Un ordigno bellico e’ stato ritrovato questo pomeriggio
a via Rapastia nel centro di Salerno. L’ordigno risalente
alla Seconda guerra mondiale del peso di 250 kg e’ stato
ritrovato durante i lavori di ristrutturazione. Al momento
dopo un lungo incontro in prefettura e’ stata predisposta
l’evacuazione di un’ampissima area del centro cittadino.Sono
circa 5mila le persone che in queste ore sono state invitate
a lasciare le proprie abitazioni. A rendere ancora piu’
complessa l’operazione la presenza nell’area interessata
di una clinica privata di cui i degenti dovranno essere trasportati all’ospedale di Salerno San Giovanni Di Dio
e Ruggi D’Aragona. I tempi stimati per disinnesco dell’ordigno sembra siano di 144 ore a partire da adesso,
cinque giorni.
Al momento il sindaco, vincenzo De Luca, ha chiesto ai cittadini di trovare se possibile situazioni provvisorie
di alloggiamento. Mentre l’esercito sta allestendo nel vecchio Stadio Vestudi, una tendopoli per garantire il
soggiorno a tutti coloro che non hanno alternative. -
Molto ampia la zona da evacuare, circa 250 m: Via Pio XI fino alla UILDM, via Vernieri, Via Matteo Silvatico,
via M. Schipa, una parte di Via Arce, Piazza Mutilati, Via Gonzaga, via Fieravecchia per 50m. dagli Archi dei
Diavoli in giù, Via Dei Principati, Via Grafeo, Via P. da Eboli, parte di via Costantino l’Africano. Leggi l’elenco
completo delle strade interessate dal dispositivo di sgombero. Da evacuare anche la Chiesa del Carmine, il
Liceo Tasso, l’Istituto Genovesi, l’Ospedale Vernieri, gli uffici del Catasto e della Procura, l’Asilo Nido Vernieri,
l’asilo Santa Teresa.
Per informazioni ed indicazioni ci si può rivolgere al Comando dei Vigili del Fuoco al nr. 800 890033 o
allo 089 663111 Stadio Vestuti 089 666644.
I cittadini sono stati invitati a lasciare, per ragioni di sicurezza, le proprie abitazioni con calma ma celermente
portando con sè eventuali farmaci di uso quotidiano o salva-vita, documenti di identità, dopo aver chiuso porte
e finsetre e i contatori di acqua, gas ed elettricità. Le Forze dell’Ordine garantiranno la sicurezza di persone e
cose con particolare attenzione per evitare casi di sciacallaggio.
Per le persone che non avessero parenti o amici presso i quali alloggiare in questi giorni si sta allestendo una
tendopoli presso lo Stadio Vestuti. Inoltre posti letto si stanno approntando presso la clinica Tortorella e la Scuola
Elementare Medaglie D’Oro.
L’evacuazione è resa dovuta alla necessità di procedere al disinnesco dell’ordigno che potrebbe impiegare fino
a 144 ore.
L’epicentreo è Via Rafastia. Il raggio di evacuazione è di 250 metri. Confine Nord, Via Pio XI fino alla
UILDM (quelli con necessità spostati all’Ospedale Da Procida), tutta Via Vernieri fino a Matteo Selvatico
(l’apice del Trincerone), una parte di Via Arce, tutta Piazza dei Mutilati, Via Gonzaga, Via Fieravecchia
(dagli Archi del Diavolo a scendere per 50 metri), Via de Principati, Via Grafeo, Via Pietro da Eboli, una
parte di Via Costantino l’Africano. Evacuati gli uffici della Procura, del Catasto, il Liceo Tasso, l’Asilo Nido
Vernieri, l’asilo Santa Teresa, la ASL di Via Vernieri. Il numero verde del comando dei vigili urbani
è 800.89.00.33ELENCO STRADE EVACUATE
LA PLANIMETRIA DELL’AREA
L’ordinanza del Sindaco De Luca
fonte www.salernonotizie.it
In 5mila via dalle case, caos anche per i treni
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PETRONILLA CARILLO Cinquemila persone dovranno lasciare le proprie abitazioni per 144 ore. Sono
gli abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto Claudio
Meoli dopo il ritrovamento di una bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia, alle spalle di via
Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta realizzando il parcheggio sotterraneo
nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto «pericoloso» prima dagli artificieri del reparto operativo del comando
provinciale dell’Arma e poi dai militari del Timavo, il Nucleo Geni Guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta.
Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba pesa 500 libbre. E non solo.
Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo di ordigno ad «innesco ritardato».
Cioè, una volta smosso (come è accaduto nel momento del ritrovamento) può esplodere nel giro delle
successive 144 ore a causa di una particolare reazione chimica. Prima di domenica mattina, dunque, neanche
gli artificieri dell’esercito potranno avvicinarsi e lavorarci provvedendo a rendere innocui l’ordigno prima di
trasferirlo a Persano per farlo brillare. Anche se sarà fondamentale il sopralluogo che faranno questa mattina gli
uomini della Brigata Garibaldi, agli ordini del capitano Fabio Fazzino. L’evacuazione. Le abitazioni individuate sono
quelle che rientrano nei 250 metri dall’area nella quale è avvenuto il ritrovamento. Già ieri mattina, quando l’ordigno
ha fatto capolino tra il terreno smosso dalle ruspe, i piccini che frequentano l’asilo presso l’istituto delle suore di via
Michelangelo Schipa, sono stati rimandati a casa. Subito dopo è toccato agli uffici giudiziari di via Rafastia, alle chiesa
del Carmine e a quella dei cappuccini e via di seguito. Off limit tutta l’area compresa dall’uscita dell’autostrada di
Salerno centro fino a via dei Principati, compresa piazza San Francesco, piazza dei Mutilati, la zona del Trincerone,
parte di via Arce e via Fieravecchia (l’elenco delle strade a «rischio» è disponibile sui siti del Comune di Salerno e
della Prefettura di Salerno). In tarda serata il prefetto annunica: «il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso,
ha messo a disposizione degli evacuati anche una nave». L’organizzazione dei servizi. Nell’immediato, già da ieri
sera, la Protezione civile (assessore Augusto De Pascale) ha provveduto ad allestire la prima accoglienza degli
evacuati presso lo stadio Vestuti. Circa 150 posti letto sono anche stati predisposti presso la scuola Medaglie d’Oro.
