LA COLLANA LETTERARIA “IL CILENTO NUOVO” PRESENTE A BOLOGNA COL LIBRO DI MARIO DE PASCALE

12 11 2009

Sabato 21 novembre 2009, alle ore 17,30, presso il salone della Casa dell’Angelo in Via S. Memolo 24, a Bologna, l’associazione “Reginella”, di cui è presidente il dottor Giuseppe Maccauro, ospiterà lo scrittore salernitano Mario De Pascale per la presentazione del suo libro “Una coppia ed un cane padrone”, edizioni “Il Filo”. Il libro è già stato presentato con notevole successo a Salerno, a Villa Matarazzo a Santa Maria di Castellabate, durante la rassegna “Scrittori Meridionali” ed al Castello Aragonese di Agropoli durante la rassegna “Settembre culturale 2009” promossa dall’assessore alla Identità Culturale della città di Agropoli, dottor Francesco Crispino. Ben sei i libri pubblicati nella collana “Il Cilento Nuovo”: vol.1 “Cilento:articoli semiseri” di Catello Nastro – vol. 2 “Racconti stesi al sole” di Mario De Pascale – vol. 3 “Paestum fantasy” di Catello Nastro – vol. 4 “Dimensione mondiale di Paolo De Matteis” di Antonio Infante – vol. 5 “Origini della casata Infante” di Antonio Infante – vol. 6 “Poesie cilentane” di Catello Nastro. Dal libro di Mario De Pascale, di Salerno, sono stati tratti brani nella “Medicina del Sorriso”. Nel corso della presentazione avrà luogo anche la lettura di poesie in vernacolo napoletano tratti dal libro dello stesso autore “Racconti stesi al sole” seconda pubblicazione della collana letteraria “ Il Cilento nuovo”, diretta appunto, da Mario De Pascale, Antonio Infante e Catello Nastro. All’ottimo amico e valente scrittore i più cordiali auguri di meritato successo. Comunicato stampa di Renato Volpi





Ad Agropoli il primo lungometraggio IL FILM “SEMPLICEMENTE NOI” E’ UNA OPERA D’AR

16 05 2009

Dopo i primi cinque minuti di proiezione, non mi aspettavo un crescendo tale. L’introduzione, come si sa, è la parte iniziale di un film e molto spesso porta a delle conclusioni premature. Ma avevo promesso a Clodomiro Tarsia ed Attilio Rossi che avrei seguito e gustato attentamente, ed eventualmente recensito, il loro lavoro cinematografico. Sono restato sulla poltroncina fino all’ultimo ed ho fatto bene. Un film bello ed interessante. Come soggetto, come realizzazione, come fotografia, come promozione sociale ed anche come promozione turistica. All’inizio, come dicevo, poteva sembrare quasi banale. Ma poi, di sequenza in sequenza  è cresciuto ed ha mantenuto gli spettatori tesi in poltrona. La scuola, i giovani, i professori, le attività scolastiche, i problemi degli adolescenti  e della società, il rapporto figli-genitori, il paesaggio e, consentitemelo, la promozione del paesaggio di Agropoli, città nella quale è stato girato per intero il film prodotto dalla Mekanè, che ha sede nella nostra cittadina, diretta dal bravissimo Attilio Rossi. Giustamente al Festival del Cinema di Salerno, che ho seguito anche in alcune precedenti edizioni, ha conseguito il primo premio, peraltro meritatissimo. Delle scene, in questo film, assurgono a vera e propria poesia. Penso che tutto il Cilento e tutte le scuole del Cilento dovrebbero assistere alla proiezione di questo film, per poi commentarlo, con esperti o semplici studenti. Uno spaccato della nostra società, coi lati positivi e coi lati negativi. In tutto visto in una chiave ottimistica  dove il cattivo viene punito ed il buono premiato. Ma questo “buonismo” sociale non danneggia la trama del film, anzi la rende fruibile a tutti, pervasa di un  significato didattico  di alto potere e contenuto accessibile alla maggior parte degli spettatori . Un lavoro, durato otto mesi, veramente straordinario. Anche la fugace apparizione del coraggioso prete di Forcella, Don Luigi Merola, vista come un intermezzo forse in distonia col resto della trama, viene accettata come facente parte del discorso didattico ed educativo del film, peraltro adatto a tutti. Un film educativo, quindi, ma anche sociale, propri perchè presenta problematiche attuali che, comunque, sono state trattate con semplicità, ma certamente senza retorica descrittiva o sequenze baroccheggianti. Un film da vedere, insomma . Anche perché lo merita.  La fotografia è a dir poco impeccabile e stupenda.

