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Agropoli al via la Prima Scuola di Politica del Pd

Ha avuto luogo stamani, presso i locali del Circolo Pd diAgropoli, la conferenza stampa di presentazione della Prima Scuola Politica, promossa dalla Segreteria provinciale e da quella nazionale in collaborazione con il Dipartimento provinciale Formazione.
All’incontro hanno preso parte il segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi; il Sindaco di Agropoli, Franco Alfieri; il responsabile provinciale degli Enti locali,Vincenzo Bennet; il responsabile provinciale dei Dipartimenti, Mauro Calatola; il responsabile provinciale del DipartimentoFormazione, Alfonso Cavaliere; i Responsabili del Circolo Pd di Agropoli. “Lo slogan della Scuola è ‘In buone mani’ che fa riferimento alle buone pratiche di governo locale e Franco Alfieri, che ringrazio per la disponibilità e collaborazione, rappresenta una delle realtà amministrative più concrete e attive targata Pd, ha esordito il segretario Landolfi. Sono orgoglioso di partire da Agropoli con la nostra prima Scuola di Formazione Politica tesa a coinvolgere i giovani e, appunto, a formarli. Sempre in questa città, a fine gennaio, avrà luogo anche la Festa Democratica, rinviata, come è noto a tutti, per il delicato momento politico che sta vivendo il nostro Paese”.
“Sono onorato e lusingato della scelta di Agropoli come sede della festa provinciale del Pd, soltanto rinviata a gennaio, e della scuola di formazione politica in programma sabato 4 e domenica 5 dicembre, ha dichiarato il sindaco Alfieri. Bene fa il Partito Democratico ad uscire allo scoperto. Dobbiamo scuotere l’indifferenza della gente per il futuro del paese. Il Partito Democratico deve ritornare tra la gente e parlare ai giovani. La scuola di formazione politica è una grande occasione per far crescere una nuova classe dirigente”.
Le lezioni, che si svolgeranno nei giorni di sabato e domenica p.v. (4 e 5 dicembre 2010) ad Agropoli, saranno tenute da Docenti universitari, Parlamentari, esperti della Carta Costituzionale. Argomento di confronto e dibattito sarà la Costituzione Italiana: non solo le origine politiche ma anche gli strumenti atti a comprendere pienamente il ruolo del cittadino come parte del contesto statale dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.

Pubblicato il Giornale ONLINE – Metti in Moto la tua Voglia di Vita!

Pubblicato online

il Libro

Metti in Moto la tua Voglia di Vita

1° Concorso di Poesia in Memory Vittime della Stradadella scuola primaria e secondariadi primo grado

 

(clicca sul libro per visualizzarlo)

Il Libro AIFVS

sede Ogliastro Cilento

Sanità, scatta il piano della Regione Dieci giorni per chiudere 9 ospedali

Saranno cancellati 311 posti letti. L’operazione coinvolge cinque province e ha scatenato molte proteste. Da dismettere anche il presidio di Agropoli e il Palasciano di Capua

Spariscono 311 posti letto, cancellati gli ospedali piccoli, improduttivi (e pericolosi per l´utenza), potenziamento dell´assistenza territoriale. Parte il conto alla rovescia, il piano ospedaliero diventa realtà. A poco più di un mese dall´annuncio, si passa alla prima fase, quella operativa: entro 10, 15 giorni, appena il piano sarà pubblicato sul Burc, la Regione decreterà la chiusura di nove presidi. Dall´operazione che ancora oggi sta scatenando una marea di proteste sono interessate le cinque province.

Per ora, quella di Napoli è la meno coinvolta dai tagli. Qui, in attesa (ma ci vorranno almeno tre anni) dell´Ospedale del Mare in cui confluiranno Loreto Mare, Incurabili, San Gennaro e Pellegrini, è in procinto di chiudere l´area chirurgica del Loreto Crispi, presidio che, nell´immediato, sarà in blocco trasformato in struttura di riabilitazione e, successivamente, come annuncia il subcommissario Giuseppe Zuccatelli, potrebbe essere destinato ad altro utilizzo «anche non necessariamente sanitario».

In provincia di Benevento spariscono gli ospedali San Giovanni di Dio (Sant´Agata de´ Goti) e il Santa Maria delle Grazie (Cerreto Sannita), mentre la struttura di San Bartolomeo in Galdo (mai aperta) rimarrà solo un sogno del parroco e degli abitanti. In Terra di Lavoro, saranno disattivati il presidio di Teano e il Ferdinando Palasciano (Capua). A sud, nell´area del salernitano, stop ai ricoveri nell´ospedale di Agropoli e nel Giordano Castiglione di Ravello.