Gli agenti della polizia municipale hanno lavorato tutta la notte innanzitutto per avvisare la cittadinanza interessata
all’evacuazione, quindi per allestire dei percorsi stradali alternativi. Un pronto intervento per i cittadini malati che
necessitano di cure o che si sentano male, è stato invece predisposto dalla Asl presso il San Leonardo. Aperta agli
evacuati anche la clinica Tortorella. La circolazione. Rallentamenti per la circolazione ferroviaria lungo la tratta
Cava-Salerno per il rischio esplosione che coinvolge anche la galleria Santa Lucia a 80 chilometri l’ora. Le Ferrovie
dello Stato hanno predisposto una unità di crisi pronta a intervenire con eventuali servizi sostitutivi. Per quanti invece
utilizzano l’autostrada, chiuso lo svincolo Salerno centro, si dovrà uscire a Fratte per la parziale chiusura di via Pio Xi.
Off limit anche il Trincerone. Il ritrovamento dell’ ordigno bellico ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario
tra nord e sud Italia. I treni provenienti dal nord vengono fatti fermare a Napoli, quelli in arrivo dal sud a Battipaglia.
La notizia, diramata dalle agenzie, è stata poi corretta in serata dal prefetto che ha parlato di «ralelntamenti» nel
transito dei convogli. Nelle zone citatdine interessate agli sgomberi sarà vietata la circolazione. Il sindaco. Il primo
cittadino Vincenzo De Luca lancia un appello ai salernitani. a collaborare.
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E il Vestuti diventa centro di raccolta
| Pericolo bomba, cinquemila sfollati |
| Evacuati i residenti nelle zone tra via Rafastia, Principati e Vernieri. Emergenza fino a domenica |
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| Bomba in pieno centro. Cinquemila persone, avvisate con ogni mezzo, anche con i
megafoni,dovranno lasciare le abitazioni per 144 ore (il tempo entro il quale l’innesco
potrebbe causare l’esplosione dell’ordigno, secondo i calcoli degli artificieri). In fuga gli
abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto
Claudio Meoli dopo il ritrovamento della bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia,
alle spalle di via Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta
realizzando il parcheggio sotterraneo nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto
«pericoloso» dagli artificieri. Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba
pesa 500 libbre. E non solo. Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo
di ordigno ad «innesco ritardato». Cioè, una volta smosso (è accaduto al ritrovamento)
può esplodere nelle successive 144 ore. Prima di domenica mattina, dunque, gli artificieri
dell’esercito non potranno lavorarci. |
Nelle prime ore dell’emergenza il glorioso impianto – evacuato in fretta
dagli sportivi che si stavano allenando – ospita soltanto l’attesa.
«Fra poco arriverà l’ondata», si ripetono i tecnici l’un l’altro. Passa abbronzatissimo Attilio Bianchi (manager del Ruggi): «Stiamo conteggiando i posti letto disponibili in ospedale». Vengono i dirigenti dell’Asl e gli addetti dei servizi sociali. Si allestisce una sala medica. La macchina è in piena fase organizzativa. Però al check point, dove i giovani operatori dell’Humanitas dovrebbero censire arrivi e partenze, la calma è assoluta. L’emergenza si legge solo nel dispiegamento dei mezzi parcheggiati nel piazzale: vigili del fuoco, polizia municipale, moto mediche. E ambulanze… Ogni tanto ne parte qualcuna per l’epicentro dell’operazione: «Gente che si sente male», spiegano gli autisti partendo a sirene spiegate. È chiaro che il dramma grosso si sta consumando altrove. Ore 22,45. All’altezza di via Zenone, nell’angolo superiore di piazza Casalbore, carabinieri e vigili urbani deviano il traffico. Da lì le macchine non procedono oltre. La stessa cosa succede lungo tutto l’ideale perimetro che, come una fascia di sicurezza, isola l’epicentro del problema. Da questa parte, dalla parte che sale lungo via Pellecchia costeggiando il mercato rionale di via Piave, la piena zona off limits comincia un centinaio di metri più in alto. L’incrocio fra piazza San Francesco e via Schipa è sigillato dai vigili urbani. Una donna anziana sta su una sedia in compagnia della badante. Spaventata? «Io?», fa lei con espressione gagliarda. «Piuttosto – riprende – dite al sindaco e al prefetto che dovrebbero stare qui… Non è che mandano i vigili urbani… Io ho la schiena rotta, ho dovuto rintracciare mia figlia che ora mi viene a prendere». Inoltrarsi in via Schipa è un’esperianza quasi spettrale. Ancora alle 23 è un viavai di persone con trolley e borsoni. Ecco due giovani sotto il portone: «Ci hanno avvisato mezz’ora fa. Andiamo dai parenti». Ecco un signore piuttosto arrabbiato: «Questo fatto si sapeva da stamattina alle 10. Che senso ha avvertirci quasi alle undici di sera? Ora ci aspettano i familiari». Ecco una mamma con la sua bambina: «Ci ospiterà mia sorella a piazza San Francesco. Lì stiamo sicuri?». La