Ospedale di Agropoli

• Agropoli. L’ospedale di Agropoli fuori dalla rete dell’emergenza: il Comune impugna innanzi al Tar, sezione di Salerno, il piano aziendale dell’Asl Sa3. A renderlo noto il sindaco Franco Alfieri che lancia un appello a tutti i sindaci affinché sostengano la stessa iniziativa. La decisione di impugnare il piano aziendale è stata formalizzata con una apposita delibera comunale. Il Comune ha impugnato il “Piano aziendale di riorganizzazione dei presidi ospedalieri”. «Si tratta – afferma Alfieri – di un provvedimento con il quale l’amministrazione comunale ha inteso attivare un’iniziativa forte e decisa a difesa dell’ospedale civile di Agropoli. Il piano approvato dall’Asl Sa 3, recependo la legge regionale, elimina di fatto il pronto soccorso ed i reparti di urgenza del presidio di Agropoli, e non garantisce e tutela l’assistenza al territorio avendo eliminato dalla rete di emergenza l’ospedale civile. Abbiamo deciso, quindi, – conclude il sindaco – di impugnare la delibera dell’Asl Sa 3 con la quale si approva il piano aziendale. Chiederemo, inoltre, anche agli altri sindaci rientranti nel distretto sanitario 108 di adottare ad adiuvantum un provvedimento di impugnazione». Provvedimenti che «saranno condivisi anche dagli altri Comuni cilentani», scrive in una nota l’amministrazione agropolese.

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Agropoli e Sanità OSPEDALE ED ANZIANI

Quando sono venuto ad Agropoli, proveniente da Castellammare di Stabia, in
provincia di Napoli, nel lontano 1951 – come oramai sanno tutti i miei
lettori anche non assidui, avevo dieci anni. Da questo  si evince che,
essendo nato agli inizi del 1941, ho quasi sessantotto anni. Sono anziano,
sono socio del Centro Sociale per anziani di Agropoli, sono anche
consigliere nel direttivo e sono anche delegato alle manifestazioni d’arte e
cultura del sodalizio cittadino riservato alle persone della terza età.
Anziani, nonni, vecchi, ex giovani, pensionati, quelli della terza età.
Insomma chiamateli come cavolo volete voi. Ma ricordatevi che, anche oltre
duemila anni fa, questa categoria sociale di over 65, costituiva il
consiglio degli anziani, il consiglio dei senatori. Di poi trasformato in
senato. Nell’ultimo libro presentato nell’aula consiliare del comune di
Agropoli, alla presenza delle principali autorità cittadine e di oltre cento
persone convenute non solo dalla città ma anche da molti altri comuni del
Cilento ( un pubblico qualificato, insomma, come si dice oggi), scritto
assieme all’amico Antonio Infante, dall’impegnativo quanto lungimirante
titolo “LA NUOVA RIVOLTA DEL CILENTO”, edito dalla Libera Università di
Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus, e stampato col contributo del Comune
di Agropoli, mi è scappato di dire che la nuova rivolta del Cilento deve
incominciare proprio dalla difesa del nostro diritto alla salute. E quindi,
la salvaguardia del Presidio Ospedaliero della città capoluogo del Cilento,
è il punto di partenza per la nuova rivolta. Senza usare armi convenzionali,
si capisce chiaramente. Ma usando la penna come moschetto, la macchina per
scrivere come carro armato ed il computer come lanciamissili programmati.
Una guerra tecnologica, ma una tecnologia pacifica, ma comunque che può
sconfiggere il nemico arroccato su ideali di speculazione politica ridotta
ad un miserabile e squallido prostribolo, dove gli interessi di partito, di
parte, o clientelari offendono la dignità del cittadino dello stato
democratico. Sia che operi come cittadino politico attivo, sia che operi
come cittadino passivo. Si tratta spesso di un campo molto vasto dove il
cittadino onesto, ingenuo e meno preparato, si perde. Ed allora cosa fare?
Per prima cosa risvegliare gli animi e le coscienze libere. Secondo
prospettare le situazioni – quasi sempre scabrose – o spesso velate da
misteri politici o politicizzati. In parole povere, quando in un paese si
vuole eliminare un ospedale che funziona a pieno ritmo, mentre si salva uno
dove la salute è un optional, che è scarsamente frequentato, ma manca di
strutture efficienti, anche quando ci stanno, che serve solo come serbatoio
di voti, di clientela politica o di elargizioni di stipendi per luminari ivi
disoccupati ma altrove fortemente efficienti, la domanda sorge spontanea: ma
cosa ci sta sotto??? Io sono un fruitore delle strutture ospedaliere e sono
stato ospite per ben due volte in quel di Agropoli ed ho trovato efficienza,
pulizia, comprensione,  professionalità, macchinari all’avanguardia,
sveltezza negli esami, sincronia tra i vari reparti, voglia degli operatori
di operare per l’efficienza della struttura, per il recupero del degente e
non solo per lo stipendio come avviene in molte altre strutture.  L’ospedale
di Agropoli non s’ha da chiudere: né oggi, né mai. Per usare una frase
manzoniana. Chi lo vuole chiudere vada all’inferno: in questa ed in
quell’altra vita.  Ci sono tante strutture che dovrebbero chiudere nel sud
dell’Italia e nessuno le chiude. L’ospedale non è una sala giochi, e nemmeno
un parco divertimenti, e nemmeno una casa di tolleranza  ( per antica nomea
di case chiuse e che quindi non si potrebbero chiudere…), e nemmeno una sala
per “bingo” e nemmeno una sala di un club privé per lo scambio di coppie.
L’ospedale può servire per i giovani, ma serve innanzitutto per gli anziani,
che sovente sono una vera e propria enciclopedia medica. Ed io che tengo
quasi settanta anni, ho girato molti reparti di cardiologia, di
cardiochirurgia, di pronto soccorso, di urologia, di radiologia, di analisi.
Mi manca solo quello di ginecologia…Scherzi a parte, a chiunque tenti di
chiudere l’ospedale di Agropoli, o qualsiasi ospedale efficiente nel mondo,
solo per biechi motivi di interesse politico o comunque personali, auguro
una lunga degenza.  Buona degenza a tutti i disonesti di questo mondo. In
ospedale a spese delle ASL!!!

