Minacce a don Merola: «Ti faremo a pezzi»

L’ultimo messaggio di morte rivoltogli dalla camorra gli è stato recapitato, tramite sms, nella giornata dedicata alla prima festa della legalità svoltasi a Teggiano. Destinatario del messaggio è stato il reverendo don Luigi Merola il quale, invitato dal presidente regionale dei Papaboys Massimo Manzolillo per il ritiro del prestigioso premio che gode dell’alto patrocinio del Presidente della Repubblica e dei presidenti di Camera e Senato, ha voluto egli stesso rendere pubblico il testo proprio nel corso della manifestazione alla quale era presente, tra gli altri, anche il questore di Salerno Vincenzo Roca. «Buonasera, lo sai chi sono. Sono un soldato del clan Mazzarella. Sto lavorando per te. Ricordati che devi morire e il tuo corpo deve essere fatto a pezzi e sarà messo davanti la chiesa di Forcella con la testa imbrattata di merda». Ovvio lo sconcerto da parte del folto pubblico presente nella piazza di San Marco, nella frazione di Teggiano, dove ha avuto luogo la manifestazione. «Voglio rendere noto questo testo che mi è giunto perché abbiate la giusta percezione della mia persona- ha detto don Luigi- Io sono un uomo, come tutti voi, che vive sotto scorta da molti anni ormai, e a questi messaggi ho fatto ormai l’abitudine. Certo che ho paura, e ogni giorno che passa ringrazio Iddio per la grazia che mi fa di farmi vivere ancora. Però sono anche determinato a non abbassare la testa, perché come dicevano anche Falcone e Borsellino, chi ha paura muore ogni giorno. Ed io, grazie alla fede che ho nella Chiesa, continuerò senza tentennamenti a denunciare. Ed è un consiglio che mi permetto di dare a tutti: se vogliamo che la nostra società sia migliore dobbiamo aiutare lo sforzo delle forze dell’ordine di ritrovare quella legalità che ci sfugge quotidianamente di mano. Dobbiamo imparare ad ascoltare di più il prossimo e imparare ad osservare maggiormente la dottrina cristiana. Deve vincere l’amore se vogliamo una società più a misura d’uomo e non la criminalità, l’illegalità, la delinquenza». E nella stessa occasione don Luigi ha annunciato che la fondazione “”A voce d”e creature”, inaugurata a Napoli il 25 febbraio scorso, avrà una sede nei prossimi mesi anche a Salerno, Pontecagnano e Pompei. «Dobbiamo essere trascinatori e non trascinati», ha concluso don Luigi Merola, dopo che il questore di Salerno Vincenzo Roca aveva definito la presenza di don Luigi Merola a Teggiano un fatto positivo per le comunità e , soprattutto, per i giovani. «I giovani hanno bisogno di esempi e sicuramente don Merola è un esempio positivo che fa decisamente da contraltare a tanti esempi negativi, invece, che, oggi, si propongono come modelli ma che modelli non lo sono per niente. Però bisogna riflettere- ha concluso Roca- sul termine legalità perché mentre per reprimere gli atti delinquenziali sono preposti gli organi di polizia, per diffondere la legalità, invece, ognuno di noi deve fare la sua parte: i cittadini nel rispettare le regole, le famiglie, la scuola e le agenzie educative. Se riusciamo a comprendere che la legalità non è una questione che appartiene agli altri, ma è un fatto culturale che appartiene ad ognuno di noi, allora sicuramente potremo sperare in un futuro migliore di questo». Codestinatari de primo premio della legalità”Teggiano 2008″ sono stati, inoltre, il parroco antiusura del Vallo di Diano don Andrea La Regina ed il direttore generale della Banca di credito cooperativo “Monte Pruno” di Roscigno e Laurino Michele Albanese, rispettivamente presidente e vice presidente della fondazione antiusura “Nashak”, “per il loro quotidiano impegno nella lotta a sostegno degli usurati del Cilento, Alburni e Vallo di Diano.

fonte www.ilmattino.it

Camorra/ Carfagna esprime solidarieta’ a don Merola

Gravissimo messaggio intimidatorio durante festa legalita’

Roma, 9 set. (Apcom) – Il ministro per le Pari Opprtunità Mara Carfagna definisce “gravissimo” il messaggio intimidatorio inviato questa mattina a Don Luigi Merola, durante la prima festa della legalità di Teggiano.