 

Catello Nastro





PRESENTATO IL LIBRO “IL SERRAGLIO”

13 05 2009

Giungano

PRESENTATO IL LIBRO “IL SERRAGLIO”

 

Sabato 9 maggio 2009, con inizio alle ore 19, organizzato dalla Associazione Culturale “2000” di Giungano, presso il locale Convento Benedettino, si è tenuta la cerimonia di presentazione del libro “Il serraglio – Riflettori sull’ex Orfanotrofio Umberto I° di Salerno” di Matteo Galdi, edito da Boccia di Salerno. Dopo il saluto del fattivo Carmelo Verdevalle,  che ha fatto anche da moderatore e presentatore, ha preso la parola il sindaco di Giungano, dottor F. Palumbo che ha salutato i presenti, l’Assessore alla cultura avv. F. Russomando, il dottor Gerardo Marotta, la preside professoressa Elvira  Lo Bascio, presidente dell’AUSER di Agropoli e lo storico dottor Domenico Chieffallo che ha analizzato in maniera efficace il lavoro svolto  da Matteo Galdi, autore del libro.  L’opera dello scrittore presentato, ha detto il relatore, va vista in un’ottica del tutto particolare. Si tratta di una esperienza di vita singola ma che in effetti abbraccia un periodo ed una comunità rilevante di circa mille orfani. La figura del sindaco di Salerno, Menna, a favore dell’orfanotrofio della nostra provincia ha un ruolo di primo piano proprio perché riesce a dare una svolta decisiva nella gestione, nel funzionamento e nella modernizzazione della struttura sociale. Il libro, ha ribadito Chieffallo, rappresenta uno spaccato della nostra storia e dovrebbe essere presentato e letto in tutte le scuole del territorio. Il concetto di socialità, evidenziato a più voci, è risultato, alla fine, il più interessante. Verso la fine del suo discorso, le parole di Domenico Chieffallo sono risultate di alto contenuto sociale ed umano si da destare  sentimenti di commozione da parte dei presenti.  Alla fine, anche le parole dell’autore, Matteo Galdi, sono risultate pregne di sentimenti lontani ma pervasi di alti contenuti umani e sociali. Molte le personalità del mondo dell’arte e della cultura del Cilento e del Salernitano presenti in sala, che, alla fine, hanno attribuito all’autore un forte e caloroso applauso.

 

Catello Nastro





A due scrittori cilentani:Catello Nastro ed Elia Nese IL PRIMO PREMIO EX AEQUO A BELLIZZI

16 03 2009

A due scrittori cilentani:Catello Nastro ed Elia Nese

IL PRIMO PREMIO EX AEQUO A BELLIZZI

 

 

