Fisco: caccia a evasori, ondata controlli spiaggie e porti

10 08 2010

ROMA – Ondata di controlli ad agosto sulle coste italiane, con gli 007 del fisco al lavoro sulle spiagge, nei porti e negli stabilimenti balneari, tra sdraio, canotti e pedalo’, per scovare l’evasione nascosta sotto l’ombrellone. La ‘calda’ estate dei controlli fiscali – informa l’Agenzia delle Entrate – investe la penisola da Sud a Nord, facendo registrare i picchi piu’ intensi nelle principali localita’ turistiche dello Stivale. Si parte dalla costiera salernitana, dove sono a sotto controllo i pontili degli scali commerciali piu’ frequentati come Amalfi e Agropoli, spesso gestiti da enti no profit, fino al lido di Venezia, disseminato di bungalow attrezzati di tutto punto, chiamati ‘capanne’, il cui affitto puo’ arrivare a costare in media anche 10 mila euro a stagione. A meta’ strada, tappa obbligata sui battutissimi litorali laziali, sono al vaglio non solo i posti barca sparsi lungo la costa, da Ostia a Nettuno passando per Anzio, con prezzi fino a 200 mila euro, ma anche discoteche e locali. Oltre Tirreno, arenili al setaccio in Sardegna ad Alghero, San Teodoro, Villasimius, Orosei, in Costa Smeralda e in altri 60 centri ad alta vocazione turistica dell’isola, dove gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate sono a caccia di evasori che non rilasciano scontrini e ricevute, dichiarano al fisco dati sottostimati per gli studi di settore e assumono personale in nero.

fonte ansa.it





Rifiuti, rischio paralisi nel Cilento; Legambiente: “Fare presto”

10 08 2010

napoli-rifiuti

“I nodi vengono al pettine, la mancanza di impianti di compostaggio ha determinato una grave situazione debitoria per i comuni creando le condizioni per far di nuovo precipitare la nostra regione nella vergognosa situazione di poco piu’ di un anno fa.

Bisogna far presto e recuperare i fondi necessari dando assoluta priorità a quest’azione. Ancora una volta il tempo è trascorso senza trovare soluzione.

Quando la casa brucia è compito di tutti dare una mano senza poi dimenticare le responsabilità che si spera che in questa regione prima o poi vengano individuate”. In una nota Michele Buonomo , commenta il rischio di una nuova paralisi ed emergenza rifiuti per mancato smaltimento umido nel Cilento.

fonte salernonotizie.it





Agropoli; con la droga in giardino, due denunciati dai Carabinieri

10 08 2010

Continua senza sosta l’attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Agropoli. Durante la giornata di ieri, i militari della Stazione di Matinella hanno deferito in stato di libertà due uomini, un 66enne (C.V.) e un 26enne (V.R.) del luogo.

Durante un servizio mirato a contrastare lo spaccio e la coltivazione di sostanze stupefacenti, i Carabinieri hanno dato luogo ad alcune perquisizioni domiciliari in Matinella. All’interno di due giardini sono state rinvenute alcune piante di canapa indiana alte circa 1 metro.

Sentito il Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Salerno, i due sono stati deferiti in stato di libertà per il reato di coltivazione di sostanza stupefacente. Le piante sono state sequestrate.

COMUNICATO STAMPA UFFICIALE CARABINIERI AGROPOLI
10/08/2010 8.16.40





PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIUSEPPINA DE MARCO NELLA CHIESA DEI SS. PIETRO E PAOLO DI AGROPOLI

7 08 2010

“Manna la bonasera a la Maronna”

Venerdì 9 luglio 2010, nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, nel bellissimo e suggestivo centro storico di Agropoli, presentazione del libro “Manna la bonasera a la Madonna”, una raccolta di preghiere popolari a cura della professoressa Giuseppina De Marco di Agropoli. Per la serata è previsto l’intervento di Mons. Giovanni Di Napoli, del dottor Francesco Crispino, del parroco della chiesa ospite Don Roberto Guida, di Michela Di Gennaro, consigliere nazionale dell’AIFO, di Anna Volpe, presidente dell’Azione Cattolica, di Cecilia Grippa, del gruppo Alchimia, dell’autrice del libro Giuseppina De Marco, docente al Liceo classico “A. Gatto” della città. Chitarra e voce: Luciano Tarullo. Lettrici: Cristina e Rosangela Di Marco. I  proventi della vendita del libro saranno interamente destinati ad una scuola per bambini e adolescenti con disabilità mentale a Goma, R.D. del Congo. Il progetto è seguito dall’AIFO ( Associazione Italiana Amici di R. Follerau). Nel corso della serata,  a conclusione della prima iniziativa “Costruiamo ponti d’amore”, verrà ufficializzato l’acquisto degli apparecchi medicali da donare alla Unità Operativa di Radioterapia Oncologica  – Azienda Ospedaliera Universitaria S.Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, realizzato grazie alla vendita del libro “ Lo strano cammino di Santiago” di Cecilia Grippa. Due splendidi esempi di cultura e solidarietà ad Agropoli che stanno incrementando la sensibilità verso i meno fortunati con interventi di ordine materiale che, nello stesso tempo, allargano gli orizzonti culturali del territorio cilentano che sta scoprendo a poco a poco, la sua grande vocazione cattolica ed umanitaria. Le nostre congratulazioni vanno a tutti coloro che operano nella cittadina capoluogo del Cilento nel terzo settore, o no profit, con nuove idee, nuove azioni che servono spesso da esempio ed incoraggiamento anche per i renitenti a fare del bene.

