La maledizione dei liquami colpisce ancora. Stavolta nel salernitano

1 09 2009
Castellabate: si rompe una fogna, liquami in mare Indagine in corso della procura di Vallo

Da dieci anni bandiera blu. Da tre giorni divieto di bal­neazione nella frazione di San Marco, in località Pizzillo. Si rompe improvvisamente una tu­batura della rete fognaria e mel­ma e liquami finiscono in mare. L’ufficio tecnico del Comune di S. Maria di Castellabate avverte il sindaco. Costabile Maurano emana immediatamente un’ordi­nanza (la numero 110) in cui vie­ta di fare il bagno. Contempora­neamente, però, la Procura di Vallo della Lucania apre un’in­chiesta, di cui il sindaco dice di non sapere nulla e sui cui la Capitaneria di Porto di San­ta Maria mantiene il più stretto riserbo. «Per for­tuna è capitato a fine agosto — dicono i tito­lari di un bar ristorante vicino alla spiaggia di Pizzillo – in ogni caso, la nostra attività non ne ha affatto risentito». E infat­ti, ieri pomeriggio, secon­do giorno di divieto di balnea­zione, i villeggianti non curanti della bandiera rossa issata sulla spiaggia facevano tranquillamen­te il bagno.

IL FATTO – Alle due di venerdì l’ufficio tec­nico comunale allerta il sindaco Maurano. Un tubo della rete fo­gnaria della frazione di San Mar­co è andato in tilt. In mare finisco­no liquami scuri. Il primo cittadi­no vieta la balneazione e chiama l’Arpac e un tecnico di fiducia, Stefano Percola, per le dovute analisi. L’altro ieri mattina, è in­tervenuta anche la Capitaneria di Porto per spiegare ai bagnanti i motivi del divieto. Poco dopo, sulla spiaggia di Pizzillo sventola­va la bandiera rossa e veniva pian­tato un palo su cui si installa l’or­dinanza sindacale. «È disposto il divieto di balneazione con effetto imme­diato e sino — si legge — ad esplicito atto di revoca nelle zone di costa in loca­lità Pozzillo alla frazione San Mar­co e come meglio individuate nel­la planimetria seguente». Si trat­ta di un tratto di fascia costiera di circa 100 metri. Ieri mattina, in­tanto, esplode anche un tombino nel centro del paesino turistico. L’ufficio tecnico interviene e ripri­stina il tutto. Del divieto di bal­neazione non ce n’è bisogno.

L’INCHIESTA – La Procura di Vallo della Luca­nia apre un fascicolo. Indiscre­zioni rivelano che, in realtà, l’in­chiesta è stata avviata già da tem­po. E si concentra soprattutto sulla rete fognaria. Una condut­tura vecchia di quasi trenta anni «ma che non ha mai dato proble­mi», dice Maurano, sottoposta più volte, nel corso degli anni, a continui lavori di manutenzio­ne. Gli ultimi, come ammette proprio il primo cittadino, «so­no stati sospesi proprio in virtù dell’avvio della stagione estiva e dell’arrivo dei turisti». Se ci sia o meno un collegamento tra i lavo­ri disposti dall’amministrazione comunale e l’inchiesta, potrà sta­bilirlo solo la Procura di Vallo della Lucania.

IL SINDACO – «C’è un’inchiesta? Io non ne so nulla». Rimane sbigottito Co­stabile Maurano quando appren­de che la magistratura ha aperto un fascicolo sulla rete fognaria del paese che amministra. «Io ho fatto solo ciò che andava fat­to. Anzi — continua — ritengo che non bisogna nascondere ciò che succede, perché la cosa più importante è tutelare la salute pubblica. Perciò ho emesso l’or­dinanza di divieto. Forse è stato un eccesso di zelo, ma, non appe­na mi è stato riferito che c’erano sversamenti di materiale organi­co a mare provenienti dalla fo­gnatura, mi sono subito dato da fare per prevenire qualsiasi peri­colo ». La notizia che la magistra­tura di Vallo della Lucania stia in­dagando proprio sulla rete fogna­ria di Santa Maria di Castellaba­te, prima sembra coglierlo di sor­presa, poi, invece, ci pensa su e plaude al lavoro della procura. «Se c’è un’inchiesta — conclude — ben venga che si faccia chia­rezza. Intanto, io non revoco l’or­dinanza fino a che non arriveran­no i risultati dell’Arpac». Il prov­vedimento non ha però scorag­giato i bagnanti. Ieri pomeriggio, la spiaggia di Pizzillo era affolla­tissima. «Non ho notato nulla— dice Amalia Persico — anzi, tro­vo che l’acqua sia cristallina». An­che Davide Ceraso, avvocato na­poletano in vacanza nella località cilentana ha fatto il bagno. «Ho visto l’ordinanza — dice — ma mi hanno detto che la corrente ha già spazzato via tutto». Intanto, un finanziamento re­gionale di 2milioni e 600mila eu­ro ha permesso al comune di Agropoli di togliere il depuratore di foce Testene dal centro cittadi­no e di collegare la rete fognaria al depuratore di Capaccio. (Angela Cappetta, CorriereDelMezzogiorno)