Tra gli autori del nuovo piano ospedaliero (tornato dalla valutazione del governo con la prescrizione di alcune modifiche) e quindi della drastica cura dimagrante, oltre al subcommissario Zuccatelli, il “consigliere” della Sanità Raffaele Calabrò. A chi gli contesta una politica di tagli che mette in crisi l´assistenza ospedaliera, replica: «Nulla da temere, anzi. L´obbiettivo è rispondere meglio alle esigenze del territorio, secondo i bisogni dei cittadini, realizzando pronti soccorso attivi, aree per lungodegenti, residenze sanitarie per anziani e strutture riabilitative». D´accordo, ma intanto chi ha bisogno di ricovero? «I posti letto inseriti nel circuito sono stati calcolati per le esigenze attuali, che sono cambiate negli ultimi anni», risponde Calabrò, «oggi si registra un aumento delle patologie croniche e una diminuzione di quelle acute, ecco perché serve più assistenza territoriale e meno letti».

Oltre a questi ospedali che, di fatto, escono dalla rete per essere riconvertiti, ce ne sono altri che, restando presidi ospedalieri, diventeranno strutture a indirizzo riabilitativo. Tra questi il Maresca di Torre del Greco, l´ospedale Scarlato di Scafati e l´Apicella di Pollena Trocchia. «Proteste comprensibili dal punto di vista istintivo, ma non da quello razionale», commenta Zuccatelli, «quelli che saranno cancellati non sono ospedali del futuro ma degli anni 2000 e, quindi, pericolosi». «L´urgenza non sarà penalizzata», aggiunge Lia Bertoli, direttore dell´Arsan, «per esempio, sarà potenziato il soccorso notturno con l´eliambulanza, mentre gli ospedali che diventeranno strutture territoriali saranno comunque dotati di pronto soccorso». 

Paracadutista muore durante lancio a Pontecagnano, aveva 17 anni, grave il compagno

Amava lanciarsi con il paracadute ma è stato tradito dalla sua passione. Fra circa un mese avrebbe compiuto 18 anni Piergiorgio Avagliano rimasto vittima oggi di un tragico incidente in volo.

Dopo essersi lanciato dall’aereo, quando era a circa 100 metri da terra, il giovane si è scontrato con un altro paracadutista, lanciatosi dallo stesso aereo.

Per Piergiorgio Avagliano l’impatto col suolo è stato fatale mentre l’altro paracadutista, pare un Carabiniere di 35 anni, è rimasto gravemente ferito ed è tuttora ricoverato all’ospedale di Salerno in pericolo di vita.

La tragedia è avvenuta nei pressi dell’aeroporto di Pontecagnano. Nonostante la sua giovanissima età, Piergiorgio Avagliano da quasi due anni si lanciava con il paracadute ed aveva effettuato già 67 lanci.

Lavorava in un bar di Pontecagnano e in passato aveva svolto anche attività di volontariato presso alcune associazioni di soccorso. Più esperto il paracadutista ferito con 170 lanci all’attivo.

Dieci minuti prima del lancio i tecnici della scuola di paracadutismo aveva tenuto il consueto briefing per spiegare tutte le norme di sicurezza. Forse l’errore di uno dei due in volo ha causato la tragedia.

Le indagini sono dirette dai carabinieri di Battipaglia. Sconvolti i genitori e gli amici di Piergiorgio Avagliano che era cresciuto con la passione del paracadutismo. Sul posto i volontari del Vopi di Pontecagnano.

Terremoto nel salernitano, scossa di 2,2 gradi della scala Richter, nessun danno

Una scossa di terremoto di 2,2 gradi di magnitudo della scala richter è stata individuata in Campania, nel distretto sismico della Costa campana meridionale. La scossa di terremoto è stata registrata dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 16.02. L’epicentro del terremoto è stato localizzato a 2,6 chilometri di profondità.

La scossa sismica e’ stata lievemente avvertita dalla popolazione. Le localita’ prossime all’epicentro sono Capaccio, Trentinara e Albanella.

Dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano al momento danni a persone o cose.

