Emergenza Idrica: by pass di 3,8 km per superare crisi idrica, si torna alla normalità il 23 dicembre

Martedì il Consiglio dei ministri dichiarerà lo stato d’emergenza che consentirà di predisporre gli interventi per riparare l’acquedotto del Sele, danneggiato dall’ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Salerno.

Lo ha detto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso nel corso della riunione all’aeroporto di Pontecagnano con i sindaci dei Comuni colpiti dalle piogge.

L’obiettivo, ha spiegato Bertolaso, è quello di realizzare bypass che consenta di superare il punto dell’acquedotto che si é rotto e fare in modo che le 500 mila persone attualmente senza acqua potabile possano riaverla nelle loro abitazioni entro Natale, si parla del 23 dicembre come data del possibile ritorno alla normalità. Nel frattempo l’erogazione dell’acqua sarà garantita attraverso le autobotti.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri verrà anche quantificata l’entità degli stanziamenti che serviranno per realizzare il bypass dell’acquedotto e già mercoledì si potrà fare la conferenza dei servizi che consentirà di avviare i lavori che, dunque, dovrebbero iniziare entro una settimana.

Ai sindaci Bertolaso ha ricordato anche che verrà predisposto un pacchetto di interventi che spetteranno a Provincia e Regione per il ristoro dei danni subiti dagli agricoltori e dalle aziende del territorio.

Diciotto mezzi dei vigili del fuoco sono già al lavoro proprio per questo scopo e nei prossimi giorni ne arriveranno altri. Della necessità di fare presto è convito anche il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

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500 mila senz’acqua: allarme Sindaci. In molti Comuni Scuole CHIUSE

I lavori per il ripristino della rete saranno lunghi e complessi. Il maltempo ha fatto danni notevoli sulle condotte dell’acquedotto del Sele e così quattordici comuni della provincia di Salerno rischiano di rimanere a secco a lungo. Secondo una prima stima occorreranno tra i 20 ed i 30 giorni per ultimare le opere di ripristino, e risorse per almeno 5-6 milioni di euro; i danni riguardano infatti ben tre chilometri di condotte.

Circa 500mila le persone residenti nell’area dell’emergenza: già da stasera è cominciata la corsa all’acquisto della minerale, con le volanti della polizia intervenute per tenere la situazione sotto controllo. Alcuni dei comuni interessati sono della piana del Sele, altri del Cilento.

Anche il capoluogo è interessato a questa emergenza con i quartieri della zona orientale. L’elenco è lungo. E così, oltre che in alcune aree di Salerno, l’acqua mancherà anche a Eboli, Battipaglia, Bellizzi, Montecorvigno Pugliano, Pontecagnano-Faiano, Campagna, Serre, Albanella, Ogliastro Cilento, Cicerale, Agropoli, Castellabate e Montecorice.

Una situazione che ha ha fatto scattare l’allarme tra i sindaci. Il sindaco di Pontecagnano – Faiano ha deciso la sospensione delle attività didattiche fino a sabato prossimo nel solo territorio di Pontecagnano. A Faiano non si registrano disagi.

Anche il sindaco di Battipaglia ha sospeso le lezioni nelle scuole del centro della Piana del Sele fino alla giornata di giovedì, mentre ha assicurato l’erogazione idrica per tre ore a partire dalla giornata di domani.

Scuole chiuse fino a venerdì a Eboli, dove il primo cittadino ha emesso una ordinanza dove si ricorda alla cittadinanza che l’acqua sarà erogata soltanto per tre ore al giorno a partire dalle 6 di domani sino alle ore 9.

In Prefettura si è tenuto un primo vertice per decidere le misure per fronteggiare l’emergenza. All’incontro hanno partecipato il prefetto, Sabatino Marchione, il presidente della Provincia Edmondo Cirielli, il questore, i comandanti provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto-Guardia Costiera, i sindaci dei comuni interessati interessati e i rappresentanti del servizio 118.

“Abbiamo fatto il punto della situazione - ha spiegato l’assessore provinciale alla Protezione civile, Antonio Fasolino - alla fine si è concordato che per garantire alle popolazioni la fornitura idrica, bisognerà solo approvvigionare i serbatoi dai quali avviene la distribuzione ai comuni.

