
La spesa del Servizio Sanitario impegna l’80% del bilancio delle Regioni.
La spesa per la sanità è il 23,3% del totale delle spese del settore statale nel 2009 e
dal 2003 al 2009 i disavanzi accumulati nella sanità superano i 28 miliardi di euro.

Nessuno politico, né presidente, né ministro, né deputato della maggioranza o dell’opposizione, è stato capace di rilevare il vantaggio per i conti pubblici che potrebbe derivare dalla semplice riduzione dell’incidentalità stradale! Tutti concentrati ad individuare dove tagliare i fondi e come incrementare le entrate, cioè le tasse.
Nessuna manovra strategica nel settore sanitario, ma toppe per ridurre i buchi restando invariato il problema!
E’ una casualita’ che le tre regioni (Lazio, Campania e Sicilia) siano contemporaneamente responsabili del 70% del totale del disavanzo del Ssn e le uniche regioni italiane che abbiano aumentato il numero dei morti, dei feriti e degli incidenti dal 2000 al 2008?
Secondo l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada esiste una correlazione: basti pensare che il costo medio del solo intervento di un’ambulanza per soccorrere un ferito non è meno di 2.500 euro (4 turni di tre persone in una giornata a copertura del servizio prestato con un’autoambulanza costa: 6h/turno x3persone x4turni x60€ = circa 4.500,00€ al giorno più spese di benzina, più ammortamento macchina, più assicurazione, più personale indiretto), poi bisogna aggiungere le prestazioni ospedaliere, altro che ticket per ogni giorno di ricovero, basterebbe smettere di ricoverare i feriti da incidente stradale: 24.062 l’anno nella sola capitale, il 25% del totale nazionale solo nel Lazio, Campania e Sicilia, 310.739 in Italia; aggiungiamo inoltre più di un milione di accessi al pronto soccorso (dati ISS) e poi il costo dell’invalidità conseguente all’incidente stradale, con le spese di riabilitazione, cura ed assistenza! Gli invalidi permanenti in Italia sono circa 20.000 ogni anno!
Ritorna attuale la nostra reiterata proposta di dare assoluta priorità all’obiettivo di prevenire l’incidente stradale, diffondendo dal centro alla periferia input adeguati per “zero” incidenti, premiando le istituzioni che raggiungono risultati e sostenendone la diffusione nel territorio.
Ai Presidenti delle Regioni chiediamo che prima di pensare a tagli di servizi o ad incrementi di tasse si diano da fare per ridurre i bisogni, pretendendo che ogni provincia ed ogni comune si attivino a ridurre nel loro territorio la strage stradale, pena l’addebito delle spese sanitarie – legate al mancato conseguimento di tale obiettivo – all’ente che gestisce il territorio.
È inoltre da rilevare che l’ANIA, nel Convegno presso la Corte di Cassazione su Sicurezza e Giustizia del 30 giugno u.s., ha dichiarato che il 20% dei sinistri stradali è da addebitare alle strade, e permanendo gli attuali livelli di incidentalità ricorrerà all’incremento del costo delle polizze assicurative.
L’AIFVS ritiene che il maggiore esborso a cui sono chiamate le compagnie assicuratrici non dovrà ricadere nè sulle vittime della strada con la riduzione dei risarcimenti, e né sui cittadini con aumento del premio assicurativo pur non avendo compiuto infrazioni, ma dovrà essere invece addebitato alle Amministrazioni ed alle Società che gestiscono le strade e le autostrade: un ulteriore motivo perché le Amministrazioni tutte si diano da fare per ridurre la strage nel territorio.
Per fornire elementi concreti, l’AIFVS ha attenzionato i dati Istat sugli incidenti stradali del 2000 – anno di riferimento per calcolare la diminuzione del 50% da raggiungere entro il 2010 – e confrontandoli con quelli del 2008 ha rilevato in quasi tutte le regioni una situazione variegata e pesante di incidentalità che deve spingere le istituzioni a fare di più.
Si allega la tabella, utile per riflettere sugli obiettivi da raggiungere al fine di assicurare lo sviluppo della civiltà, che richiede salvaguardia dei valori e azione responsabile per ridurre la strage ed il debito, senza mettere le mani in tasca agli italiani.
Nello spirito della collaborazione democratica si resta in attesa di riscontro e si porgono distinti saluti.
f.to Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS
Dati ISTAT sugli incidenti stradali anni 2000 e 2008
distinti per Regione
ANNO 2000 ANNO 2008 -50 %?
incidenti morti feriti incidenti morti feriti
1) Piemonte 15.855 629 22.977 13.152 332 19.229 no
2) Valle D’Aosta 434 21 633 301 10 403 ni
3) Lombardia 48.613 1.040 68.527 41.827 680 56.953 no
4) Trentino Alto A. 3.840 122 5.100 3.053 73 4.027 no
5) Veneto 19.708 714 27.862 16.744 458 22.970 no
6) Friuli Ven. G. 5.800 190 7.820 4.771 110 6.459 no
7) Liguria 8.718 135 11.637 9.428 87 12.058 noo
8) Emilia Rom. 24.988 777 35.059 21.744 529 29.746 no
9) Toscana 17.613 428 23.368 18.803 296 24.902 noo
10) Umbria 3.716 156 5.346 3.312 82 4.694 no
11) Marche 7.702 188 10.785 6.919 132 9.996 no
12) Lazio 16.595 463 23.407 27.735 493 38.827 noo
13) Abruzzo 4.679 184 6.752 3.981 96 6.043 no
14) Molise 1.069 34 1.475 577 27 925 ni
15) Campania 6.895 299 10.992 11.529 329 17.380 noo
16) Puglia 5.840 373 9.818 12.024 353 20.259 noo
17) Basilicata 1.148 60 1.761 954 35 1.622 no
18) Calabria 3.298 143 5.347 3.354 120 5.650 noo
19) Sicilia 11.767 290 17.681 14.347 364 21.868 noo
20) Sardegna 3.663 164 5.312 4.408 125 6.728 noo
Con questo quadro da barbarie gli enti che gestiscono il territorio si permettono ancora di fermarsi alla lettura dei dati! anzichè assumere strategie di analisi dei problemi per interventi coordinati nel territorio e finalizzati all’obiettivo prioritario di prevenire l’incidente stradale: il suo raggiungimento, come da sempre indicato dall’AIFVS, va verificato e valutato per adeguare sempre più gli interventi. Non stiamo a pietire sempre soldi, ma offriamo un’organizzazione efficace che nel ridurre fortemente la strage riduce i costi e ci qualifica come operatori responsabili.