bomba famigerata è poco distante, nella curva, sotto i vecchi giardini delle suore (che sono state evacuate a loro volta). Il cantiere è buio. Avanti. I tecnici di Salerno Energia ispezionano i manicotti. Passando avvertono una signora affacciata a un primo piano di via Vernieri: «Chiudete il gas». E lei: «Ce ne stiamo andando…». Passano anche due ragazze con una donna anziana portando due grandi sacchetti: «Stiamo andando dalla zia». In verità ci sono ancora diverse luci accese, nelle case. L’evacuazione è in atto, ma, almeno in queste prime ore, continua a dirigersi verso le case di amici e parenti, in città e fuori. Al ”Vestuti”, ancora a mezzanotte ci sono 6 o 7 persone. «Fra poco l’ondata arriverà», continuano a ripetere gli esperti. Intanto ci sono anziani soprattutto, accomodati sulle panchine. Qualcuno, fra loro, avrà pensato sicuramente a un altro Otto settembre, ben più tragico, distante 65 anni. Coincidenze. Però l’ordigno che ha sconvolto la serenità settembrina di quattromila persone viene da quella stessa guerra mondiale. Alfonso Schiavino
| TUTTI GLI STABILI PER NUMERI CIVICI |
| La mappa dei condomini a rischio |
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Ecco l’elenco delle strade evacuate: Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto dal civico 3 al 9; Piazza San Francesco d’Assisi dal civico 1 al 30; Piazzetta Monsignor Bolognini; Traversa Maiorino Matteo Francesco; via Alemagna Carlo Alberto; via Arce dal civico 1 al 48; via Avallone Giuseppe dal civico 1 al 69; via Aversano Nicola dal civico 1 al 21; via Bastia; via Capone Pasquale dal civico 1 all’8; via Carmine dal civico 1 al 73; via Cassese Leopoldo dal civico 1 al 35; via Centola Giovanni dal civico 1 al 35; via Costantino l’Africano dal civico 1 al 27; via De Fenza Giacomo, civico 1; via Paolo De Granita dal civico 1 al 28; via De Martino Renato dal civico 1 al 33; via dei Principati dal civico 45 al 94; via Fieravecchia dal civico 36 al 48; via Generale Amaturo Michele; via Generale Gonzaga don F.Maria dal civico 1 al 51; via Grafeo Benvenuto dal civico 1 al 16; via Guglielmo da Ravenna; via Incagliati Matteo dal civico 1 all’8; via Lanzalone Giovanni; via Lanzara Raffaele dal civico 1 al 22; via Mascia Mario dal civico 1 al 16; via Mosca Gaspare dal civico 1 al 25; via Negri Giovanni dal civico 1 al 3; via Paglia Marino dal civico 1 al 41; via Pellecchia Vincenzo civico 2 e 3; via Piave dal civico 3 al nove; via Pietro da Eboli dal civico 8 al 22; via Pio XI dal civico 1 al 96; via Poerio Bonaventura dal civico 1 al 18; via Prignano Bartolomeo dall’1 al 9; via Rafastia dall’1 all’11; via Ripa Matteo dal 7 al 13; via San Gregorio VII dall’1 al 46; via Santa Caterina Alessandrina dall’1 al 26; via Schipa Michelangelo dal civico 1 al 59; via Sica Vincenzo dal civico 1 al 39; via Velia 94-96-98; via Vernieri Michele dall’1 al 123.
| Assistenza, ecco a chi rivolgersi |
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| Operativi anche diversi numeri di emergenza per chiedere informazioni. Comando vigili: 800890033- 089663111-089753822. Quindi il numero del Vestuti: 089.666644. Il prefetto di Salerno, Claudio Meoli, lancia anche un appello affinchè siano tenute in considerazione alcune regole per garantire la sicurezza delle proprie case: chiudere il gas, i rubinetti e staccare il contattore. Ricordarsi di portare con se i medicinali salvavita. E, soprattutto, ricordarsi di portare con se i propri documenti di riconoscimento. «Soprattutto – ribadisce il prefetto – mantenere la calma. Non crediamo che ci siano grossi pericoli ma dobbiamo predisporre queste misure in via preventiva».
fonte www.ilmattino.it
Ordigno bellico: Capitano dell’esercito: “la bomba può scoppiare in qualsiasi momento”
“La bomba può scoppiare in qualsiasi momento”. A dirlo è il capitano del 21esimo reggimento dell’Esercito, Genio guastatori della sede di Caserta, Fabio Fazino che sta seguendo la situazione.“Si tratta – dice – di una bomba intelligente, di fabbricazione inglese, dotata di una spoletta che non consente di sapere in che condizioni si trova. Dalle pochissime foto che abbiamo effettuato e da analisi tecniche il tempo massimo di scoppio è pari a 144 ore dal momento del ritrovamento”.
L’ordigno, prosegue il capitano dell’Esercito, non può essere spostato: “La bomba sarà prima svuotata sul posto dopo di che sarà rimossa la spoletta. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione”.
Ordigno bellico: De Luca: “Bisogna avere pazienza fino a domenica”, ampliata la zona rossa
Il Comune di Salerno ha deciso di ampliare la zona rossa per motivi di sicurezza: dalle oltre iniziali quattromila persone da sfollare, come era stato previsto nella tarda serata di ieri, ora sono state superate abbondantemente le cinquemila unità.Nel frattempo, da ieri sera nella zona si è provveduto ad interrompere la rete del gas metano e quella idrica, mentre resta in funzione la rete elettrica.
