GRANDE ECO STA AVENDO LA SCOPERTA DELLE LETTERE DI SAN GIUSEPPE MOSCATI DA PARTE DI ERNESTO APICELLA

Nell’archivio segreto del borgo antico di Agropoli un eccezionale ritrovamento di Ernesto Apicella( nella foto in una storica intervista a Lucio Dalla). Due lettere autografe di San Giuseppe Moscati che attestano la sua presenza ad Agropoli. Le due “reliquie” sono state ritrovate da Ernesto Apicella nell’archivio segreto del borgo antico di Agropoli e documentano l’amicizia tra San Giuseppe Moscati ed il dott. Amedeo Di Sergio. Nella prima, datata 16 Marzo 1923, San Giuseppe Moscati ringrazia il dott. Amedeo Di Sergio per l’ottima accoglienza ricevuta ad Agropoli.Nella seconda, del giugno 1925, molto più complessa ed articolata, annuncia il suo imminente arrivo ad Agropoli, quasi un presagio, e della terapia medica che avrebbe dovuto seguire Francesco Di Sergio, fratello di Amedeo, per alleviare la malattia che lo affliggeva ed aggiungeva: “[...] ma soprattutto vi ricordo che vi è un Medico al di sopra di noi: Iddio! Di Cui domani è la festa Eucaristica. Vi prego di non privare vostro fratello di questa medicina (che è la S.Comunione), diteglielo a nome mio. […]”. Il giorno successivo, giovedì 11 Giugno, Corpus Domini, Francesco Di Sergio ex sindaco di Agropoli per 21 anni, morirà serenamente tra le braccia di San Giuseppe Moscati.
E’ inutile sottolineare l’importanza storico-religiosa che riveste per Agropoli questo ritrovamento.
San Giuseppe Moscati, medico-scienziato, diceva:“Gli ammalati sono il Corpo di Gesù Cristo”L’attenzione alla malattia del corpo e alla salute spirituale del paziente per San Giuseppe Moscati andavano considerate in modo indissolubile. Era il medico di tutti, ma soprattutto dei poveri. Morì all’improvviso a soli 47 anni, il 15 aprile 1927.Fu proclamato Santo il 25 ottobre 1987 da Papa Giovanni Paolo II. La festa liturgica si celebra il 16 Novembre. Egli è il protettore degli ammalati, dei poveri e dei bisognosi. Ogni giorno centinaia di fedeli sostano in preghiera davanti alla sua tomba nella chiesa del Gesù Nuovo a Napoli.“Il primo incontro tra San Giuseppe Moscati e il dott. Amedeo Di Sergio – ci dice Ernesto Apicella – probabilmente avvenne all’Università di Napoli, nella Facoltà di Medicina. San Giuseppe Moscati, laureatosi giovanissimo nel 1903, fu subito nominato docente e tra i suoi allievi trovò il diciottenne Amedeo Di Sergio. E’ verosimile che il rapporto di stima ed amicizia si sia intensificato allorquando il dott. Amedeo Di Sergio, negli anni venti, si rivolse a San Giuseppe Moscati, pioniere della terapia insulinica, per far curare il padre Emanuele malato di diabete. La malattia portò il dott. Emanuele Di Sergio alla morte il 20 Luglio 1922. Il dott. Emanuele Di Sergio fu più volte sindaco di Agropoli dal 1860 al 1891. Fu uno dei primi medici in Italia a proporre le cure idroterapeutiche, fondando uno stabilimento di talassoterapia nella Marina di Agropoli. Nel 1908, con grandi festeggiamenti, fu insignito della medaglia d’oro per aver salvato la vita alla popolazione agropolese sottraendola, con grande abnegazione, ad una violenta e letale epidemia tifoidea.Le due lettere autografe di San Giuseppe Moscati ci confermano la sua presenza ad Agropoli nel 1923 e nel 1925. Questo mi fa pensare – prosegue Ernesto Apicella – grazie anche ad alcune testimonianze tramandate negli anni, che San Giuseppe Moscati sia venuto più di due volte ad Agropoli.La sua presenza in quegli anni fu assidua, diventando una vera e propria missione, giacché San Giuseppe Moscati trovò nel borgo di Agropoli una popolazione povera nel corpo e nell’anima. Bisognosa di cure mediche specialistiche gratuite ma, in modo particolare, di intense cure religiose.
Infatti in quegli anni, come testimoniò nel 1925 don Enrico Castelli, novello parroco di Agropoli, le chiese agropolesi erano in uno stato di totale abbandono e poche le anime superstiti da un naufragio tremendo che aveva scosso profondamente la fede degli agropolesi.San Giuseppe Moscati morì improvvisamente il 15 aprile1927, a soli 47 anni. Dopo otto anni, il 15 aprile 1935 si svolsero i funerali del dott. Amedeo Di Sergio, morto anche lui all’improvviso.
Spero di ritrovare – conclude Ernesto Apicella – altri documenti o “reliquie” di San Giuseppe Moscati che ci documentino nuovi particolari sulla sua presenza ad Agropoli”.

