accompagnarlo a Sant’Antonio, ma non ha saputo darmi delle spiegazioni su quanto gli era accaduto». Così Michele Maresca, il custode del parcheggio per autocarri Autori dove Emanuele Citro si è recato per chiedere soccorsi. L’uomo era ancora sotto choc per l’accaduto quando ieri mattina si è concesso ai giornalisti. «Non ho potuto fare molto se non avvisare i soccorsi. Ho pensato che il ragazzo fosse rimasto coinvolto in qualcosa di serio e così ho allertato le forze dell’ordine. Non ho potuto fare di più in quanto ero impegnato sul lavoro». Grazie all’intervento di Maresca, Emanuele Citro, già gravemente ferito, è stato trasportato in tutta fretta all’ospedale di San Leonardo. A soccorrerlo sono stati gli operatori del Vopi di Pontecagnano con il medico del Saut. Il ragazzo aveva ferite dappertutto e forti dolori alla pancia. I medici lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti di rito, ma si è resa necessaria lì’asportazione della milza. Emanuele vive con la famiglia in via Abate Conforti a Sant’Antonio di Pontecagnano con il papà Marcello e la mamma Donata sorrentino e poi i fratelli Biagio, Luca e Jonathan Mauro con la sorella Sonia. I familiari del ragazzo sono preoccupati per le sue condizioni di salute. Emanuele non sarebbe in pericolo di vita, ma i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. em.an.
    La giovane Federica Santamarina

    Un dramma in pochi attimi: il fidanzato, ferito e sotto choc, non riesce a dare indicazioni utili ai soccorritori

    fonte www.ilmattino.it


    Pontecagnano: oggi l’autopsia sul corpo della giovane Federica

    Pontecagnano piange la giovane Federica. La ragazza deceduta nella notte tra mercoledì e giovedì dopo che il motorino guidato dal suo fidanzato è sbalzato fuori strada finendo in un canale di irrigazione, tra qualche giorno avrebbe preso a frequentare il secondo anno dell’Istituto Superiore Amendola.

    A poche ore dal terribile incidente di via Cristoforo Colombo, strada che collega il centro del comune picentino alla litoranea, il 18enne alla guida dello scooter resta ricoverato al San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. Ascoltato ieri dal capo della Squadra Mobile, il vice questore Carmine Soriente, il ragazzo ha ripercorso quei terribili istanti. Una carezza rubata mentre lo scooter era in corsa, poi lo schianto ed in pochi istanti la tragedia.

    Nulla quindi lascia pensare che l’incidente sia stato provocato da terzi. Prende sempre più piede, invece, l’ipotesi che la 15enne sia morta per annegamento. Federica sbalzata dalla sella dello scooter e finita in quel terribile canale di irrigazione, lungo pochi metri, non molto profondo, dolorante e priva di sensi, con il viso nell’acqua, molto probabilmente non sarebbe morta per le ferite riportate.

    Sarà l’autopsia che sarà eseguita nel pomeriggio dal medico legale Giovanni Zotti ad accertare la precisa causa del decesso della quindicenne. Sulla morte di Federica il Pubblico Ministero Dionigio Verasani ha aperto un fascicolo di inchiesta. Quella notte sarà ricostruita in ogni dettaglio. Importante anche la testimonianza del custode del parcheggio dove il 18enne ha chiesto aiuto dopo l’impatto e che ieri ai microfoni del liratg ha raccontato quelle terribili ore di ricerche.