”La situazione di allerta per il ritrovamento dell’ordigno bellico resterà fino a domenica prossima. Lo ha ribadito il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca dopo la presentazione della relazione dal Genio militare che parla di 144 ore di allerta a partire da lunedì mattina:
“Secondo questo calcolo, arriviamo a mezzogiorno di domenica prossima, dobbiamo augurarci che da un minuto dopo comincino i lavori per lo sminamento dell’ordigno e che la gente nella giornata di domenica possa rientrare negli appartamenti perché sei giorni sono davvero pesanti. Abbiate pazienza e senso di responsabilità – dice De Luca -. E’ un problema che ci è capitato tra le mani, non dipende da nessuno di noi. Abbiamo il dovere di governarlo al meglio e nell’interesse delle nostre famiglie”.
TUTTI I NUMERI UTILI PER L’EMERGENZA
Ordigno: stop a luce e gas per scoraggiare rientro sfollati, non a rischio gara della Salernitana
Si intensificano i controlli nella zona rossa oggetto dell’ordinanza di sgombero. Per evitare che qualche famiglia possa non rispettare l’ordinana scatta il provvedimento di sospensione di acqua, luce e gas. Un provvedimento che nelle intenzioni dovrebbe scoraggiare il rientro anticipato nelle rispettive abitazioni dei 5 mila sfollati. La situazione al momento è tranquilla anche se non sono mancati i momenti di tensione.”Un malato terminale e una madre con un bambino non volevano lasciare la casa ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Denunciate tre persone per non aver rispettato l’ordinanza.
Il prefetto Meoli potrebbe presentare nelle prossime ore la richiesta al sindaco De Luca di posticipare a lunedì prossimo l’apertura di tutte le scuole della città, anche di quelle lontane dall’area interessata e che sarebbero dovute aprire nei prossimi giorni: “Questo è un evento che sta interessando tutta la città, è giusto che sia così”, ha concluso il prefetto.
Al momento, invece, la gara di campionato tra Salernitana e Frosinone in programma all’Arechi sbato pomeriggio è stata confermata. Nessuno slittamento nonostante l’impiego di molti uomini nella zona rossa per controllare l’area evacuata e prevenire fenomeni di sciacallaggio.
fonte www.salernonotizie.it
| L’INTERVISTA |
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«La bomba è in ottimo stato di conservazione ma c’è il rischio che possa esplodere da un momento all’altro. Si tratta difatti di una bomba intelligente a scoppio ritardato. Lo smottamento subito durante i lavori di scavo può aver rotto una piccola ampolla, che si trova al di sotto della spoletta, e al cui interno vi è una sostanza chimica del tipo acetone. Il meccanismo è semplice, questa sostanza entra in circuito all’interno dell’ordigno e può avviare un processo di corrosione che porta all’esplosione dell’ordigno entro un massimo di 144 ore, vale a dire sei giorni diventando miccia per l’esplosivo». Il capitano Fabio Fazino del 21esimo reggimento del Genio guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta, in collaborazione con i militari del II Fod di San Giorgio a Cremano, sta seguendo minuto dopo minuto la vicenda. Ieri mattina con i suoi uomini è stato in via Rafastia ma il sopralluogo è durato pochi minuti. Anche l’Esercito, difatti, deve prestare attenzione: la bomba, una GP (General Pourpose) è pericolosa e anche una piccola oscillazione può essere fatale. Capitano, vuol dire che la bomba potrebbe esplodere da un momento all’altro? «Potrebbe. Abbiamo visionato l’ordigno, controllato la sua posizione, fatto delle foto. Abbiamo anche contattato l’azienda produttrice, i database e i nostri esperti al comando generale di Roma: le nostre ipotesi sono state tutte confermate. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare: 144 ore dallo smottamento per verificare se si innesca la reazione chimica. Soltanto dopo potrebbe procedere con la bonifica. Il tempo scadrà nelle prime ore di domenica. È allora che interverremo noi». Se il meccanismo chimico si fosse innescato non ci sono segnali di preavviso dell’esplosione? «No. È proprio questo il problema: non sappiamo, e non abbiamo gli strumenti, per capire cosa sta accadendo alll’interno dell’ordigno. Peraltro la spoletta si trova al di sotto delle bomba e non è ben visibile». Domenica mattina, dunque, inizierà la bonifica. Come lavorerete? «La bomba sarà prima svuotata sul posto: con una fresa meccanica sarà fatta una breccia nell’ordigno, aprendo un varco di dieci centimetri. L’esplosivo verrà disciolto attraverso un sistema idrico, con del liquido, e successivamente estratto dalla bomba. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione. Se non fosse stato così avremmo dovuto ampliare il raggio dell’area a rischio a 500 metri dalla zona rossa». Quanto tempo dureranno le operazioni? «Abbiamo previsto un tempo che va dalle 10 alle 12 ore. Bisogna lavorare con tranquillità e con molta calma». Saranno realizzate mura di contenimento con del terreno? «No. Non possiamo elevare mura di contenimento per attutire l’eventuale onda d’urto in caso di esplosione perché,mi ripeto, si tratta di una bomba molto delicata, anche solo camminarci accanto può essere rischioso: si possono provocare oscillazioni fatali. Ma il fatto stesso che sia a quattro metri al di sotto del livello della strada rappresenta una piccola protezione». Quanti ordigni giacciono ancora pericolosamente sul territorio, in attesa che qualche ruspa o trattore finisca per riportarli alla luce? «È impossibile sapere il numero preciso, ma sicuramente sono migliaia. Basti pensare che solo il nostro reparto effettua in media 300 interventi all’anno». pe.car |