Catello Nastro





Migranti nelle ville dei boss

6 08 2010

Non importa se picchi forte il sole o piova a dirotto, i marocchini nordafricani che lavorano tutto l’anno e da decenni nelle coltivazioni della Piana del Sele non guardano le previsioni del tempo prima di uscire con le loro bici sgangherate dalle baracche disseminate sulla litoranea tra Capaccio e Pontecagnano. Qui la questione degli alloggi, di un diritto alla casa ai lavoratori migranti, con o senza un permesso di soggiorno, è esplosa dopo il blitz della polizia a San Nicola Varco lo scorso novembre. San Nicola Varco si trova nel comune di Eboli, è una zona agricola occupata inizialmente da famiglie rom, poi soppiantate da migranti nordafricani in seguito a un violento scontro tra i due gruppi. L’area è stata depauperata dopo il fallimentare progetto avviato nei primi anni ’90 dalla Regione Campania, che investì oltre 30 miliardi di lire per impiantare un mercato agricolo coperto. A San Nicola Varco ci vivevano in oltre 600, si arrangiavano nelle strutture occupate e nelle case di lamiera costruire nel tempo, nonostante fossero senza servizi igienici e senz’acqua. Un luogo malsano, insomma, che nonostante tutto veniva visto come un punto di riferimento, un luogo dove poter rientrare a fine giornata. E così dopo il blitz, per loro, non c’è stata più pace. I quasi mille marocchini si sono sparsi nelle zone circostanti e hanno continuato la ricerca di un alloggio di fortuna. Come è accaduto un mese fa in via Varolato a Capaccio, dove la polizia ha scoperto che in una stalla ci vivevano sessanta migranti per settanta euro al mese. Un ricovero per cavalli trasformato in mega dormitorio, con condizioni di vita a dir poco disumane: un solo bagno e anche privo di scarico fognario. Solo trentanove dei sessanta marocchini sgomberati sono risultati regolari. Vivono ora in tre ville confiscate alla camorra. Sono stati accolti qui dall’associazione Onlus “Anzianinsieme” che dal 2003 ha ottenuto la custodia provvisoria degli immobili dal tribunale di Salerno.