Due scrittori cilentani, Catello Nastro, per il libro “BESTIARIO CILENTANO” ed Elia Nese, per “PROVERBIANDO… ACROSTICANDO”, si sono aggiudicati il primo premio per la narrativa edita  al Concorso Internazionale Letterario “CITTA’ DI BELLIZZI” che si è tenuto, alla presenza di circa duecento poeti e scrittori  provenienti da ogni parte d’Italia, nell’aula consiliare del comune più giovane d’Italia. Un esempio di ottima gestione della cosa pubblica e delle attività artistiche e culturali. Oltre alla sezione pittura, erano presenti la poesia, la saggistica, la narrativa edita, la poesia religiosa, la saggistica sui diritti umani. Ho partecipato con grande soddisfazione a questa manifestazione, perché ambedue gli scrittori cilentani, Catello Nastro di adozione, perché vive ed opera da  sessanta  anni ad Agropoli, ed Elia Nese, mio compaesano di Piano Vetrale, che vive a Salerno, sono personaggi degni di menzione.  Questi amici, già premiati in varie occasioni in molte manifestazioni letterarie, hanno ancora una volta dimostrato di essere tra i maggiori rappresentanti della creatività culturale del territorio. Inoltre la maggior parte delle loro pubblicazioni è dedicata al Cilento, alla sua storia, alle sue tradizioni, alla sua cultura ed alla sua gente. Che i riconoscimenti giungano ad essi anche da paesi al di fuori del Cilento, rappresenta un punto di orgoglio della nostra terra che ha fornito grandi artisti, come il pittore Paolo De Matteis, nato proprio a Piano Vetrale e presente nelle più importanti pinacoteche del mondo. Con l’augurio che possano ancora produrre dei capolavori per mantenere alto il nome del Cilento in Italia e nel mondo, ci congratuliamo vivamente con Catello Nastro ed Elia Nese, straordinari rappresentanti della letteratura contemporanea cilentana.

 

Comunicato stampa

a cura di Antonio Infante





36 – BAGGIANATE!!!

15 03 2009

Stupidaggini, sciocchezze, fesserie, cose inventate o di fantasia, scritti senza nesso logico, si da far sorridere o addirittura sghignazzare il lettore. Ma articoli utili, che, forse, in fin dei conti gettano un messaggio recondito che, composto e presentato in maniera seria, non porterebbe gli effetti desiderati. Che gli articoli dello scrivente siano sovente delle “baggianate” è cosa risaputa da tutti i miei lettori di giornali, riviste, libri, internet. Non sono uno storico, né uno studioso, né un saggista ( escluso qualche nozione di critica d’arte o anche letteraria), non sono un cronista. Insomma, cari lettori, sono uno che ama scrivere tutto quello che gli passa per la mente ed intende comunicarlo ai lettori che, guarda caso, leggono le sue baggianate. A questo punto il lettore attento ed oculato potrà pure porsi la fatidica domanda: “ Ma questo dove cavolo vuole arrivare???”. Semplice…Due o tre mesi prima delle elezioni (comunali, provinciali, regionali, politiche o anche europee) Catello Nastro rimane disoccupato. Anche se mando una e mail con le mie baggianate nessuna le prende in considerazione, nessuno le legge e naturalmente nessuno le pubblica. I redattori dei vari fogli locali, “in tutt’altre faccende affaccendati”, guardano a destra, a sinistra, al centro, a seconda dei punti di vista (politici, naturalmente) e poi scelgono quale candidato portare all’attenzione degli elettori, far vedere la sua fotografia con la famiglia, con un pezzo grosso, con una bella donna.  E le baggianate, poi, diventano cose serie. Non come le mie che fanno ridere: anzi molte fanno piangere. Ed allora mi verrebbe voglia di metterle su una bilancia e vedere se pesano di più le mie o le loro.  Comunque, dopo le elezioni, comunque vadano le cose per i loro pupilli, ho buone speranze di vedere pubblicato qualche mio scritto sui loro giornali. Finiti i fuochi, finita la festa!!!

Felice vita a tutti quanti.

