Rubano playstation, arrestati due giovani di agropoli

30 01 2009

In manette per aver cercato di rubare tre playstation.Il tentativo di furto è avvenuto al centro commerciale Maximall di Pontecagnano, nello stesso complesso dell’ipermercato Carrefour. Due ragazzi di Agropoli sono stati arrestati in flagranza di concorso in furto aggravato, bloccati dopo un breve inseguimento all’interno del centro commerciale dove avevano rubato tre playstation Sony di ultimo modello, del valore complessivo di 1500 euro. In manette sono finiti Giuseppe Chierichella, diciott’anni, giá volto noto alle forze dell’ordine per episodi di rapina e furto, e un incensurato di ventun’anni, Ivan Botti, entrambi residenti ad Agropoli. Ad arrestarli, i carabinieri della stazione di Pontecagnano, agli ordini del maresciallo Ciappina, intervenuti su segnalazione delle guardie giurate del centro commerciale. • Il fatto è accaduto nella tarda serata di mercoledì. I due ragazzi sono entrati come normali clienti all’interno del Maximall e si sono aggirati tranquilli tra i grossi corridoi del centro commerciale. Prima hanno curiosato in giro, poi, convinti di non essere ripresi, hanno abilmente forzato e aperto la teca in vetro che custodiva le play station di ultima generazione, le hanno prelevate se le sono nascoste sotto i giubbini. Il personale addetto alla sicurezza deve aver notato il movimento sospetto dei due giovani, ed ha allertato i carabinieri. I militari, impegnati in un servizio finalizzato a prevenire i furti ai danni degli esercizi commerciali (organizzato dalla compagnia di Battipaglia coordinata dal capitano Giuseppe Costa e diretta dal tenente Gianluca Giglio), sono intervenuti immediatamente e, dopo un breve inseguimento all’interno del centro commerciale, hanno fermato i due ragazzi e li hanno arrestati. La refurtiva è stata restituita ai proprietari, mentre Giuseppe Chierichella e Ivan Botti venivano condotto in caserma. Sono stati trattenuti il tempo necessario per espletare le formalitá di rito e poi trasferiti nel carcere di Fuorni, in attesa dell’udienza di convalida. • Spetterá al giudice per le indagini preliminari decidere se convalidare l’arresto e se trattenere i due ragazzi in carcere o rimetterli in libertá in attesa del processo. L’udienza dovrebbe tenersi in carcere questa mattina. Annalisa Spera.

fonte http://ricerca.gelocal.it





Carabinieri arrestano Sindaco, Consigliere ed Avvocato del Comune di Pisciotta

9 01 2009

Dalle prime luci dell’alba, a Pisciotta (SA), i Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo della Compagnia di Vallo della Lucania hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa in data 07.01.2009 dal G.I.P. presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Dott. Nicola Marrone, su richiesta del Dott. Alfredo Greco che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di alcuni amministratori comunali del Comune di Pisciotta: il Sindaco Cesare FESTA, il Consigliere Comunale di maggioranza VENEROSO Pietro ed il commercialista MARSICANO Vittorio.

L’intensa attività investigativa esperita dai Carabinieri, tra l’altro con metodi tradizionali e senza il supporto delle intercettazioni telefoniche ha fatto emergere un vero e proprio comitato d’affari predisposto dagli indagati, con la commissione di gravi reati contro la P.A. (Concorso in concussione continuata ; Rivelazione di segreto d’ufficio; abuso d’ufficio ; Concorso in usurpazione di funzioni pubbliche; Falsità ideologica commessa da privato in atto publico finalizzata alla truffa aggravata in danno della P.A ; Istigazione alla corruzione; Truffa continuata ed aggravata in danno dello Stato ; Concorso in lottizzazione abusiva; Concorso in violenza e minaccia a P.U.) .

Infatti, sia il Sindaco che l’assessore di maggioranza Veneroso, abusando delle rispettive qualità e dei connessi poteri, con più azioni ed omissioni in esecuzione del medesimo disegno criminoso, favorivano la lottizzazione abusiva mirata alla realizzazione di quaranta villini nonché delle relative opere di urbanizzazione, nella località lacco del comune di Pisciotta.

Altro componente primeggiante del comitato d’affari è risultato essere il commercialista MARSICANO Vittorio, perché agendo materialmente usava minacce ed ingiurie nei confronti del responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Pisciotta, al fine di indurlo a compiere un atto contrario al proprio ufficio, e cioè a presentare la pratica edilizia relativa alla realizzazione del villaggio, nella riunione della Commissione Ambientale per il Territorio, nonostante che ciò fosse precluso dalle relative irregolarità.

