agropoli

14 01 2009

Agropoli. Non c’è davvero fine alla fantasia dei ladri che hanno prelevato addirittura i due mastodontici leoni collocati da decenni davanti all’abitazione della famiglia De Feo di Agropoli. Il singolare furto è avvenuto lungo la centralissima via Risorgimento, a poca distanza dal centro urbano. Le vittime del furto hanno proceduto con una denuncia presso la locale stazione dei carabinieri, che hanno avviato le indagini per cercare di risalire ai responsabili. • Il furto è avvenuto durante la notte. Molto probabilmente si tratta di un furto su commissione, come accade spesso per questo genere di cose. Un episodio che ha creato molto sconcerto tra la comunitá e soprattutto per la famiglia di Florigi De Feo, titolare nella cittadina di un negozio di materiali e tecnologie edili. «L’abitazione è di proprietá di mio nonno – afferma l’architetto Francesco De Feo, figlio dell’imprenditore Florigi De Feo – al momento è disabitata. Questo furto è stato un vero screzio, una cosa vergognosa. I leoni per noi hanno un grande valore affettivo, erano collocati davanti a quell’abitazione da oltre cinquanta anni. Ma come si può arrivare a tanto?». • Secondo quanto ha riferito lo stesso Francesco Feo, i leoni realizzati in cemento bianco sono molto pesanti, inoltre erano stati bloccati con del collante per una maggiore stabilitá. L’ipotesi è che i fantasiosi ladri siano giunti sul posto con una gru per riuscire a prelevare le due imponenti statue che saranno state trasportate successivamente con un camion. Le due statue feline in cemento tra gli agropolesi sono molto note, venivano utilizzate spesso dai bambini che amavano farsi fotografare insieme ai leoni. • Sono abbastanza grandi, hanno una lunghezza di circa un metro e sono alte una sessantina di centimetri. Notevole anche il peso che si aggira intorno al quintale e mezzo ognuna. Di certo, materiali non facili da trasportare.

fonte http://ricerca.quotidianiespresso.it

La residenza dei De Feo perde due pezzi storici e pregiati

Rubati gli storici leoni di “Villa De Feo”, ad Agropoli. Le due statue, realizzate in cemento e collocate all’ingresso della villa, da oltre cinquant’anni facevano parte dell’arredo urbano della cittadina cilentana ed erano diventate una tappa obbligatoria da parte di turisti e curiosi, soprattutto per la loro mole. Il furto è stato denunciato dal proprietario della villa, l’imprenditore Florigi De Feo. «Ancora non riesco a capire come abbiano fatto a portarseli via – spiega De Feo – I leoni, tra l’altro pesantissimi, erano ancorati al terreno col cemento

fonte http://ricerca.quotidianiespresso.it





Carabinieri arrestano Sindaco, Consigliere ed Avvocato del Comune di Pisciotta

9 01 2009

Dalle prime luci dell’alba, a Pisciotta (SA), i Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo della Compagnia di Vallo della Lucania hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa in data 07.01.2009 dal G.I.P. presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Dott. Nicola Marrone, su richiesta del Dott. Alfredo Greco che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di alcuni amministratori comunali del Comune di Pisciotta: il Sindaco Cesare FESTA, il Consigliere Comunale di maggioranza VENEROSO Pietro ed il commercialista MARSICANO Vittorio.

L’intensa attività investigativa esperita dai Carabinieri, tra l’altro con metodi tradizionali e senza il supporto delle intercettazioni telefoniche ha fatto emergere un vero e proprio comitato d’affari predisposto dagli indagati, con la commissione di gravi reati contro la P.A. (Concorso in concussione continuata ; Rivelazione di segreto d’ufficio; abuso d’ufficio ; Concorso in usurpazione di funzioni pubbliche; Falsità ideologica commessa da privato in atto publico finalizzata alla truffa aggravata in danno della P.A ; Istigazione alla corruzione; Truffa continuata ed aggravata in danno dello Stato ; Concorso in lottizzazione abusiva; Concorso in violenza e minaccia a P.U.) .

Infatti, sia il Sindaco che l’assessore di maggioranza Veneroso, abusando delle rispettive qualità e dei connessi poteri, con più azioni ed omissioni in esecuzione del medesimo disegno criminoso, favorivano la lottizzazione abusiva mirata alla realizzazione di quaranta villini nonché delle relative opere di urbanizzazione, nella località lacco del comune di Pisciotta.

Altro componente primeggiante del comitato d’affari è risultato essere il commercialista MARSICANO Vittorio, perché agendo materialmente usava minacce ed ingiurie nei confronti del responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Pisciotta, al fine di indurlo a compiere un atto contrario al proprio ufficio, e cioè a presentare la pratica edilizia relativa alla realizzazione del villaggio, nella riunione della Commissione Ambientale per il Territorio, nonostante che ciò fosse precluso dalle relative irregolarità.

Con lo stesso provvedimento il G.I.P., concordando con la richiesta avanzata dal Dott. Alfredo Greco della Procura di Vallo della Lucania , titolare dell’inchiesta, ha disposto il sequestro preventivo di alcuni lotti di terreno “agricolo” siti alla località Lacco del comune di Pisciotta, per una superfice totale di 60.000 mq ed un valore commerciale di euro 1.200.000 circa, idonei alla realizzazione dei villini, in totale assenza di qualsiasi titolo autorizzativo, tra l’altro in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico – ambientale ricadente nel Parco Nazionale del Cilento.

Nella stessa inchiesta risultano indagate altre 11 persone per il reato di lottizzazione abusiva, essendo gli stessi rispettivamente comproprietari dei lotti di terreno destinatari del provvedimento di sequestro preventivo, tra cui anche il Dirigente della U.O. di ostetricia dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, Dott. RONSINI Salvatore, indagato per il reato di abuso d’ufficio continuato.

Infatti è stato appurato che il RONSINI risulta proprietario di alcuni lotti di terreno nella località Lacco di Pisciotta, zona in cui doveva essere realizzato il villaggio turistico. Gli indagati colpiti dai provvedimenti restrittivi sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni per l’espiazione della misura coercitiva.

fonte www.salernonotizie.it








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