 

 

Catello Nastro





L’ADDIO AL POETA GIUSEPPE VOLPE

3 03 2009

Nella Chiesa di S. Maria delle Grazie ad Agropoli

L’ADDIO AL POETA GIUSEPPE VOLPE

 

Aveva 93 anni, la mente lucida e la memoria nel pieno delle sue facoltà si da recitare le sue poesie in pubblico senza avere il bisogno di leggerle.  Anche i suoi discorsi erano estemporanei, semplici, chiari, sinceri e pieni di ricchezza spirituale. Pochi mesi fa aveva pubblicato un libro di poesie e  ne  aveva affidato una copia agli amici più cari, quasi un testamento spirituale. Proprio stamattina, prima di andare nel mio studio a scrivere questo ricordo di Giuseppe Volpe, o “Peppino”, come lo chiamavano gli amici e coloro che avevano la passione per la scrittura, ho ripercorso le pagine del volumetto. L’amore per la famiglia, i ricordi della fanciullezza, passati tra stenti e sacrifici, la passione per la scrittura, intesa per la maggior parte come poesia cilentana, che egli tanto prediligeva, il rievocare attimi di guerra, tristi e terribili alla stesso tempo, il rispetto per il paesaggio e la natura nel suo grande complesso, una filosofia della vita, intesa come grandissimo dono, pur se costellata da momenti non certamente piacevoli, erano il mondo prediletto dal decano dei poeti cilentani. Nella Chiesa di S.Maria delle Grazie ad Agropoli, ieri, 21 febbraio 2009, c’erano tutti: amici, parenti, conoscenti, estimatori, rappresentanti del mondo dell’arte e della cultura. Le note delicate e tristi di un violino solitario, suonato con estrema bravura, hanno accompagnato la Santa Messa officiata da un nipote di Peppino. Di poi due nipoti hanno declamato una sua lirica, la poetessa Anna Santo Sgrò ha voluto dedicargli dei versi sentiti e struggenti, ed infine Antonio Infante ha pronunciato parole sentite e commoventi chiedendo alla fine un applauso per l’ultimo saluto all’amico poeta Giuseppe Volpe che lasciava la chiesa. Tra i presenti il consigliere comunale avvocato Mario Pesca, l’artista pittore Gerardo Prota, la pittrice Dina Tamasco, la signora Dora Capaldo, presidente del locale Centro Sociale Polivalente, che spesso lo aveva ospitato come poeta, il giornalista Lorenzo Barone, il professore Antonio Iorio, il cavaliere Nicola Iannicelli e tanti altri amici.  Addio Peppino. Gli amici ti ricorderanno sempre con stima e tanto affetto. Sei stato un degno figlio di questa nobile ed ospitale terra cilentana che tanto hai amato.

 

Catello Nastro





OSPEDALE DI AGROPOLI

6 01 2009

PAOLA DESIDERIO Agropoli. L’arrivo dell’anno nuovo, i mesi trascorsi dall’approvazione del Piano Sanitario Regionale e l’assenza di risposte, non hanno spinto alla rassegnazione i cittadini di Agropoli. In tanti sono ancora sul piede di guerra per l’ospedale e ancora attendono che qualcosa cambi, che il nosocomio cittadino rientri nella rete dell’emergenza dopo l’esclusione decisa con l’approvazione del Piano Sanitario Regionale. Primo fra tutti il presidente del Consiglio comunale Agostino Abate. «Non abbiamo alcuna intenzione di far cadere nel vuoto la motivata richiesta di impugnazione costituzionale della legge regionale della Campania – spiega Abate – che praticamente ha soppresso il pronto soccorso attivo di Agropoli, già ritualmente trasmessa al Presidente Berlusconi fin dal 13 dicembre 2008». Abate è stato il promotore di una sottoscrizione che ha raccolto ben 5000 firme, con cui si richiedeva l’impugnazione costituzionale della legge regionale 16 del 28 novembre 2008 che approva il Piano di Ristrutturazione e riqualificazione della rete ospedaliera regionale in quanto «è una cosiddetta “legge provvedimento” che ha penalizzato, senza alcuna valutazione di elementi concreti, l’ospedale di Agropoli». Quindi Abate punta il dito contro i politici: «Se entro i sessanta giorni dalla promulgazione della Legge Regionale il Presidente Berlusconi non rimane positivamente interessato dalla richiesta, allora vuol significare soltanto che i politici che oggi sono al Governo della nazione (ed i loro stretti referenti territoriali) hanno ritenuto che la legge approvata dal consiglio regionale della Campania è giusta e rispetta la Costituzione e anche i principi che normalmente presiedono l’attività amministrativa». Non risparmia, Abate, l’ennesima frecciata al vice presidente della Regione, Antonio Valiante: «La legge è giusta e rispetta i principi costituzionali ed amministrativi ed anche gli interessi politici; infatti il solito politico regionale che sorpassa Agropoli e va oltre l’Alento ha avuto, ancora una volta, una sua “affettuosa” visione del territorio e dei suoi elettori e sta ancora tentando di strafare; cerca addirittura la seconda Asl provinciale. I cinquemila cittadini che hanno sottoscritto la richiesta, attendono una risposta precisa e concisa, non vogliono la solita ed inutile risposta politica. Il silenzio continuo degli organi politici sulle esigenze territoriali del comprensorio Sele-Alento non permetterà mai uno sviluppo socio-economico di questa nostra realtà».

