DUE OTTOBRE FESTA DEI NONNI
Si tratta, a mio avviso, dell’ultima invenzione dei negozi di articoli da
regalo. Dopo la “Festa della mamma”, la “Festa del papà”, la “Festa dei
bambini”, la “Festa di addio al celibato” (che con la festa del matrimonio o
festa nuziale non c’entra un cacchio), ecco spuntare, in autunno, quasi ad
interpretare il clima di vita dei settuagenari, nientepopodimeno che
la “Festa dei nonni”. E siccome nonno lo sono pure, di due bellissimi
nipotini, l’ho festeggiato, per la prima volta, il 2 di ottobre 2008. I
nipoti aiutano molto i nonni: 1) a impiegare il loro tempo libero;2) a far
dimenticare ai nonni i propri acciacchi e malesseri vari; 3) a consumare la
loro pensione. Al punto tre, in verità, ci riescono molto bene ( e
facilmente) in particolare modo con quelli – come me – che hanno una
pensione statale che consente una dieta coatta. Specialmente dopo l’aumento
dei prezzi. Ogni volta che esco, mi porto appresso una cinquantina di
persone ( penultima a settembre, alle Terme del Tufaro, 55), ultima, alla
Pro Loco di San Martino Cilento, 72. Partenza da Agropoli, con gli amici del
Centro Sociale Polivalente, in autobus ore 16,30, arrivo all’antico Chiostro
di San Francesco a Lustra Cilento alle ore 17 e qualche minuto. Uno sguardo
gratificante al paesaggio sottostante e poi la Santa Messa officiata da
Padre Filippo che tiene una bellissima predica. Il tenore Mariano Barilari,
a suggellare il sacro rito, canta l’Ave Maria, mentre molte signore anziane
si commuovono ed a qualcuna scappa qualche lagrimone. Dopo la cerimonia
tutti a San Martino, nel salone della Pro Loco, ospiti di Angelo Niglio che
festeggia pure lui non il nonnificato, ma semplicemente l’onomastico. La
manifestazione è lunga e prevede:
a) musica e canti cilentani;
b) musica al karaoke e canzoni italiane e napoletane;
c) poesie in italiano e cilentano coi poeti Carlo Cammarota e Giuseppe
D’Aiuto;
d) declamazione di poesie in italiano, romanesco, napoletano e
cilentano dedicate ai nonni. Presentatrice d’eccezione Marisa Fiorentino
così da destare l’invidia di Raffaella Carrà.
Per la prima volta abbiamo visto presenti, accomunate da un unico scopo
(aiutare gli anziani a stare in compagnia e divertirsi in allegria) le
seguenti associazioni:
1) Centro Sociale Polivalente “Città di Agropoli”, che conta oltre
mille iscritti;
2) L’Associazione “Vita nuova”, famosa per il ballo liscio ed il suo
gruppo di quadriglia e tarantella.
3) L’AUSER di Agropoli, che si occupa principalmente di cultura e
sociale.
4) L’Associnema di Agropoli che spesso ha partecipato al Festival
Internazionale del Cinema di Salerno” riscuotendo sempre successi ed
ottenendo significativi riconoscimenti.
5) La Libera Università Internazionale di Arte, Lettere, Musica e
Storia, onlus.
6) L’Associazione “Famiglia cilentana”, adf, che si occupa di arte,
cultura e tempo libero.
A S.Martino fa fresco. Siamo ad ottobre. Ma anche nel mese di agosto, di
sera, bisogna portare il maglione ed il cappello. Il mio giace nell’auto
parcheggiata sotto il municipio della città capoluogo del Cilento in
compagnia della macchina fotografica digitale costata, l’estate scorsa, un
decimo della pensione. Sento la mancanza della macchina fotografica perché
dovrei fare il servizio fotografico e poi ho paura che se la fregano da
dentro l’auto dove sta in bella esposizione. Ma sento, ad un certo punto, la
mancanza del cappello per…la mancanza di capelli. Essi, infatti sono rari,
come le donne illibate che si trovano sulla litoranea alle due di notte.
Esco in piazza e domando dove posso trovare un negozio per comperare un
copricapo di qualsiasi materiale, qualsiasi forma, qualsiasi stile. Mi
consigliano un negozietto di casalinghi. Niente da fare. L’edicola dei
giornali. Niente da fare. Impietosita, una signora va nella sua macchina
parcheggiata un poco distante e, per comprovata compassione, mi porta un
cappellino verde con sopra la pubblicità di una associazione di cacciatori,
per la precisione “Associazione Nazionale Libera Caccia”. Vorrei farle
presente che io sono contro la caccia. Ma decido di stare zitto. Altrimenti
resterò senza cappello, ma in compenso, con un potente raffreddore da
portarmi appresso per almeno un mese. Salvata la…testa, il discorso fila
liscio come l’olio, anzi come il vino. Auguri a tutti i nonni (e le nonne).
E non dimenticate mai il cappello nella macchina. A San Martino ogni mosto è
vino. Ma è meglio non approfittare!!!
Catello Nastro
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