Terremoto nel salernitano, scossa di 2,2 gradi della scala Richter, nessun danno

Una scossa di terremoto di 2,2 gradi di magnitudo della scala richter è stata individuata in Campania, nel distretto sismico della Costa campana meridionale. La scossa di terremoto è stata registrata dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 16.02. L’epicentro del terremoto è stato localizzato a 2,6 chilometri di profondità.

La scossa sismica e’ stata lievemente avvertita dalla popolazione. Le localita’ prossime all’epicentro sono Capaccio, Trentinara e Albanella.

Dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano al momento danni a persone o cose.

L’ELENCO COMPLETO DEI COMUNI IN CUI E’ STATO AVVERTITO IL TERREMOTO NEL SALERNITANO

Comuni entro i 10Km
AGROPOLI (SA)
CAPACCIO (SA)
GIUNGANO (SA)
OGLIASTRO CILENTO (SA)
TRENTINARA (SA)

Comuni tra 10 e 20km
ALBANELLA (SA)
ALTAVILLA SILENTINA (SA)
BATTIPAGLIA (SA)
CASTELLABATE (SA)
CICERALE (SA)
CONTRONE (SA)
EBOLI (SA)
LAUREANA CILENTO (SA)
LUSTRA (SA)
MONTEFORTE CILENTO (SA)
PERDIFUMO (SA)
PERITO (SA)
PRIGNANO CILENTO (SA)
ROCCADASPIDE (SA)
RUTINO (SA)
SERRAMEZZANA (SA)
SESSA CILENTO (SA)
TORCHIARA (SA)
BELLIZZI (SA)

fonte  salernonotizie.it

Grave la donna ferita dal cavallo imbizzarrito del palio di Albanella

Sono gravi le condizioni di un’anziana di Altavilla Silentina, rimasta ferita durante la settima edizione del Palio dei comuni albanellesi. Un cavallo senza controllo e spaventato dalla fiamma di un cero, ha disarcionato il fantino e sfondato le transenne

ALBANELLA. Cavallo imbizzarrito invade gli spalti ed investe il pubblico. Una ventina i feriti finiti all’ospedale per i quali è stato necessario l’intervento dei sanitari. Decine le persone sotto choc, tra queste le mamme di alcuni bambini, che sostavano vicino alle sbarre di ferro collocate a protezione del pubblico. Momenti di panico enorme.

Un bambino nel passeggino è stato letteralmente investito dal cavallo ed è miracolosamente rimasto illeso. Alcuni si sono salvati grazie alla prontezza dei genitori che li hanno presi in braccio e portati subito sulle gradinate. Una situazione di panico assolutamente sconvolgente, come racconteranno poi i testimoni di quella che doveva essere una serata all’insegna del divertimento estivo.

Il fatto è avvenuto durante lo spettacolo equestre del gruppo dei “Cavalieri cittá regia” che, con la loro esibizione, hanno chiuso il tradizionale Palio delle contrade albanellesi. Si tratta di un appuntamento che da anni attrae in cittá numerosi spettatori anche dalle cittá vicine e non solo. Così quella che fino a quel momento era stata una serata all’insegna del divertimento con la sfida delle contrade partecipanti alla competizione si è trasformata in dramma. E poteva andare molto peggio.