| Capitano Fabio Fazino |
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PETRONILLA CARILLO L’evacuazione delle aree a rischio bomba sarebbe stata tutta completata o quasi. A dare l’annuncio, poco prima delle 20.30 di ieri, è il prefetto Claudio Meoli, presidente del Centro di Coordinamento soccorsi che da due giorni lavora a ritmo sostenuto. «Potrebbero esserci ancora persone barricate in casa – ammette Meoli – ma sicuramente nella giornata di domani (oggi, per chi legge) andranno via. Le forniture di acqua e gas sono state interrotte per motivi di sicurezza. Soltanto l’Enel continua ad erogare elettricità: l’abitabilità delle case diventa dunque difficile». I primi a lasciare le case sono stati i residenti della zona rossa, quella nei pressi di via Rafastia, a seguire gli altri. Molti hanno atteso la definitiva stesura della mappa. La giornata. Per tecnici, forze dell’ordine e funzionari della Protezione civile la giornata è iniziata molto presto. Prima delle 8 di mattina gli artificieri del XXI reggimento Genio guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta hanno eseguito il sopralluogo tecnico per verificare le condizioni dell’ordigno. Quindi una prima, lunga riunione del coordinamento soccorsi in prefettura per raccogliere i dati e avviare tutte le procedure. E non solo. Si è anche rivista la mappa delle strade da evacuare. Fuori via Zenone che era stata inserita in un primo momento, entra via Sichelgaita che nel pomeriggio è stata anche chiusa al traffico. Esce dalla mappa via Marino Paglia, entrano piazzetta Principe Amedeo e via Pirro. Aumentano anche gli stabili a rischio in via Velia. Dalla prefettura parte la richiesta al sindaco Vincenzo De Luca di emettere una nuova ordinanza: tutte le scuole, di ogni ordine e grado, anche al di fuori della zona rossa, dovranno aprire lunedì 15. La riunione è stata poi aggiornata nel pomeriggio ed è terminata soltanto in serata. Si è anche discusso degli aspetti inerenti alle operazioni di disinnesco che avverrà domenica. La bonifica. Domenica si inizierà a lavorare alle 9. Sarà il prefetto, dopo aver ottenuto dalle forze dell’ordine assicurazione che gli edifici sono stati tutti evacuati, a dare il via libera alle operazioni che avranno una durata massima di dodici ore. Sei i militari che procederanno alle operazioni. Sono anche previsti dei momenti di pausa, per consentire il pressaggio delle apparecchiature necessarie al disinnesco dell’ordigno oltre che il regolare passaggio dei treni. L’ordigno verrà poi fatto brillare in una cava di Salerno. I numeri. Sono 46 le strade, in totale, ritenute a rischio. Ottanta, invece, il personale impiegato (tra polizia e carabinieri) su ciascun turno (ne sono previsti tre); 50 gli agenti della polizia municipale al lavoro, cinque pattuglie hanno provveduto a bussare alle porte degli abitanti delle zone a rischio e a controllare l’evacuazione dalle case. E ancora: 10 vigili del fuoco; 80 volontari della protezione civile. Alle 14 di ieri la situazione lascia ben sperare: due salernitani su 10 lasciano la casa, in serata la percentuale aumenta. Il prefetto Meoli commenta: «Sono soddisfatto, la macchina dei soccorsi sta ben funzionando. In 24 ore siamo riusciti ad evacuare una zona densamente popolata, il tutto senza nessun piano preventivo». 56, invece, le persone che hanno fatto richiesta alloggiativa. Quattro le soluzioni prospettate, di fatto una sola funzionante: il campo sportivo Vestuti. In stand by la scuola Medaglie d’Oro e la Giacomo Costa; e anche il traghetto messo a disposizione dalla Di Maio Lines. In caso di emergenza sarebbero stati disponibili anche alberghi in convenzione con la polizia di Stato ed alloggi militari. 250 i pasti preparati nelle cucine allestite al Vestuti. Assistenza sanitaria. L’Asl informa che il Saut e la Continuità assistenziale sono stati attivati in via Nizza fino al termine dell’emergenza e funzioneranno 24 ore su 24. La continuità assistenziale (089.5647306 e 089.693526) sarà attiva anche in orario diurno in sostituzione dei medici di famiglia i cui studi rientrano nell’area interessata all’evacuazione. La statistica. L’attività di bonifica ordigni esplosivi da parte dell’Esercito, è in continuo aumento anno dopo anno. Ecco i dati: sono 2.477 gli interventi nel 2005 (di cui 72 per attività «complesse» di disinnesco di ordigni di grandi dimensioni rinvenuti in aree urbane). Nel 2006 gli specialisti del Genio sono intervenuti in 2.742 occasioni (38 bombe «complesse»), 2.776 attivazioni nel 2007 (44 ordigni particolarmente impegnativi) e già 2.100 al 5 settembre.