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    Il giovane, dal letto d’ospedale, chiede come sta la sua fidanzata. Non sa che è morta, bugie pietose

    Emanuele non sa nulla e vuole Federica

    EMANUELA ANFUSO Pontecagnano Faiano. Con molta probabilità la 15enne Federica Santamaria ha perso la vita annegando nel canale di irrigazione dopo essere stata sbalzata dalla sella del motorino sul quale viaggiava in compagnia del fidanzato 18enne Emanuele Citro di Pontecagnano. L’autopsia eseguita nella serata di ieri nell’obitorio dell’ospedale di San Leonardo dal medico legale Giovanni Zotti sul corpo della ragazza non ha fornito indizi certi sulle cause del decesso, ma quella dell’annegamento resta l’ipotesi più probabile. «Soltanto con un esame istologico potremo esprimerci con certezza sulle cause che avrebbero provocato la morte della ragazza. Ed i primi risultati definitivi si avranno solo tra una ventina di giorni», dice il medico legale Zotti. Intanto, prosegue il lavoro degli investigatori, coordinati dal pm Dionigio Verasani, per ricostruire la dinamica dell’incidente stradale avvenuto mercoledì sera lungo via Colombo, la strada che collega il centro cittadino di Pontecagnano con la Litoranea. Gli uomini della Squadra Mobile di Salerno, diretti dal vice questore Carmine Soriente sono alla ricerca di particolari ed indizi per fare piena luce sul sinistro. Federica ed Emanuele si trovavano su un motorino preso in prestito da un amico del ragazzo. Per qualche motivo Emanuele ha perso il controllo del mezzo finendo nel canale d’irrigazione. Federica è stata sommersa dall’acqua del canale. Il fidanzato è riuscito a rialzarsi ed a raggiungere il vicino parcheggio di autotrasporti Autori. Il custode Michele Maresca se l’è visto di fronte sanguinante: «Mi ha chiesto di accompagnarlo a Sant’Antonio, ma non potevo allontanarmi così ho allertato subito i soccorsi» ha detto. Emanuele è stato soccorso dagli operatori del Vopi di Pontecagnano e trasportato al vicino ospedale di San Leonardo dove i medici lo hanno sottoposto all’asportazione della milza. Mentre il corpo senza vita di Federica è stato rinvenuto solo dopo alcune ore dall’incidente chè è avvenuto intorno alle 22. A quanto pare Emanuele è già stato ascoltato dagli investigatori e non ha ancora saputo della morte della ragazza. I familiari non gli avrebbero ancora comunicato la brutta notizia e dal letto dell’ospedale avrebbe chiesto della fidanzata: «I giornali hanno parlato sia di me che di Federica», avrebbe detto Emanuele. La morte della ragazza ha lasciato sgomento l’intero quartiere di Scavata Caserosse dove viveva con il papà Arturo, la mamma Angelina Castagna, il fratello Gennaro e la sorella Amalia. La madre della ragazza gestisce l’unica salumeria della zona mentre il padre lavora in una vicina fabbrica per la lavorazione dell’alluminio. E si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Dopo la lettera scritta dalle compagne care, ieri gli amici della “banca” (punto di ritrovo dei ragazzi) le hanno dedicato queste parole: «Federica ci ha lasciato all’improvviso lasciando un vuoto nella vita di tutti noi e dei suoi parenti che l’amavano. Se n’è andata, speriamo senza soffrire, né capire quello che le stava accadendo, senza poter salutare nessuno, lasciandoci soli a piangere per lei. Federica, cara amica nostra, sappiamo che non vorresti vederci piangere, non tu che ridevi sempre, non tu che ci hai sempre incoraggiato e sostenuto per ogni difficoltà. Ti vogliamo ricordare così con il tuo sorriso, con la tua dolcezza, con la tua voglia immensa di vivere, con la forza che hai sempre avuto in qualunque momento. Con il sorriso rimarrai nei nostri cuori per sempre».

    fonte www.ilmattino.it

    Incidente mortale: denunciato

    dalla Polizia il fidanzato di Federica,

    aveva bevuto troppo

    Gli esiti delle indagini relative all’incidente stradale, avvenuto a Pontecagnano la sera del 3 settembre u.s., nel quale ha perso la vita la giovane F. S., espletate, nell’immediatezza dei fatti dalla Sezione Volanti, dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Stradale di Salerno, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’incidente.E. C., nato a Battipaglia, di anni 18, mentre era alla guida del ciclomotore ha perso il controllo del mezzo ed è finito fuori strada, finendo la sua corsa in un canale pieno d’acqua, posto a margine della carreggiata. Il forte impatto ha causato gravi ferite al centauro ed il decesso della giovanissima passeggera.