Alcuni feriti hanno giá annunciato che procederanno con una denuncia per la verifica delle responsabilitá di quanto accaduto, e per accertare oltretutto che siano state osservate tutte le norme di sicurezza. Si tratta di una reazione normale dopo un fatto di questa gravitá. Una delle ipotesi è che il cavallo si sarebbe imbizzarrito sfiorando una delle torce collocate intorno all’arena del palio prima dello spettacolo equestre. La serata, infatti, era molto ventilata e il fantino ha iniziato a perdere il controllo del cavallo proprio dopo aver superato una delle grosse candele. Un’ ulteriore ipotesi è che il cavallo possa essere stato punto da un insetto. Si vocifera anche che avesse una ferita ad una gamba, ma si tratta, come negli altri casi, solo di indiscrezioni che andranno verificate. Sulla vicenda indagano i carabinieri della stazione Matinella. Estremamente importanti saranno i filmati utili per la ricostruzione di tutta la dinamica dell’incidente. Il tutto è avvenuto intorno a mezzanotte. Il cavallo oramai completamente fuori controllo si è fiondato verso le gradinate delle contrade ma il cavaliere è riuscito a evitare che l’animale invadesse i settori delle squadre. Ma poi con un balzo ha disarcionato il fantino e si è diretto verso il pubblico, abbattendo le transenne, le sedie e investendo e calpestando decine e decine di persone sotto gli occhi atterriti degli oltre tremila spettatori. Stavano assistendo in quel momento allo spettacolo in attesa della graduatoria finale, per la proclamazione della squadra vincitrice del Palio delle contrade albanellesi. A bloccare la corsa folle del cavallo sono state le transenne: l’animale infatti è caduto rimanendo intrappolato nelle strutture in ferro per poi essere recuperato dal suo fantino e dalle altre persone del gruppo equestre. Così la folle corsa è finita.

Carabinieri, vigili, protezione civile, Croce Rossa, Avis, presenti alla manifestazione, si sono subito mobilitati. Sul posto sono giunte diverse ambulanze del 118 che hanno trasportato i feriti agli ospedali di Roccadaspide, Eboli e Agropoli. Traumi toracici, contusioni, ferite al volto, traumi alle gambe e alle braccia, le lesioni riportate dai feriti. Tutte le vittime nella mattinata di ieri sono state dimesse con prognosi che vanno dai cinque ai venti giorni. Solo per un’anziana 73enne di Altavilla Silentina è stato necessario il ricovero in ospedale per una frattura al femore. Ma, è giusto sottolinearlo, si è veramente sfiorata una tragedia e sono un miracolo la ha evitata.

Matinella, cavallo imbizzarrito ferisce 15 persone

Cavallo imbizzarrito travolge spettatori: una quindicina i feriti. E’ accaduto a Matinella, frazione del Comune di Albanella, durante la serata conclusiva del “Palio delle Contrade”. All’improvviso, uno dei sette cavalli del gruppo, forse sfiorato dalla fiamma di un cero collocato durante il tragitto, ha disarcionato il fantino, lanciandosi contro il pubblico e calpestando numerose persone. Sono una quindicina le persone ferite con prognosi fino a venti giorni. Solo una di esse, una donna di 73 anni, residente ad Altavilla, è ancora ricoverata all’ospedale di Roccadaspide a causa di una frattura del femore.
22/08/2010 14.08.56

Migranti nelle ville dei boss

Non importa se picchi forte il sole o piova a dirotto, i marocchini nordafricani che lavorano tutto l’anno e da decenni nelle coltivazioni della Piana del Sele non guardano le previsioni del tempo prima di uscire con le loro bici sgangherate dalle baracche disseminate sulla litoranea tra Capaccio e Pontecagnano. Qui la questione degli alloggi, di un diritto alla casa ai lavoratori migranti, con o senza un permesso di soggiorno, è esplosa dopo il blitz della polizia a San Nicola Varco lo scorso novembre. San Nicola Varco si trova nel comune di Eboli, è una zona agricola occupata inizialmente da famiglie rom, poi soppiantate da migranti nordafricani in seguito a un violento scontro tra i due gruppi. L’area è stata depauperata dopo il fallimentare progetto avviato nei primi anni ’90 dalla Regione Campania, che investì oltre 30 miliardi di lire per impiantare un mercato agricolo coperto. A San Nicola Varco ci vivevano in oltre 600, si arrangiavano nelle strutture occupate e nelle case di lamiera costruire nel tempo, nonostante fossero senza servizi igienici e senz’acqua. Un luogo malsano, insomma, che nonostante tutto veniva visto come un punto di riferimento, un luogo dove poter rientrare a fine giornata. E così dopo il blitz, per loro, non c’è stata più pace. I quasi mille marocchini si sono sparsi nelle zone circostanti e hanno continuato la ricerca di un alloggio di fortuna. Come è accaduto un mese fa in via Varolato a Capaccio, dove la polizia ha scoperto che in una stalla ci vivevano sessanta migranti per settanta euro al mese. Un ricovero per cavalli trasformato in mega dormitorio, con condizioni di vita a dir poco disumane: un solo bagno e anche privo di scarico fognario. Solo trentanove dei sessanta marocchini sgomberati sono risultati regolari. Vivono ora in tre ville confiscate alla camorra. Sono stati accolti qui dall’associazione Onlus “Anzianinsieme” che dal 2003 ha ottenuto la custodia provvisoria degli immobili dal tribunale di Salerno.