Giovedì mattina - ha proseguito Fasolino - avremo un altro incontro in prefettura per definire tecnicamente gli interventi da attuare”. Dal presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, un appello al Governo: “E’ un vero e proprio disastro. Le prime stime parlano di diverse decine di milioni di euro di danni al comparto agricolo, oltre cinque milioni per l’acquedotto del basso Sele, diversi milioni per ospitare gli sfollati e approvvigionare di acqua potabile le zone a secco. Dall’esecutivo servono risposte concrete in tempi brevi”.
Fonte ANSA

 

Fisco: caccia a evasori, ondata controlli spiaggie e porti

ROMA – Ondata di controlli ad agosto sulle coste italiane, con gli 007 del fisco al lavoro sulle spiagge, nei porti e negli stabilimenti balneari, tra sdraio, canotti e pedalo’, per scovare l’evasione nascosta sotto l’ombrellone. La ‘calda’ estate dei controlli fiscali – informa l’Agenzia delle Entrate – investe la penisola da Sud a Nord, facendo registrare i picchi piu’ intensi nelle principali localita’ turistiche dello Stivale. Si parte dalla costiera salernitana, dove sono a sotto controllo i pontili degli scali commerciali piu’ frequentati come Amalfi e Agropoli, spesso gestiti da enti no profit, fino al lido di Venezia, disseminato di bungalow attrezzati di tutto punto, chiamati ‘capanne’, il cui affitto puo’ arrivare a costare in media anche 10 mila euro a stagione. A meta’ strada, tappa obbligata sui battutissimi litorali laziali, sono al vaglio non solo i posti barca sparsi lungo la costa, da Ostia a Nettuno passando per Anzio, con prezzi fino a 200 mila euro, ma anche discoteche e locali. Oltre Tirreno, arenili al setaccio in Sardegna ad Alghero, San Teodoro, Villasimius, Orosei, in Costa Smeralda e in altri 60 centri ad alta vocazione turistica dell’isola, dove gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate sono a caccia di evasori che non rilasciano scontrini e ricevute, dichiarano al fisco dati sottostimati per gli studi di settore e assumono personale in nero.

fonte ansa.it

Agropoli: sequestrato albergo dalla Guardia di Finanza

AGROPOLI – Nell’ambito di specifica attività di servizio finalizzata al controllo dei finanziamenti pubblici nel settore turistico alberghiero la Guardia di Finanza di Agropoli dava esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Salerno – Seconda Sezione Penale, con il quale si disponeva il sequestro di una struttura alberghiera, beni patrimoniali e quote societarie.
Il provvedimento, emesso ai sensi dell’art. 19, comma 2, del D. Lgs. n. 231/2001, veniva notificato ai responsabili delle imprese interessate alla vicenda. Detta ordinanza veniva motivata in ragione delle esigenze cautelari finalizzate all’apprensione dei beni ed al fine di evitare la prosecuzione delle attività illecite e consentire all’esito del procedimento la “CONFISCA”:
L’attività eseguita dai militari della Compagnia di Agropoli, durate quasi due anni e coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, portava alla luce una complessa attività di frode posta in essere da una società avente sede in Capaccio ed operante nel settore turistico-alberghiero, destinataria di finanziamenti pubblici nel settore dei fondi per opere strutturali previsti dalla Legge n. 488/1992 e di finanziamenti Regionali POP ammontanti complessivamente ad oltre 1.200.000, 00 euro, di cui 900.000,00 già erogati.
In sintesi, la Fiamme Gialle di Agropoli acclaravano un sistema di frode consistente nel formazione di costi relativi ad operazioni in parte inesistenti attestanti la realizzazione di opere strutturali. Al tempo, per assicurare il recupero delle somme già erogate venne sottoposta a sequestro preventivo l’azienda alberghiera in questione, completa dei beni patrimoniali, quali arredi ed attrezzature, nonché del terreno e dell’edificio ove insiste la struttura. Detto provvedimento, recependo le richieste della Polizia Giudiziaria, veniva adottato dal GIP del Tribunale di Salerno e successivamente confermato dal Tribunale del Riesame.
Le operazioni si sono concluse con il deferimento di 7 persone. La stima dei beni sottoposti a sequestro rileva un valore catastale di oltre 2 milioni di euro e un valore commerciale di circa di 3.5 milioni di euro.

fonte www.julienews.it

Salerno, sequestrati 100mila litri di gasolio adulterato: serviva per riscaldare ospedali

SALERNO (23 marzo) – Centoquindicimila litri di gasolio adulterato per riscaldamento, che serviva a rifornire le strutture dell’Asl Salerno 3 e una cinquantina di Comuni delle province di Salerno, Cosenza e Potenza, e che era privo di potere calorifero e con caratteristiche di qualità ed efficacia assai lontane dalla normativa sugli idrocarburi, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza del comando provinciale di Salerno.

