Agropoli: operazione dei CC, tre denunce a piede libero

I Carabinieri della Compagnia di Agropoli, sempre attenti al tema della sicurezza stradale, hanno effettuato, durante il fine settimana appena trascorso, numerosi controlli sulla circolazione stradale. Nella circostanza, i militari del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile, in Ogliastro Cilento, hanno sorpreso alla guida una giovane donna classe 96 alla guida della propria autovettura Fiat Punto in evidente stato di ebbrezza. La donna è risultata positiva al test effettuato con l’etilometro in dotazione con un tasso alcolemico di 1,97 gr/l. Il veicolo è stato sequestrato e i documenti di circolazione sono stati ritirati.

  • Santa Maria di Castellabate i militari della Slocale Stazione, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Cinofili di Pontecagnano, hanno eseguito diverse perquisizioni a carico di alcuni pregiudicati della zona. Durante le operazioni, i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà M. D., classe 76 di Agropoli, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, durante la perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso circa 20 grammi di sostanza stupefacente di tipo marijuana e 1.400 € in banconote di vario taglio. La sostanza stupefacente e il denaro, probabile provento di spaccio, sono stati sequestrati.
  • Infine a Capaccio, a seguito di mirati controlli contro il bracconaggio, i militari hanno deferito in stato di libertà G. A., 48enne del luogo, poiché resosi responsabile dei reati di detenzione abusiva di arma comune da sparo e strumenti da punta e taglio, illecita introduzione di arma in area protetta e caccia illegale di fauna selvatica protetta. L’uomo è stato sorpreso alla guida della propria autovettura, un’Opel Astra, con all’interno un cinghiale appena abbattuto. Alla successiva perquisizione, i Carabinieri hanno rinvenuto, inoltre, un fucile da caccia calibro 16 illegalmente detenuto e portato, due pugnali da cacciatore e sei trappole per cinghiali. Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato.
    14/09/2010 14.35.09
  • AGROPOLI: Uccisero il benzinaio, pene ridotte in appello

    ELISABETTA MANGANIELLO Agropoli. In primo grado erano stati condannati, con rito abbreviato, dal gip del tribunale di Vallo a 18 e 16 anni di reclusione per omicidio volontario, ieri la corte di assise di appello di Salerno ha confermato la condanna riducendo leggermente le pene ai tre giovani che il 7 luglio 2007 uccisero, nel corso di una rapina, il benzinaio Davide Pecora di Agropoli. A Pasquale Giordano i 18 anni del primo grado sono stati ridotti a 16 anni e 8 mesi, Maurizio Corradino da 16 anni è passato a 15, Antonio De Rosa da 16 a 14 anni e 8 mesi. La pronuncia è stata emessa ieri dalla corte di assise di appello presieduta da Caputo, con il consigliere a latere Palumbo. Il procuratore generale Primicerio aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado. I reati ascritti ai ragazzi sono l’omicidio volontario a seguito di tentativo di rapina, nonché porto e detenzione di fucile non dichiarato. Amaro il commento dei familiari del benzinaio ucciso. «Non è un anno in più o in meno che ci sarà la pace – spiega il genero di Pecora, Giovanni Palumbo – Le condanne di primo grado le ritenevamo troppo miti, ma temevamo che le pene potessero essere ridotte di più. Rispetto il dolore dei genitori dei tre ragazzi, ma loro i figli tra qualche anno usciranno di carcere, noi invece Davide non lo rivedremo più e ci chiederemo sempre perché è successo quello che è successo». Non nascondono la loro delusione invece i familiari dei giovani che speravano in una riduzione maggiore. «Proviamo una profonda delusione per una sentenza che, pur confermando l’esclusione della volontà omicidiaria e pur riconoscendo i presupposti della concessione delle attenuanti generiche, mantiene elevata una pena che ostacolerà il recupero sociale del giovane incensurato De Rosa», dice il legale Arnaldo Franco, che rappresenta il più piccolo dei tre, all’epoca dei fatti diciannovenne. Nel collegio difensivo anche Massimiliano Forte e Annalisa Califano per Corradino e Carmine Giovine per Giordano. «La riduzione è stata operata dalla corte di assise di appello per un errore nella sentenza di primo grado – spiega invece Giovine – Pur avendo concesso le attenuanti generiche, il primo giudice non aveva applicato la riduzione di pena. Il fatto oggettivamente è grave e ha provocato la morte di una persona innocente, per cui va il mio cordoglio ai familiari della vittima, ma ha anche distrutto la vita a tre giovani che all’epoca non avevano superato i 21 anni e agirono con inesperienza e improvvisazione. Lo stesso colpo partì in modo accidentale».

    fonte http://sfoglia.ilmattino.it