L’extracomunitario si sta trasformando inconsapevolmente in risorsa economica. Il comune di Sicignano degli Alburni, ad esempio, dopo l’emergenza San Nicola Varco ha ottenuto 100 mila euro dal Ministero dell’Interno, e altri 70 mila li ha avuti la Caritas della Diocesi di Teggiano. Ed è così iniziata una guerra fra sindaci sulla questione degli alloggi. Il primo cittadino della città dei templi, Pasquale Marino, lo stesso che con l’associazione “Anzianinsieme” ha concordato la dimora provvisoria dei migranti (un mese) nelle ville confiscate alla camorra, ora si tira indietro e firma un’ordinanza di sgombero. La motivazione è che la struttura è inagibile. Nel documento si legge che «gli immobili appartenenti alla società Hotel Bristol snc (concessione edilizia n.18 del 06.02.1992, riconducibile alla famiglia Meluzio, originaria dell’avellinese ndr) non hanno il certificato di abitabilità, privi di idoneo sistema di smaltimento dei rifiuti». Inoltre, secondo l’ordinanza, in seguito al sopralluogo dell’Asl «negli immobili risultano gravi deficienze igienico-sanitarie per il sovraffollamento dei dimoranti». Le settantadue ore dalla data dell’ordinanza, il 27 giugno, sono scadute e il blitz della polizia potrebbe avvenire in qualsiasi momento. E ora si assiste a un muro contro muro tra due primi cittadini con due differenti visioni del problema. Da un lato il sindaco di Capaccio che insieme ai servizi sociali ha individuato degli alloggi alternativi per i migranti, dall’altro l’Unione sindacale di base insieme al sindaco di Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato, che da un anno si sta occupando della vicenda.
Uno è del Pd, l’altro di Rifondazione Comunista. Amato ne fa una questione etica, assoluta. L’altro si barcamena anche con quello che sostengono l’Asl, l’associazione degli anziani e il piano di zona dei servizi sociali. Marino, parlando di Amato, è secco: «Non l’ho mai conosciuto questo grande benefattore. Certo è che non mi sono imbattuto in un sindaco che perde il suo tempo non per la sua comunità ma facendosi strumentalizzare da gente che manco conosce. I migranti, sentendosi spalleggiati, non vogliono accettare le soluzioni alternative che gli abbiamo prospettato. Se si arriverà allo sgombero coatto sarà tutta colpa sua. No, non solo non gli voglio stringere la mano ma gli chiederò di rispondere in sede giudiziaria delle accuse di razzismo che mi ha rivolto gratuitamente. L’ho denunciato per diffamazione». La replica di Alfonso Amato arriva in un pomeriggio assolato, mentre visita i migranti nella villa di via Barresi: «Io sono un figlio di Dio, creato da Dio, per servire ed amare nostro Signore a qualsiasi latitudine e longitudine». Il sindaco di Sicignano chiede ai migranti di non lasciare le ville perché «non possono andare altrove, al lavoro ci vanno in bicicletta, se lo perdono per loro è la morte civile». Ed eccolo allora fare resistenza all’ordinanza di Marino, che invece usa la pretesa inagibilità dello stabile come una clava per mandarli nei paesi vicini come Roccadaspide, Albanella ed Agropoli ed anche a Capaccio, in via Dalla Chiesa, dove un’agenzia immobiliare li vuole alloggiare a 440 euro al mese. Devono però lasciare la villa di via Barresi, a non più di 200 metri dal mare, dove c’è la piscina e il solarium, giardino con docce e bagni e inoltre terrazze abitabili. Tutte cose che si trovano scritte in un manifesto–depliant ancora appeso all’interno dell’appartamento. «Il mio comune – rende noto Pasquale Marino – ha già dato mille euro all’associazione “Anzianinsieme”. Ora loro dicono che devono ospitare dei bambini orfani. Io gli devo credere. Ai braccianti marocchini un tetto glielo abbiamo trovato. Come vedete non sono certo meno cristiano di Amato».
