Agropoli, alle provinciali si candida il nipote del presidente Napolitano

18 04 2009

Il nipote del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è candidato alla Provincia di Salerno. Il nonno materno di Marco Nigro, giovane avvocato di 26 anni, di Agropoli, candidato con il Partito Socialista nella coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni provinciali, era infatti cugino di primo grado del presidente Napolitano.

L’attuale Capo della Stato e suo cugino hanno trascorso l’infanzia a Comiziano, piccolo paese della provincia di Napoli, e successivamente hanno frequentato l’università Federico II di Napoli laureandosi in Giurisprudenza.

Evidentemente il giovane Marco, oltre ad aver ereditato dal nonno materno la passione per l’attività forense, che esercita come avvocato penalista a Salerno, ha anche ereditato la passione politica dello zio di secondo grado, il presidente Napolitano.

fonte www.ilmattino.it





Operazione “DOPPIO SCACCO”Dure condanne al clan della droga

21 02 2009

ELISABETTA MANGANIELLO Agropoli. Condanne pesantissime per le due bande di pusher che si contendevano il mercato della cocaina tra Agropoli e Capaccio. Ieri presso il tribunale di Vallo sono stati giudicati con rito abbreviato 7 imputati, che hanno ricevuto condanne fino a 9 anni tranne Angelo Comite, assolto. Erano stati arrestati esattamente un anno fa nell’ambito dell’inchiesta “Doppio scacco”, condotta dall’allora procuratore Alfredo Greco, che decapitò il mercato dello spaccio tra alto Cilento e piana del Sele, con l’intervento operativo della guardia di finanza del comando generale di Salerno e della compagnia di Agropoli. E ieri il giudice Nicola Marrone, vista la gravità degli addebiti, in quasi tutti i casi ha applicato pene più severe di quelle richieste dallo stesso pm Katia Cardillo. La condanna più pesante è per Salvatore Gallo, detto “John Wayne”, di Torre Annunziata, condannato a 9 anni di reclusione e 27mila euro di multa (legali Giuseppe della Monica e Luca Vollaro). Era il fornitore di coca e di hascisc di una delle bande rivali che si contendevano lo spaccio. Avevano a capo, rispettivamente, Luigi Ciao o “Gigi”, cui sono andati 8 anni e 40mila euro di multa (legali Gaetano Brescia e Lorenzo Margiotta), e Alessandro Romano, chiamato pure come “il ricotta” o “il figlio del mago”, condannato a 8 anni e 26mila euro multa (legale Luigi Spadafora). Una pena inferiore, alla luce del ruolo marginale ricoperto nella vicenda, è stata prevista per Filomena Lembo, condannata a anni 3 e 12mila euro multa (legale Carmine Infante). Fidanzata di Romano, a casa sua i finanzieri trovarono 814 grammi di coca. La stessa condanna è andata a Carmela Miglino (legale Massimo Ancarola), che fornì coca a Ciao. Per Giuseppe Mastrogiovanni, anche noto come “Peppe u’ big”, un anno e 30mila euro di multa (legale Michele Dolce). Deteneva coca a fini di spaccio e gettò la droga dal finestrino dell’auto nei pressi di una discoteca, prima di un controllo delle forze dell’ordine. Angelo Comite, invece, è stato assolto perché il fatto non sussiste. I grammi di coca rinvenuti in suo possesso sono stati ritenuti probabilmente di uso personale. Dopo l’udienza di ieri il giudice Nicola Marrone ha reso noto il dispositivo mentre si è riservato di depositare la motivazione nei 90 giorni canonici. Queste condanne seguono quelle già emesse lo scorso 9 gennaio, quando con rito abbreviato furono condannati Gennaro Gallo a 2 anni di reclusione, Ciro Gallotti a 2 anni e 8 mesi, Carmine Comite a 6 anni, Luca Esposito a 5 anni e Francesco Boccino a 3 anni. Due degli indagati chiesero il patteggiamento giá durante le indagini preliminari: sono Pietro Lembo, condannato a 9 mesi e 15 giorni di detenzione e Salvatore Avella, condannato a un anno e 2 mesi, entrambi con pena sospesa. Ha chiesto il rito ordinario Pasquale Volpe, mentre Luigi Rizzo lo scorso dicembre è stato prosciolto. L’operazione “Doppio scacco”, proprio un anno fa, vide l’esecuzione di 10 arresti, di cui uno in flagranza, e di 27 perquisizioni domiciliari. Partì dalle rilevazioni fatte da un barbiere alle fiamme gialle che gli avevano sequestrato una dose di coca. Dall’inchiesta emersero anche richieste di prestazioni sessuali ad una donna del posto, M., in cambio di droga. Venne alla luce il sistema degli squilli di telefonino, inventato dai pusher per comunicare con gli acquirenti evitando di dire cose compromettenti. E la lotta tra le due bande rivali, sfociata nella denuncia del concorrente alla guardia di finanza.