fonte http://sfoglia.ilmattino.it





Agropoli e Sanità OSPEDALE ED ANZIANI

14 12 2008
Quando sono venuto ad Agropoli, proveniente da Castellammare di Stabia, in
provincia di Napoli, nel lontano 1951 – come oramai sanno tutti i miei
lettori anche non assidui, avevo dieci anni. Da questo  si evince che,
essendo nato agli inizi del 1941, ho quasi sessantotto anni. Sono anziano,
sono socio del Centro Sociale per anziani di Agropoli, sono anche
consigliere nel direttivo e sono anche delegato alle manifestazioni d’arte e
cultura del sodalizio cittadino riservato alle persone della terza età.
Anziani, nonni, vecchi, ex giovani, pensionati, quelli della terza età.
Insomma chiamateli come cavolo volete voi. Ma ricordatevi che, anche oltre
duemila anni fa, questa categoria sociale di over 65, costituiva il
consiglio degli anziani, il consiglio dei senatori. Di poi trasformato in
senato. Nell’ultimo libro presentato nell’aula consiliare del comune di
Agropoli, alla presenza delle principali autorità cittadine e di oltre cento
persone convenute non solo dalla città ma anche da molti altri comuni del
Cilento ( un pubblico qualificato, insomma, come si dice oggi), scritto
assieme all’amico Antonio Infante, dall’impegnativo quanto lungimirante
titolo “LA NUOVA RIVOLTA DEL CILENTO”, edito dalla Libera Università di
Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus, e stampato col contributo del Comune
di Agropoli, mi è scappato di dire che la nuova rivolta del Cilento deve
incominciare proprio dalla difesa del nostro diritto alla salute. E quindi,
la salvaguardia del Presidio Ospedaliero della città capoluogo del Cilento,
è il punto di partenza per la nuova rivolta. Senza usare armi convenzionali,
si capisce chiaramente. Ma usando la penna come moschetto, la macchina per
scrivere come carro armato ed il computer come lanciamissili programmati.
Una guerra tecnologica, ma una tecnologia pacifica, ma comunque che può
sconfiggere il nemico arroccato su ideali di speculazione politica ridotta
ad un miserabile e squallido prostribolo, dove gli interessi di partito, di
parte, o clientelari offendono la dignità del cittadino dello stato
democratico. Sia che operi come cittadino politico attivo, sia che operi
come cittadino passivo. Si tratta spesso di un campo molto vasto dove il
cittadino onesto, ingenuo e meno preparato, si perde. Ed allora cosa fare?
Per prima cosa risvegliare gli animi e le coscienze libere. Secondo
prospettare le situazioni – quasi sempre scabrose – o spesso velate da
misteri politici o politicizzati. In parole povere, quando in un paese si
vuole eliminare un ospedale che funziona a pieno ritmo, mentre si salva uno
dove la salute è un optional, che è scarsamente frequentato, ma manca di
strutture efficienti, anche quando ci stanno, che serve solo come serbatoio
di voti, di clientela politica o di elargizioni di stipendi per luminari ivi
disoccupati ma altrove fortemente efficienti, la domanda sorge spontanea: ma
cosa ci sta sotto??? Io sono un fruitore delle strutture ospedaliere e sono
stato ospite per ben due volte in quel di Agropoli ed ho trovato efficienza,
pulizia, comprensione,  professionalità, macchinari all’avanguardia,
sveltezza negli esami, sincronia tra i vari reparti, voglia degli operatori
di operare per l’efficienza della struttura, per il recupero del degente e
non solo per lo stipendio come avviene in molte altre strutture.  L’ospedale
di Agropoli non s’ha da chiudere: né oggi, né mai. Per usare una frase
manzoniana. Chi lo vuole chiudere vada all’inferno: in questa ed in
quell’altra vita.  Ci sono tante strutture che dovrebbero chiudere nel sud
dell’Italia e nessuno le chiude. L’ospedale non è una sala giochi, e nemmeno
un parco divertimenti, e nemmeno una casa di tolleranza  ( per antica nomea
di case chiuse e che quindi non si potrebbero chiudere…), e nemmeno una sala
per “bingo” e nemmeno una sala di un club privé per lo scambio di coppie.
L’ospedale può servire per i giovani, ma serve innanzitutto per gli anziani,
che sovente sono una vera e propria enciclopedia medica. Ed io che tengo
quasi settanta anni, ho girato molti reparti di cardiologia, di
cardiochirurgia, di pronto soccorso, di urologia, di radiologia, di analisi.
Mi manca solo quello di ginecologia…Scherzi a parte, a chiunque tenti di
chiudere l’ospedale di Agropoli, o qualsiasi ospedale efficiente nel mondo,
solo per biechi motivi di interesse politico o comunque personali, auguro
una lunga degenza.  Buona degenza a tutti i disonesti di questo mondo. In
ospedale a spese delle ASL!!!
Catello Nastro