Va giù duro Rosa Egidio Masullo, responsabile del Piano di Zona di Capaccio, già assessore ai servizi sociali del comune di Salerno, la stessa che negli anni ’90 ha ricevuto un pacco bomba dai clan. Per lei è necessario indicare ai lavoratori migranti una strada che sia fatta sì di sostegno ma soprattutto di autonomia. «Finora – dice – tutte le soluzioni che abbiamo proposto le hanno rifiutate. È necessario che capiscano che non possono vivere in dieci, venti, trenta persone in una sola casa. Nessuno mette in discussione che siano persone sfruttate dal punto di vista economico, ma difficilmente troveranno privati disposti a fittargli casa se da quattro o cinque inquilini il numero sale vertiginosamente a dieci se non addirittura a quindici persone».
«La maggior parte dei lavoratori migranti della Valle del Sele non sono stagionali perché qui c’è un’economia diversa dalle altre zone d’Italia – dice Anselmo Botte della Flai Cgil – Qui si lavora sempre e molti di loro risiedono anche da dieci anni a Capaccio. Quindi bisogna trovare soluzioni altrettanto strutturali e non emergenziali. La legge Bossi-Fini che tanto critichiamo – conclude – prevede che chi li assume gli trovi anche una sistemazione, una casa dove abitare. Lo sappiamo che in migliaia lavorano al nero, ma c’è una buona fetta di persone che il permesso di soggiorno ce l’ha e anche uno straccio di contratto».
Come i trentanove marocchini ospitati nelle ville, ad esempio, che vivono qui da anni anche se questo non basta a farli esprimere in un corretto italiano. Anzi. I marocchini di Casablanca che incontriamo nelle ormai famose ville confiscate alla camorra non comprendono e non parlano bene la nostra lingua. «Non c’è da sorprendersi», dice Gennaro Avallone, ricercatore presso l’Università di Salerno che sta svolgendo una ricerca sul tema della presenza degli immigrati in agricoltura e sta partecipando agli incontri che sta organizzando negli ultimi mesi la sezione provinciale dell’Unione sindacale di Base (Usb), ex Cobas. «Questa è una conseguenza di una condizione – dice Avallone – La conseguenza del fatto che molto spesso il caporale che gli procura le giornate e lo porta sul luogo di lavoro è uno di loro, è un connazionale. Quindi non hanno necessità di parlare la nostra lingua. Quando finiscono la loro giornata e se ne ritornano a casa, stanno tra loro, pregano, mangiano insieme e il giorno dopo questi passaggi si ripetono. Se incontrano o hanno rapporti con gli italiani o è per farsi visitare da un medico o perché, molto spesso, sono vittime di truffe». Una cosa sanno di sicuro, però. «Il lavoro continua a diminuire anche per noi – dicono – Siamo in estate ma lavoriamo al massimo tre giorni a settimana», dice Hamed, 37 anni, in Italia da più di cinque.
Ma quanti sono i migranti impiegati nell’agricoltura nella Piana del Sele? «I dati contrastano», continua Avallone. Secondo l’Inps – tramite l’osservatorio del mondo agricolo – nel 2008 in tutta la provincia di Salerno gli extracomunitari in agricoltura erano 950. «Ma – fa notare Avallone – come è possibile se solo a San Nicola Varco ne sono stati individuati 600?». La Flai Cgil nel 2007 ha stimato, solo nella Piana del Sele, una presenza di 4.500 persone. Di questi 3.500 sono marocchini. Ma in agricoltura non sono i soli. C’è una presenza di rumeni e bulgari, anche di donne dell’Europa orientale, provenienti soprattutto dall’Ucraina. «Sui numeri ci vorrebbe la palla di vetro – conclude Avallone – nessuno sa chi siano realmente e dove si trovino. Finora la questione è ridotta sulla presenza dei marocchini ma non è così. Si lamentano della concorrenza al ribasso dei rumeni, ad esempio, disposti a lavorare anche per 20 euro al giorno».