Cineteatro, accuse del vescovo in diretta tv

ORESTE MOTTOLA «Beati loro che hanno tanti soldi e se li possono godere», dice il vescovo di Vallo della Lucania in diretta tv. “Loro” sono gli abitanti di Agropoli e soprattutto il loro primo cittadino, Franco Alfieri. L’assessore provinciale ai lavori pubblici va sotto attacco perché il giorno dell’Epifania assistendo ad un affollato concerto di musica classica, presso la scuola media “Rossi Vairo”, annuncia che così non si può andare avanti che le attività teatrali, musicali e cinematografiche del suo paese, hanno diritto ad una sede degna. «Sarà presso l’ex Fornace, tanto più che abbiamo già in cassa il finanziamento da un milione e mezzo d’euro», aggiunge. Monsignor Giuseppe Rocco Favale, il vescovo con “competenza” su quasi tutto il Cilento, compresa Agropoli, questa volta non fa mostra di moderazione. «Ho saputo – ha affermato il Vescovo – che anche ad Agropoli è stato progettato un grosso teatro e una grossa palestra. Però mi domando se sono scelte oculate, tenendo presente che hanno costruito a Torchiara un palazzetto dello sport, anzi un palazzone dello sport, con 1500 posti per un paese di 700 persone, e che a 5 chilometri di distanza, ad Agropoli, ne costruiranno un altro. Non è uno spreco di denaro pubblico?». Il tempismo del vescovo sceso subito in campo a rintuzzare l’annunciata costruzione del cineteatro di Agropoli ha sorpreso un po’ tutti. Va detto che ad appena 30 km, collegati da una strada a scorrimento veloce, a Vallo della Lucania sorge “La Provvidenza”, di proprietà proprio della Diocesi, ed ha 700 posti. Ha aumentato il clamore il fatto che Favale abbia parlato ancor prima che la stessa opposizione agropolese ad Alfieri facesse sentire qualche rilevo critico. La replica di Franco Alfieri non si è fatta attendere: «Non voglio fare polemiche e rispetto molto il Vescovo. Assicurare ad una città di 21 mila abitanti, con una popolazione che con i paesi limitrofi arriva a 70 mila persone, strutture come un cineteatro e un palazzetto dello sport non rappresenta uno spreco di denaro pubblico, ma la realizzazione d’opere essenziali per il miglioramento della qualità della vita. Due strutture, infatti, orientate alla crescita sociale e culturale della città e del comprensorio, nelle quali permettere a tanti giovani e non solo di avere adeguati e moderni spazi d’aggregazione». Meno cauta e decisamente stizzosa la risposta di Franco Scognamiglio, assessore alla cultura ed esponente dell’Idv di Di Pietro: «La chiesa, fonte di saggezza e di virtù, deve coltivare il bene “dell’anima”, quale entità astratta e spirituale, non intesa quale “anima” del commercio e del vile denaro. Il vescovo Favale pensa all’attività commerciale del cineteatro Provvidenza -realizzato con denaro pubblico- e teme, come alcuni politici locali – che Agropoli possa diventare anche centro di riferimento culturale. Pensasse più ad avvicinare l’uomo a Dio, svolgendo il ruolo che gli è stato conferito dall’umana specie più che continuare a fare politica ai danni della specie umana”. «Scognamiglio dice questo? Mi sembra preda di lapsus freudiani. Non abbiamo detto ancora una parola sull’argomento – dice l’ex sindaco Antonio Domini – nelle prossime settimane chiederemo come si fa ad appaltare un lavoro su di un’area privata senza aver interpellato i proprietari. Ed il milione e mezzo di euro da spendere – ribadisce – l’ho ottenuto io con la mia amministrazione». Scartata