L’ELENCO COMPLETO DEI COMUNI IN CUI E’ STATO AVVERTITO IL TERREMOTO NEL SALERNITANO

Comuni entro i 10Km
AGROPOLI (SA)
CAPACCIO (SA)
GIUNGANO (SA)
OGLIASTRO CILENTO (SA)
TRENTINARA (SA)

Comuni tra 10 e 20km
ALBANELLA (SA)
ALTAVILLA SILENTINA (SA)
BATTIPAGLIA (SA)
CASTELLABATE (SA)
CICERALE (SA)
CONTRONE (SA)
EBOLI (SA)
LAUREANA CILENTO (SA)
LUSTRA (SA)
MONTEFORTE CILENTO (SA)
PERDIFUMO (SA)
PERITO (SA)
PRIGNANO CILENTO (SA)
ROCCADASPIDE (SA)
RUTINO (SA)
SERRAMEZZANA (SA)
SESSA CILENTO (SA)
TORCHIARA (SA)
BELLIZZI (SA)

fonte  salernonotizie.it

Miss Rocchetta Bellezza Campania 2010 è Gabriella Miele

In uno splendido scenario qual è la Piazza Marina Nuova di Agnone di Montecorice (SA) è stata eletta Miss Rocchetta Bellezza Campania 2010 che risponde al nome di Gabriella Miele. La location dell’evento era molto in linea con la fascia messa in palio, infatti la serata di moda e bellezza targata “Miss Italia” , organizzata per conto dell’agente esclusivo per la Campania del
concorso “Miss Italia” Antonio Contaldo dal referente di zona Angelo Iervolino, si è svolta in una zona turistica molto gettonata ed apprezzata dai turisti per il clima e per l’acqua limpida per la gioia del Sindaco Flavio Meola che, salito sul palco assieme al consigliere Filomena Mileo, ha voluto ringraziare tutti i presenti augurandosi di proseguire questo connubio con il concorso. Il presentatore Erennio De Vita ha poi dato il via alla competizione invitando le 39 miss accorse alla kermesse a presentarsi alla giuria giocandosi nei migliori dei modi l’opportunità di conquistare il titolo della serata. Poi ci sono stati diversi momenti di spettacolo che hanno visto le miss impegnate in una sfilata indossando i costumi Bear ed un’altra con le perle di Miluna. Sul palco anche diversi artisti come Ilaria Mostrato, Salvatore, Migi ed Alessandro D’Arco. La serata sarà trasmessa sui canali di Capri Event il mercoledì alle 20 e 30 circa e poi in replica il Venerdì alle 16. Miss Rocchetta Bellezza Campania 2010 è dunque Gabriella Miele nata ad Avellino l’11/01/84, sotto il segno del Capricorno, ma vive a Camposano (NA), ha occhi verdi e capelli castani, è alta 173 cm, pesa 55 kg ed indossa la taglia 42. Gabriella ama l’arte, le piacerebbe diventare modella, infatti una delle proposte lavorative che accetterebbe subito è di entrare nel mondo della moda ma rifiuterebbe di posare per un calendario sexy, attualmente però è responsabile di un negozio di abbigliamento. I suoi colori preferiti sono il bianco ed il nero, le piace la corsa, la cantante Elisa, l’attore Daniele Pecci, dal quale le farebbe piacere essere inviata a cena, e l’attrice Luisa Ranieri, che vorrebbe incontrare a Salsomaggiore Terme. Il piatto preferito da Miss Rocchetta Bellezza Campania è la pasta al forno ma odia i formaggi, la miss afferma che non potrebbe fare a meno dei suoi cagnolini, afferma , inoltre, che suoi pregi sono la dolcezza e la determinazione, e si ritiene dolce semplice e solare. La Miss Italia del passato che apprezza maggiormente è Miriam Leone, partecipa al concorso perché è un sogno non solo suo ma dei suoi genitori, un suo sogno inoltre è quello di fondare un’associazione con lo scopo di aiutare i bisognosi ed i bambini. Alla domanda “parteciperesti ad un reality show?” risponde “Forse”, mentre a quella “Parteciperesti ad un provino per letterina o velina” risponde sicura “No”. Se potesse erigerebbe un monumento a Pietro Taricone, il suo viaggio ideale è in Egitto, per lei la bellezza per emergere nel mondo dello spettacolo conta al 50% e la sua caratteristiche dell’essere napoletana la esprime essendo socievole ed aperta con tutti. La madre Rosaria Schettino è casalinga, il padre Felice è medico generico. Gabriella ha una sorella Daniela di 34 anni ed un fratello di 35. Al secondo posto con la fascia di Miss Rocchetta Bellezza si è classificata Mariachiara Carpinelli , 22 anni di Agropoli con occhi e capelli castani; Miss Rocchetta Bellezza terza classificata è Claudia Attianese 17 anni di Sant’Agnello; Quarta posizione con la fascia di Miss Peugeot per Teresa Buono 20 anni di Barano D’Ischia e Miss Wella, quinta classificata è Dalila Rapicano 19 anni di Portici.