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GIANNI COLUCCI Linee degli autobus e dei treni, traffico cittadino, quello delle auto, ma anche traffico pedonale: tutto rivoluzionato. Una città che con calma guarda ai prossimi giorni prima del disinnesco, ma che deve abituarsi ai disagi nei trasporti. È l’asse portante nord-sud che è finito spaccato in due dalla zona rossa. Il trincerone impraticabile, l’arteria che pulsa ogni giorno, ieri mattina era prosciugata di uomini e mezzi. Ma anche via Vernieri e sopratutto il Carmine sono assolutamente irragiungibili. Anche a piedi. Pattuglie di agenti di tutte le forze dell’ordine e militari dei carabinieri presidiano tutti gli accessi. E ieri è stato ritoccato il perimetro, dopo una prima svista che ha forse messo fuori famiglie che erano già al sicuro; ora la zona rossa raggiunge via Sichelgaita e piazza Principe Amedeo. Alla fine un altro migliaio di persone fuori casa, e altre strade, fin quasi al Corso, senza sbocchi. Ma ad evitare le pattuglie che presidiano ogni varco, si può raggiungere – tra le maglie dei controlli – il cuore del cuore dell’emergenza, via Rafastia, dove si trova l’ordigno. Si possono percorrere le rampe del trincerone, e le stradine più appartate evitando i posti di blocco in direzione mare-collina. Sono quelle stesse strade che battono i residenti che non si rassegnano a lasciare incustodite le loro case. «Ma la notte – spiegano poliziotti e finanzieri – noi moltiplichiamo la presenza. Ci sono squadre antisciacallaggio per far fronte al forzato coprifuoco». Autostrada. Ieri mattina tuttavia, chi percorreva la tangenziale per entrare in città, all’ingresso dei vecchi caselli si trovava costretto a tornare indietro se non voleva finire imbottigliato nel traffico del porto. Via Sichelgaità a metà mattinata è stata inclusa nell’elenco delle zone off limits e così uno dei budelli che consentiva di raggiungere il litorale è stato definitivamente chiuso. Intanto per chi veniva da Napoli l’uscita di Salerno era stata bloccata, solo da Cava o da Fratte si poteva penetrare sulla Lungoirno. Per avere informazioni sul traffico in tempo reale si può chiamare il Call Center di Autostrade 840042121 o il Cciss 1518. I treni. Spettrale anche la stazione ferroviaria di Salerno, dove ieri mattina i treni per Cava e Nocera erano stati soppressi. Sostituiti dai bus sui piazzali delle stazioni ferroviarie: e i bus delle ferrovie complicheranno non poco la situazione del traffico urbano. La linea Battipaglia-Salerno-Napoli rimane invece attiva, dopo una prima fase di sospensione del traffico nelle ore coincidenti con il ritrovamento della bomba, nella giornata di lunedì. I treni viaggiano a 80 all’ora e percorrono la galleria Santa Lucia. Chiusa invece la stazione di via Duomo. Alla fine nella giornata di ieri 26 treni a lunga percorrenza con oltre 10 mila passeggeri nelle ultime 24 ore sono stati soppressi. Le auto. A partire da via Rafastia e per 250 metri tutt’intorno auto e pedoni sono impossibilitati a muoversi. Dunque il senso unico da via Volpe a piazza XXIV maggio, fino a via Nizza e piazza Casalbore, è obbligatorio. Si circola fino a via Zenone, che costeggia lo stadio Vestuti, e via Costantino l’Africano si può percorrere solo a scendere fino a via Marino Paglia. Infine, si arriva fino a via De Granita verso l’autostrada, a partire dall’edicola all’angolo. I bus. Completamente rivoluzionato il collegamento dei bus. La linea 1 Dragonea-Canalone in direzione di Salerno prosegue su Via Ligea, il lungomare Trieste e la Concordia (dove effettuerà capolinea); mentre in direzione Vietri Sul Mare è regolare da via Roma. La linea 2 da via Ligea per Sordina passa per piazza XXIV Maggio e solo su via Marino Paglia torna regolare. In direzione Salerno da Calata San Vito giunge a via S.Giovanni Bosco e via Nizza e solo a via Roma torna regolare. La linea 3 via Ligea-Seripando prosegue su XXIV Maggio, piazza Casalbore, via Conforti, via Dalmazia, via Paolo De Granita e via Marino Paglia. In direzione via Ligea va su via Calenda, largo Sinno, via S. Giovanni Bosco, via Vinciprova, Torrione e giunge a via Roma. Per la provincia. La linea dalla stazione all’Università e regolare solo su via Marino Paglia e in direzione stazione dal raccordo Salerno-Avellino passa per piazza Montpellier, via Prudente e quindi arriva in piazza Casalbore. Variazioni anche per la linea 10 Fuorni-M.S. Severino, per la 11 S.Eustachio-Fratte e per la linea 12 S.Eustachio-Manganario. La linea 14 via Ligea-Brignano e la linea 17 Parco Arbostella per l’Università subiranno variazioni ritornando regolari solo su via Paglia. La linea 18 via Ligea-Matierno, la linea 19 via Ligea-Croce di Cava e la 20 via Ligea-Sordina solo su via Roma tornano regolari. La linea 22 Stazione-Baronissi conviene prenderla a piazza Ferrovia e così le linee 23 per Calvanico, 26 per Canalone e 29 Stazione-Ospedale Da Procida.
| Di notte operano le squadre antisciacallaggio |
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La zona interessata da una possibile esplosione, circa 250 metri di raggio dal punto del ritrovamento dell’ordigno, è stata transennata e presidiata dalle forze dell’Ordine e della Polizia Municipale, anche per evitare possibili episodi di sciacallaggio. Nella note i presidi sono rafforzati. Fino a domenica rimarranno sospese le forniture di acqua e gas nelle abitazioni dove l’ordinanza di sgombero è affissa ai portoni di ingresso. Va ricordato che l’ordine di sgombero non può essere disatteso e ogni violazione, cioè la permanenza nelle abitazioni, sarà perseguita penalmente. Anche per evitare che siano violate l ordinanze si sono bloccate acqua e gas. Solo l’erogazione dell’energia elettrica resterà attiva.
