Giornata tragica:8 morti sul lavoro

18 10 2008

Incidenti accaduti in varie province

Un’altra giornata da dimenticare per le morti sul lavoro: otto persone hanno perso la vita in servizio. A Ragusa un operaio di un’azienda dolciaria è deceduto all’interno di una vasca per la lavorazione del cioccolato. Le altre tragedie si sono registrate nel Parmense, in provincia di Piacenza, a Salerno, a Ragusa, a Napoli, ad Arezzo e nel Veronese. Nel Potentino, un agricoltore è morto schiacciato dal suo trattore.

Ragusa, operaio finisce nella vasca del cioccolato
A Ragusa un operaio 38enne di un’azienda dolciaria è stato trovato senza vita all’interno di una vasca utilizzata per la lavorazione del cioccolato. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo stava pulendo il silos quando si è messo improvvisamente in moto il meccanismo che serve a mescolare gli ingredienti e una pala lo ha colpito, uccidendolo.

Tutto si è svolto poco prima di mezzanotte all’interno della Ciocodor, l’ex Gisal, nella zona industriale di Ragusa. Per recuperare il corpo, ricoperto dal cioccolato fuso, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che sono intervenuti subito sul luogo della disgrazia. L’alllarme era stato lanciato dalla moglie dell’operaio che, non vedendolo rientrare a casa al termine del turno di lavoro, ha avvertito la polizia.

Nello specifico gli ivnestigatori stanno cercando di capire come mai l’operaio si trovasse ancora in fabbrica a quell’ora e perché la macchina si è avviata mentre l’uomo era all’interno della vasca.

Napoli e Salerno, morti due operai
Morte orribile per un operaio 33enne in un cantiere edile nel Salernitano. L’uomo è rimasto schiacciato da un pannello di copertura di un capannone industriale che si è staccato da una gru, investendolo in pieno. L’operaio, dipendente di una ditta che operava nel cantiere, stava passando nel piazzale quando improvvisamente gli è piombato addosso il pannello. L’incidente si è verificato in località Spineta, nel comune di Battipaglia. Un altro operaio, Guido Palumbo, che era caduto da una scala mentre lavorava in un’officina a Casoria, invece, è morto al Cardarelli di Napoli. Era dipendente di una ditta di ragusa, lavorazione del ferro.

Parma e Potenza, altri due morti bianche

Un altro incidente mortale sul lavoro si è registrato nel Parmense, Sanvitale Baganza, dove un muratore è precipitato da un ponteggio. Il volo di 6 metri non ha lasciato scampo all’uomo originario di Gela, in Sicilia. Un morto e un ferito anche nel Potentino, a Barile. Uno agricoltore è rimasto chiacciato dal suo trattore che si è ribaltato. Nel tragico incidente è rimasta ferita un’altra persona.

Folgorato dall’alta tensione nel Piacentino
Un operaio albanese di 38 anni è stato folgorato dall’ alta tensione in un tragico incidente sul lavoro a Roveleto di Cadeo, nel Piacentino. L’ uomo si trovava su una piattaforma alzata da un braccio meccanico a circa otto metri da terra e, mentre stava facendo alcune manovre, ha urtato i cavi dell’elettricità rimanendo fulminato. E’ precipitato al suolo, ma probabilmente era già morto prima dell’impatto con il terreno.

Va per incontrare il fidanzato in cantiere e muore
Una giovane marocchina è rimasta schiacciata da una catasta di ferro caduta da un camion, in fase di scarico ad Arcole, nel Veronese. Secondo una prima ricostruzione la giovane era andata in azienda a trovare il fidanzato quando il carico le è rovinato addosso. L’incidente si è consumato proprio davanti agli occhi del compagno, anche lui magrebino.