fonte www.9online.it





comunicato stampa PDL AGROPOLI‏

24 08 2009
Comunicato stampa
Siamo solidali con il corpo dei vigili urbani di Agropoli per le loro
rivendicazioni che hanno portato allo sciopero del 22 di Agosto. Lo sciopero è
stato interrotto solo per un motivo di causa maggiore perchè dopo il blocco
della linea ferroviaria e la sosta obbligatoria dei treni nello scalo
ferrroviario di Agropoli la cittadina era finita in un caos difficilmente
risolvibile. Infatti nel mentre erano io sciopero hanno bloccato la loro
agitazione e sono intervenuti. Un gesto di grande responsabilità che dovrebbe
invitare l’amministrazione a pensare. Il nostro partito intende denunciare
anche l’inutilità dei vigili urbani ausiliari i quali oltre a presentarsi
arroganti, presuntuosi,livorosi e privi di ogni buon senso hanno anche la
pretesa di svolgere il servizio senza saperlo fare. Infatti si limitano a fare
multe da ausiliari del traffico senza gestire miniimamente la viabilità, senza
interrompere le soste a doppia e tripla fila e spesso vengono trovati ad
evitare il sole trovando dei posti pieni di fresco mentre il traffico impazza.
Sono inutili e fastidiosi perchè non sono in sintonia con il corpo dei vigili
urbani ufficiale.Invitiamo l’amministrazione ad interrompere il raporto con i
vigili ausiliari perchè i fondi utilizzati per loro sono soldi persi mentre si
potrebbero facilitare i compiti dei vigili effettivi costretti a scioperare per
rivendicare dei diritti che vengono purtroppo negati.

PDL AGROPOLI





Agropoli Il sindaco non si scusa

19 08 2009

dopo il vecchio articolo il sindaco di agropoli ha risposto a Martina Castellana. Ecco il testo

«Non ho bisogno di suggerimenti né di lezioni di moralità», ha dichiarato il sindaco di centrosinistra di Agropoli Franco Alfieri a Martina Castellana, la transgender candidata alle provinciali nel PdL, che lo aveva invitato a scusarsi a nome della città per l’offesa arrecata ai due omosessuali. «Da sindaco, pur non essendo responsabile per l’accaduto, sono dispiaciuto per i due turisti», ha dichiarato Alfieri, «Ma sono cose che non è possibile prevenire perché non possiamo sapere cosa succede nella testa della gente. Ognuno è libero di vivere la sua sessualità come crede. Siamo nel 2009 e credo che per un episodio come questo non ci sia bisogno di commenti».«Nessuna scusa!», tuona Guido Carpinelli, consigliere comunale di An (come Castellana) a Giffoni Valle Piana, in una lettera indirizzata ad Alfieri in cui esprime «tutta la mia solidarietà alla tua città – il ”tua” è riferito ad Alfieri, ndr- esempio di serietà e compostezza della gente cilentana. Non è tollerabile un comportamento pubblico da parte di turisti gay che offende il nostro comune senso del pudore».

Ma “Il silenzio non è innocente” è l’arguto commento al sindaco di Agropoli di Carlo Enrico dal Mattino di Salerno, «Peccato davvero che il sindaco Alfieri non ritenga di doversi scusare. Con i gay aggrediti a ferragosto, innanzitutto. E, magari, anche con i suoi concittadini. Che non ci fanno una bella figura, sulle pagine dei giornali di questi giorni. Tengono i villeggianti negli scantinati fittati a nero, come rivela l’ormai annuale blitz della polizia municipale. E, tra i vacanzieri, pure i bulli che aggrediscono i gay. Cosa fa il Comune per incentivare e pilotare un turismo meno straccione e violento ?»