l’ipotesi di un collegamento fra questa vicenda ed il pubblico fiancheggiamento del vescovo della battaglia portata avanti da Antonio Valiante per mantenere un’Asl autonoma per il Cilento, ipotesi avversata da Alfieri, ad Agropoli si propende per una lettura tutta locale della contesa. Tanto che sono annunciate ulteriori prese di posizione, soprattutto dai commercianti e dalle associazioni culturali. L’attenzione è sulla questione della costruzione dell’oratorio, pubblicamente promesso da Alfieri al vescovo Favale. Il progetto non è stato ancora appaltato per via di difficoltà burocratiche. Vuoi vedere che monsignor Favale è arrabbiato per questo?

fonte http://sfoglia.ilmattino.it

«Il vescovo difende i suoi interessi»

Agropoli. Continuano a far discutere le dichiarazioni del vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Giuseppe Rocco Favale, che ha giudicato la costruzione del cineteatro ad Agropoli «un inutile sperpero di denaro pubblico», considerandolo «una fotocopia del teatro la Provvidenza». Struttura di proprietá della Curia. Ad alzare la voce, accusando Favale di «pretendere il controllo del monopolio dello spettacolo», è Michele Murino, direttore artistico della kermesse “Velia teatro”, manifestazione che si svolge nell’area archeologica di Velia. Il cineteatro di Agropoli avrá la disponibilitá di una platea con 500 posti a sedere. • La buca per l’orchestra ed impianti ultra moderni. «Le dichiarazioni del vescovo Favale costituiscono un’indebita interferenza nelle legittime scelte politiche dell’amministrazione di Agropoli» tuona Murino che si sofferma sul ruolo della chiesa. «Non mi pare rientrino nei compiti della chiesa cattolica pubbliche critiche su argomenti che non attengono alla morale, alla religione, ai grandi problemi etici, alle questioni sociali». Murino rincara la dose e aggiunge: «L’intervento del presule vallese appare tanto più improprio in quanto proviene da un soggetto che da dieci anni, nella qualitá di ordinario diocesano pro-tempore ed amministratore di una sala di culto adibita a cine-teatro, tende a conservare intatto il controllo monopolistico del mercato cilentano dello spettacolo. La realizzazione del cine-teatro di Agropoli andrá a liberalizzare il mercato a favore dell’utenza, contribuendo a migliorare la qualitá del prodotto». • Il direttore artistico controbatte anche all’affermazione sullo sperpero di denaro pubblico. • «Occorre sottolineare che monsignore Favale avrebbe in animo di realizzare su un suolo comunale – evidenzia Murino – giá destinato a parcheggio, una seconda cattedrale (questa sì nel deserto), del tutto inutile se si considera che nel comune di Vallo della Lucania con meno di 10mila abitanti, esistono ben quindici luoghi di culto». • Luoghi di culto di cui Murino fornisce un dettagliato elenco: cappella di S. Biagio, cappella di S. Nicola, chiesa della Madonna delle Grazie, cattedrale di S. Pantaleone, chiesa del Seminario, tre cappelle presso lo stesso seminario (Vallo della Lucania capoluogo); chiesa di S.Antonio, chiesa di Santa Veneranda, cappella dell’Immacolata, cappella del Salvatore, cappella di Santa Caterina (frazione Ancellara); chiesa di S. Cataldo ( frazione Pattano); chiesa della Madonna della Vittoria ( frazione Massa). • «E’ superfluo ricordare che l’opera progettata dal presule – conclude Murino – verrebbe realizzata, come edilizia di culto, con pubblico danaro proveniente dal gettito dell’8 per mille». Angela Sabetta