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Agropoli: operazione “Doppio scacco”, sì all’abbreviato

29 01 2009

Agropoli. Saranno giudicati con il rito abbreviato gli indagati arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Doppio scacco”,che avevano chiesto il patteggiamento rigettato dal gip Antonella La Riccia. Lo ha deciso il giudice Nicola Marrone nel corso dell’udienza tenutasi lunedì presso il tribunale di Vallo della Lucania. La prossima udienza, durante la quale saranno emesse le sentenze, si svolgerá il 20 febbraio. Compariranno davanti al giudice, per essere giudicati con rito abbreviato, Filomena Lembo, Alessandro Romano, Carmela Miglino, Luigi Ciao, Gennaro Gallo, Giuseppe Mastrogiovanni, Angelo Comite. • Gli indagati sono tutti in carcere tranne Filomena Lembo, assistita dall’avvocato Carmine Infante, fidanzata di Romano (nella cui abitazione le fiamme gialle di Agropoli rinvennero 800 grammi di cocaina pura), Carmela Miglino, entrambe ai domiciliari, e Angelo Comite. • I patteggiamenti sono stati rifiutati in quanto il giudice La Riccia ha ritenuto le pene non congrue per la gravitá del fatto. Le prossime condanne faranno seguito a quelle emesse lo scorso 9 gennaio quando davanti al gip comparirono coloro che avevano chiesto il rito abbreviato: Gennaro Gallo condannato a due anni di reclusione, Ciro Gallotti condannato a due anni e otto mesi, Carmine Comite condannato a sei anni, Luca Esposito condannato a 5 anni e Francesco Boccino condannato e tre anni. • Due degli indagati, giá nella fase delle indagini preliminari, avevano chiesto il patteggiamento: Pietro Lembo, condannato a 9 mesi e 15 giorni di detenzione (pena sospesa), e Salvatore Avella, condannatoa un anno e 2 mesi (pena sospesa). Hanno chiesto il rito ordinario Pasquale Volpe, rinviato a giudizio comparirá davanti al gip il prossimo aprile, e Luigi Rizzo che lo scorso dicembre è stato prosciolto dalle accuse. • L’operazione, effettuata dalla guardia di finanza di Agropoli, diretta dal capitano Salvatore Perrotta, lo scorsofebbraio portò all’esecuzione di 10 arresti, di cui uno in flagranza, e 27 perquisizioni domiciliari. • L’attivitá investigativa condotta dalle fiamme gialle, sotto la direzione della procura vallese, ha consentito di sgominare due gruppi di pusher, che facevano capo l’uno a Luigi Ciao, l’altro a Alessandro Romano che si contendevano la piazza smerciando soprattutto cocaina tra Agropoli e Capaccio. • L’inchiesta “Scacco matto” è partita nel 2006 dopo un modesto sequestro di cocaina, circa 5 grammi, eseguito dalla finanza all’interno di un salone di barbiere di Agropoli. • Nell’inchiesta grande rilevanza probatoria hanno avuto le intercettazioni telefoniche, dove gli interlocutori utilizzavano un linguaggio criptato, e quelle ambientali. Angela Sabetta