I sigilli sono stati apposti a quattro depositi di altrettante società salernitane che commercializzano oli minerali. A disporre il maxi sequestro è stato il Tribunale di Salerno su richiesta della Procura di Vallo della Lucania. I reati contestati agli amministratori delle quattro società è di frode in pubbliche forniture. I finanzieri della compagnia di Agropoli e i militari del nucleo di polizia tributaria nel corso delle indagini hanno scoperto che il gasolio per riscaldamento destinato ad uffici e nosocomi rientranti nell’Asl Salerno 3 risultava adulterato.

Dagli esami chimici eseguiti il gasolio, infatti, è risultato deficitario per percentuali che vanno dal 31% al 95%. L’indagine della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha portato anche alla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini a dieci funzionari dell’Asl Sa3, tra cui anche l’ex direttore generale, e a imprenditori, per i reati di turbativa degli incanti, truffa, frode in pubblica fornitura e associazione per delinquere.

fonte /www.ilmattino.it

AGROPOLI, VENDEVA PANE CON DROGA. BLITZ DELLE FIAMME GIALLE DA UN FORNAIO

Un chilo di pane e un.. grammo. Era questo il codice per avere pane e panetti (di hashis) nel Cilento ad Agropoli in provincia di Salerno. Ormai se le inventano tutte e ko spaccio delle sostanze stupefacenti ha assunto forme impensate, ma non agli uomini delle fiamme gialle. L´ennesimo “caso” è quello appena scoperto dalla GdF di Agropoli, coordinata dal Comando Provinciale di Salerno. Una precedente attività info-investigativa aveva permesso ai Finanzieri di evidenziare che VP, già gravato da precedenti in materia di traffico di droga, aveva allestito presso il proprio panificio un´attività criminosa di spaccio di stupefacenti mascherandola con quella che doveva essere la sua vera e lecita attività di fornaio. Le Fiamme Gialle di Agropoli, infatti, hanno fatto irruzione nel panificio, in un una nota località cilentana; qui, per lo stupore del titolare, sono iniziate le operazioni di perquisizioni dello stesso laboratorio, che hanno consentito il rinvenimento di panetti di hashish ben occultati in una intercapedine di un muro. Le perquisizioni venivano estese anche alla sua abitazione e alle sue auto. L´operazione “Pane e panetti”, che rientra in un più ampio contesto che vede la GdF costantemente vigile e impegnata nell´azione di contrasto al traffico di stupefacenti, si è conclusa con l´arresto in flagranza del responsabile autore del reato ed il sequestro di circa 80 grammi di hashish, oltre a 77 semi di canapa indiana e la somma di 595 euro in banconote di diverso taglio quale provento dell´attività di spaccio.
fonte /www.positanonews.it