Caldoro presenta il piano ospedaliero della Campania: «Non è salva-privati»

Non condivide quella che definisce «una interpretazione semplice» di alcuni punti del piano ospedaliero della Campania per quanto riguarda le strutture private e la cancellazione del tetto dei centro posti letto.
Stefano Caldoro, presidente della giunta regionale della Campania, lo dice prima della presentazione ufficiale del piano di riassetto, oggi a Napoli.

«Non mi piace – ha affermato – l’interpretazione semplicistica con la quale si dice che questo piano salva i privati perchè non è così. I privati hanno fatto le loro rimostranze, cosa che accade quando si perdono determinati benefici, ma mio anniamo dato loro dei criteri da rispettare per i convenzionamenti». Se fosse rimasto il tetto dei cento posti letto per le strutture private, sottolinea poi Caldoro, «avremmo perso tutti i ricorsi».

«Il sistema pubblico può aumentare il numero dei posti letto – ha detto ancora – il privato, invece non lo può fare». Caldoro ha sottolineato l’ elemento di flessibilità nella riorganizzazione del sistema ospedaliero territoriale, che contempla non un sistema rigido che parte dal centro ma un maggiore protagonismo decisionale si territori. In base a ciò che prevede il piano, la scelta delle opzioni più appropriate per un determinato territorio sarà affidata alla direzione delle Asl, che possono contare su una maggiore conoscenza delle esigenze del territorio e delle risorse umane a disposizione. «Se lasciamo le responsabilità ai territori – ha sottolineato Caldoro – si creano meccanismi di aggiustamento graduale che danno valore al lavoro territoriale». Nel piano è contemplata anche la nascita del nuovo ospedale unico della Valle del Sele, nel quale confluirà anche il presidio ospedaliero di Agropoli, che sarà riconvertito in struttura residenziale per cure palliative, con la chiusura del pronto soccorso.

«Non si è andati a fare nessuna trattativa – ha detto Caldoro – Qualche sindaco incatenato qui sotto la Regione, poi però quando siamo andati a discutere nel merito e hanno condiviso perchè si garantisce la qualità dei servizi ai cittadini. Magari qualcuno preferisce avere l’ospedale sotto casa, ma quello più vicino non è per forza quello giusto». «Nessun passo indietro da questo punto di vista – ha concluso – Non ci lasciamo condizionare da questa politica con la p minuscola. Non ci sarà nessuno sconto».

La riorganizzazione è prevista quella del soccorso sanitario e della centrale operativa del 118. A Napoli, gli ospedali Cotugno, Monaldi e Cto andranno a formare una nuova azienda ospedaliera, all’interno della quale ogni struttura avrà la sua caratteristica: il primo per il settore infettivologico, il Monaldi per la rete cardiologia e il Cto, caratterizzato da un indirizzo ortopedico-riabilitativo. Il piano prevede la costituzione di un’unica azienda pediatrica regionale con l’accorpamento dell’ospedale Annunziata alSantobono- Pausillipon. Sul fronte delle aziende ospedaliere universitarie, Federico II e Seconda Università di Napoli (denominata Università degli Studi di Caserta), si è in attesa del nuovo protocollo di intesa tra Regione e Università, per la definizione delle loro funzioni all’interno del sistema. Entreranno a far parte dell’ospedale del Mare l’Ascalesi (dove viene disattivato il pronto soccorso) il Loreto mare, gli Incurabili e il San Gennaro. «È una grande opera che deve essere affrontata su più livelli – ha detto Giuseppe Zuccatelli, sub commissario per la sanità campana ¨ a partire dai contenziosi e anche dal punto di vista economico. Occorre riformulare l’accordo con il Ministero dell’Economia. Ma se questi aspetti vanno in fila, speriamo nel giro di 4 anni di rendere clinicamente operativo il centro traumi di alta specialità dell’ospedale del mare».