| C’è chi resiste, ma all’alba le case si svuotano |
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| Nel segno della compostezza lo sgombero nella zona rossa. Nei centri di accoglienza appena in 68: anziani ed extracomunitari |

ALFONSO SCHIAVINO No, non basta l’annuncio televisivo o l’avviso degli altoparlanti automontati. Più spesso, per spingere migliaia di persone nella notte lunga della bomba ci vogliono gli agenti che bussano al campanello o picchiano sulla porta. Ed ecco la scena conseguente: concittadini con trolley, zaini e borsoni che lasciano la zona rossa e marciano verso la temporanea condizione di sfollati. Martedì, ore 1,30. Un cordone sanitario stringe da tempo l’epicentro delle operazioni. Il perimetro è vasto, le forze di polizia lo presidiano in un continuum di varchi: dall’acquedotto medievale a piazza Malta, da via Pellecchia al Carmine basso, da via Pio XI a Portarotese. Dentro questo circuito, poi, ulteriori blocchi isolano la zona più rischiosa. Sfruttando qualche traversa, comunque, si riesce ancora a raggiungere in macchina via Vernieri e da lì, a piedi, via Schipa e il cantiere dell’ordigno: luogo scuro e solitario, con l’escavatore fermo davanti all’ingresso. Per le strade non c’è traffico, piuttosto pedoni. Nell’aria buia si avverte disorientamento. Via Paolo De Granita, ore 2. Un papà rimprovera il figlio: «Sei troppo allarmista». Il giovane ribatte: «No, sono responsabile». Tutti e due, uscendo dalla zona rossa, si dirigono verso abitazioni amiche: una costante di questa evacuazione. Durante la prima notte i due centri di raccolta – allo stadio Vestuti e nella scuola elementare Medaglie d’Oro – accolgono poche decine di sfollati, tutti anziani e stranieri. Alcune ore dopo, ormai mattina, il cordone è diventato sigillo: andare nell’epicentro risulta pressoché impossibile. Invece i residenti continuano a uscire. «A vederli dall’alto sembrava un esodo». Chi parla è un uomo, davanti alle transenne di via Pellecchia. Ha ancora negli occhi il gruppo che attraversava il mercato rionale di via Piave. Lui abita a ridosso dell’area off limits ma non ha dovuto lasciare la casa: «Mi sento in un limbo». I varchi calamitano gente. Trovi sempre qualcuno che vuole entrare. E magari il vigile del fuoco che, piantina in mano, abbozza una riflessione: «Se la bomba scoppia, l’onda d’urto si incanala nelle traverse…». Ci sono anche, come a via Arce 43, residenti inquieti: i vigili urbani avvertono con gli altoparlanti che tutti i palazzi della strada devono essere sgomberati, ma il loro condominio non è inserito nella lista del Comune. «Abbiamo paura, che dobbiamo fare?». Di converso 3 salernitani, fieramente restii a lasciare l’abitazione, si prendono una denuncia. Qualcuno si barrica perfino in casa. Ansia da sfollamento. L’Asl Salerno2 attiva un gruppo di sociologi e psicologi, a disposizione degli utenti. Nella giornata campale della bomba, una piccola peregrinazione pure alla clinica Tortorella: i pazienti del plesso B sono trasferiti nell’altra ala, uno a San Leonardo. Martedì, ore 12, stadio Vestuti. Al centro di raccolta non ci sono ospiti. Nemmeno i 18 che ci hanno passato la notte: donne anziane e cittadini extracomunitari. Le loro brandine sono aperte nella palestra Senatore, soffocante di suo e riscaldata dai fari accesi. Arrivano altri quattro sfollati, tutti stranieri. Due ucraine rimangono un po’ e poi vanno via: «Andiamo da un’amica». Passa una signora settantenne: «Non posso restare qua fino a domenica, con questo caldo». Poca gente, molte risorse. Al Vestuti ci sono circa sessanta operatori delle associazioni, 1.500 brandine militari e una cucina per 750 pasti. C’è una sala medica («Nessun malessere particolare») e un addetto del 118. Diverse ambulanze sono partite per trasferire ammalati cronici e allettati a San Leonardo e poi al Da Procida. Il vecchio tempio della Salernitana è pieno di mezzi e di attesa. «Aspettavamo 1000-1500 persone», spiega un tecnico della protezione civile regionale. I numeri reali distano molto dalle previsioni. Un gruppo più numeroso – 50 unità – ha trascorso la notte nella scuola elementare Medaglie d’Oro. Il Comune ha mandato 150 letti e materassi, distribuiti fra la palestra, il refettorio, il piano interrato e perfino l’atrio della direzione. «Volevamo cominciare l’anno scolastico in anticipo giovedì 11 – spiega la direttrice Angela Doddato – e naturalmente il rinvio mi dispiace. Una volta terminata l’emergenza servirà una disinfestazione e spero sia possibile anche una tinteggiatura. Ora però vogliamo assistere bene queste persone». Gli ospiti, in effetti, sembrano rilassati. La signora Rosetta è arrivata alle 3,30 in ambulanza con il gatto Ciccio. «Verso le 3 – racconta – mi hanno svegliato gli agenti che battevano sulla porta. Mi sono alzata, sono andata allo spioncino e ho pensato che era successo qualcosa. Mi hanno detto ”Non avete sentito la televisione? Dovete andarvene subito”. E così mi hanno portato qui. Mi trovo bene. Queste persone sono dei tesori». I boy scout e pochi operatori della protezione civile fanno l’accoglienza nella scuola. Hanno organizzato perfino una festa, venerdì, per la signora Maria. In uno stanzone riposa una famiglia di filippini con due bimbi: «Siamo fuggiti senza neanche prendere i vestiti», ricorda la mamma. Filomena sta con la madre ottantenne: «Sei giorni sono tanti, non sarà facile». Lei lunedì era uscita. Al ritorno ha trovato il suo quartiere transennato. |
Completata l’evacuazione. Nella foto: le persone alloggiate nella scuola «Medaglie d’oro»