fonte http://ricerca.gelocal.it




E’ salernitana la protagonista del nuovo film di Tinto Brass

25 01 2009

Papà salernitano costruttore, mamma calabrese di Soverato, Caterina Varzi, prorompente bellezza mediterranea non è sfuggita all’occhio attento del regista veneziano Tinto Brass, che l’ha incoronata sua musa ispiratrice, dopo averla incontrata lo scorso anno per caso in un albergo della capitale, dove l’avvocato proponeva un contratto legale di una società di produzione cinematografica. La Varzi sarà la protagonista del nuovo film del regista veneziano.
Infatti la bella Caterina, 37 anni dichiarati, ma con qualche anno in più portato alla grande, curve naturalmente esplosive, innata sensualità, svolge la professione di avvocato e psicoanalista.
Anche la Varzi, come tante attrici lanciate da Brass, da Serena Grandi alla Dellera, da Claudia Koll a Deborah Caprioglio, è un volto esordiente del cinema. Sarà la protagonista di “Ziva, l’isola che non c’è”, le cui riprese inizieranno quest’anno. Ma come avrà fatto Tinto Brass a convincere un rampante avvocato, dedita anche alla psicanalisi, collaboratrice del quotidiano torinese “La Stampa”, per il quale ha pubblicato articoli nell’inserto settimanale “Tutto Scienze”, ad abbandonare la sua brillante carriera intellettuale per il grande schermo?
«Ma perché me l’ha chiesto Brass!», ha affermato la Varzi, intervistata recentemente.
Inoltre la neo attrice ha confessato di essere rimasta perplessa dalla richiesta del maestro del cinema erotico, ma di aver poi accettato di buon grado la proposta di Brass, per il quale nutre grande stima, considerandolo “un gentiluomo d’altri tempi ed un intellettuale vero”. Ma prima di scendere sul set di “Ziva, l’isola che non c’è”, Brass e Varzi stanno girando “Hotel Coubert”, primo di una serie di corti, prodotti per Sky, che dedica al maestro veneziano il ciclo “Il favoloso mondo di Tinto Brass”. Il film è un mini-melò, girato in una villa alle porte di Roma. Ma la grande prova di attrice la Varzi dovrà darla la prossima estate sul set che la attende nel Salento, location di Ziva, dove Caterina sarà l’a ssoluta protagonista femminile, in un personaggio erotico e pacifista. Quale futuro attende la bella attrice salernitana, che fino agli anni ’80 era solita trascorrere parte delle vacanze estive in città con nonni, zii e cugini? Quasi certo il ritorno alla scrivania del suo studio trasteverino, dove la attendono cause e faldoni.
Paola Primicerio