In Piazza Vittorio Veneto, ad Agropoli ogni sera “Tarantelle” – Comunicato stampa PDL Agropoli

5 08 2009

Comunicato stampa PDL Agropoli

E’assolutamente vergognoso che ogni sera in Piazza Vittorio Veneto ci siano
persone non autorizzate che fanno baccano e suonano in maniera disordinata
senza alcun senso del pudore. Saremmo d’accordo se nella piazza centrale di
Agropoli ci fossero manifestazioni di un certo livello ma non possiamo
sopportare le “tarantelle” che ci vengono propinate nell’ora del passeggio nel
nostro salotto cittadino. Esortiamo l’amministrazione comunale a mettere fine a
tale disordine che si perpetua ai danni dei turisti e dei cittadini, Agropoli è
nel più totale abbandono basti pensare alla mancanza di una programmazione
turistica e di spettacoli,( i concerti di Tiziano Ferro e Marco Carta non
bastano a salvare una stagione turistica fallimentare)la cittadina si presenta
piena di immondizia, sporca e inefficiente sotto l’aspetto dell’accoglienza. Il
lungomare per la passeggiata serale è sporco, pieno di sabbia e di altre
immondizie e con un traffico abnorme rispetto al potenziale di Agropoli. La
movida rappresentata dai locali di via Filippo Patella, Il New carrbo e il
Roller Ball è al momento l’unica nota positiva di un’estate povera di
manifestazione e ricca di disordine. Invitiamo l’amministrazione a provvedere.

Sezione PDL Agropoli





Salerno, patto tra clan per l’outlet del Sud «Cilento Village» nelle mire della camorra

19 07 2009

SALERNO (19 luglio) – Nomi e cognomi di professionisti condannati insieme al boss Ferdinando Cesarano per la costruzione dei più noti centri commerciali della Campania sono impegnati nella realizzazione di quel che sarà il più grande outlet del Mezzogiorno, il «Cilento Village».

Tutti personaggi già noti alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e che ora hanno deciso di sbarcare a Salerno e, precisamente, sulla Statale 18 che da Battipaglia porta al Cilento.

A San Nicola Varco, su 225mila metri quadrati di terreno agricolo oggetto di una variante urbanistica, sorgerà l’Outlet Cilento Village nato dalla collaborazione della società immobiliare «Irgenre srl» di Napoli e «Promos» di Brescia, quest’ultima azienda leader europea che ha già firmato altri shopping center in Italia (Franciacorta, Valdichiana, Palmanova, Citta Sant’Angelo di Pescara e, infine, Eboli). Primissime indagini.

Nell’operazione immobiliare sono coinvolti nomi di professionisti già condannati in primo grado insieme ai boss della camorra campana, Alfieri e Galasso, per la realizzazione di Città Mercato di Pompei, divenuto poi centro Auchan. Cesarano fu protagonista, insieme a Geppino Autorino, della rocambolesca fuga dall’aula bunker di Fuorni nel corso di un’uidienza del processo California il 22 giugno del 1998.

fonte ilmattino.it





Agropoli. L’assessore al Porto Franco Scognamiglio si dimette

12 06 2009

“Troppe interferenze nella mia attvità di assessore”

Riportiamo integralmente il testo che spiega le motivazioni che hanno portato alle dimissioni l’assessore Scognamiglio, inviato al Presidente del Consiglio comunale, ai capi gruppo consiliari, al Presidente di Italia dei Valori Antonio di Pietro, alla Segreteria regionale di Italia dei Valori,
al Capo gruppo consiliare regionale di Italia dei Valori, On. le Francesco Manzi, al segretario provinciale di Italia dei Valori
Avv. Luciano Ceriello