fonte http://sfoglia.ilmattino.it

OSPEDALE DI AGROPOLI

PAOLA DESIDERIO Agropoli. L’arrivo dell’anno nuovo, i mesi trascorsi dall’approvazione del Piano Sanitario Regionale e l’assenza di risposte, non hanno spinto alla rassegnazione i cittadini di Agropoli. In tanti sono ancora sul piede di guerra per l’ospedale e ancora attendono che qualcosa cambi, che il nosocomio cittadino rientri nella rete dell’emergenza dopo l’esclusione decisa con l’approvazione del Piano Sanitario Regionale. Primo fra tutti il presidente del Consiglio comunale Agostino Abate. «Non abbiamo alcuna intenzione di far cadere nel vuoto la motivata richiesta di impugnazione costituzionale della legge regionale della Campania – spiega Abate – che praticamente ha soppresso il pronto soccorso attivo di Agropoli, già ritualmente trasmessa al Presidente Berlusconi fin dal 13 dicembre 2008». Abate è stato il promotore di una sottoscrizione che ha raccolto ben 5000 firme, con cui si richiedeva l’impugnazione costituzionale della legge regionale 16 del 28 novembre 2008 che approva il Piano di Ristrutturazione e riqualificazione della rete ospedaliera regionale in quanto «è una cosiddetta “legge provvedimento” che ha penalizzato, senza alcuna valutazione di elementi concreti, l’ospedale di Agropoli». Quindi Abate punta il dito contro i politici: «Se entro i sessanta giorni dalla promulgazione della Legge Regionale il Presidente Berlusconi non rimane positivamente interessato dalla richiesta, allora vuol significare soltanto che i politici che oggi sono al Governo della nazione (ed i loro stretti referenti territoriali) hanno ritenuto che la legge approvata dal consiglio regionale della Campania è giusta e rispetta la Costituzione e anche i principi che normalmente presiedono l’attività amministrativa». Non risparmia, Abate, l’ennesima frecciata al vice presidente della Regione, Antonio Valiante: «La legge è giusta e rispetta i principi costituzionali ed amministrativi ed anche gli interessi politici; infatti il solito politico regionale che sorpassa Agropoli e va oltre l’Alento ha avuto, ancora una volta, una sua “affettuosa” visione del territorio e dei suoi elettori e sta ancora tentando di strafare; cerca addirittura la seconda Asl provinciale. I cinquemila cittadini che hanno sottoscritto la richiesta, attendono una risposta precisa e concisa, non vogliono la solita ed inutile risposta politica. Il silenzio continuo degli organi politici sulle esigenze territoriali del comprensorio Sele-Alento non permetterà mai uno sviluppo socio-economico di questa nostra realtà».