L’extracomunitario si sta trasformando inconsapevolmente in risorsa economica. Il comune di Sicignano degli Alburni, ad esempio, dopo l’emergenza San Nicola Varco ha ottenuto 100 mila euro dal Ministero dell’Interno, e altri 70 mila li ha avuti la Caritas della Diocesi di Teggiano. Ed è così iniziata una guerra fra sindaci sulla questione degli alloggi. Il primo cittadino della città dei templi, Pasquale Marino, lo stesso che con l’associazione “Anzianinsieme” ha concordato la dimora provvisoria dei migranti (un mese) nelle ville confiscate alla camorra, ora si tira indietro e firma un’ordinanza di sgombero. La motivazione è che la struttura è inagibile. Nel documento si legge che «gli immobili appartenenti alla società Hotel Bristol snc (concessione edilizia n.18 del 06.02.1992, riconducibile alla famiglia Meluzio, originaria dell’avellinese ndr) non hanno il certificato di abitabilità, privi di idoneo sistema di smaltimento dei rifiuti». Inoltre, secondo l’ordinanza, in seguito al sopralluogo dell’Asl «negli immobili risultano gravi deficienze igienico-sanitarie per il sovraffollamento dei dimoranti». Le settantadue ore dalla data dell’ordinanza, il 27 giugno, sono scadute e il blitz della polizia potrebbe avvenire in qualsiasi momento. E ora si assiste a un muro contro muro tra due primi cittadini con due differenti visioni del problema. Da un lato il sindaco di Capaccio che insieme ai servizi sociali ha individuato degli alloggi alternativi per i migranti, dall’altro l’Unione sindacale di base insieme al sindaco di Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato, che da un anno si sta occupando della vicenda.
Uno è del Pd, l’altro di Rifondazione Comunista. Amato ne fa una questione etica, assoluta. L’altro si barcamena anche con quello che sostengono l’Asl, l’associazione degli anziani e il piano di zona dei servizi sociali. Marino, parlando di Amato, è secco: «Non l’ho mai conosciuto questo grande benefattore. Certo è che non mi sono imbattuto in un sindaco che perde il suo tempo non per la sua comunità ma facendosi strumentalizzare da gente che manco conosce. I migranti, sentendosi spalleggiati, non vogliono accettare le soluzioni alternative che gli abbiamo prospettato. Se si arriverà allo sgombero coatto sarà tutta colpa sua. No, non solo non gli voglio stringere la mano ma gli chiederò di rispondere in sede giudiziaria delle accuse di razzismo che mi ha rivolto gratuitamente. L’ho denunciato per diffamazione». La replica di Alfonso Amato arriva in un pomeriggio assolato, mentre visita i migranti nella villa di via Barresi: «Io sono un figlio di Dio, creato da Dio, per servire ed amare nostro Signore a qualsiasi latitudine e longitudine». Il sindaco di Sicignano chiede ai migranti di non lasciare le ville perché «non possono andare altrove, al lavoro ci vanno in bicicletta, se lo perdono per loro è la morte civile». Ed eccolo allora fare resistenza all’ordinanza di Marino, che invece usa la pretesa inagibilità dello stabile come una clava per mandarli nei paesi vicini come Roccadaspide, Albanella ed Agropoli ed anche a Capaccio, in via Dalla Chiesa, dove un’agenzia immobiliare li vuole alloggiare a 440 euro al mese. Devono però lasciare la villa di via Barresi, a non più di 200 metri dal mare, dove c’è la piscina e il solarium, giardino con docce e bagni e inoltre terrazze abitabili. Tutte cose che si trovano scritte in un manifesto–depliant ancora appeso all’interno dell’appartamento. «Il mio comune – rende noto Pasquale Marino – ha già dato mille euro all’associazione “Anzianinsieme”. Ora loro dicono che devono ospitare dei bambini orfani. Io gli devo credere. Ai braccianti marocchini un tetto glielo abbiamo trovato. Come vedete non sono certo meno cristiano di Amato».
Va giù duro Rosa Egidio Masullo, responsabile del Piano di Zona di Capaccio, già assessore ai servizi sociali del comune di Salerno, la stessa che negli anni ’90 ha ricevuto un pacco bomba dai clan. Per lei è necessario indicare ai lavoratori migranti una strada che sia fatta sì di sostegno ma soprattutto di autonomia. «Finora – dice – tutte le soluzioni che abbiamo proposto le hanno rifiutate. È necessario che capiscano che non possono vivere in dieci, venti, trenta persone in una sola casa. Nessuno mette in discussione che siano persone sfruttate dal punto di vista economico, ma difficilmente troveranno privati disposti a fittargli casa se da quattro o cinque inquilini il numero sale vertiginosamente a dieci se non addirittura a quindici persone».
«La maggior parte dei lavoratori migranti della Valle del Sele non sono stagionali perché qui c’è un’economia diversa dalle altre zone d’Italia – dice Anselmo Botte della Flai Cgil – Qui si lavora sempre e molti di loro risiedono anche da dieci anni a Capaccio. Quindi bisogna trovare soluzioni altrettanto strutturali e non emergenziali. La legge Bossi-Fini che tanto critichiamo – conclude – prevede che chi li assume gli trovi anche una sistemazione, una casa dove abitare. Lo sappiamo che in migliaia lavorano al nero, ma c’è una buona fetta di persone che il permesso di soggiorno ce l’ha e anche uno straccio di contratto».
Come i trentanove marocchini ospitati nelle ville, ad esempio, che vivono qui da anni anche se questo non basta a farli esprimere in un corretto italiano. Anzi. I marocchini di Casablanca che incontriamo nelle ormai famose ville confiscate alla camorra non comprendono e non parlano bene la nostra lingua. «Non c’è da sorprendersi», dice Gennaro Avallone, ricercatore presso l’Università di Salerno che sta svolgendo una ricerca sul tema della presenza degli immigrati in agricoltura e sta partecipando agli incontri che sta organizzando negli ultimi mesi la sezione provinciale dell’Unione sindacale di Base (Usb), ex Cobas. «Questa è una conseguenza di una condizione – dice Avallone – La conseguenza del fatto che molto spesso il caporale che gli procura le giornate e lo porta sul luogo di lavoro è uno di loro, è un connazionale. Quindi non hanno necessità di parlare la nostra lingua. Quando finiscono la loro giornata e se ne ritornano a casa, stanno tra loro, pregano, mangiano insieme e il giorno dopo questi passaggi si ripetono. Se incontrano o hanno rapporti con gli italiani o è per farsi visitare da un medico o perché, molto spesso, sono vittime di truffe». Una cosa sanno di sicuro, però. «Il lavoro continua a diminuire anche per noi – dicono – Siamo in estate ma lavoriamo al massimo tre giorni a settimana», dice Hamed, 37 anni, in Italia da più di cinque.
Ma quanti sono i migranti impiegati nell’agricoltura nella Piana del Sele? «I dati contrastano», continua Avallone. Secondo l’Inps – tramite l’osservatorio del mondo agricolo – nel 2008 in tutta la provincia di Salerno gli extracomunitari in agricoltura erano 950. «Ma – fa notare Avallone – come è possibile se solo a San Nicola Varco ne sono stati individuati 600?». La Flai Cgil nel 2007 ha stimato, solo nella Piana del Sele, una presenza di 4.500 persone. Di questi 3.500 sono marocchini. Ma in agricoltura non sono i soli. C’è una presenza di rumeni e bulgari, anche di donne dell’Europa orientale, provenienti soprattutto dall’Ucraina. «Sui numeri ci vorrebbe la palla di vetro – conclude Avallone – nessuno sa chi siano realmente e dove si trovino. Finora la questione è ridotta sulla presenza dei marocchini ma non è così. Si lamentano della concorrenza al ribasso dei rumeni, ad esempio, disposti a lavorare anche per 20 euro al giorno».