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PIERO VISTOCCO Castiglione del Genovesi. «Mi sento un miracolato. Quella bomba era enorme ed in un primo momento l’avevo scambiata con una grossa pietra. Ho fermato giusto in tempo la coppa dell’escavatore perché volevo rimuoverla. Poi ho capito tutto». A parlare è Michele Fiorillo, 54 anni, originario di Vietri sul Mare e residente nel piccolo centro picentino dopo il matrimonio con la moglie Giuseppina Buonocore ed i suoi tre figli, Alessandro, Margherita e Vincenzo. Quest’ultimo è capo cantiere con la Olympus perforazioni di Aosta che sta eseguendo i lavori dove è stato rinvenuto l’ordigno. «Stavo lavorando allo scavo per nome e per conto della ditta Somerema di Maurizio Ventura, con l’escavatore la cui marca è Case 240. Con la coppa avevo appena agguantato un pezzo di terra e quando ho ribaltato ho notato quell’enorme oggetto. Ripeto in quel momento immaginavo che fosse una pietra, ma subito mi sono ricreduto ed ho capito che era una bomba. In verità già in altri cantieri di scavo mi era capitato di rinvenire un ordigno, con tutta sincerità mai come questo». Immediatamente è scattato l’allarme. «Si ho chiamato mio figlio Vincenzo e l’ingegnere che seguiva i lavori. Ho fatto chiamare subito i carabinieri. Sono stati momenti di grande tensione perché quella bomba era grossa e dal momento in cui era stata casualmente agitata la preoccupazione è stata ancora più grande». Michele Fiorillo lavora da moltissimi anni su questo tipo di mezzi, ma mai si era trovato ad una simile situazione. «Lo scavo doveva essere di dodici metri – precisa Michele – ed io avevo raggiunto la metà della profondità. Quando mi sono trovato di fronte alla bomba mi sono subito fermato. Tutto qui. L’ho raccontato anche alle forze dell’ordine che mi hanno interrogato in Prefettura ieri mattina». Michele Fiorillo e suo figlio Vincenzo, 24enne, lavorano spesso insieme nei cantieri di sbancamento. Quello dell’8 settembre delle ore undici circa a Salerno nel cuore della city entrambi difficilmente dimenticheranno. Quei difficili momenti carichi di responsabilità per loro sono indelebili ed entreranno a far parte della storia del secondo millennio. |
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fonte www.ilmattino.it
La prefettura conferma: domani tutti a casa |
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fonte www.ilmattino.it
BOMBA A SALERNO, E´ L´ORA X
Tre colpi di sirena, alle sette di questa mattina, sveglieranno la città segnalando l´inizio delle operazioni di disinnesco dell´ordigno bellico rinvenuto, lunedì scorso, in via Rafastia. Pochi minuti dopo, sei artificieri del Genio guastatori della brigata Garibaldi avvieranno l´imbracatura della bomba che porterà, alle otto e mezza, al tentativo di apertura, sul dorso dell´ordigno, di un piccolo foro realizzato con una fresa manovrata a distanza a oscillazioni zero per evitare qualsiasi, pericolosa, vibrazione. Serviranno almeno tre ore per completare un buco: periodo durante il quale i militari saranno appostati a distanza di sicurezza, controllando l´operazione attraverso un monitor. Poi gli artificieri non potranno più demandare ai macchinari l´operazione di disinnesco. Gli uomini dell´Esercito, guidati dal capitano Fabio Fazino, dovranno far penetrare nella bomba dell´acqua calda che neutralizzerà l´esplosivo. Poi la miscela sarà estratta lentamente e trasportata, in almeno tre differenti viaggi, verso la cava del Cernicchiara. Il tragitto da via Rafastia interesserà via Schipa-piazza San Francesco- incrocio di via Carmine- via Marino Paglia-Cernicchiara. Dieci minuti prima di ogni trasporto, la strada non interessata dalla zona rossa (ovvero dai semafori del Carmine) sarà interdetta al traffico e ogni accesso bloccato dalla forze dell´ordine per garantire la massima sicurezza.
Poi saranno ancora una volta gli artificieri i protagonisti di questa lunga giornata. Tra le 18 e le 19, ma se le operazioni di disinnesco dovessero essere più celeri l´orario potrebbe essere anche anticipato, i militari smonteranno le tre spolette della bomba di fabbricazioni inglese. Uno di questi dispositivi, che contiene ancora esplosivo, sarà delicatamente asportato dal corpo dell´ordigno bellico e trasferito anch´esso alla cava del Cernicchiara. Dove intorno alle 20, se il cronoprogramma dovesse essere rispettato, il congegno sarà fatto brillare.
Su tutto il piano organizzato in prefettura, con volontari provenienti dalla costiera amalfitana e dal cilento, pendono, però, condizioni climatiche non favorevoli. Le previsioni annunciano, per oggi, piogge insistenti su Salerno. E questo potrebbe far dilatare i tempi di disinnesco che potrebbero anche prolungarsi oltre l´orario consentito.
L´obiettivo resta, in ogni caso, concludere in serata tutte le operazioni di disinnesco. Questo per favorire, al massimo entro le 22.30, il rientro nella zona rossa dei cinquemila residenti che, oramai da una settimana, sono stati sfollati. Per l´intera giornata di oggi, insieme alle forze dell´ordine è stato allertato anche il servizio di protezione civile che assisterà la popolazione in caso di necessità. Per le forniture di acqua e gas, che sono state sospese nei giorni scorsi per motivi di sicurezza, bisognerà attendere la tarda serata quando i tecnici, come i residenti, potranno accedere alla zona rossa. Nei centri di accoglienza, intanto, sono rimasti soltanto pochi sfollati che, comunque, hanno ricevuto massima assistenza dai volontari.
F. N. Corriere del Mezzogiorno
fonte www.positanonews.com |
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