fonte http://sfoglia.ilmattino.it

Agropoli e Sanità OSPEDALE ED ANZIANI

Quando sono venuto ad Agropoli, proveniente da Castellammare di Stabia, in
provincia di Napoli, nel lontano 1951 – come oramai sanno tutti i miei
lettori anche non assidui, avevo dieci anni. Da questo  si evince che,
essendo nato agli inizi del 1941, ho quasi sessantotto anni. Sono anziano,
sono socio del Centro Sociale per anziani di Agropoli, sono anche
consigliere nel direttivo e sono anche delegato alle manifestazioni d’arte e
cultura del sodalizio cittadino riservato alle persone della terza età.
Anziani, nonni, vecchi, ex giovani, pensionati, quelli della terza età.
Insomma chiamateli come cavolo volete voi. Ma ricordatevi che, anche oltre
duemila anni fa, questa categoria sociale di over 65, costituiva il
consiglio degli anziani, il consiglio dei senatori. Di poi trasformato in
senato. Nell’ultimo libro presentato nell’aula consiliare del comune di
Agropoli, alla presenza delle principali autorità cittadine e di oltre cento
persone convenute non solo dalla città ma anche da molti altri comuni del
Cilento ( un pubblico qualificato, insomma, come si dice oggi), scritto
assieme all’amico Antonio Infante, dall’impegnativo quanto lungimirante
titolo “LA NUOVA RIVOLTA DEL CILENTO”, edito dalla Libera Università di
Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus, e stampato col contributo del Comune
di Agropoli, mi è scappato di dire che la nuova rivolta del Cilento deve
incominciare proprio dalla difesa del nostro diritto alla salute. E quindi,
la salvaguardia del Presidio Ospedaliero della città capoluogo del Cilento,
è il punto di partenza per la nuova rivolta. Senza usare armi convenzionali,
si capisce chiaramente. Ma usando la penna come moschetto, la macchina per
scrivere come carro armato ed il computer come lanciamissili programmati.
Una guerra tecnologica, ma una tecnologia pacifica, ma comunque che può
sconfiggere il nemico arroccato su ideali di speculazione politica ridotta
ad un miserabile e squallido prostribolo, dove gli interessi di partito, di
parte, o clientelari offendono la dignità del cittadino dello stato
democratico. Sia che operi come cittadino politico attivo, sia che operi
come cittadino passivo. Si tratta spesso di un campo molto vasto dove il
cittadino onesto, ingenuo e meno preparato, si perde. Ed allora cosa fare?
Per prima cosa risvegliare gli animi e le coscienze libere. Secondo
prospettare le situazioni – quasi sempre scabrose – o spesso velate da
misteri politici o politicizzati. In parole povere, quando in un paese si
vuole eliminare un ospedale che funziona a pieno ritmo, mentre si salva uno
dove la salute è un optional, che è scarsamente frequentato, ma manca di
strutture efficienti, anche quando ci stanno, che serve solo come serbatoio
di voti, di clientela politica o di elargizioni di stipendi per luminari ivi
disoccupati ma altrove fortemente efficienti, la domanda sorge spontanea: ma
cosa ci sta sotto??? Io sono un fruitore delle strutture ospedaliere e sono
stato ospite per ben due volte in quel di Agropoli ed ho trovato efficienza,
pulizia, comprensione,  professionalità, macchinari all’avanguardia,
sveltezza negli esami, sincronia tra i vari reparti, voglia degli operatori
di operare per l’efficienza della struttura, per il recupero del degente e
non solo per lo stipendio come avviene in molte altre strutture.  L’ospedale
di Agropoli non s’ha da chiudere: né oggi, né mai. Per usare una frase
manzoniana. Chi lo vuole chiudere vada all’inferno: in questa ed in
quell’altra vita.  Ci sono tante strutture che dovrebbero chiudere nel sud
dell’Italia e nessuno le chiude. L’ospedale non è una sala giochi, e nemmeno
un parco divertimenti, e nemmeno una casa di tolleranza  ( per antica nomea
di case chiuse e che quindi non si potrebbero chiudere…), e nemmeno una sala
per “bingo” e nemmeno una sala di un club privé per lo scambio di coppie.
L’ospedale può servire per i giovani, ma serve innanzitutto per gli anziani,
che sovente sono una vera e propria enciclopedia medica. Ed io che tengo
quasi settanta anni, ho girato molti reparti di cardiologia, di
cardiochirurgia, di pronto soccorso, di urologia, di radiologia, di analisi.
Mi manca solo quello di ginecologia…Scherzi a parte, a chiunque tenti di
chiudere l’ospedale di Agropoli, o qualsiasi ospedale efficiente nel mondo,
solo per biechi motivi di interesse politico o comunque personali, auguro
una lunga degenza.  Buona degenza a tutti i disonesti di questo mondo. In
ospedale a spese delle ASL!!!
Catello Nastro