    Gli esami clinici hanno evidenziato lo stato di ebbrezza da sostanze stupefacenti di E. C. che aveva assunto sostanze cannabinoidi. Tale circostanza, insieme al fatto che tutte le verifiche hanno escluso il coinvolgimento di terzi responsabili, hanno determinato la denuncia in stato di libertà di E. C., responsabile di guida sotto l’effetto di sostanza stupefacente.

    Lo stesso, inoltre, è stato contravvenzionato ai sensi del Codice della Strada perché era alla guida senza aver conseguito il patentino di abilitazione e perché lo scooter era privo di assicurazione, per aver condotto il ciclomotore a velocità non moderata in ore notturne nonché per aver trasportato un passeggero su un veicolo non omologato.

    fonte www.salernonotizie.it

    SALERNO INCIDENTE MORTALE DELLA 15ENNE, ERA DROGATO IL CONDUCENTE

    Aveva fumato uno spinello Emanuele Citro, il 18enne che era alla guida del Piaggio Liberty finito fuori strada, mercoledì notte, in via Cristoforo Colombo, a Pontecagnano. La caduta in una vasca di scolo causò la morte della sua fidanzatina, la quindicenne Federica Santamaria, morta sul colpo, come ha poi accertato l´esame autoptico effettuato dal medico legale Giovanni Zotti, per una gravissima emorragia interna. Gli esami clinici a cui il diciottenne è stato sottoposto subito dopo il drammatico incidente, hanno evidenziato l´assunzione di sostanze cannabinoidi e per questo è stato denunciato in stato di libertá per guida in stato di ebbrezza. Il ragazzo è stato inoltre contravvenzionato ai sensi del Codice della Strada perchè era alla guida senza aver conseguito il necessario patentino di abilitazione e perchè lo scooter era privo di assicurazione. E´ stato poi multato anche per aver condotto il ciclomotore a velocitá non moderata nelle ore notturne e per aver trasportato un passeggero su un veicolo non omologato. La giornata di ieri ha segnato una svolta nelle indagini sulla morte di Federica Santamaria, la quindicenne di Pontecagnano rimasta uccisa mentre era a bordo di un Liberty Piaggio 50 guidato dal fidanzato diciottenne Emanuele Citro, coinvolta in un drammatico incidente avvenuto nella notte del 3 settembre scorso in via Cristoforo Colombo, a pochi passi dalla litoranea di Pontecagnano. Gli agenti della Questura di Salerno, dopo una serie di accertamenti condotti dalla polizia hanno denunciato a piede libero Emanuele Citro, a tutt´oggi ricoverato in condizioni critiche presso l´ospedale Ruggi di Salerno, con l´accusa di guida sotto effetto di sostanze stupefacenti e nello specifico di cannabinoidi. Gli agenti hanno accertato che nella dinamica del sinistro non è rimasta coinvolta nessun´altra autovettura o motocicletta e che lo scooter con i due ragazzi a bordo è finito fuori strada solo per una manovra errata e per l´elevata velocità.
    Inoltre Citro è stato sanzionato per aver guidato senza patentino e ad eccessiva velocità uno scooter che era anche sprovvisto di regolare assicurazione. Altra conferma ufficiale arriva dal referto del medico legale che ha eseguito l´autopsia sul corpo della quindicenne. Federica è deceduta in seguito ad un tremendo colpo di frusta che le ha reciso di vasi sanguigni del collo e non, come si pensava all´inizio, per annegamento essendo finita nel canale laterale alla strada dove scorrono le acque per l´irrigazione dei campi.Ieri mattina, intanto, presso la chiesa dell´Immacolata a Pontecagnano, si sono svolti i funerali della ragazza con la presenza di centinaia di persone. La lista delle morti sulle strade salernitane purtroppo continua ad allungarsi. Nella tarda serata di venerdì, nei pressi dello svincolo di Lancusi Fisciano della Salerno- Avellino, ha perso la vita una infermiera quarantasettenne Nicolina Pecoraro anni di Mercato San Severino nella Valle dell´Irno, rimasta uccisa dopo una carambola a bordo della sua autovettura. Ancora sangue sulle autostrade dopo Cetara in Costiera Amalfitana e il Cilento.