Operazione “DOPPIO SCACCO”Dure condanne al clan della droga

ELISABETTA MANGANIELLO Agropoli. Condanne pesantissime per le due bande di pusher che si contendevano il mercato della cocaina tra Agropoli e Capaccio. Ieri presso il tribunale di Vallo sono stati giudicati con rito abbreviato 7 imputati, che hanno ricevuto condanne fino a 9 anni tranne Angelo Comite, assolto. Erano stati arrestati esattamente un anno fa nell’ambito dell’inchiesta “Doppio scacco”, condotta dall’allora procuratore Alfredo Greco, che decapitò il mercato dello spaccio tra alto Cilento e piana del Sele, con l’intervento operativo della guardia di finanza del comando generale di Salerno e della compagnia di Agropoli. E ieri il giudice Nicola Marrone, vista la gravità degli addebiti, in quasi tutti i casi ha applicato pene più severe di quelle richieste dallo stesso pm Katia Cardillo. La condanna più pesante è per Salvatore Gallo, detto “John Wayne”, di Torre Annunziata, condannato a 9 anni di reclusione e 27mila euro di multa (legali Giuseppe della Monica e Luca Vollaro). Era il fornitore di coca e di hascisc di una delle bande rivali che si contendevano lo spaccio. Avevano a capo, rispettivamente, Luigi Ciao o “Gigi”, cui sono andati 8 anni e 40mila euro di multa (legali Gaetano Brescia e Lorenzo Margiotta), e Alessandro Romano, chiamato pure come “il ricotta” o “il figlio del mago”, condannato a 8 anni e 26mila euro multa (legale Luigi Spadafora). Una pena inferiore, alla luce del ruolo marginale ricoperto nella vicenda, è stata prevista per Filomena Lembo, condannata a anni 3 e 12mila euro multa (legale Carmine Infante). Fidanzata di Romano, a casa sua i finanzieri trovarono 814 grammi di coca. La stessa condanna è andata a Carmela Miglino (legale Massimo Ancarola), che fornì coca a Ciao. Per Giuseppe Mastrogiovanni, anche noto come “Peppe u’ big”, un anno e 30mila euro di multa (legale Michele Dolce). Deteneva coca a fini di spaccio e gettò la droga dal finestrino dell’auto nei pressi di una discoteca, prima di un controllo delle forze dell’ordine. Angelo Comite, invece, è stato assolto perché il fatto non sussiste. I grammi di coca rinvenuti in suo possesso sono stati ritenuti probabilmente di uso personale. Dopo l’udienza di ieri il giudice Nicola Marrone ha reso noto il dispositivo mentre si è riservato di depositare la motivazione nei 90 giorni canonici. Queste condanne seguono quelle già emesse lo scorso 9 gennaio, quando con rito abbreviato furono condannati Gennaro Gallo a 2 anni di reclusione, Ciro Gallotti a 2 anni e 8 mesi, Carmine Comite a 6 anni, Luca Esposito a 5 anni e Francesco Boccino a 3 anni. Due degli indagati chiesero il patteggiamento giá durante le indagini preliminari: sono Pietro Lembo, condannato a 9 mesi e 15 giorni di detenzione e Salvatore Avella, condannato a un anno e 2 mesi, entrambi con pena sospesa. Ha chiesto il rito ordinario Pasquale Volpe, mentre Luigi Rizzo lo scorso dicembre è stato prosciolto. L’operazione “Doppio scacco”, proprio un anno fa, vide l’esecuzione di 10 arresti, di cui uno in flagranza, e di 27 perquisizioni domiciliari. Partì dalle rilevazioni fatte da un barbiere alle fiamme gialle che gli avevano sequestrato una dose di coca. Dall’inchiesta emersero anche richieste di prestazioni sessuali ad una donna del posto, M., in cambio di droga. Venne alla luce il sistema degli squilli di telefonino, inventato dai pusher per comunicare con gli acquirenti evitando di dire cose compromettenti. E la lotta tra le due bande rivali, sfociata nella denuncia del concorrente alla guardia di finanza.

fonte  http://sfoglia.ilmattino.it

Agropoli: operazione “Doppio scacco”, sì all’abbreviato

Agropoli. Saranno giudicati con il rito abbreviato gli indagati arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Doppio scacco”,che avevano chiesto il patteggiamento rigettato dal gip Antonella La Riccia. Lo ha deciso il giudice Nicola Marrone nel corso dell’udienza tenutasi lunedì presso il tribunale di Vallo della Lucania. La prossima udienza, durante la quale saranno emesse le sentenze, si svolgerá il 20 febbraio. Compariranno davanti al giudice, per essere giudicati con rito abbreviato, Filomena Lembo, Alessandro Romano, Carmela Miglino, Luigi Ciao, Gennaro Gallo, Giuseppe Mastrogiovanni, Angelo Comite. • Gli indagati sono tutti in carcere tranne Filomena Lembo, assistita dall’avvocato Carmine Infante, fidanzata di Romano (nella cui abitazione le fiamme gialle di Agropoli rinvennero 800 grammi di cocaina pura), Carmela Miglino, entrambe ai domiciliari, e Angelo Comite. • I patteggiamenti sono stati rifiutati in quanto il giudice La Riccia ha ritenuto le pene non congrue per la gravitá del fatto. Le prossime condanne faranno seguito a quelle emesse lo scorso 9 gennaio quando davanti al gip comparirono coloro che avevano chiesto il rito abbreviato: Gennaro Gallo condannato a due anni di reclusione, Ciro Gallotti condannato a due anni e otto mesi, Carmine Comite condannato a sei anni, Luca Esposito condannato a 5 anni e Francesco Boccino condannato e tre anni. • Due degli indagati, giá nella fase delle indagini preliminari, avevano chiesto il patteggiamento: Pietro Lembo, condannato a 9 mesi e 15 giorni di detenzione (pena sospesa), e Salvatore Avella, condannatoa un anno e 2 mesi (pena sospesa). Hanno chiesto il rito ordinario Pasquale Volpe, rinviato a giudizio comparirá davanti al gip il prossimo aprile, e Luigi Rizzo che lo scorso dicembre è stato prosciolto dalle accuse. • L’operazione, effettuata dalla guardia di finanza di Agropoli, diretta dal capitano Salvatore Perrotta, lo scorsofebbraio portò all’esecuzione di 10 arresti, di cui uno in flagranza, e 27 perquisizioni domiciliari. • L’attivitá investigativa condotta dalle fiamme gialle, sotto la direzione della procura vallese, ha consentito di sgominare due gruppi di pusher, che facevano capo l’uno a Luigi Ciao, l’altro a Alessandro Romano che si contendevano la piazza smerciando soprattutto cocaina tra Agropoli e Capaccio. • L’inchiesta “Scacco matto” è partita nel 2006 dopo un modesto sequestro di cocaina, circa 5 grammi, eseguito dalla finanza all’interno di un salone di barbiere di Agropoli. • Nell’inchiesta grande rilevanza probatoria hanno avuto le intercettazioni telefoniche, dove gli interlocutori utilizzavano un linguaggio criptato, e quelle ambientali. Angela Sabetta