“La spaccatura esistente in quello che è rimasto del gruppo di Italia dei Valori di Agropoli è ormai irreversibile.
All’indomani delle elezioni comunali del 27/28 maggio 2007, a seguito di pressanti insistenze di alcuni soggetti del citato gruppo, accettai la carica di assessore al porto e demanio marittimo.
Mi resi subito conto della vera ragione della designazione al sindaco della mia persona: indurmi presto alle dimissioni.
A voi tutti è noto il ruolo delle segreterie politiche, degli assessori e dell’apparato burocratico dell’ente. Una segreteria politica che si rispetti cura l’azione politica, attenendosi principalmente ai programmi elettorali, operando attraverso le figure dell’assessore espresso e dei propri consiglieri, senza invasione alcuna del campo prettamente amministrativo, burocratico.
Questo per il mio partito non si è verificato!
Da sempre tale Raffaele Carpinelli, proclamato referente di Italia dei Valori da uno sparuto numero di persone neppure, come lo stesso, iscritte al partito, ha preteso di svolgere ed ha svolto il ruolo di segretario locale, di assessore e di burocrate.
Sin dall’inizio il mio mandato è stato sempre ostacolato.
Alla mia primitiva proposta di revoca della famosa delibera su “Agropoli Navigando”, in sintonia con le indicazioni del sindaco, il Carpinelli già si inseriva presentando una proposta alternativa a quella dell’assessore e non in linea con il programma elettorale.
Ai primi incontri con l’assessore regionale Cascetta, il sindaco, a mia insaputa, si accompagnava con il Carpinelli.
Ogni altra iniziativa proposta dall’assessore poteva andare avanti solo dopo aver acquisito il placet del sig. Carpinelli.
I rapporti con gli operatori portuali sono stati tessuti alle mie spalle dal Carpinelli.
Tante scelte da me non approvate per ragioni di efficienza, buon senso ed altro, sono andate avanti perché volute dal Carpinelli.
La nomina dell’avv. Carleo al posto di responsabile dell’Ufficio porto e demanio è stata conseguenza dei desideri del Carpinelli. Tuttavia quel professionista, persona valida e per bene, ha ritenuto di rinunciare all’incarico dopo pochissimo tempo.
Buona parte del pubblico ha interloquito con il Carpinelli, vista la sua grande disponibilità ad occuparsi concretamente dell’attività amministrativa, dei procedimenti, dei progetti.
Recenti incontri, a mia insaputa, con il funzionario regionale arc. Pinto, lo hanno visto diretto protagonista di azioni e proposte sull’area portuale.
Questa continua ingerenza nella diretta azione amministrativa ha già determinato una mia prima lettera di dimissioni, in data 23/01/2008, non accettate dal sindaco e successivamente nel luglio 2008, quando per problematiche politiche emerse all’interno della coalizione, decidevo di temporeggiare, nell’interesse della sola stabilità amministrativa.

La competizione elettorale per le recenti elezioni provinciali ha fatto precipitare la situazione.
La mia candidatura è stata determinata innanzitutto dal senso di appartenenza a Italia dei Valori e dalla sollecitazione del consigliere Luca Errico. Quest’ultimo, in data 10 febbraio 2009, in una concitata telefonata, mi esortava a candidarmi, essendogli pervenute voci sulla possibile candidatura di altra persona non gradita.
Come è noto, l’appartenenza al partito IDV è stata dimenticata. Non solo mi sono ritrovato isolato, ma il Carpinelli ed il consigliere Errico, per quanto più volte riferitomi, hanno appoggiato altri partiti, invitando elettori a non votare il candidato Scognamiglio.
Tutto questo è fuori da ogni logica di partito, con l’aggravante del ruolo rivestito dai due personaggi.
La segreteria provinciale si sta interrogando sui risultati elettorali provinciali di Agropoli, non in linea con la forte crescita avuta dal partito di Italia dei Valori.

La strumentalizzazione delle mie considerazioni su face book, riprese dal sito “info Agropoli” e successivamente riportate sul quotidiano “La Città” del 5 giugno decorso, sono fuori luogo. Ogni interpretazione degli scritti altrui va fatta con obiettività ed onestà intellettuale. La mia affermazione circa lo sperpero di denaro pubblico non è riferita alle attività di miglioramento della Città di Agropoli, ma a quei lavori che, eseguiti velocemente in occasione delle competizioni elettorali, necessitano dopo poco tempo di essere ripresi.
Vorrei comprendere quali sono le “numerose, costanti ed ingiustificate dichiarazioni sugli organi di stampa locali in merito all’operato dell’Amministrazione comunale”, cui ha fatto riferimento il gruppo consiliare IDV.
Le affermazioni sul mio blog e sul mio face book, fatte in occasione della campagna elettorale non hanno mai riguardato l’attività politico-amministrativa del comune di Agropoli. Alcune osservazioni sono state mosse al candidato consigliere provinciale Alfieri e non al Sindaco Alfieri ed alla sua Amministrazione ed ho sempre parlato a titolo personale e non a nome di altri. Ciò posto il gruppo consiliare locale IDV non può assolutamente arrogarsi il diritto di censura e/o presa di distanza dalle mie considerazioni.
Non posso tollerare che quel che è rimasto ad Agropoli del gruppo di Italia dei Valori non segua le regole del partito nazionale. Anche la raccolta delle firme per il referendum sul “Lodo Alfano”, proposta dal presidente On.le Di Pietro, è stata volutamente ignorata dal gruppo consiliare IDV e mi sono ritrovato solo a raccogliere oltre trecento firme.
Tutto questo mi induce a prendere le distanze da quel che rimane del gruppo di Italia dei Valori di Agropoli, ma non dal Partito nel quale mi identifico.
Tanto premesso, pur rinnovando la fiducia al Sindaco Alfieri ed alla sua Amministrazione, non sussistono più i presupposti per lo svolgimento della carica di assessore espressione del gruppo consiliare IDV.
Come già riportato nel manifesto di ringraziamento ai miei elettori, auspico che chi, a livello locale, si ritiene ancora espressione di Italia dei Valori, sappia dare dignità al partito in cui dovrebbe identificarsi o, opportunamente, indossare un’altra casacca”.