Albanella; si tibalta il trattore, muore finanziere in licenza

I cittadini di Albanella sotto shock per un infortunio mortale avvenuto questa mattina ad Albanella. La vittima è un finanziere del posto, in servizio a Palermo, che è rimasto schiacciato dal trattore. Ezio Grippa era tornato al suo paese natio per trascorrere le festività pasquali in compagnia della famiglia. Approfittando della bella giornata l’uomo aveva pensato di rendersi utile aiutando la madre nei lavori in un terreno di loro proprietà.

Il finanziare ha preso le chiavi del trattore e si è diretto verso una tortuosa strada in discesa. All’improvviso il pesante mezzo si è capovolto bloccandogli e schiacciandogli il bacino e le gambe.

L’uomo non è morto sul colpo, ha avuto la forza ed il tempo di urlare e chiamare aiuto. Qualcuno ha udito le urla ed ha allertato i soccorsi che, però, quando sono arrivati sul posto hanno trovato l’uomo già morto.

fonte: www.salernonotizie.it

MALTEMPO: REGIONE CAMPANIA CHIEDE STATO CALAMITA’ 82 COMUNI

Con una delibera approvata questa mattina, la giunta regionale della Campania, su proposta dell’Assessorato all’Ambiente e Protezione civile guidato da Walter Ganapini, ha chiesto al Consiglio dei Ministri di dichiarare lo stato di calamità per i Comuni colpiti dagli eventi atmosferici di particolare intensità registrati su gran parte del territorio regionale nel mese di gennaio.