fonte   lacittadisalerno.repubblica.it





Castelsandra, ruspe su 25 villette abusive

17 01 2009

Saranno demolite le 25 villette abusive che sorgono sull’area (demanio di uso civico) circostante l’Hotel Castelsandra. Il via libera alle ruspe arriva dal Tar che ha respinto nel merito i ricorsi della società Hotel Castelsandra di Romano Leonilde & C., in liquidazione, e del compossessore Antonio Agizza. I ricorrenti avevano impugnato numerosi atti che sono preordinati alla demolizione dei manufatti ed alla riqualificazione dell’area. Il Tribunale, però, ha giudicato infondate le censure di legittimità prospettate Riprende efficacia, quindi, la gara di appalto di abbattimento delle opere edilizie abusive, aggiudicata a dicembre del 2007 all’Ati Ardea-Insalata-Manna. Nel 2003 la Regione ha assegnato al Comune di Castellabate 600.000 euro per procedere alle demolizioni. Qualche mese dopo il finanziamento, la giunta comunale, guidata dal sindaco Costabile Maurano, ha approvato il progetto esecutivo del primo lotto dei lavori. In precedenza, la Regione aveva diffidato lo stesso Comune di Castellabate, minacciando di nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia municipale. Intanto, l’Amministrazione comunale ha ribadito la volontà di conservare le opere del complesso immobiliare Castelsandra, realizzate con titoli edilizi formalmente rilasciati, e di conservarle nel patrimonio comunale ai fini del pubblico interesse. La storia – Circa quaranta anni fa una coppia di belgi decise di costruire l’albergo di prima categoria (120 posti letto) immerso nel verde collinare, dandogli il nome della giovane figlia morta. Successivamente i coniugi vendevano l’immobile alla società Hotel Castelsandra che realizzava i 25 villini abusivi. Nel 1992 il Tribunale di Napoli disponeva la confisca di tutti i beni della società per legami con il clan camorristico dei Nuovoletta. Nel 1994, però, la Cassazione assolveva con formula piena Antonio Agizza, socio al 50%, dal reato di partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso e ad agosto dello stesso anno la Corte di Appello di Napoli annullava la confisca. Il 28 novembre del 2007, giorno successivo alla presentazione dei ricorsi, un decreto monocratico del presidente del Tar sospendeva gli atti impugnati. Nell’udienza del successivo 5 dicembre le parti concordemente chiedevano il rinvio, con mantenimento degli effetti della sospensiva presidenziale. Il 14 febbraio del 2008, il collegio giudicante, in relazione alla rilevanza e complessità della vicenda, fissava la trattazione del merito della controversia all’udienza del successivo 15 maggio, concedendo nelle more la richiesta sospensiva dei provvedimenti impugnati. A circa otto mesi dalla discussione dei ricorsi, il Tribunale ha depositato il suo corposo verdetto che, come ha comunicato l’avvocato Lorenzo Lentini, difensore dei ricorrenti, sarà appellato in Consiglio di Stato. Nella causa sono intervenuti anche gli avvocati Adriano Tortora (Comune), Beatrice Dell’Isola (Regione) ed il rappresentante dell’Avvocatura distrettuale dello Stato.

fonte http://sfoglia.ilmattino.it





Incarcerato ingiustamente “Il risarcimento? Lo paghi il giudice”

15 01 2009
Il ministero ha sostenuto di non avere soldi nella risposta alla richiesta di indennizzo di un avvocato di Agropoli, che lancia una proposta provocatoria

Ha passato ingiustamente in carcere 17 giorni, di cui 11 in isolamento, nel 1994, ma Gerardo Spira non ha mai ottenuto il risarcimento che gli spetta per ingiusta detenzione. Ora il 73enne avvocato di Agropoli, assolto nel 2006, ha scritto al ministro del Tesoro Tremonti per ottenere i 34.000 euro di risarcimento stabiliti dalla sentenza del 28 marzo del 2008 dalla Corte di Appello di Salerno che ha accolto il suo ricorso: “E’ da nove mesi che aspetto di essere risarcito – spiega Spira – ma il Ministero dell’Economia e delle Finanze mi ha risposto che al momento non vi sono le risorse necessarie per l’indennizzo”.
Il legale salernitano lancia quindi una provocazione: ‘”Visto che il ministero non ha le risorse per riparare ai danni provocati dai magistrati, perché non li richiede direttamente agli autori del danno?”.