Agropoli Elezioni provinciali 2009 rislutati finali

8 06 2009

EDMONDO CIRIELLI             3664

Andrea Tata              105
Paolo Serra             722
Stefano Belletti         63
Antonio Franco             8
Romeo Messano             166
Antonio Troiano         34
Rosario Guglielmotti         423
Antonietta Ambrosio         5
Mario Capo             653
Elisa Tafuri             60
Emilio Iervolino         20
Carmine Mancone         44
Nicola Iannuzzi         46
Umberto Zerino             84
Emilio Malandrino         1041
Angelo Carmelo Buccino         123
Ascanio Di Fiore         12

ANGELO VILLANI            8229

Marco Nigro              443
Franco Alfieri             6646
Giuseppe Vano             188
Annarosa Faccenda         3
Maria Pia Tamasco         95
Michele Apolito         431
Gianfranco Oricchio         6
Ida Maurano             42
Franco Scognamiglio         198
Sabatino Capo             139

ANTONELLA BUONO         10

Del Gaudio              8

VALERIO TORRE            9

Francesco Saverio Mutalipasi      9

Provincia: Cirielli presidente, ecco gli assessori eletti per collegio

Edmondo Cirielli, è il nuovo presidente della Provincia di Salerno. Con 355.067 voti e il 55,66% delle preferenze, il candidato del Popolo delle Libertà si aggiudica la massima poltrona di Palazzo Sant’Agostino estromettendo il presidente uscente Angelo Villani. Al P.d.L. che ha ottenuto il 16,44% delle preferenze, vanno 8 seggi (Longo, Di Giorgio, Napoli, D’onofrio, Sica, Odierna, Aliberti, Cammarota) 3 a Forza Provincia (Spinelli, Bottone, Annunziata) e U.d.C. (Mauri D’Agosto, Carpentieri), 2 ad Alleanza per Cirielli (Zara, Salvati) ed Mpa (Pierro, Carroccia), 1 ad Udeur (Fortunato), Nuovo Psi (Bottone), Democrazia Federalista (Viterale) e Alleanza di Centro per la Libertà (Anastasio).

Per i partiti a sostengo di Angelo Villani, che si è fermato al 43,78% dei voti, 13 i seggi disponibili di cui 6 al Partito Democratico (Alfieri, Amabile, Coscia, Savastano, Bonaiuto, Valiante), 2 alla Lista Villani Presidente (Russomando, Memoli) e all’Italia dei Valori (Buonomo, Guadagno) ed infine 1 a Partito Socialista (Giuliano), Sinistra per la Provincia (Postiglione) e Rifondazione Comunista (Cariello). Totale dei seggi, 22 per la coalizione a sostegno di Edmondo Cirielli, 14 per la coalizione a sostegno di Angelo Villani (13 consiglieri eletti più il candidato presidente).





Villaggio a Trentova Votiamo!!!!

19 04 2009

si parla molto del Villaggio a Trentova

molte associazioni sono contro ma voi cittadini cosa ne pensate?

votate!