Secondo la prima ricognizione effettuata dal Settore Protezione civile i Comuni campani interessati dal provvedimento sono 82, distribuiti nelle cinque province. Le precipitazioni del mese di gennaio sono state ampiamente superiori alle medie stagionali con valori compresi fra i circa 200 mm rilevati presso la stazione di Castelfranco in Mescano (BN) e gli oltre 700 mm osservati a San Martino Valle Caudina (AV). Le fortissime precipitazioni hanno messo in crisi diversi Comuni e provocato l’esondazione di corsi d’acqua o l’erosione di canali, in particolare nel bacino idrografico del Sarno e in numerosi bacini del salernitano (Mingardo, Lambro, Alento, Bussento). Particolarmente grave la situazione di Montaguto (AV), dove l’ANAS ha dovuto chiudere la strada provinciale, percorso obbligato per il traffico veicolare diretto alla discarica di Savignano Irpino (AV). Numerosi gli allagamenti nelle zone urbane e nei fondovalli. In particolare, sono stati segnalati alla Sala Operativa Regionale consistenti smottamenti in varie località delle province di Salerno, Napoli, Avellino e Benevento, dovuti alle precarie condizioni idrogeologiche e idrauliche del territorio per effetto della carente manutenzione delle infrastrutture idrauliche e dell’elevata e progressiva saturazione dei suoli. “La Regione Campania – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente e Protezione civile, Walter Ganapini – ha ascoltato le giuste richieste dei territori colpiti dalle precipitazioni e dato mandato al presidente della Giunta di chiedere lo stato di calamità. In una Campania ad altissimo rischio idrogeologico è necessario realizzare interventi strutturali definitivi non solo in fase di emergenza ma soprattutto a scopo preventivo. E’ ciò su cui stiamo già lavorando intensamente assieme alle Autorità di Bacino. Contemporaneamente – ha aggiunto Ganapini – abbiamo inviato ai Comuni una lettera per ricordare loro che per accedere ai finanziamenti previsti dovranno aver adeguato gli strumenti urbanistici ai piani di rischio, come prevedono le leggi vigenti”. Questo l’elenco dei Comuni maggiormente colpiti. Provincia di Napoli: Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate, Gragnano, Vico Equense, Massa Lubrense, Sorrento, Melito di Napoli, Ischia. Provincia di Avellino: Montaguto, Capriglia Irpina, Zungoli, Forino, Macedonia, Senerchia. Provincia di Benevento: Ceppaloni, Pannarano, Paolisi, San Lorenzo Maggiore, Pontelandolfo, Reino, Torrecuso, Benevento, Foglianise, San Lorenzello, Foiano di Val Fortore, Castelfranco in Miscano, Tocco Caudio, Castelvetere in Val Fortore. Provincia di Caserta: Mondragone, Conca della Campania, Ailano, Caiazzo. Provincia di Salerno: Tramonti, Eboli, Battipaglia, Pontecagnano, Giffoni Sei Casali, Angri, Postiglione, Altavilla Silentina, Minori, Controne, Olevano sul Tusciano, Vietri sul Mare, Contursi Terme, Novi Velia, Nocera Superiore, Perdifumo, Serre, Celle di Bulgheria, Sarno, Pisciotta, Castellabate, Casalvelino, S. Giovanni a Piro, Nocera Inferiore, Agropoli, Albanella, Ascea, Bellosguardo, Caggiano, Camerata, Casalbuono, Casalvelino, Castelnuovo Cilento, Centola, Ceraso, Laurino, Oliveto Citra, Postiglione, Praiano, Ricigliano, Santa Marina, Sanza, Sicignano degli Alburni, Torraca, Torre Orsaia, Trentinara, Vibonati, Scala, Monteforte Cilento, Torchiara.
fonte www.tvsette.net

Albanella, coppia ferita a colpi di pistola davanti casa, indagano i Carabinieri

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Feriti a colpi di pistola mentre rientrano a casa nel giorno di Natale. E’ la brutta disavventura capitata ad una coppia di Albanella ieri pomeriggio.

A sparare un loro conoscente, un 57enne del posto che è stato denunciato a piede libero ed ora dovrà rispondere di lesioni aggravate e detenzione illegale di arma da fuoco. Secondo una prima ricostruzione l’uomo ha atteso che la coppia rientrasse davanti alla propria abitazione e, all’arrivo dei due, ha agito. Quattro i colpi di pistola esplosi.

Nell’agguato sono rimasti feriti un uomo, Franco Arena, colpito ad un braccio, e la sua compagna Lyudmila Benko, raggiunta alla spalla probabilmente dalla scheggia di un proiettile, i cui segni sono visibili sul giubbotto che indossava al momento dell’aggressione.

Con loro in quei frangenti anche un’amica della donna e il figlio della coppia, rimasti fortuitamente illesi. A soccorrere le due vittime un’ambulanza della Croce Rossa che li ha condotti presso l’Ospedale di Roccadaspide, da dove sono già stati dimessi.

L’aggressore è stato immediatamente individuato dai Carabinieri della locale stazione e da quelli della compagnia di Eboli, che stanno ancora indagando sulle cause del folle gesto. Il 57enne interrogato e successivamente rilasciato è stato denunciato dal magistrato della Procura di Salerno.

fonte www.salernonotizie.it

Albanella; tragico incidente stradale, muore neonata

Una bimba di appena 2 mesi ha perso la vita a causa di un tragico incidente stradale avvenuto sulla Variante alla Strada provinciale che collega Albanella con la frazione di San Nicola.