“Rappresenta un atto che testimonia ancora una volta – denuncia Carfagna- la difficile situazione in cui versa non solo la Campania ma l’Italia intera. È necessario continuare e intensificare la battaglia contro la criminalità organizzata, tutelando e sostenendo chi, come Don Merola, ha deciso di battersi senza alcun timore”.

“Condanno con fermezza l’accaduto ed esprimo tutta la mia solidarietà a Don Luigi Merola per l’ennesimo atto intimidatorio”, conclude il ministro

fonte http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/09

Agropoli. Incendio minaccia la chiesa di San Francesco

Agropoli. Incendio minaccia la chiesa di San Francesco
Lo spengono a secchiate gli uomini della capitaneria
Incendio a pochi metri dalla chiesa agropolese di
San Francesco: gli uomini della capitaneria di porto lo spengono a
secchiate. Il fatto è accaduto intorno alla tarda mattinata di oggi nei
pressi del porto di Agropoli, in uno dei luoghi più incontaminati del
Cilento, a pochi metri dalla chiesa dedicata al santo di Assisi. Dopo
una telefonata giunta al centralino, i quattro uomini dell’equipaggio
della motovedetta in dotazione alla locale capitaneria si sono recati
sul posto via terra. A causa del rischio che l’incendio si propagasse
alla chiesa, si sono quindi rimboccati le maniche e, utilizzando l’
acqua delle abitazioni della zona, hanno affrontato le fiamme
aiutandosi con alcuni secchi. All’arrivo dei vigili del fuoco, l’
incendio era praticamente stato domato, tra gli applausi della gente
del posto, dopo tanta paura
Nicola Rossi

Agropoli: intitolazione piazzetta convento San Francesco a Vincenzo Urti. Sabato 5 aprile la cerimonia alla presenza del Sindaco Franco Alfieri

Si terrà sabato 5 aprile alle ore 12 la cerimonia di intitolazione al Professore Vincenzo Urti, già Sindaco di Agropoli dal 1951 al 1955, della piazzetta antistante la Chiesa di “San Francesco”. L’Amministrazione comunale agropolese, su proposta del Sindaco Franco Alfieri, ha così voluto onorare la memoria dell’illustre cittadino scomparso il 26 aprile 2005 che, oltre ad aver governato il centro costiero cilentano, è ricordato anche come educatore e scrittore.

«Abbiamo ritenuto giusto – afferma il Sindaco di Agropoli, Franco Alfieri -, aderendo alle tante sollecitazioni che ci sono pervenute, intitolare una piazza della nostra città ad un personaggio che tanto ha fatto e lasciato per Agropoli. Il professore Vincenzo Urti, infatti, ha dimostrato nelle varie fasi della sua vita alte qualità morali e sociali e, nel corso della sua attività amministrativa come Sindaco, riuscì a dotare Agropoli del primo Liceo Classico della sua storia e fu promotore di lodevoli iniziative che favorirono lo sviluppo culturale, politico e turistico del paese».

