Dopo i primi cinque minuti di proiezione, non mi aspettavo un crescendo tale. L’introduzione, come si sa, è la parte iniziale di un film e molto spesso porta a delle conclusioni premature. Ma avevo promesso a Clodomiro Tarsia ed Attilio Rossi che avrei seguito e gustato attentamente, ed eventualmente recensito, il loro lavoro cinematografico. Sono restato sulla poltroncina fino all’ultimo ed ho fatto bene. Un film bello ed interessante. Come soggetto, come realizzazione, come fotografia, come promozione sociale ed anche come promozione turistica. All’inizio, come dicevo, poteva sembrare quasi banale. Ma poi, di sequenza in sequenza è cresciuto ed ha mantenuto gli spettatori tesi in poltrona. La scuola, i giovani, i professori, le attività scolastiche, i problemi degli adolescenti e della società, il rapporto figli-genitori, il paesaggio e, consentitemelo, la promozione del paesaggio di Agropoli, città nella quale è stato girato per intero il film prodotto dalla Mekanè, che ha sede nella nostra cittadina, diretta dal bravissimo Attilio Rossi. Giustamente al Festival del Cinema di Salerno, che ho seguito anche in alcune precedenti edizioni, ha conseguito il primo premio, peraltro meritatissimo. Delle scene, in questo film, assurgono a vera e propria poesia. Penso che tutto il Cilento e tutte le scuole del Cilento dovrebbero assistere alla proiezione di questo film, per poi commentarlo, con esperti o semplici studenti. Uno spaccato della nostra società, coi lati positivi e coi lati negativi. In tutto visto in una chiave ottimistica dove il cattivo viene punito ed il buono premiato. Ma questo “buonismo” sociale non danneggia la trama del film, anzi la rende fruibile a tutti, pervasa di un significato didattico di alto potere e contenuto accessibile alla maggior parte degli spettatori . Un lavoro, durato otto mesi, veramente straordinario. Anche la fugace apparizione del coraggioso prete di Forcella, Don Luigi Merola, vista come un intermezzo forse in distonia col resto della trama, viene accettata come facente parte del discorso didattico ed educativo del film, peraltro adatto a tutti. Un film educativo, quindi, ma anche sociale, propri perchè presenta problematiche attuali che, comunque, sono state trattate con semplicità, ma certamente senza retorica descrittiva o sequenze baroccheggianti. Un film da vedere, insomma . Anche perché lo merita. La fotografia è a dir poco impeccabile e stupenda.
Catello Nastro













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