La bimba era a bordo di una Renault Clio guidata dalla madre di 23 anni. Secondo una prima ricostruzione, l’auto si sarebbe scontrata frontalmente con un furgone che viaggiava sulla corsia opposta, guidato da un uomo di Capaccioo.

L’impatto, violentissimo, avrebbe sbalzato la bambina fuori dal carrozzino. La neonata è deceduta durante il trasporto in Ospedale. La madre della bambina, uscita illesa dall’incidente, è di origini siciliane e si era trasferita nel piccolo Comune della Piana del Sele un anno fa, dopo aver sposato un giovane del posto come si legge da una nota

fonte www.salernonotizie.it

Scontro frontale, muore una bimba di 2 mesi

ORESTE MOTTOLA Albanella. Due mesi, muore in un tragico incidente stradale. La mamma, che era alla guida dell’auto finita contro un suv, è illesa. Santa Ilenia Ceralli, 23 anni, maritata Scorziello, è alla guida di una “Clio”, al suo fianco, fissata al seggiolone, c’è la figlia Rosita, 2 mesi. Vengono da Albanella, ed imboccano la scorciatoia, via “della Fanciulla Offerente”, per via di un’antico dipinto scoperto nei paraggi. Sono da poco passate le 10, la pioggia è battente. L’auto, nell’imboccare una curva, perde improvvisamente aderenza sull’asfalto e se ne va da sola, invadendo l’altra parte della corsia. Dall’altra parte arriva un pesante suv, un Lada Niva vecchio tipo. Alla guida c’è Giovanni Acito, originario di Altavilla Silentina ma da tempo residente a Capaccio. Davanti a sé ha una salita che ha una pendenza superiore al 10% e procede lentamente. Il resto lo fa la curva. L’urto è inevitabile. La Clio va a fermarsi poco oltre la carreggiata, con le tracce evidenti dello scontro frontale. L’impatto, violentissimo, fa schizzare la bambina fuori dal carrozzino nel quale era stata collocata dalla mamma. La portiera della macchina si è aperta e la bambina, con tutto il seggiolone, è sbalzata fuori. La mamma si rende subito conto che Rosita respira a fatica. Urla e si sbraccia, implora aiuto. Fra i primi a fermarsi c’è una volante della Guardia di Finanza e saranno loro a chiamare i soccorsi e a regolare il traffico. Da Pontebarizzo parte un’autombulanza del Saut, in meno di dieci minuti è sul posto. Mamma e figlia vengono subito dirottate verso l’ospedale più vicino, che è quello di Roccadaspide. Dopo pochi minuti al Pronto Soccorso si rendono conto che la situazione della bimba è gravissima. I sanitari però si danno da fare a prestare le cure del caso. Le condizioni della piccola peggiorano sempre più, si decide per il trasferimento al Santobono di Napoli. Il tempo è inclemente e la nebbia che avvolge le montagne della Valle del Calore sconsigliano l’alzarsi in volo. L’attesa è lunga e snervante, poi arriva la decisione: l’elicottero arriverà a Capaccio Scalo e Rosita lo raggiungerà con l’autoambulanza. La corsa, attraverso i tornanti di Roccadasspide, è al cardiopalma. E’ contro il tempo. Rosita è sull’eliambulanza, si parte. Ma durante il volo il suo cuoricino si ferma, e all’equipaggio non resta che dirigersi verso il Cardarelli. La madre della bambina, uscita illesa dall’incidente, è di origini siciliane e si era trasferita ad Albanella un anno fa, dopo aver sposato un giovane del posto.

fonte http://sfoglia.ilmattino.it

Amministrazioni Comunali Meridionali e Federalismo Fiscale

L’attuazione del Federalismo Fiscale costituisce un problema di straordinaria importanza per il futuro del Paese e del Mezzogiorno. Può rappresentare una ulteriore penalizzazione per gli Enti Locali meridionali oppure, una occasione per lo sviluppo e per la piena responsabilità delle governance territoriali a partire dai Comuni. Al tempo stesso, è necessario impegnare il governo per la riforma federalista complessiva dello Stato: Codice delle Autonomie, Senato Federale, Aree Metropolitane.