Da Roma a Contursi DALLE TERME DI CARACALLA ALLE TERME DEL TUFARO

14 09 2008
Essendo nato in terra – ed in epoca – napoletana e bellica, non ho avuto il
piacere di trovarmi  in epoca romana. Nella quale, forse, sarei stato
nominato senatore, oppure plebeo, oppure dato in pasto alle bestie feroci
del circo essendo, almeno per il passato, abbastanza cicciotello e di peso
che si scriveva con ben tre cifre: 113 il peso massimo!  Ogni volta che mi
pesavo ed usciva il numero sulla bilancia pesapersone digitale, arrivava
subito la Polizia… Scherzi a parte, se le terme di Caracalla sono solo un
sogno o un riferimento storico, le Terme del Tufaro, di Contursi, sono una
realtà positiva del nostro territorio. Di nuova costruzione, ci hanno
ospitato nel mese di settembre 2008. Dovete sapere che, circa venti anni fa,
decisi di andare a visitare la Fiera del Levante a Bari e ne discutevo con
alcuni amici. Dopo un’ora completammo una macchina, dopo due ore due tre
macchine, dopo una settimana un torpedone di quaranta persone. Giorni
addietro, invece, in una settimana abbiamo completato un autobus di
cinquantacinque persone ( quasi tutti over 65!!!). Altre trenta persone sono
rimaste a piedi ma già si sono prenotati per l’anno prossimo. Peppino,
Capaccese doc di Cafasso, è un grande imprenditore ed un grande amico. Ci
accoglie in una struttura moderna ed attrezzata, con molta simpatia e…
tolleranza.  Nel gruppo di anziani di Agropoli, ci sono over 60, over 70 ed
anche over 80. Unico vantaggio per gli over 65 lo sconto sul tiket della
mutua. Lo stabilimento termale comprende una piscina coperta, un percorso
vascolare, dieci cabine con fangobalneoterapia, una cabina per diversamente
abili, due sale per aerosol e inalazioni, una sala nebbia ed una sala cura
sordità rinogena.  C’è anche un hotel a 4 stelle con 46 camere, un ottimo
ristorante con cucina tipica, 5 piscine per tutti i gusti balneari e tutte
le attrezzatura di bellezza. Quando mi sono presentato io mi hanno detto che
per me non potevano fare niente!!! Primo giorno burocrazia, visita medica ed
inalazioni. Mi danno una forcina da mettere nel naso per l’aerosol.  Mi
dicono di riportarla ogni mattina. E dopo la cura??? Se la può mettere in un
altro posto…Sembra rispondermi con una occhiata sinistra, ma comunque
bonaria,  gentilmente la signorina. Dopo la cura ho visitato la stabilimento
balneare. Quello che mi colpisce è la pulizia in tutti gli ambienti e la
simpatia degli addetti. Spio a destra ed a manca e noto su un lettino un
cumulo di fango grigiastro uscito da un tubo che somiglia ad una enorme
cacca. Di rinoceronte o di elefante. Un signore mi spiega…sembra la merdut