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    «Non avevamo mai visto il suo ragazzo»
    Pontecagnano Faiano. «Non conoscevamo questo ragazzo. I genitori di Federica non lo hanno mai visto. Era solo uno dei suoi tanti amici non sappiamo neanche se fossero davvero fidanzati». A parlare è lo zio di Fede Francesco Bottone, sposato con AnnaMaria Castagna sorella della mamma della 15enne che ha perso prematuramente la vita. «Federica frequentava spesso la nostra casa. Eravamo i suoi genitori putativi. Con mia figlia Lucia erano come sorelle. In questo momento non abbiamo parole per poter esprimere il nostro dolore, specie i genitori di Federica. Siamo tutti addolorati».

    La polizia chiude le indagini sull’incidente che è costato la vita alla quindicenne Federica Santamaria il fidanzato Emanuele non era lucido

    Il parroco: ragazzi, abbiate rispetto per la vita
    PETRONILLA CARILLO Proprio mentre in chiesa a Pontecagnano arriva il feretro bianco che custodisce il corpo di Federica Santamaria, a Salerno il capo della Mobile, il vicequestore Carmine Soriente, firma gli atti da portare in procura: una denuncia, sia pure in stato di libertà, nei confronti di Emanuele Citro, il 18enne che l’altra sera era alla guida dello scooter-killer. I risultati delle analisi eseguite sul giovane fidanzatino della vittima sono state consegnate l’altra sera alla polizia. Parlano chiaro: Emanuele si era messo alla guida dello scooter nonostante lo stato di alterazione dovuto all’uso di sostanze cannabinoidi. Gli uomini della Mobile, in collaborazione con i colleghi della Polstrada (diretti dal vicequestore Pio Russo), hanno dunque chiuso le indagini e consegnato il fascicolo in procura. Escluso il coinvolgimento di terzi responsabili, gli investigatori non hanno dubbi sul fatto che la responsabilità dell’incidente che ha causato la morte della 15enne, sia da attribuire alla guida dello scooter sotto effetto di sostanza stupefacente. Il ragazzo, dunque, era in uno stato di alterazione psicofisica dovuto al fatto di aver fumato una canna, e così avrebbe perso il controllo dello scooter. Di qui, secondo gli inquirenti, anche il suo stordimento quando è andato a chiedere aiuto al custode dell’Autotrasporti Autuori: il forte stato di choc dovuto, secondo gli investigatori, non era dovuto soltanto alla violenta caduta dallo scooter. Difatti Emanuele, secondo la testimonianza di Michele Maresca, il primo a soccorrerlo, non ricordava di essere in compagnia di Federica: o meglio, cercava di parlare, senza riuscire a farsi comprendere. Il ragazzo è anche stato contravvenzionato, ai sensi del codice della strada, perché alla guida del motorino senza aver conseguito il patentino di abilitazione e perché lo stesso mezzo era privo di assicurazione; infine per aver condotto il ciclomotore a velocità non moderata in ore notturne nonché per aver trasportato un passeggero su un veicolo non omologato. La polizia, dunque, adotta il pugno duro. Sarà ora compito del magistrato valutare se, a carico del giovane, possano essere gli estremi per un’accusa di omicidio colposo. Questa la ricostruzione dei fatti. Mercoledì sera in via Colombo, il 18enne, mentre era alla guida del ciclomotore ha perso il controllo del mezzo, complice anche la forte velocità, ed è finito fuori strada. Lo scooter ha finito la sua corsa in un canale pieno d’acqua, posto a margine della carreggiata. Il forte impatto ha causato gravi ferite al centauro ed la morte della giovanissima passeggera la quale, secondo gli esiti dell’autopsia potrebbe essere morta per annegamento. La famiglia della ragazza, affranta dal dolore, preferisce non commentare la decisione degli investigatori. Per tutti parla soltanto uno zio di Federica, Francesco Bottone, cognato della mamma della ragazza. «Questo ragazzo – dice – noi non lo conoscevamo neanche. A quindici anni non si può parlare di fidanzato ma soltanto di un amico. In questo momento il dolore è tanto grande che non riusciamo neanche a pensare al futuro. Per quanto accaduto sarà la giustizia a fare il suo corso». Intanto Emanuele resta ricoverato in ospedale e soltanto ieri la sua famiglia ha iniziato, con l’aiuto di uno psicologo, a raccontargli quanto accaduto l’altra sera. Alcuni dei suoi parenti sono invece andati a trovare Federica all’obitorio. (Ha collaborato Emanuela Anfuso)
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    PONTECAGNANO. DOPO LA TRAGICA MORTE DI FEDERICA