Introduce i lavori: Avv. Mario Conte, Presidente del Consiglio Comunale di Eboli; Interventi programmati: Dott. Mino Pignata, Presidente del Consiglio Provinciale di Salerno; Prof. Massimo Lo Cicero, Docente di Economia, Università di Roma Tor Vergata ; Prof. Antonio Scippa, Responsabile Finanza Locale Legautonomie Campania; Avv. Martino Melchionda, Sindaco di Eboli; Dott. Bartolo D’Antonio, Presidente ANCI Campania; Dott. Nando Morra, Responsabile Mezzogiorno Legautonomie.
Partecipano i Sindaci dei Comuni di: Agropoli, Capaccio, Campagna, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Pontecagnano, Contursi Terme, Bellizzi, Serre, Altavilla, Giffoni Valle Piana, Sicignano degli Alburni, Buccino, San Gregorio Magno, Postiglione, Albanella, Olevano sul Tusciano, Valva, Oliveto Citra, San Cipriano Picentino.

fontewww.casertanews.it

Sospensione idrica:gli altri Comuni

Resteranno senz’acqua per 50 ore anche i comuni di Eboli, Battipaglia, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Pontecagnano, Campagna, Serre, Albanella (solo località Matinelle), Ogliastro Cilento (solo la Zona Industriale), Agropoli e Castellabate. La sospensione idrica, nel merito, riguarda tutto il territorio di Agropoli, Pontecagnano, Campagna e Capaccio dal pomeriggio di oggi e fino alla mattinata mercoledì.Più complessa la situazione a Battipaglia ed Eboli. A Battipaglia l’acqua manca fino alle 12 di mercoledì in via Roma, via Mazzini, via Baratta, via del Centenario, viale delle Libertà, via Pastore, via Olevano, via Gonzaga, via Domodossola, zona Taverna, zona Industriale; e ancora Belvedere fino a Bellizzi e la zona di Sermoni Alto. In queste stesse zone, l’acqua mancherà giovedì dalle 14 alle 19 e dalle 22 alle 6 del giorno successivo; sospensione totale anche venerdì dalle 22 alle 6.

Questa, invece, la mappa del disagio ad Eboli: erogazione sospesa fino alle 6 di martedì, dalle 11 di martedì alle 6 di mercoledì e dalle 11 di mercoledì alle 6 di giovedì in queste zone: centro urbano, via Paparone, via S.Croce, via S.Castaldo, rione Ceffato, rione Mulinello, S.Andrea, Tavoliello, Epitaffio, Via Cupe, Via S.Vito, S.Giovanni, rione Paterno e via Cetrangolo. Senz’acqua fino alle 18 di mercoledì località Festola, S.Vito, prato Boscariello, S.Chiarella, Rosaie, S.Miele, Angona, Fiocche, Scorziello, Acqua dei Pioppi, Serracapilli, Pezza delle Monache, S.Cecilia, Torre Palladino, Torre Barriate, Serretelle, Arenosola, Foce Sele, Papaleone, La Storia e Campolongo.

Le zone di Eboli non interessate alla sospensione idrica sono: via Tiranna, Ospedale, grataglie, Lampione, Fontanelle, Madonna dei Martiri, S.Donato, Melito, Monte di Eboli, Baldascine, Corno d’Oro, Bosco Grande. Poca acqua, infine, in località Ciuffi e a Casarsa.

fonte www.salernonotizie.it