Ogliastro Cilento, il sindaco vieta la vendita di alcolici in bottiglia

27 12 2011

Michele Apolito, sindaco di Ogliastro Cilento, ha emesso un’ordinanza che vieta a tutti gli esercizi commerciali di vendere o somministrare bevande super alcoliche. L’ordinanza fa seguito a diversi episodi conseguenti al consumo di alcolici da parte soprattutto di giovani. Il sindaco ha spiegato la sua decisione affermando che «il consumo di alcool e le conseguenze sociali e personali che ne derivano, hanno assunto grande rilievo anche nelle piccole realtá comunali come Ogliastro Cilento, dove il consumo di alcol è risultato essere tra le principali cause di incidenti e malattie. Negli ultimi tempi, inoltre, l’abbandono, la frantumazione e il lancio di bottiglie su suolo pubblico, da parte dei frequentatori di locali pubblici e ritrovi, reca disagio e turbativa alla popolazione locale. Tali fenomeni, quindi, sostanziano un serio pericolo per l’ordine pubblico e l’incolumitá dei cittadini». Le bevande, con una gradazione pari o superiore a 21 gradi, non potranno più essere messe in vendita, neppure in bottiglie sigillate. Per questo motivo il primo cittadino ha deciso di vietare la vendita o la somministrazione di bevande super alcoliche ai minori di 16 anni; dalle 22 alle 6 del giorno successivo ha vietato la vendita o la somministrazione di qualsiasi bevanda in bottiglia o contenitori di vetro, la stessa potrá essere effettuata solo in contenitori di carta o plastica riciclabile.
L’orario di chiusura notturna degli esercizi pubblici è stato fissato alle ore 24, nel periodo invernale, e all’una nel periodo estivo.
La sanzione pecuniaria prevista per i trasgressori dell’ordinanza si aggira dai 25 ai 500 euro, a cui seguirá il sequestro amministrativo delle bevande, oltre alla sospensione dell’autorizzazione alla vendita.

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In arrivo nei locali le tabelle controlla alcol

12 09 2008

Dal 23 settembre ogni locale dovrà esporre le tabelle controlla alcol volute dal ministero. Chi non metterà in bella mostra queste tabelle rischia la chiusura del locale fino a sette giorni. Il provvedimento fa parte di quelle “disposizioni urgenti per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione“.

Ma che cosa sono queste tabelle? Veri e propri elenchi in cui sono menzionate le bevande, i corrispettivi gradi alcolici e gli effetti prodotti su uomini e donne in relazione al peso corporeo.

L’iniziativa ha subito suscitato aspre polemiche tra i proprietari dei locali. Edy Sommariva, direttore della la federazione che riunisce i pubblici esercenti (Fipe), ha così commentato: “Il ministero è stato pasticcione, le tabelle sono cervellotiche, incomprensibili e inefficaci. Questi elenchi potrebbero servire in un supermercato quando si prendono confezioni chiuse, ma non vanno bene in un locale. Poi i tempi sono ristrettissimi, troppi pochi giorni per stamparle e diffonderle, noi proponiamo di metterci intorno ad un tavolo e riscriverle“.

Secondo Sommariva, infatti, “nei casi in cui la birra viene servita alla spina, casistica non riportata sulle tabelle, diventa difficile fare un rapido calcolo sulla quantità e sulla gradazione alcolica ingerite. Lo stesso vale per i cocktail dove la percentuale di superalcolico è variabile e quindi difficilmente calcolabile dal consumatore“.

A favore del provvedimento, invece, l’Associazione vittime della strada che ha affermato: “Non siamo contrari se poi le tabelle possono essere più chiare tanto meglio“.

fonte http://magazine.excite.it








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