Lo scontro sulla Sanità: «Asl unica, Valiante dimettiti»

Lo scontro sulla Sanità: «Asl unica, Valiante dimettiti»
I consiglieri regionali del Pd: il vicepresidente non rappresenta né il territorio né la Giunta
Gianfranco Valiante e Carpinelli «Lui aveva votato il primo piano che penalizzava gli ospedali di Sapri, Agropoli e Oliveto»

«Il presidente Bassolino e l’assessore Montemarano, i consiglieri di maggioranza e i consiglieri regionali salernitani: tutti hanno approvato l’idea dell’Asl unica a Salerno. È Antonio Valiante che rappresenta solo se stesso». Gianfranco Valiante e Ugo Carpinelli replicano al vicepresidente della Regione che venerdì scorso ha ribadito le critiche ai rappresentanti salernitani in Regione. L’ex assessore di Salerno va anche più a fondo: «Valiante non rappresenta il territorio, non si è mai confrontato con noi consiglieri, non è stato votato, ha contribuito a creare il debito nella sanità gestendo da nove anni la sanità: è ora che si dimetta». La polemica diventa sempre più dura in casa del Pd e del centrosinistra sulla questione dell’Asl unica. «Sono una persona rispettosa dell’anagrafe e dell’opinione altrui – spiega Gianfranco Valiante – Ma l’assessore Antonio Valiante non perde occasione per inviare contumelie e offese contro chi non la pensa come lui. A questo punto, ed è tutta l’opinione dei nostri colleghi consiglieri regionali, si pone un problema politico. La scelta dell’Asl unica a Salerno è stata ponderata e discussa con Bassolino e Montemarano, adottata dal consiglio regionale, approvata dalla segreteria regionale del Pd, tutti i consiglieri di maggioranza la hanno votata contro il parere dell’assessore Valiante. Avrebbe dovuto dimettersi». Gianfranco Valiante si dice sorpreso ad ascoltare il vicepresidente dire che è disposto a perdonare: «Ma cosa? Un’opinione diversa dalla sua? È lui che dovrebbe chiedere perdono alla Regione perché la sanità è suo appannaggio da nove anni, ha operato ogni scelta nella sanità a Salerno insieme alla sua guida dell’onorevole De Mita che poi ha miseramente tradito. Dovrebbe non chiedere perdono ma andare via. Sta strumentalizzando i sindaci che sono o comperati, o minacciati o, in gran parte, disinformati perché Asl unica non significa togliere i servizi amministrativi dal territorio, ma solo accorpare le funzioni dirigenziali. E Valiante aveva votato il piano definendolo blindato con cui si affossava l’emergenza a Sapri, Roccadaspide, Agropoli». «La conferenza dei capigruppo del centrosinistra, il presidente della commissione Sanità Giusto e Montemarano hanno accolto la proposta dell’Asl unica perché positiva e razionale ed evitava guerre tra Agro e Sud della provincia sulla localizzazione della seconda Asl. Noi abbiamo tentato di razionalizzare, econominazzare e premiare quei territori penalizzati dalla prima delibera della Giunta votata da Valiante che castigava Sapri, Oliveto Citra, Agropoli e Roccadaspide. Abbiamo dato un futuro a queste strutture ma abbiamo dovuto inevitabilmente tagliare. Il debito della Sanità di 8 miliardi di debiti non li abbiamo fatto né io, né Gianfranco Valiante né Pica». f.s.

fonte www.valloweb.com

Campania: Consiglio approva piano di riordino del Ssr

Via libera del Consiglio regionale della Campania al Ddl sulla riqualificazione del Ssr che contiene anche il piano di ristrutturazione della rete ospedaliera. ll provvedimento è stato licenziato stamattina dopo una lunga seduta cominciata nella giornata di ieri e rappresenta una tappa cruciale nel percorso di risanamento della Campania. Che due settimane fa ha ricevuto la lettera di diffida firmata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Il documento, che secondo le indicazioni del tavolo ministeriale avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 novembre, riduce innanzitutto il numero delle Asl da tredici a sette: una Asl rispettivamente per Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, tre Asl per Napoli (Napoli 1, Napoli 2, Napoli 3). Sull’Asl di Salerno si è registrato poi un imprevisto fuoriprogramma perché il Consiglio ha bocciato l’emendamento presentato da Mpa-Psi che chiedeva la costituzione dell’Asl Salerno 2 per il territorio di Agropoli, Battipaglia, Eboli, Olivero Citra, Polla Sant’Arsenio, Rossadaspide, Sapri e Vallo della Lucania.