fonte http://ricerca.gelocal.it

AGROPOLI: Operazione “Doppio scacco” cinque condanne

Agropoli. Condannati alcuni degli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Doppio scacco”. L’operazione, effettuata dalla guardia di finanza di Agropoli, diretta dal capitano Salvatore Perrotta, lo scorso febbraio portò all’esecuzione di 10 arresti, di cui uno in flagranza, e a 27 perquisizioni domiciliari. Venerdì gli indagati sono comparsi davanti al gip Antonella La Riccia del tribunale di Vallo della Lucania. • Coloro che avevano chiesto il rito abbreviato sono stati condannati. Avevano chiesto il rito abbreviato: Gennaro Gallo condannato a due anni di reclusione, Ciro Gallotti condannato a due anni e otto mesi, Carmine Comite condannato a sei anni, Luca Esposito condannato a 5 anni e Francesco Boccino condannato e tre anni. Aveva chiesto il rito abbreviato condizionato Angelo Comite, ma la richiesta è stata respinta. • Sono state rigettate dal gip le richieste di patteggiamento precedentemente accolte dal pm Renato Martuscelli. La prossima udienza sia per Comite che per tutti coloro che avevano chiesto il patteggiamento è stata fissata per il 26 gennaio presso il tribunale di Vallo della Lucania. Compariranno davanti il gip Luigi Ciao, Carmela Miglino, Alessandro Romano, Salvatore Gallo, Giuseppe Mastrogiovanni e Filomena Lembo. Molto probabilmente i legali di questi ultimi presenteranno istanza per il giudizio abbreviato. I patteggiamenti sono stati rifiutati in quanto il giudice La Riccia ha ritenuto le pene non congrue per la gravitá del fatto. Tra le richieste di patteggiamento anche quella di Filomena Lembo, fidanzata di Romano, assistita dall’avvocato Carmine Infante, nella cui abitazione durante le operazioni di perquisizioni i militari della guardia di finanza di Agropoli trovarono circa 800 grammi di cocaina pura per un valore di circa 200.000 euro. • Due degli indagati, giá nella fase delle indagini preliminari, avevano chiesto il patteggiamento: Pietro Lembo, condannato a 9 mesi e 15 giorni di detenzione (pena sospesa), e Salvatore Avella, condannato a un anno e 2 mesi (pena sospesa). Hanno chiesto il rito ordinario Pasquale Volpe, rinviato a giudizio comparirá davanti al gip il prossimo aprile, e Luigi Rizzo che lo scorso dicembre è stato prosciolto dalle accuse. Angela Sabetta

fonte http://ricerca.quotidianiespresso.it

Agropoli: Guradia di Finanza sequestra oltre un quintale di fuochi d’artificio illegali

Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi predisposti dal Comando provinciale di Salerno, in occasione delle festività natalizie e di fine anno, al fine di prevenire e vigilare sul commercio e la detenzione illecita di artifici pirotecnici, la guardia di finanza di Agropoli ha effettuato mirati controlli volti alla tempestiva eliminazione dal mercato dei fuochi d’artificio illecitamente detenuti e commercializzati che ogni anno causano numerosi feriti e vittime.

I finanzieri di Agropoli, a seguito di una perquisizione ad un box posto in un seminterrato di un condominio, rinvenivano – abilmente occultati – 6 scatoloni contenenti oltre un quintale di “Botti” appartenenti alla IV e V categoria, che per la loro natura potevano costituire un serio pericolo per il condominio stesso.

Denunciate all’Autorità giudiziaria 2 persone, mentre il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale.

Purtroppo, l’utilizzo dei micidiali prodotti artigianali dall’alto potere deflagrante, realizzati molto spesso senza il rispetto delle procedure di sicurezza, determina ogni anno il verificarsi di numerosi episodi pregiudizievoli per la pubblica incolumità, anche di particolare gravità, non di rado con il coinvolgimento soprattutto di minori ignari che simili dispositivi sono confezionati come veri e propri ordigni bellici.

fonte www.salernonotizie.it