ORESTE MOTTOLA «Beati loro che hanno tanti soldi e se li possono godere», dice il vescovo di Vallo della Lucania in diretta tv. “Loro” sono gli abitanti di Agropoli e soprattutto il loro primo cittadino, Franco Alfieri. L’assessore provinciale ai lavori pubblici va sotto attacco perché il giorno dell’Epifania assistendo ad un affollato concerto di musica classica, presso la scuola media “Rossi Vairo”, annuncia che così non si può andare avanti che le attività teatrali, musicali e cinematografiche del suo paese, hanno diritto ad una sede degna. «Sarà presso l’ex Fornace, tanto più che abbiamo già in cassa il finanziamento da un milione e mezzo d’euro», aggiunge. Monsignor Giuseppe Rocco Favale, il vescovo con “competenza” su quasi tutto il Cilento, compresa Agropoli, questa volta non fa mostra di moderazione. «Ho saputo – ha affermato il Vescovo – che anche ad Agropoli è stato progettato un grosso teatro e una grossa palestra. Però mi domando se sono scelte oculate, tenendo presente che hanno costruito a Torchiara un palazzetto dello sport, anzi un palazzone dello sport, con 1500 posti per un paese di 700 persone, e che a 5 chilometri di distanza, ad Agropoli, ne costruiranno un altro. Non è uno spreco di denaro pubblico?». Il tempismo del vescovo sceso subito in campo a rintuzzare l’annunciata costruzione del cineteatro di Agropoli ha sorpreso un po’ tutti. Va detto che ad appena 30 km, collegati da una strada a scorrimento veloce, a Vallo della Lucania sorge “La Provvidenza”, di proprietà proprio della Diocesi, ed ha 700 posti. Ha aumentato il clamore il fatto che Favale abbia parlato ancor prima che la stessa opposizione agropolese ad Alfieri facesse sentire qualche rilevo critico. La replica di Franco Alfieri non si è fatta attendere: «Non voglio fare polemiche e rispetto molto il Vescovo. Assicurare ad una città di 21 mila abitanti, con una popolazione che con i paesi limitrofi arriva a 70 mila persone, strutture come un cineteatro e un palazzetto dello sport non rappresenta uno spreco di denaro pubblico, ma la realizzazione d’opere essenziali per il miglioramento della qualità della vita. Due strutture, infatti, orientate alla crescita sociale e culturale della città e del comprensorio, nelle quali permettere a tanti giovani e non solo di avere adeguati e moderni spazi d’aggregazione». Meno cauta e decisamente stizzosa la risposta di Franco Scognamiglio, assessore alla cultura ed esponente dell’Idv di Di Pietro: «La chiesa, fonte di saggezza e di virtù, deve coltivare il bene “dell’anima”, quale entità astratta e spirituale, non intesa quale “anima” del commercio e del vile denaro. Il vescovo Favale pensa all’attività commerciale del cineteatro Provvidenza -realizzato con denaro pubblico- e teme, come alcuni politici locali – che Agropoli possa diventare anche centro di riferimento culturale. Pensasse più ad avvicinare l’uomo a Dio, svolgendo il ruolo che gli è stato conferito dall’umana specie più che continuare a fare politica ai danni della specie umana”. «Scognamiglio dice questo? Mi sembra preda di lapsus freudiani. Non abbiamo detto ancora una parola sull’argomento – dice l’ex sindaco Antonio Domini – nelle prossime settimane chiederemo come si fa ad appaltare un lavoro su di un’area privata senza aver interpellato i proprietari. Ed il milione e mezzo di euro da spendere – ribadisce – l’ho ottenuto io con la mia amministrazione». Scartata l’ipotesi di un collegamento fra questa vicenda ed il pubblico fiancheggiamento del vescovo della battaglia portata avanti da Antonio Valiante per mantenere un’Asl autonoma per il Cilento, ipotesi avversata da Alfieri, ad Agropoli si propende per una lettura tutta locale della contesa. Tanto che sono annunciate ulteriori prese di posizione, soprattutto dai commercianti e dalle associazioni culturali. L’attenzione è sulla questione della costruzione dell’oratorio, pubblicamente promesso da Alfieri al vescovo Favale. Il progetto non è stato ancora appaltato per via di difficoltà burocratiche. Vuoi vedere che monsignor Favale è arrabbiato per questo?
fonte http://sfoglia.ilmattino.it
«Il vescovo difende i suoi interessi»
Agropoli. Continuano a far discutere le dichiarazioni del vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Giuseppe Rocco Favale, che ha giudicato la costruzione del cineteatro ad Agropoli «un inutile sperpero di denaro pubblico», considerandolo «una fotocopia del teatro la Provvidenza». Struttura di proprietá della Curia. Ad alzare la voce, accusando Favale di «pretendere il controllo del monopolio dello spettacolo», è Michele Murino, direttore artistico della kermesse “Velia teatro”, manifestazione che si svolge nell’area archeologica di Velia. Il cineteatro di Agropoli avrá la disponibilitá di una platea con 500 posti a sedere. • La buca per l’orchestra ed impianti ultra moderni. «Le dichiarazioni del vescovo Favale costituiscono un’indebita interferenza nelle legittime scelte politiche dell’amministrazione di Agropoli» tuona Murino che si sofferma sul ruolo della chiesa. «Non mi pare rientrino nei compiti della chiesa cattolica pubbliche critiche su argomenti che non attengono alla morale, alla religione, ai grandi problemi etici, alle questioni sociali». Murino rincara la dose e aggiunge: «L’intervento del presule vallese appare tanto più improprio in quanto proviene da un soggetto che da dieci anni, nella qualitá di ordinario diocesano pro-tempore ed amministratore di una sala di culto adibita a cine-teatro, tende a conservare intatto il controllo monopolistico del mercato cilentano dello spettacolo. La realizzazione del cine-teatro di Agropoli andrá a liberalizzare il mercato a favore dell’utenza, contribuendo a migliorare la qualitá del prodotto». • Il direttore artistico controbatte anche all’affermazione sullo sperpero di denaro pubblico. • «Occorre sottolineare che monsignore Favale avrebbe in animo di realizzare su un suolo comunale – evidenzia Murino – giá destinato a parcheggio, una seconda cattedrale (questa sì nel deserto), del tutto inutile se si considera che nel comune di Vallo della Lucania con meno di 10mila abitanti, esistono ben quindici luoghi di culto». • Luoghi di culto di cui Murino fornisce un dettagliato elenco: cappella di S. Biagio, cappella di S. Nicola, chiesa della Madonna delle Grazie, cattedrale di S. Pantaleone, chiesa del Seminario, tre cappelle presso lo stesso seminario (Vallo della Lucania capoluogo); chiesa di S.Antonio, chiesa di Santa Veneranda, cappella dell’Immacolata, cappella del Salvatore, cappella di Santa Caterina (frazione Ancellara); chiesa di S. Cataldo ( frazione Pattano); chiesa della Madonna della Vittoria ( frazione Massa). • «E’ superfluo ricordare che l’opera progettata dal presule – conclude Murino – verrebbe realizzata, come edilizia di culto, con pubblico danaro proveniente dal gettito dell’8 per mille». Angela Sabetta
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