Il disegno di legge razionalizza inoltre gli ambiti territoriali, stabilendo che ciascuno distretto deve di norma coincidere con ogni ambito con una popolazione non inferiore a 50 mila abitanti e non superiore a 120 mila abitanti. Sì dell’assemblea poi a un emendamento presentato da Alleanza nazionale all’articolo 3 che stabilisce l’obbligo per la Giunta, entro 90 giorni dalla approvazione della legge, di proporre al Consiglio l’approvazione di un inventario completo del patrimonio immobiliare della Asl. Via libera inoltre a un altro emendamento che pone un altolà al rinnovo delle consulenze e stabilisce che, in previsione delle loro scadenze, l’Asl ricorra all’assessorato per verificare la presenza delle figure professionali richieste tra il personale interno.

Il provvedimento stabilisce poi l’obbligo per le Asl e le Ao di bandire concorsi riservati per i lavoratori in servizio in modo continuativo da almeno tre anni presso strutture sanitarie private provvisoriamente accreditate, licenziati e posti in mobilità a seguito di revoca dell’accreditamento. E affida alle Asl le competenze relative all’accreditamento dei soggetti interessati.

Sul fronte della riorganizzazione dei posti letto, il Ddl sancisce la riduzione dei 685 pl, lo spostamento di 1000 posti letto per acuti in Rsa e la trasformazione di 900 posti letto di acuti in posti letto di riabilitazione e lungodegenza. Il documento riorganizza inoltre la rete ospedaliera su tre livelli: gli ospedali di primo livello assicureranno il primo soccorso e una diagnostica di base, oltre a prestazioni in elezione programmata; le strutture di secondo livello erogheranno prestazioni caratterizzate da una maggiore intensità di cura rispetto a quelle di primo livello; i presìdi del terzo livello assicureranno le funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza tra cui cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale. Fonte: Federfarma-Sole24ore

fonte www.cybermed.it

Sanità, il sindaco Alfieri favorevole all’Asl unica

«Con l’uscita dell’ospedale dalla rete di emergenza il nostro territorio è stato mortificato. Ma la battaglia è appena iniziata»

«Siamo favorevoli all’Asl unica in provincia di Salerno. In questo modo abbiamo reciso in maniera definitiva una dipendenza che a noi non ha fatto mai bene. Continueremo la battaglia per far affermare la dignità di questo territorio». Sono le parole del sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, che è intervenuto in merito al piano ospedaliero regionale nel corso del Consiglio comunale che si è tenuto domenica 30 novembre.

«Noi non riteniamo sia un caso che Agropoli esca dalla rete dell’emergenza, ma è un fatto scientifico perché questa città dal punto di vista della dinamicità, della popolazione e della struttura può mettere a repentaglio entità molto più piccole – ha affermato il Sindaco Franco Alfieri – Perciò siamo stati favorevoli ad una Asl unica nella provincia di Salerno, così Agropoli non subirà decisioni soggettive che non mettano in repentaglio realtà molto più piccole della nostra. Ad Agropoli era stato destinato un PSA, ma negli ultimi 4 anni c’è stato un indebolimento della struttura perché il nostro ospedale non doveva crescere. E quando un ospedale periferico riesce ad avere accessi superiori ad un ospedale definito di terzo livello allora significa che le decisioni non sono prese con serietà».