Con lo stesso provvedimento il G.I.P., concordando con la richiesta avanzata dal Dott. Alfredo Greco della Procura di Vallo della Lucania , titolare dell’inchiesta, ha disposto il sequestro preventivo di alcuni lotti di terreno “agricolo” siti alla località Lacco del comune di Pisciotta, per una superfice totale di 60.000 mq ed un valore commerciale di euro 1.200.000 circa, idonei alla realizzazione dei villini, in totale assenza di qualsiasi titolo autorizzativo, tra l’altro in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico – ambientale ricadente nel Parco Nazionale del Cilento.

Nella stessa inchiesta risultano indagate altre 11 persone per il reato di lottizzazione abusiva, essendo gli stessi rispettivamente comproprietari dei lotti di terreno destinatari del provvedimento di sequestro preventivo, tra cui anche il Dirigente della U.O. di ostetricia dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, Dott. RONSINI Salvatore, indagato per il reato di abuso d’ufficio continuato.

Infatti è stato appurato che il RONSINI risulta proprietario di alcuni lotti di terreno nella località Lacco di Pisciotta, zona in cui doveva essere realizzato il villaggio turistico. Gli indagati colpiti dai provvedimenti restrittivi sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni per l’espiazione della misura coercitiva.

fonte www.salernonotizie.it





Si finge malato e rapina il medico

18 09 2008

PAOLA DESIDERIO Montecorice. Finge un malore per farsi raggiungere a casa dal medico di guardia, poi lo deruba del portafogli. È finito in manette con l’accusa di sequestro di persona a scopo di rapina Giovanni Galietto, 56 anni, residente a Montecorice. I fatti che hanno portato all’arresto dell’uomo da parte dei carabinieri della stazione di Santa Maria di Castellabate, coordinati dal comandante Santino Musto, si sono svolti nella notte di martedì. Intorno alle 3 l’uomo, residente in località Casa del Conte, frazione costiera di Montecorice, ha telefonato alla guardia medica. Diceva di sentirsi male, di avere bisogno di aiuto. Il medico di turno, ovviamente, presa la borsa con il necessario, si è messo in automobile e ha raggiunto la casa che l’uomo al telefono gli aveva indicato. Mai avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe accaduto di lì a poco. Dopo aver bussato al campanello, l’uomo gli ha aperto la porta di casa e lo ha fatto entrare. E una volta dentro il medico non ci ha messo molto a capire che il cinquantaseienne non stava per niente male ma che si era trattato solo di un pretesto per farlo andare a casa sua. L’uomo, infatti, gli ha chiuso la porta alle spalle, a chiave, impedendogli di uscire. Poi ha obbligato il medico che si era recato lì per soccorrerlo a consegnargli gli oggetti di valore che aveva con sé, in realtà soltanto i soldi che aveva nel portafogli. Per il medico sono stati minuti lunghissimi, vissuti nel terrore che Galietto volesse fargli anche del male. Per fortuna non era così. Quando finalmente il medico è riuscito ad allontanarsi dalla casa, ha immediatamente allertato i carabinieri di Santa Maria di Castellabate, competenti per territorio, che si sono recati nella casa dell’uomo e lo hanno arrestato per il sequestro del medico, che aveva chiuso in casa allo scopo di rapinarlo. Dopo l’arresto il cinquantaseienne è stato condotto in carcere a Vallo della Lucania. L’episodio avvenuto martedì a Montecorice ripropone una problematica a cui, come il fatto dimostra, non si è ancora posto rimedio: la tutela dell’incolumità dei medici che effettuano turni notturni di guardia. Non è la prima volta, infatti, che personale della guardia medica finisce nel mirino di balordi. Proprio a Santa Maria di Castellabate, in un paio di occasioni, il personale sanitario del locale Saut è finito nel mirino di bande di giovani che, soprattutto di notte, si sono rese protagoniste di atti vandalici ai danni della struttura e anche di vere e proprie aggressioni verbali nei riguardi dei medici che erano al lavoro. Il veloce intervento del carabinieri di Santa Maria, ha consentito di assicurare in breve tempo alla giustizia il responsabile della rapina e di recuperare i soldi rubati al medico.

fonte www.ilmattino.it








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