di un mammut…Noto una vecchia signora atavica coniuge di un mio amico poeta
ultraottuagenario coperta di fango su un lettino che sembra quasi morta.
Chiedo al marito che candidamente mi risponde: è immortale!!!  Quasi quasi
accenno ad una preghiera, ma mi sembra prematuro. La casistica delle
malattie e malanni vari presenti tra gli ospiti del torpedone è alquanto
variegata. Si potrebbe addirittura completare una enciclopedia della
medicina.  L’aerosol e le inalazioni vanno bene per la mia sinusite scoperta
recentemente dal mio medico della mutua appena due anni fa. Ricordo ancora
la faccia del medico che ha stilato l’anamnesi. Infarto, tre by pass,
colesterolo, trigliceridi, pressione arteriosa, sinusite, glaucoma
all’occhio sinistro, un poco di bronchite, dolori vari e vaganti, eccetera
eccetera. Il medico mi ascolta ed alla fine, esausto, esclama: “ Basta! Non
c’è più spazio!”. Finite le inalazioni entro, per la prima volta in vita
mia, nella vasca per idromassaggio. Si tratta di una esperienza piacevole.
Sembra quasi di essere cullati e coccolati da getti d’acqua che entrano
nella vasca mentre in basso l’acqua viene aspirata. Ad un certo punto non
trovo un testicolo. Mio Dio! Vuoi vedere che alle Terme di Caracalla i
bambini giocavano a palla, mentre qui viene aspirata…Fortunatamente non era
così!!! Emozionato si era nascosto…Entra la signorina e mi dice che devo
uscire dalla vasca, asciugarmi e rivestirmi. Ricontrollo…i gemelli ci sono
ancora! Mia moglie è in ammollo nella piscina. Un’antica signora partenopea
si pavoneggia in veste trasparente evidenziando due parentesi tonde
racchiudenti un punto esclamativo. Un anziano ex impiegato recita tre ore di
preghiere. Una signora comunica alle sue amiche che il marito di ottantanove
anni non lo fa funzionare nemmeno col viagra. Mentre un’altra coppia di
artisti dell’agro nocerino sarnese, che hanno festeggiato le nozze d’oro
nell’hotel a 4 stelle delle Terme del Tufaro di Contursi, vengono
intervistati dagli astanti per conoscere notizie sull’andamento della
nottata. Il volto di entrambi è sereno. Hanno dormito bene. E se non hanno
dormito bene è stato solo perché qualcuno dei due russava. E’ la prima volta
che vado alle terme in Campania. Sono stato a Fiuggi ed a Chianciano.  Ma le
nostre terme di Contursi sono più belle, più simpatiche, più attrezzate, più
accoglienti. Il profumo di zolfo perdura anche dopo tre lavaggi in vasca
normale. Ieri un amico, sentendo la puzza di zolfo mi ha chiesto se usavo
ancora “li zurfanielli”. Si gli ho risposto: per accendere il sigaro!!!
Catello Nastro







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