Agropoli. Approvato in consiglio comunale il regolamento demaniale marittimo. Ma Legambiente minaccia di ricorrere al Tar

Agropoli. Approvato in consiglio comunale il regolamento demaniale marittimo. Ma Legambiente minaccia di ricorrere al Tar
Il piano prevede, infatti, la privatizzazione del 70 percento del litorale

Legambiente ricorre al Tar contro il Piano di gestione delle aree demaniali approvato ieri dal Consiglio comunale di Agropoli. Lo ha annunciato il responsabile di Legambiente di Agropoli Pasquale Del Duca. Al centro del ricorso, la privatizzazione delle spiagge della cittadina cilentana, meta di decine di migliaia di vacanzieri durante il periodo estivo. Il piano, infatti, prevede la privatizzazione del 70 per cento delle spiagge agropolesi, compresa la caletta di San Francesco, angolo tra i più suggestivi del litorale cilentano al quale i residenti sono particolarmente legati. Secondo la leggenda, infatti, dalla caletta e dal piccolo scoglio affiorante a pochi metri dalla riva il santo di Assisi avrebbe predicato ai pesci.
“Faremo tutto il possibile perché il piano non passi – ha annunciato Del Duca – Tra l’altro, il regolamento prevede anche che, per quanto riguarda le richieste di concessioni demaniali, vengano favoriti i proprietari di terreni attigui alle spiagge. Un vero e proprio illecito, al quale ci opporremo ricorrendo al Tribunale amministrativo.”

Cilento, il turismo ha fatto flop. Ecco perché

SALERNO — Mentre il presidente dell´Ente Provinciale per il Turismo Rino Avella annuncia che il 28 ottobre sbarcheranno nel Cilento cento operatori turistici tedeschi, alcuni cilentani doc si interrogano sui risultati 2008 e sulle prospettive 2009: Marisa Prearo, già presidente dell´Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Paestum; Angelo Vassallo sindaco di Pollica-Acciaroli, Giuseppe Liuccio giornalista e scrittore, Costabile Maurano sindaco di Castellabate e Felice Merola, proprietario del King´s residence hotel a Palinuro. cinque nomi per rispondere a tre domande.
Com´è andata l´estate nel Cilento?
Prearo: «Si è tutto concentrato nella settimana di Ferragosto. Nella prima settimana sono stata a Sapri ed era deserta ».
Vassallo: «In generale penso ci sia stata una forte flessione. So che nella zona di Palinuro alcune strutture hanno avuto una contrazione anche del 55%. Ad Acciaroli ma anche nelle frazioni collinari di Pollica invece c´è stato un incremento. Con tanti giovani per strada dall´una di notte fino all´alba».
Liuccio: «Il bilancio è negativo, di turismo ce n´è poco e quello che c´è non è di qualità, si riduce ai venti giorni di agosto. Quest´anno c´è poi una crisi di immagine e la conseguenza è una ricaduta in termini di presenze».
Maurano: «Nel Cilento non lo so. Com´è andata a Castellabate è sotto gli occhi di tutti. Il nostro metro per misurare le presenze è legato ai rifiuti. Che aumentano sempre di più».
Merola «Un calo qui nel Cilento c´è stato soprattutto per quanto riguarda il mercato estero. Meno inglesi soprattutto. Anche perché la costa del Cilento è legata soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti, alla costa di Napoli, invece ha bisogno di identificazione».
Al di là delle voglie di secessione, c´è una politica per il Cilento?
Prearo: «Sono contraria a questi movimenti perché distraggono energie. Certo è che la politica deve riacquistare il contatto con il territorio. Io penso ad esempio che da parte della Regione Campania, con i fondi Por 2000-2006 ci sia stata molta attenzione per il Cilento.
Dobbiamo invece chiederci come sono stati utilizzati questi fondi e che cosa hanno prodotto. Perché alcuni interventi di riqualificazione hanno addirittura distrutto l´identità di alcuni paesi ».
Vassallo: «Non c´è niente. E´ una sommatoria di tanti comuni dove ogni sindaco si sente imperatore. Il compito di raccordare spettava al Parco. La Regione ha messo a disposizione tanti fondi. Ma non ci sono amministratori capaci di spenderli».
Liuccio: «Certi movimenti nascono quando c´è la latitanza della politica. E nel Cilento c´è l´assenza totale di un progetto. C´è il vuoto. E i politici sono sempre in attesa che qualcuno venga a salvarli. Questo è il limite. Non c´è mai stata una rivoluzione, solo ribellismo. La caratterizzazione della politica cilentana è sintetizzabile in tre aggettivi: apatia, afasia, abulia. Dobbiamo togliere l´alfa privativa, l´apatia deve diventare passione, l´afasia voce, l´abulia volontà ».
Maurano: «Assolutamente no. Non da parte della Regione. Per quanto riguarda i sindaci, ognuno vive per sé, bisognerebbe superare il campanilismo ».
Merola: «Un progetto vero e proprio per il Cilento non c´è. C´è un vuoto. La politica dovrebbe avere come faro il turismo e deve affidarlo ad esperti del settore ».
Ritiene che il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano abbia avuto un ruolo nella promozione del territorio?
Prearo: «Il Parco non ha conosciuto una promozione. Magari un´incisività e non sempre. Bisogna investire meno sugli eventi di intrattenimento e trasferire quelle risorse sulla comunicazione ».
Vassallo: «Comunicazione non c´è mai stata. Ma il Parco ha il compito di fare promozione del territorio soprattutto con l´aiuto degli amministratori. Oggi purtroppo raccogliamo i frutti degli anni scorsi».
Liuccio: «Il Parco ha venduto solo fumo. Non si può pensare di trasferire nel Cilento modelli di sviluppo che appartengono ad altre realtà. Il Parco dove fare poi promozione si ma della risorsa ´paese´. Velia e Paestum si promuovono da sole. Il paese è il marcatore d´identità del nostro territorio».
Maurano: «Assolutamente no. Negli anni scorsi il Parco non si è occupato di promozione, occorre oggi una forte strategia di comunicazione con una figura professionale che guardi al progresso del territorio. Per questo ho dato il mio appoggio a Domenico De Masi ».
Merola: «Fino ad oggi non è stato fatto tanto. Il Parco è l´unico ente, contenitore, che può fare un´azione di promozione per tutto il territorio».
Stefania Marino