QUESTE LE LETTERE TROVATE DA ERNESTO APICELLA

Agropoli: dal 9 al 10 Settembre mostra di libri “Operazione Avalanche”

.

 image

la passeggiata a Paestum

In occasione della ricorrenza di “Operazione Avalanche”, meglio conosciuta come “Sbarco di Salerno”, scatenata dalle truppe Anglo-Americane il 9 Settembre 1943 sulle spiagge comprese tra Torre di S.Marco di Agropoli e Salerno, Ernesto Apicella, Venerdì 9 e Sabato 10 esporrà, per gli appassionati di storia, nelle vetrine esterne dell’ erboristeria il Mondo delle Erbe in c/so Garibaldi di Agropoli, numerosi libri e riviste in inglese, tedesco ed italiano che rappresentano il meglio della bibliografia su questo argomento.

Inoltre sarà esposto un elmetto tedesco originale proveniente da Perdifumo dove era installata una importate antenna radio per i collegamenti delle truppe naziste nel Cilento e nella Piana del Sele; ed alcune foto del sommergibile italiano Velella affondato dagli inglesi il 3 Settembre 1943 a Punta Licosa.

Esce l’11 Giugno il libro “Luisa Sanfelice, Memoria e Mito”, la storia di una agropolese eroina della Repubblica Napoletana

L’aver ritrovato un archivio privato, di un nobile agropolese, in una stanza nascosta di un palazzo del borgo Antico di Agropoli , mi ha dato la possibilità di consultare centinaia di libri e di documenti a me sconosciuti.

 

In questo patrimonio letterario, culturale e storico, sono molte le notizie riguardanti il nostro territorio e i personaggi qui vissuti.

 

Ho immaginato di renderli di pubblico dominio, integrandoli con altre fonti, meno rare, ma comunque di notevole interesse.

 

Il primo libro è dedicato a Luisa Sanfelice, personaggio storico controverso. L’aver salvato da una congiura la Repubblica Napoletana, scatenò l’ira dei Borboni che promossero nei suoi confronti un’accanita campagna diffamatoria, che la resero agli occhi del mondo una traditrice ed una grande peccatrice.

 

Dopo sessanta anni, con l’Unità d’Italia, la rilettura dei fatti, da parte di numerosi storici, la riabilitarono, eleggendola eroina della Repubblica Napoletana del 1799.

 

In questa pubblicazione ho inserito dei documenti che reputo interessanti per la nostra storia:

 

1) La lettera che la Sanfelice invia il 21 aprile 1787 a Don Giuseppe Petrucci, dove la data ed alcuni passaggi nel testo, ci fanno dedurre che Luisa già da molti anni frequentava, con la sua famiglia, Agropoli e Laureana;

 

2) Il ritratto originale di Luisa Sanfelice pubblicato per la prima volta nel 1867 dal giornale “La Settimana Illustrata”;

 

3) Il profilo storico tracciato dal famoso scrittore Alessandro Dumas Padre, dove ritroviamo anche l’articolo del “Monitore Napolitano” che annunciava la sventata cospirazione ai danni della Repubblica Napoletana grazie a Luisa Sanfelice

 

4) La pubblicazione anastatica del dramma storico del 1867 “Luisa Sanfelice” di Raffaele Colucci, che riscosse notevole successo di pubblico nei teatri napoletani.Il libro è in vendita al prezzo speciale di euro 5 nelle migliori librerie ed edicole del Cilento

 

 

 

Ernesto Apicella