Nel Salernitano, prenderà vita il nuovo ospedale unico della Valle del Sele che avrà 328 posti letto e nel quale confluiranno i presidi ospedalieri di Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra, Roccadaspide e Agropoli (quest’ultimo diventa struttura residenziale per le cure palliative, un hospice). Per gli ospedali con meno di cento posti letto è prevista la riconversione in strutture polifunzionali per la salute. È il caso di Bisaccia, in Irpinia; Cerreto Sannita, San Giovanni di Dio di Sant’Agata de’ Goti e San Bartolomeno in Galdo nel Sannio; Teano e Palasciano a Capua; Castiglione di Ravello, nel Salernitano.

Grotte dell’Angelo, c’è il City Sightseeing

Dal 5 luglio al 12 settembre diciotto diversi itinerari

Non solo mare, ma anche natura e cultura durante l’estaste salernitana: per goderne alle Grotte dell’Angelo di Pertosa ritorna il City Sightseeing. Con «Gli Itinerari del Parco per Vivere la Cultura ed i suoi Musei» offriranno ai turisti la possibilità di scoprire non solo le bellezze naturalistiche e geomorfologiche ma soprattutto quelle archeologiche, storiche e museali del territorio che per secoli è stato il centro della cultura del Mediterraneo.

GLI ITINERARI - In seguito al rinnovato accordo tra Campania Artecard e Parco del Cilento, dal 5 luglio al 12 settembre, i turisti avranno la possibilità di effettuare escursioni a bordo dei bus del City Sightseeing, con percorsi ideati per esplorare le sfaccettature del territorio del Parco. Diciotto diversi itinerari: per chi ama la natura e la speleologia c’è «L’itinerario delle grotte» con ingresso alle grotte di Morigerati, Pertosa e Castelcivita. Tra gli altri percorsi «Un Tuffo nella Natura» (Morigerati), «I Tesori del Cilento e del Vallo di Diano» (Pertosa), «Un’avventura nelle Grotte» (Castelcivita). La prenotazione è consigliata: i biglietti possono essere acquistati presso tutte le agenzie di viaggio autorizzate nei comuni di: Capaccio – Paestum, Agropoli, S. Maria di Castellabate, Acciaroli, Ascea marina, Palinuro, Marina di Camerota, Sapri e Vallo della Lucania.

Debito pubblico e strage stradale viaggiano insieme: ridurre gli incidenti stradali per ridurre la spesa sanitaria ed evitare l’incremento dei premi assicurativi.

La spesa del Servizio Sanitario impegna l’80% del bilancio delle Regioni.

La spesa per la sanità è il 23,3% del totale delle spese del settore statale nel 2009 e
dal 2003 al 2009 i disavanzi accumulati nella sanità superano i 28 miliardi di euro.

Nessuno politico, né presidente, né ministro, né deputato della maggioranza o dell’opposizione, è stato capace di rilevare il vantaggio per i conti pubblici che potrebbe derivare dalla semplice riduzione dell’incidentalità stradale! Tutti concentrati ad individuare dove tagliare i fondi e come incrementare le entrate, cioè le tasse.

Nessuna manovra strategica nel settore sanitario, ma toppe per ridurre i buchi restando invariato il problema!

E’ una casualita’ che le tre regioni (Lazio, Campania e Sicilia) siano contemporaneamente responsabili del 70% del totale del disavanzo del Ssn e le uniche regioni italiane che abbiano aumentato il numero dei morti, dei feriti e degli incidenti dal 2000 al 2008?

Secondo l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada esiste una correlazione: basti pensare che il costo medio del solo intervento di un’ambulanza per soccorrere un ferito non è meno di 2.500 euro (4 turni di tre persone in una giornata a copertura del servizio prestato con un’autoambulanza costa: 6h/turno x3persone x4turni x60€ = circa 4.500,00€ al giorno più spese di benzina, più ammortamento macchina, più assicurazione, più personale indiretto), poi bisogna aggiungere le prestazioni ospedaliere, altro che ticket per ogni giorno di ricovero, basterebbe smettere di ricoverare i feriti da incidente stradale: 24.062 l’anno nella sola capitale, il 25% del totale nazionale solo nel Lazio, Campania e Sicilia, 310.739 in Italia; aggiungiamo inoltre più di un milione di accessi al pronto soccorso (dati ISS) e poi il costo dell’invalidità conseguente all’incidente stradale, con le spese di riabilitazione, cura ed assistenza! Gli invalidi permanenti in Italia sono circa 20.000 ogni anno!