    La madre del ragazzo: «Emanuele non si droga»

    EMANUELA ANFUSO Pontecagnano Faiano. «Emanuele non è un drogato e non fa uso di alcol. In questi giorni si è detto di tutto su di lui, ma mio figlio è un ragazzo semplice senza grilli per la testa». È lo sfogo di Donata Sorrentino, mamma di Emanuele Citro rimasto coinvolto mercoledì scorso in un incidente stradale dove ha perso la vita Federica Santamaria di 15 anni. La signora Donata ha dichiarato al telefono: «È un momento di dolore sia per la mia famiglia che per quella di Federica. Per adesso voglio solo stare vicino ad Emanuele. I medici mi hanno detto che dovrebbe essere sottoposto anche ad un intervento al braccio. Anche noi abbiamo il cuore spezzato e ci stiamo facendo forza per superare tutto». Ma Emanuele è a conoscenza di quanto è capitato a Federica? «No, i sanitari ci hanno consigliato di lasciarlo tranquillo e non sa nulla circa la morte della ragazza e dei funerali». Avete intenzione di rivolgervi ai genitori di Federica? «Con molta probabilità lo faremo. Nei prossimi giorni potremo pensare di inviare una lettera di condoglianze ai genitori della povera Federica. Siamo dispiaciuti anche noi di quanto è accaduto. I ragazzi pare si conoscessero da poco». Intanto, continuano a giungere messaggi di cordoglio per Federica. Le sue tante amiche hanno intenzione di mantenere vivo il ricordo «di una ragazza splendida e piena di vita. Federica rimarrà per sempre nei nostri cuori». Anche i compagni di Emanuele si sono fatti avanti. «Ha sbagliato, ma è un bravo ragazzo e non lo abbandoneremo». E la morte assurda di una ragazza di appena 15 anni ha sensibilizzato tutti. La città si è divisa in colpevolisti ed innocentisti, ma tanti genitori si dicono preoccupati delle precarie condizioni delle strade cittadine. Chiedono maggiori controlli: «C’è scarsa illuminazione e l’asfalto in molti punti è sconnesso». L’incidente è avvenuto in via Colombo, una strada poco illuminata con canali di irrigazione ai bordi della carreggiata. Emanuele e Federica erano su un motorino ed all’improvviso il ragazzo pare abbia perso il controllo del mezzo finendo nel canale. La caduta si è rivelata fatale per la 15enne, deceduta in seguito ad una emorragia. Intanto proseguono le indagini della squadra mobile di Salerno diretta dal vice questore Carmine Soriente e della Polstrada del comandante Pio Russo. La posizione di Emanuele Citro è al vaglio della magistratura.

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