«Oggi questo territorio è stato mortificato, ma la battaglia è appena iniziata – ha aggiunto – Aspettiamo per martedì un chiarimento dalla Regione Campania, poiché Agropoli resta comunque nell’area dell’emergenza. Purtroppo quest’area è temuta dal punto di vista politico perché può condizionare incarichi, elezioni, l’assetto in provincia e anche parlamentare. Probabilmente nelle decisioni assunte c’è un pò di responsabilità anche del sottoscritto, perchè se togliesse il disturbo e andasse in un altro partito non ci sarebbe un accanimento contro questo territorio. Ma noi non siamo per le ritorsioni. Continueremo questa battaglia per far affermare la dignità di questo territorio. In provincia quest’area è rispettata, in regione invece non ha uno scudo sufficiente e abbiamo subito un’ingiustizia. Questo territorio deve riuscire ad avere una rappresentanza adeguata a tutti i livelli. Alcuni dicono che dovremmo andarcene via dal Partito Democratico. Noi non andremo via, noi combatteremo all’interno del partito perché non vogliamo privilegi o piaceri personali».

«Abbiamo chiesto di rimanere nella rete dell’emergenza, andremo avanti in questa direzione – spiega ancora il Sindaco Franco Alfieri – Se questo declassamento salvasse la Regione Campania, saremmo i primi ad ammetterlo, ma questo non è, anzi siamo in presenza di un atto scellerato che potrà essere però rimesso in discussione attraverso la scelta della Asl unica. Noi vogliamo i nostri diritti perché l’Asl o è a Salerno o a Vallo non cambia niente, probabilmente essendo più lontana molti cittadini subiranno meno ingiustizie. Vogliamo una sanità per tutti. L’allontanamento del centro del potere potrà solo giovare ad Agropoli perché una decisione presa a Salerno non guarderà al fatto che Agropoli può superare un altro ospedale che incide su una popolazione che è di un terzo rispetto alla nostra. Noi vogliamo il consenso per il processo di sviluppo che sappiamo innescare. Altri costruiscono il consenso sullo stato di bisogno. Questo territorio sta camminando, questa è una battuta d’arresto che non ci voleva, ma non ci dobbiamo rassegnare. Hanno tentato e tenteranno in altri modi di non farci crescere, ma la crescita è nelle cose, è nel nostro lavoro, nella nostra passione, nella capacità di risolvere i problemi, di creare fiducia nella politica. A me dispiace il fatto che si possa ritornare a un vecchio retaggio di questo territorio che non siamo in grado di valere nulla. Non è così, dalla nostra parte c’è ancora un lavoro che dobbiamo mettere in campo. Poi i consiglieri regionali se non ripristineranno un giusto equilibro delle strutture dell’emergenza sul territorio, non avranno contro l’arma del ricatto, ma il popolo ed il voto».

fonte www.paestum.it

Asl Salerno 3, bilancio risanato in anticipo sui tempi previsti


Asl Salerno 3, bilancio risanato in anticipo sui tempi previsti
In arrivo per Agropoli il finanziamento regionale
Con una nota pervenuta questa mattina al direttore generale della ASL SA/3, dottor Donato Saracino, l’assessorato regionale alla Sanità ha riconosciuto la validità dei conti della Asl SA/3 relativamente al III trimestre 2008. L’andamento gestionale della ASL era stato illustrato ai tecnici dell’assessorato dal direttore generale lo scorso 29 ottobre.
Il dato di maggior rilievo che emerge dalla nota riguarda il riconoscimento delle somme necessarie per il funzionamento dell’ospedale di Agropoli per il quale fino ad ora non era intervenuto alcun
finanziamento regionale e per il quale quest’anno, in base a quanto previsto dal bilancio previsionale presentato dal direttore Saracino, perverranno 18 milioni e mezzo di euro.
Pertanto, l’obiettivo assegnato alla ASL per l’anno 2008 è stato abbondantemente raggiunto e superato del 3,3 per cento già al terzo trimestre.
fonte www.paestum.it

Incidenti lavoro: operaio taglia albero e muore schiacciato

Un operaio e’ morto sul colpo schiacciato da un pesante ramo staccatosi da una pianta che, secondo i primi accertamenti, stava tagliando. La vittima e’ Massimo Di Resta,di 33 anni, di Sessa Aurunca,sposato e padre di un figlio, e dipendente di un’azienda agricola di Rocca d’Evandro,comune al confine tra le province di Caserta e Frosinone, dov’e’ successo l’incidente. Sul caso indagano i Carabinieri di Sessa Aurunca e funzionari del dipartimento di prevenzione e infortuni sul lavoro dell’Asl.

fonte www.ansa.it