fonte http://lacittadisalerno.repubblica.it





AGROPOLI: Operazione “Doppio scacco” cinque condanne

11 01 2009

Agropoli. Condannati alcuni degli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Doppio scacco”. L’operazione, effettuata dalla guardia di finanza di Agropoli, diretta dal capitano Salvatore Perrotta, lo scorso febbraio portò all’esecuzione di 10 arresti, di cui uno in flagranza, e a 27 perquisizioni domiciliari. Venerdì gli indagati sono comparsi davanti al gip Antonella La Riccia del tribunale di Vallo della Lucania. • Coloro che avevano chiesto il rito abbreviato sono stati condannati. Avevano chiesto il rito abbreviato: Gennaro Gallo condannato a due anni di reclusione, Ciro Gallotti condannato a due anni e otto mesi, Carmine Comite condannato a sei anni, Luca Esposito condannato a 5 anni e Francesco Boccino condannato e tre anni. Aveva chiesto il rito abbreviato condizionato Angelo Comite, ma la richiesta è stata respinta. • Sono state rigettate dal gip le richieste di patteggiamento precedentemente accolte dal pm Renato Martuscelli. La prossima udienza sia per Comite che per tutti coloro che avevano chiesto il patteggiamento è stata fissata per il 26 gennaio presso il tribunale di Vallo della Lucania. Compariranno davanti il gip Luigi Ciao, Carmela Miglino, Alessandro Romano, Salvatore Gallo, Giuseppe Mastrogiovanni e Filomena Lembo. Molto probabilmente i legali di questi ultimi presenteranno istanza per il giudizio abbreviato. I patteggiamenti sono stati rifiutati in quanto il giudice La Riccia ha ritenuto le pene non congrue per la gravitá del fatto. Tra le richieste di patteggiamento anche quella di Filomena Lembo, fidanzata di Romano, assistita dall’avvocato Carmine Infante, nella cui abitazione durante le operazioni di perquisizioni i militari della guardia di finanza di Agropoli trovarono circa 800 grammi di cocaina pura per un valore di circa 200.000 euro. • Due degli indagati, giá nella fase delle indagini preliminari, avevano chiesto il patteggiamento: Pietro Lembo, condannato a 9 mesi e 15 giorni di detenzione (pena sospesa), e Salvatore Avella, condannato a un anno e 2 mesi (pena sospesa). Hanno chiesto il rito ordinario Pasquale Volpe, rinviato a giudizio comparirá davanti al gip il prossimo aprile, e Luigi Rizzo che lo scorso dicembre è stato prosciolto dalle accuse. Angela Sabetta

fonte http://ricerca.quotidianiespresso.it





Carabinieri arrestano Sindaco, Consigliere ed Avvocato del Comune di Pisciotta

9 01 2009

Dalle prime luci dell’alba, a Pisciotta (SA), i Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo della Compagnia di Vallo della Lucania hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa in data 07.01.2009 dal G.I.P. presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Dott. Nicola Marrone, su richiesta del Dott. Alfredo Greco che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di alcuni amministratori comunali del Comune di Pisciotta: il Sindaco Cesare FESTA, il Consigliere Comunale di maggioranza VENEROSO Pietro ed il commercialista MARSICANO Vittorio.

L’intensa attività investigativa esperita dai Carabinieri, tra l’altro con metodi tradizionali e senza il supporto delle intercettazioni telefoniche ha fatto emergere un vero e proprio comitato d’affari predisposto dagli indagati, con la commissione di gravi reati contro la P.A. (Concorso in concussione continuata ; Rivelazione di segreto d’ufficio; abuso d’ufficio ; Concorso in usurpazione di funzioni pubbliche; Falsità ideologica commessa da privato in atto publico finalizzata alla truffa aggravata in danno della P.A ; Istigazione alla corruzione; Truffa continuata ed aggravata in danno dello Stato ; Concorso in lottizzazione abusiva; Concorso in violenza e minaccia a P.U.) .

Infatti, sia il Sindaco che l’assessore di maggioranza Veneroso, abusando delle rispettive qualità e dei connessi poteri, con più azioni ed omissioni in esecuzione del medesimo disegno criminoso, favorivano la lottizzazione abusiva mirata alla realizzazione di quaranta villini nonché delle relative opere di urbanizzazione, nella località lacco del comune di Pisciotta.

Altro componente primeggiante del comitato d’affari è risultato essere il commercialista MARSICANO Vittorio, perché agendo materialmente usava minacce ed ingiurie nei confronti del responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Pisciotta, al fine di indurlo a compiere un atto contrario al proprio ufficio, e cioè a presentare la pratica edilizia relativa alla realizzazione del villaggio, nella riunione della Commissione Ambientale per il Territorio, nonostante che ciò fosse precluso dalle relative irregolarità.

Con lo stesso provvedimento il G.I.P., concordando con la richiesta avanzata dal Dott. Alfredo Greco della Procura di Vallo della Lucania , titolare dell’inchiesta, ha disposto il sequestro preventivo di alcuni lotti di terreno “agricolo” siti alla località Lacco del comune di Pisciotta, per una superfice totale di 60.000 mq ed un valore commerciale di euro 1.200.000 circa, idonei alla realizzazione dei villini, in totale assenza di qualsiasi titolo autorizzativo, tra l’altro in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico – ambientale ricadente nel Parco Nazionale del Cilento.