AGROPOLI: Il fitto del Castello finisce in procura

4 02 2009

ORESTE MOTTOLA Agropoli. Il comune di Agropoli ha fittato dalla “Stu srl”, la società per la trasformazione urbana al 100% di proprietà del municipio, il castello medioevale. Il prezzo è di 200mila euro l’anno, per una durata fissata su trent’anni. Ad acquistare il maniero, di proprietà dell’architetto Antonio Dente e che incantò perfino la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, era stata proprio la società per la trasformazione urbana, spendendo tre milioni di euro. Sulla vicenda interviene l’ex sindaco Antonio Domini (in alto a destra) sull’attuale Franco Alfieri (sotto), intenzionato a fare chiarezza sull’argomento, mentre nella cittadina cilentana «a prima vista -osserva Domini – sembra una semplice partita di giro. Il comune dà i soldi ad una sua controllata che deve andare in banca e farsi finanziare un acquisto che non era nelle sue possibilità. E sapete qual è l’istituto di credito che finanzia l’operazione? La banca di credito cooperativo dei comuni cilentani, presieduta dal fratello Lucio». Va pure detto che la Bcc è l’unica banca a rispondere ad un apposito bando pubblico. «Attenzione, io non dico che il Castello non andasse acquistato – aggiunge l’ex sindaco – Questo è stato il sogno di tutti i sindaci di Agropoli. Quello che io contesto è come sia stata aggirata la norma e, di fatti, sia stato messo a carico del bilancio comunale quella cifra da 200mila euro l’anno». In realtà, l’ultima operazione mira a salvare l’equilibrio generale. La prima tranche, da pagare all’architetto Dente, da 1 milione e trecentomila euro, è stata ricavata dall’apertura di credito in conto corrente con garanzia ipotecaria con la Banca di Credito Cooperativo dei Comuni Cilentani. A questo punto serviva il resto, 1 milione e 700 mila euro, da pagare entro e non oltre il 31 marzo prossimo, pena di risoluzione del contratto di acquisto, ovvero il ritorno del Castello alla proprietà. Ed è a questo punto che s’inserisce il contratto di fitto tra il comune e la società Stu. «Con queste basi è stata ottenuta l’ulteriore apertura di credito. Però il bilancio del comune – denuncia Domini – sarà bloccato per i prossimi trent’anni».

FONTE http://sfoglia.ilmattino.it





OSPEDALE DI AGROPOLI

6 01 2009

PAOLA DESIDERIO Agropoli. L’arrivo dell’anno nuovo, i mesi trascorsi dall’approvazione del Piano Sanitario Regionale e l’assenza di risposte, non hanno spinto alla rassegnazione i cittadini di Agropoli. In tanti sono ancora sul piede di guerra per l’ospedale e ancora attendono che qualcosa cambi, che il nosocomio cittadino rientri nella rete dell’emergenza dopo l’esclusione decisa con l’approvazione del Piano Sanitario Regionale. Primo fra tutti il presidente del Consiglio comunale Agostino Abate. «Non abbiamo alcuna intenzione di far cadere nel vuoto la motivata richiesta di impugnazione costituzionale della legge regionale della Campania – spiega Abate – che praticamente ha soppresso il pronto soccorso attivo di Agropoli, già ritualmente trasmessa al Presidente Berlusconi fin dal 13 dicembre 2008». Abate è stato il promotore di una sottoscrizione che ha raccolto ben 5000 firme, con cui si richiedeva l’impugnazione costituzionale della legge regionale 16 del 28 novembre 2008 che approva il Piano di Ristrutturazione e riqualificazione della rete ospedaliera regionale in quanto «è una cosiddetta “legge provvedimento” che ha penalizzato, senza alcuna valutazione di elementi concreti, l’ospedale di Agropoli». Quindi Abate punta il dito contro i politici: «Se entro i sessanta giorni dalla promulgazione della Legge Regionale il Presidente Berlusconi non rimane positivamente interessato dalla richiesta, allora vuol significare soltanto che i politici che oggi sono al Governo della nazione (ed i loro stretti referenti territoriali) hanno ritenuto che la legge approvata dal consiglio regionale della Campania è giusta e rispetta la Costituzione e anche i principi che normalmente presiedono l’attività amministrativa». Non risparmia, Abate, l’ennesima frecciata al vice presidente della Regione, Antonio Valiante: «La legge è giusta e rispetta i principi costituzionali ed amministrativi ed anche gli interessi politici; infatti il solito politico regionale che sorpassa Agropoli e va oltre l’Alento ha avuto, ancora una volta, una sua “affettuosa” visione del territorio e dei suoi elettori e sta ancora tentando di strafare; cerca addirittura la seconda Asl provinciale. I cinquemila cittadini che hanno sottoscritto la richiesta, attendono una risposta precisa e concisa, non vogliono la solita ed inutile risposta politica. Il silenzio continuo degli organi politici sulle esigenze territoriali del comprensorio Sele-Alento non permetterà mai uno sviluppo socio-economico di questa nostra realtà».

fonte http://sfoglia.ilmattino.it