Nota Biografica Prof. Vincenzo Urti Vincenzo Urti nacque ad Agropoli il 9 novembre 1915. Ebbe un’infanzia molto travagliata. A sette anni era già orfano di entrambi i genitori. Ancora più difficile fu la sua giovinezza, perché si ritrovò, ben presto, ad affrontare la vita privo dei più elementari mezzi di sostentamento. Con l’avvento dell’adolescenza avvertì grande, dentro di lui, il desiderio di apprendere, di sapere, di studiare, ma non ne aveva né le possibilità economiche, né strutturali. Conseguì, così, la licenza elementare facendosi prestare i libri da occasionali amici e studiando, di notte, sotto la luce dei lampioni da poco installati in alcune strade del paese. Sono molti i suoi coetanei che hanno giurato di averlo visto studiare in questo modo così singolare ed appassionato.
Ben altre difficoltà incontrò, invece, allorchè decise di conseguire, sempre da autodidatta e privatista, la licenza media inferiore. Fu costretto, infatti, data la carenza cronica all’epoca dei mezzi di trasporto, a raggiungere a piedi la cittadina di Eboli, sede, nel circondario, dell’unico istituto secondario di istruzione. Per potersi, poi, mantenere agli studi superiori si vide costretto ad arruolarsi nell’esercito italiano e riuscì a raffermarvisi, con la qualifica di sottoufficiale. Conseguì, quindi, il diploma di magistrale. Nel 1942 fu inviato in Albania e fu di stanza a Tirana, da dove venne deportato dai tedeschi, ad epilogo del secondo conflitto mondiale, e relegato in un campo di concentramento nei pressi di Dusseldorf. Qui rimase per circa 2 anni. Poiché all’epoca delle prigionia egli era iscritto alla Facoltà di Lingue Orientali a Napoli con specializzazione in tedesco, francese e spagnolo. I tedeschi pensarono bene di utilizzarlo come responsabile di campo. Nell’espletamento di tale importante funzione, egli si distinse, ben presto, quale promotore di molteplici iniziative, lodevoli sia sotto il profilo umano che sociale, tanto da suscitare stima ed ammirazione in molti poveri altri deportati, alcuni dei quali, una volta tornati a casa, gli rimasero amici per il resto della vita.
Numerose ed inequivocabili sono le testimonianze raccolte, in tal senso, anche dopo la sua scomparsa. Copiosa la relativa documentazione, da lui gelosamente conservata, consistente in lettere ed attestazioni varie pervenutegli da ogni parte d’Italia.
Durante la prigionia il professore Urti si rese altresì promotore di importanti attività culturali e ricreative, allestendo, tra l’altro, anche una compagnia di teatro itinerante che rappresentava, soprattutto durante il periodo di Natale, quando la nostalgia dei prigionieri verso gli affetti più cari diventava più struggente, delle commedie, la cui replica venne estesa anche a qualche campo di concentramento limitrofo. Al termine del secondo conflitto mondiale egli tornò ad Agropoli e conseguì la Laurea in Lingue orientali e la relativa abilitazione all’insegnamento per gli istituti superiori.
Entrato in politica, divenne al 1951 al 1955 Sindaco della cittadina, nelle liste della D.C. Durante la sua amministrazione, riuscì a dotare Agropoli del primo Liceo Classico della sua storia e fu promotore di lodevoli iniziative che favorirono lo sviluppo culturale, politico e turistico del paese.
Amò la sua terra in un modo viscerale e la celebrò in moltissime pubblicazioni, redatte ad esito di laboriose e meticolose ricerche storiche, perpetrate attraverso la traduzione di inediti testi scritti in latino ed in tedesco. Le sue opere riscossero importanti apprezzamenti e consensi da parte di critici ed intellettuali del suo tempo.

Agropoli Riunione evangelica nell’aula consiliare

Sabato 9 febbraio 2008 alle ore 18.00 si terrà un culto evangelico
nei locali dell’Aula Consiliare del Comune di Agropoli, dove si
ascolteranno inni proposti dal Coro
della Chiesa di Matinella di Albanella e Velina e dei cantici tratti
dalla tradizione classica evangelica
curati dall’ensemble strumentale della Chiesa Evangelica di Agropoli
composto da Violino, Vibrafono,
Piano e due voci.
Il momento più importante dell’incontro sarà la meditazione di un
passo biblico a cura del Past. Renato Mottola.
L’ingresso è libero.