Nella stessa inchiesta risultano indagate altre 11 persone per il reato di lottizzazione abusiva, essendo gli stessi rispettivamente comproprietari dei lotti di terreno destinatari del provvedimento di sequestro preventivo, tra cui anche il Dirigente della U.O. di ostetricia dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, Dott. RONSINI Salvatore, indagato per il reato di abuso d’ufficio continuato.

Infatti è stato appurato che il RONSINI risulta proprietario di alcuni lotti di terreno nella località Lacco di Pisciotta, zona in cui doveva essere realizzato il villaggio turistico. Gli indagati colpiti dai provvedimenti restrittivi sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni per l’espiazione della misura coercitiva.

fonte www.salernonotizie.it





Domani Giornata mondiale vittime della strada, ma già 6 morti

15 11 2008

Dietro a molti incidenti la droga e l’alcol

Roma, 15 nov. (Apcom) – Si annuncia un altro fine settimana caldo sul fronte degli incidenti stradali. Mentre domani è la giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada, istituita dall’Onu, sono già numerose le vittime che si contano dalla notte appena trascorsa, vittime di incidenti o di pirati della strada. E spesso dietro agli incidenti ci sono persone che si sono messe alla guida di auto o moto dopo aver bevuto o assunto droghe.

L’episodio più grave è avvenuto a Andria, in Puglia, dove una bambina di due anni è morta e altre sette persone sono rimaste ferite, cinque in modo grave, in un incidente stradale avvenuto sulla strada provinciale 231, all’altezza dello svincolo per la frazione di Montegrosso. Quattro i veicoli coinvolti, tra cui una Bmw che proveniva da Canosa e che potrebbe essere stata all’origine dell’incidente. La bambina di appena due anni che è morta nel sinsitro viaggiava insieme alla sua famiglia su una Volkswagen Golf. Tra i feriti più gravi ci sono sono altri due bambini, fratelli della vittima e gemelli.

Un altro incidente mortale, la scorsa notte si è verificato vicino Napoli. Un auto ha investito e ucciso un ciclista, un trentenne di origine africana, a Giugliano, in provincia di Napoli. Alla guida c’era un 33enne avvocato, residente a Aversa, che è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio colposo e di guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti. Ivo Ugo, questa l’identità dell’uomo, ieri sera, mentre era alla guida di una Renault twingo in c non si e’ accorto di una persona che percorreva la strada in sella ad una bicicletta e l’ha travolta. Nel sangue dell’avvocato-investitore è stato riscontrato un tasso alcolemico di 2,5 g/l, cinque volte superiore al limite legale, e la positività alla cocaina. Arrestato è stato portato nel carcere di Poggioreale.

Sempre a Napoli, una donna di 36 anni, Francesca Maio, di Bagnoli (Napoli), è stata arrestata dai carabinieri dopo aver investito e ferito due persone, una 39enne e il figlio di 14, mentre era alla guida della sua auto, una Ford focus, sotto l’effetto di alcool. La donna è accusata di lesioni personali, omissione di soccorso e guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche. L’incidente è avvenuto ieri sera nei pressi di corso Umberto. Dopo l’impatto l’investitrice si è data alla fuga invece di prestare soccorso alle vittime, giudicate guaribili in 3 e 5 giorni. Nell’auto i carabinieri hanno trovato una bustina con mariujana, due bottiglie di birra vuote, mentre la donna aveva in mano una terza bottiglia, anch’essa vuota.

A L’Aquila un imprenditore edile che camminava per strada sotto Porta Rivera è stato travolto e ucciso questa notte intorno alle tre e mezza da una Mercedes. Alla guida dell’auto un impiegato di 34 anni che ha chiamato i soccorsi: ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Sottoposto ai test l’impiegato aveva nel sangue un tasso alcolico tre volte quello legale.