Agropoli 2010 ANNO DA INCORNICIARE PER FABIO CASTELNUOVO

5 08 2010

Anno fortunato questo per Fabio Castelnuovo. L’atleta Agropolese è tornato alla ribalta delle competizioni di Bodybuilding classificandosi ai primi posti in prestigiose competizioni di bodybuilding. Nel mese di Luglio Fabio infatti si è classificato al secondo posto in tre competizioni di carattere nazionale e internazionale come il Mr.italia, Il Mr. Universo IBFA e il Gran Prix Maximum e ha ottenuto un meritatissimo primo posto all’assoluto del Mini Pro Grand Prix magna Grecia svoltosi a Sibari dove ha prevalso su atleti di fama internazionale. Fabio oramai è da anni un atleta ai vertici di questa poco conosciuta disciplina e nonostante i grossi sacrifici e le poche gratificazioni continua costantemente a mettersi in gioco in competizioni di alto livello e a prestare la sua opera nella sua palestra , la famosa Central Gym ,con altrettanto impegno e professionalità mettendo la propria esperienza al servizio dei suoi clienti. Interpellato Fabio tiene a dirci che gran merito nei successi da lui ottenuti va a coloro che lo supportano nelle dure fasi della preparazione facendo si che lui sia un’atleta migliore ma soprattutto una persona migliore quindi un meritato tributo anche alla sua famiglia e gli amici di sempre .





CASTELLABATE Fuori strada con l’auto: gravissimi tre ragazzi

5 08 2010

L’incidente stradale è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì nella frazione di Ogliastro Marina. Quattro giovanissimi, tre residenti del napoletano e una giovane del posto, tutti di età compresa tra i 18 e i venti anni, sono finiti fuoristrada mentre a bordo di una Fiat ‘Grande Punto’, percorrevano la strada che porta a San Marco

CASTELLABATE. Quattro feriti, di cui tre gravissimi, in un incidente stradale avvenuto nella notte di ieri nel Comune di Castellabate, nella frazione di Ogliastro Marina.

I quattro, tre residenti del napoletano e una giovane del posto, tutti giovanissimi di età compresa tra i 18 e i venti anni, sono finiti fuoristrada mentre a bordo di una Fiat “Grande Punto”, percorrevano la strada che collega i centri di Santa Maria di Castellabate e San Marco, nel Cilento. Subito soccorsi da tre ambulanze del 118 e dai carabinieri, tre dei quattro giovani coinvolti sono stati ricoverati negli ospedali della zona per le gravi ferite riportate.

Al momento, due di essi, una ragazza di diciotto anni, del posto, e un’amica, residente del napoletano, si trovano nel reparto di Rianimazione del San Luca di Vallo della Lucania, entrambe per un trauma cranico. Un terzo giovane, anch’egli di diciotto anni, è invece stato trasferito presso l’ospedale di Pozzuoli: le sue condizioni sono gravissime.





NEW CARRUBO: ecco il ricco programma di agosto 2010

4 08 2010








Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 105 other followers