fonte www.positanonews.com

EMANUELE FILIBERTO, VOGLIO FAR IL PRESIDENTE DEL PARCO DEL CILENTO

«Io presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano? Subito. Chi meglio di me ha conoscenze internazionali, può trovare investimenti e fondi stranieri per promuovere questa splendida terra? Penso ad una nuova forma di turismo, ecologico, che rivaluti il territorio invece di distruggerlo, come è purtroppo accaduto dagli anni ´70». Emanuele Filiberto di Savoia, al suo secondo giorno nel Cilento, dopo Paestum visita la costa tra Palinuro e Marina di Camerota. E fa subito parlare di sé, candidandosi alla guida dell´ente Parco. Un´ipotesi raccolta la balzo dal sindaco di Centola, Romano Speranza, che annuncia: «Lo chiederò subito al ministro dell´ambiente Stefania Prestigiacomo». Definisce la visita «un´anteprima per lo sviluppo» e dona al reale un quadro raffigurante capo Palinuro. Consensi all´idea di una presidenza del Parco retta dal principe ereditario vengono anche dal direttore del Museo del mare di Pioppi ed esponente provinciale di An, Gabriella Natale, che assieme al presidente del consiglio comunale di Pagani Massimo D´Onofrio ha ideato il tour cilentano del rampollo di casa Savoia. A fare gli onori di casa anche l´assessore al turismo di Centola, Rita Corradin, e l´ex vicesindaco di Camerota, Mattia del Duca. Di scorta al gruppo il comandante della stazione carabinieri di Centola, Giuseppe Sanzone, e il comandante del locale circomare Vittorio Giovannone. La mattina inizia con l´imbarco nel porto di Palinuro con prua rivolta alle grotte, ma il mare grosso non consente la visita agli spettacolari antri. Poco male, il principe è contento lo stesso, come racconta nel corso dell´aperitivo offerto dal grand hotel San Pietro. «Ho ammirato questa costa che non conoscevo – dice Emanuele Filiberto a bordo piscina, mentre è apprezzato e immortalato in decine di scatti dai turisti che intanto prendono il sole o fanno il bagno – Tre anni fa ero passato in barca rapidamente con mia moglie ma non mi ero fermato. Devo dire che è un vero spettacolo». Continua, sollecitato dalle domande. «Il territorio cilentano è magnifico, bellissimo. Ci sarebbero tante cose da fare. Prima di tutto preservare quello che già c´è e, poi, provare a incentivare un maggiore turismo, soprattutto ecologico. Qui le persone sono grandi lavoratori e, malgrado quello si dice, ci sono belle realtà aziendali che vanno sviluppate». E promette: «In me avete un amico. Se posso dare il mio contributo, aiutare a trovare dei fondi per far rinascere questa meravigliosa terra, lo faccio con piacere. Sono 5 anni che giro per l´Italia, conosco persone, scopro il territorio e divento al 100% italiano. Credo che sia l´ora di fare il passo successivo e pensare concretamente a cosa fare». Anche in tema di crisi del turismo il principe-viaggiatore entra nel cuore del problema. «Il fatto è che adesso i turisti voglio qualcos´altro – dice Emanuele Filiberto – Con l´euro agli attuali livelli, per far venire gli americani o gli asiatici bisogna offrire servizi e infrastrutture. Un consiglio agli amministratori? Amino la propria terra più delle proprie tasche». Poi la visita prosegue a Marina di Camerota, dove è un buffet con prodotti tipici in piazza San Domenico. Passeggiata nei vicoli, strette di mano, dono di un libro di storia da Enzo Bifulco e pranzo al ristante Antica Marina con prelibatezze di Camerota, Licusati, Marina e Lentiscosa.

(Elisabetta Manganiello, Il Mattino)