Agropoli. Il Pd ribatte alle accuse di Domini e Parisi

29 01 2010

Non si placa l’accanimento di alcuni tesserati del PD al PD. No, non è un
errore, e non è nemmeno un gioco di parole, direbbe Bennato.
E’, invece, un penoso “gioco a perdere” che va avanti da molti mesi
all’interno del Partito Democratico di Agropoli con il silenzio e l’
indifferenza dei vertici provinciali.
Un gioco penoso e disfattista. Infatti, i toni perennemente rancorosi e
predicatori di quella parte del PD che ora pare si chiami “Essere democratici”,
che pur avendo aderito al partito non ha mai mostrato la minima intenzione di
“lavorarci dentro” per migliorarlo e rafforzarlo, altro obiettivo non hanno che
il suo smantellamento e la sua fine. Della serie: “niente a me, niente a
nessuno”, oppure: “o comandiamo noi o tutti a casa”.
Questa è l’area “Essere democratici”, figuriamoci! Mai un serio tentativo di
dialogo, di una proposta condivisa, di un confronto coraggioso, aspro magari,
ma leale, faccia a faccia, lavando i panni sporchi, se ci sono, in famiglia,
come si usa tra persone civili, come si conviene a persone che scelgono
liberamente uno schieramento politico e si impegnano per farlo vincere, non per
buttarlo a mare, per sfasciarlo se non ci sono ruoli da prima donna e se non ci
sono luci della ribalta, se non si è protagonisti.
Con umiltà e con intelligenza si possono anche accettare ruoli cosiddetti
secondari, in apparenza da comparse…, ma con la dignità di chi non ha a cuore
solo incarichi e poltrone ma il bene delle persone, attraverso un impegno
politico serio e credibile. E’ il modo migliore per partecipare ad un qualsiasi
gruppo!
Con onestà e con rigore morale. Il manifesto del PD contro la centrale
nucleare era già pronto da venerdì ma non si è persa l’occasione di dimostrare,
in maniera ridicola, di voler essere a tutti i costi, i “primi della classe”,
presumendo la sua estraneità all’argomento in questione o la lontananza dai
problemi della gente. Domini e Parisi. “A chi giova questo penoso e puerile
gioco a perdere?”

I membri dell’esecutivo del Partito Democratico





AGROPOLI: Il fitto del Castello finisce in procura

4 02 2009

ORESTE MOTTOLA Agropoli. Il comune di Agropoli ha fittato dalla “Stu srl”, la società per la trasformazione urbana al 100% di proprietà del municipio, il castello medioevale. Il prezzo è di 200mila euro l’anno, per una durata fissata su trent’anni. Ad acquistare il maniero, di proprietà dell’architetto Antonio Dente e che incantò perfino la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, era stata proprio la società per la trasformazione urbana, spendendo tre milioni di euro. Sulla vicenda interviene l’ex sindaco Antonio Domini (in alto a destra) sull’attuale Franco Alfieri (sotto), intenzionato a fare chiarezza sull’argomento, mentre nella cittadina cilentana «a prima vista -osserva Domini – sembra una semplice partita di giro. Il comune dà i soldi ad una sua controllata che deve andare in banca e farsi finanziare un acquisto che non era nelle sue possibilità. E sapete qual è l’istituto di credito che finanzia l’operazione? La banca di credito cooperativo dei comuni cilentani, presieduta dal fratello Lucio». Va pure detto che la Bcc è l’unica banca a rispondere ad un apposito bando pubblico. «Attenzione, io non dico che il Castello non andasse acquistato – aggiunge l’ex sindaco – Questo è stato il sogno di tutti i sindaci di Agropoli. Quello che io contesto è come sia stata aggirata la norma e, di fatti, sia stato messo a carico del bilancio comunale quella cifra da 200mila euro l’anno». In realtà, l’ultima operazione mira a salvare l’equilibrio generale. La prima tranche, da pagare all’architetto Dente, da 1 milione e trecentomila euro, è stata ricavata dall’apertura di credito in conto corrente con garanzia ipotecaria con la Banca di Credito Cooperativo dei Comuni Cilentani. A questo punto serviva il resto, 1 milione e 700 mila euro, da pagare entro e non oltre il 31 marzo prossimo, pena di risoluzione del contratto di acquisto, ovvero il ritorno del Castello alla proprietà. Ed è a questo punto che s’inserisce il contratto di fitto tra il comune e la società Stu. «Con queste basi è stata ottenuta l’ulteriore apertura di credito. Però il bilancio del comune – denuncia Domini – sarà bloccato per i prossimi trent’anni».

FONTE http://sfoglia.ilmattino.it





Agropoli, le telecamere sono spente

4 09 2008

Agropoli. Sono state collocate lo scorso mese di aprile, di fatto ad oggi non sono state ancora attivate. L’Enel non ha provveduto a fornire l’energia elettrica. Sono le sette telecamere collocate nell’ambito del nuovo sistema di videosorveglianza, la cui attivazione è finalizzata al monitoraggio delle aree cittadine per prevenire azioni mirate alla violazione della legalitá. Le polemiche sollevate dall’ex sindaco di Agropoli, Antonio Domini. • Domini è stato vittima di un furto ai danni dell’agenzia di viaggi di sua proprietá. «L’unico modo per controllare di notte – ha evidenziato Domini – è la videosorveglianza». Lo scalo ferroviario è una delle postazioni dove è prevista la presenza di una telecamera, non ancora installata. Le altre sono state piazzate, ma non sono ancora funzionanti. A spiegare le ragioni del ritardo è il comandante della polizia municipale, Maurizio Crispino, responsabile del progetto sicurezza. «In effetti, le telecamere sono state tutte montate, il problema è determinato dal fatto che l’Enel non ha ancora provveduto ad attivare i sistemi elettrici. In più occasioni abbiamo sollecitato che fossero effettuati gli interventi necessari. L’auspicio – spiega Crispino – è che in tempi brevi l’Enel possa fornire l’energia elettrica. L’obiettivo è monitorare l’intero territorio a tutela dell’ambiente, dei pubblici arredi e della sicurezza dei cittadini in generale». La fornitura e l’installazione delle telecamere è stata effettuata dalla Telecom che si è aggiudicata l’appalto per 30.594,60 euro. • La Telecom si occuperá del servizio di manutenzione dei sistemi di sicurezza. Il progetto è stato attivato dal Comune di Agropoli ad integrazione del sistema di videosorveglianza giá attivo, che vede la presenza di una telecamera brandeggiabile (ruotante a 360 gradi) collocata in piazza Vittorio Veneto. • I siti dove sono state installate le telecamere sono: il porto dove all’inizio dell’area è stata sistemata una telecamera brandeggiabile; due sul lungomare San Marco, la prima posizionata all’inizio del lungomare la seconda alla fine; una in via Taverne in prossimitá dell’incrocio con via Aldo Moro e via della Libertá; una nella piazzetta delle Mercanzie; una videocamera con antenna wireless mobile sará invece utilizzata all’occorrenza o in alternativa collocata presso lo scalo ferroviario. L’attivazione di altre sette telecamere, collegate alla centrale del comando di polizia municipale, consentirá di tenere sotto controllo gran parte del territorio comunale, garantendo una maggiore sicurezza. Angela Sabetta

http://ricerca.quotidianiespresso.it/lacittadisalerno








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