Ritorna attuale la nostra reiterata proposta di dare assoluta priorità all’obiettivo di prevenire l’incidente stradale, diffondendo dal centro alla periferia input adeguati per “zero” incidenti, premiando le istituzioni che raggiungono risultati e sostenendone la diffusione nel territorio.

Ai Presidenti delle Regioni chiediamo che prima di pensare a tagli di servizi o ad incrementi di tasse si diano da fare per ridurre i bisogni, pretendendo che ogni provincia ed ogni comune si attivino a ridurre nel loro territorio la strage stradale, pena l’addebito delle spese sanitarie – legate al mancato conseguimento di tale obiettivo – all’ente che gestisce il territorio.

È inoltre da rilevare che l’ANIA, nel Convegno presso la Corte di Cassazione su Sicurezza e Giustizia del 30 giugno u.s., ha dichiarato che il 20% dei sinistri stradali è da addebitare alle strade, e permanendo gli attuali livelli di incidentalità ricorrerà all’incremento del costo delle polizze assicurative.

L’AIFVS ritiene che il maggiore esborso a cui sono chiamate le compagnie assicuratrici non dovrà ricadere nè sulle vittime della strada con la riduzione dei risarcimenti, e né sui cittadini con aumento del premio assicurativo pur non avendo compiuto infrazioni, ma dovrà essere invece addebitato alle Amministrazioni ed alle Società che gestiscono le strade e le autostrade: un ulteriore motivo perché le Amministrazioni tutte si diano da fare per ridurre la strage nel territorio.

Per fornire elementi concreti, l’AIFVS ha attenzionato i dati Istat sugli incidenti stradali del 2000 – anno di riferimento per calcolare la diminuzione del 50% da raggiungere entro il 2010 – e confrontandoli con quelli del 2008 ha rilevato in quasi tutte le regioni una situazione variegata e pesante di incidentalità che deve spingere le istituzioni a fare di più.

Si allega la tabella, utile per riflettere sugli obiettivi da raggiungere al fine di assicurare lo sviluppo della civiltà, che richiede salvaguardia dei valori e azione responsabile per ridurre la strage ed il debito, senza mettere le mani in tasca agli italiani.

Nello spirito della collaborazione democratica si resta in attesa di riscontro e si porgono distinti saluti.

f.to Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS

Dati ISTAT sugli incidenti stradali anni 2000 e 2008

distinti per Regione

ANNO 2000 ANNO 2008 -50 %?

incidenti morti feriti incidenti morti feriti

1) Piemonte 15.855 629 22.977 13.152 332 19.229 no

2) Valle D’Aosta 434 21 633 301 10 403 ni

3) Lombardia 48.613 1.040 68.527 41.827 680 56.953 no

4) Trentino Alto A. 3.840 122 5.100 3.053 73 4.027 no

5) Veneto 19.708 714 27.862 16.744 458 22.970 no

6) Friuli Ven. G. 5.800 190 7.820 4.771 110 6.459 no

7) Liguria 8.718 135 11.637 9.428 87 12.058 noo

8) Emilia Rom. 24.988 777 35.059 21.744 529 29.746 no

9) Toscana 17.613 428 23.368 18.803 296 24.902 noo

10) Umbria 3.716 156 5.346 3.312 82 4.694 no

11) Marche 7.702 188 10.785 6.919 132 9.996 no

12) Lazio 16.595 463 23.407 27.735 493 38.827 noo

13) Abruzzo 4.679 184 6.752 3.981 96 6.043 no

14) Molise 1.069 34 1.475 577 27 925 ni

15) Campania 6.895 299 10.992 11.529 329 17.380 noo

16) Puglia 5.840 373 9.818 12.024 353 20.259 noo

17) Basilicata 1.148 60 1.761 954 35 1.622 no

18) Calabria 3.298 143 5.347 3.354 120 5.650 noo

19) Sicilia 11.767 290 17.681 14.347 364 21.868 noo

20) Sardegna 3.663 164 5.312 4.408 125 6.728 noo

Con questo quadro da barbarie gli enti che gestiscono il territorio si permettono ancora di fermarsi alla lettura dei dati! anzichè assumere strategie di analisi dei problemi per interventi coordinati nel territorio e finalizzati all’obiettivo prioritario di prevenire l’incidente stradale: il suo raggiungimento, come da sempre indicato dall’AIFVS, va verificato e valutato per adeguare sempre più gli interventi. Non stiamo a pietire sempre soldi, ma offriamo un’organizzazione efficace che nel ridurre fortemente la strage riduce i costi e ci qualifica come operatori responsabili.