Intorno alle due di notte, in un incidente stradale ad Avigliana, in provincia di Torino è morta una ragazza di 19 anni: tornava dalla festa di compleanno del fratello, che era con lei nell’auto, guidata da un amico che è sbandata e si è schiantata contro un palo.

Intorno alle 4 a Livorno, sulla via Aurelia vecchia due giovani a bordo di uno scooter si sono schiantati contro un cancello di metallo e sono morti.

A Genova un motociclista è grave, in prognosi riservata, dopo lo scontro con un’auto ieri sera: l’uomo era a bordo di uno scooter e aveva con sè la figlia di 12 anni ma guidava in stato di ebrezza e secondo i test aveva assunto cocaina e cannabinoidi, ed è stato denunciato a piede libero dai carabinieri del nucleo radiomobile. La figlia è stata giudicata guaribile in 12 giorni e dimessa.

Vicino Roma un rumeno di 39 anni, con lunga lista di precedenti penali – tentato omicidio, guida in stato di ebbrezza, omissione di Soccorso, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali – ieri sera è stato arrestato dai carabinieri dopo aver investito una donna che stava attraversando la strada: non solo non l’ha soccorsa, ma dalla ricostruzione è emerso che l’uomo ha cercato di investirla una seconda volta. L’episodio è avvenuto ieri alle 18 a Colle Farinaccio, nella periferia di S.Cesareo. Fatti i test, il romeno è risultato in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze alcooliche.

In provincia di Brindisi due persone sono state denunciate per aver assunto droga, guidato e causato incidenti, per fortuna non gravi: nel rione Commenda un 36 anni è andato a sbattere con l’auto contro una centralina Telecom, è risultato positivo a oppiacei e cocaina, e con un tasso alcolemico superiore ai limiti legali; un 25enne alla guida della sua auto si è scontrato con un’altra vettura guidataa da una ragazza e in ospedale è risultato positivo alla cocaina.

Infine, senza conseguente, ma inquietante, l’episodio denunciato dai carabinieri a Pietragalla, in provincia di Potenza: un uomo di 55 anni è stato sorpreso mentre guidava in stato di ebbrezza uno scuolabus che stava andando a prendere gli alunnni al suono della campanella. Ritirata la patente.

Domani è la giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada, istituita dall’Onu, e manifestazioni in tutta Italia sono ste organizzate dall’ L’Aifvs, Associazione italiana familiari vittime della strada. Saranno accese le luci in molte piazze e monumenti dei comuni italiani da Cremona, a Messina, dal Campidoglio a Roma dove sarà illuminata la statua di Marco Aurelio a palazzo San Giacomo a Napoli, ma anche piccoli comuni accenderanno luci o fiaccole. E molte altre sono le iniziative “perchè la strage non sia sottovalutata”, da cortei, sfilate, messe di suffragio, stand e gazebo, lettura dei nomi delle vittime.

fonte http://notizie.alice.it/notizie/cronaca





Rutino: ristoratore picchiato da sacerdote e due suore, s’indaga

3 11 2008

Sarebbe stato aggredito da un sacerdote e due suore un 49enne ristoratore di Rutino, piccolo centro del Cilento. All’origine della lite, sarebbe stata la volontà, da parte del ristoratore, di regolarizzare il contratto di fitto del locale. Secondo la versione dei fatti fornita dall’uomo ai carabinieri della locale stazione diretta dal maresciallo Antonio Tata, infatti, l’ aggressione si sarebbe svolta nel locale presso il quale il ristoratore si era precipitato dopo aver saputo che i tre religiosi stavano scagliando all’esterno della sala i tavolini, le sedie e le attrezzature del ristorante.

Del tutto differente la versione fornita dal legale dei religiosi, l’avvocato Gaetano Di Vietri. “I religiosi hanno provveduto a denunciare il fatto subito dopo l’accaduto. Quel locale era stato occupato abusivamente.

Quanto alla presunta aggressione, dico solo che le due suore raggiungono insieme i 160 anni. Per il resto, sarà la magistratura a chiarire come sono andati effettivamente i fatti”.
Fonte www.salernonotizie.it








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