Arezzo, 30enne muore sotto un tronco
A Subbiano (Arezzo) Luca Cerofolini, 30 anni è morto schiacciato dal tronco che stava abbattendo con una motosega. I soccorritori lo hanno trovato agonizzante sotto il pesante fusto: è morto poco dopo.

fonte www.tgcom.mediaset.it





Piano per salvare la sanità: saranno cancellati ospedali e posti letto

18 10 2008

Sperperi, costi elevati e servizi inutili: c´è un piano di rientro per la Sanità campana che in 96 pagine indica come rilanciare le Asl e le strutture ospedaliere. Provincia per provincia, città per città. Le parole d´ordine sono tre: risparmio, riorganizzazione e riconversione. Una manovra che consentirebbe un risparmio di 200 milioni di euro.
E´ la bozza del piano di rientro del disavanzo economico, quella che andrà in giunta lunedì o martedì prossimi, e sulla quale, il consiglio regionale avrà 30 giorni di tempo per discutere. La certezza è che sulle 96 pagine si scatenerà la battaglia dei territori, nonostante la premessa della bozza che ricorda l´incompatibilità dei piani presentati dai manager delle aziende sanitarie locali con la politica di austerity imposta dal governo e dalle congiunture economiche. Il documento che sarà portato in giunta propone la nuova configurazione della rete ospedaliera che comunque “recepisce, dove è possibile, le indicazioni fornite dai manager delle Asl”. Ci sono dieci punti sui quali non si discute: dalla riorganizzazione delle funzioni, alla valutazione dei livelli di produttività, dal ripensamento della rete di emergenza costituita dai presidi degli ambiti territoriali, alla disattivazione dei punti di nascita nel casi in cui non si raggiunga il livello di 400 parti all´anno. Ma ci sono numeri e indicazioni anche più precise. Per esempio quelle che riguardano i posti letto, che dovranno diminuire in quelle unità operative con un tasso di occupazione inferiore al 75%, fatta eccezione per terapie intensive, rianimazioni, malattie infettive, attività di trapianto e unità operative presenti in presidi allocati nelle isole. Nelle stesse unità operative bisognerà procedere all´accorpamento tra due o più unità operative della stessa disciplina presenti o nello stesso dipartimento o nel territorio della stessa Asl. I posti letto in eccesso saranno riconvertiti e utilizzati in discipline carenti verso le quali è aumentata la domanda. Inoltre, funzioni di alta specialità nella rete di emergenza saranno allocate in un unico plesso ospedaliero. Nella bozza ritorna spesso il capitolo “posti letto”, che gradualmente dovranno essere ridotti in totale di 763 unità, arrivando a 20.690 in tutta la Regione, ovvero 3,57 per ogni mille abitanti (3,06 il numero di posti per pazienti acuti, 0,51 per lungodegenza e riabilitazione). In generale, sia la rete pubblica che quella privata dovranno ridurre l´offerta del 3%.
Capitolo ospedali: è impensabile, si legge nella bozza, che ogni ospedale sia sede di “Pronto Soccorso”. Soprattutto perché alcuni non ne hanno i requisiti, sia tecnici che pratici. E allora, il futuro si articolerà su tre fasce: quelli di primo livello assicureranno il primo soccorso e una diagnostica di base; quelli di secondo livello attiveranno i pronto soccorso, la cardiologia, la terapia intensiva; quelli di terzo livello assicureranno invece funzioni di più alta qualificazione legate all´emergenza tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, le unità per grandi ustionati e i trauma center.
La rivoluzione taglierebbe fuori dalla rete dell´emergenza ben 7 ospedali (Sant´Angelo dei Lombardi, San Felice Cancello, Cto di Napoli, Incurabili, Mercato San Serino, Roccadaspide e Agropoli) per un totale di 778 posti letto.
Inoltre trasformerebbe 11 presidi ospedalieri da “Sede Psa” (pronto soccorso attivo) a strutture di “Primo livello” con una riduzione di posti letto pari a 231 unità. Gli ospedali che saranno declassati in nome della politica del contenimento della spesa sarebbero quelli di Solofra, Marcianise, Sessa Aurunca, Torre del Greco, Vico Equense, Cava dei Tirreni, Sarno, Scafati, Sapri, Oliveto Citra e San Gennaro di Napoli. Gli ospedali d´eccellenza che faranno parte della fascia di terzo livello saranno l´Ospedale del Mare dell´Asl Napoli 1 (in via di realizzazione), quello di Nocera Inferiore dell´Asl Salerno 1, e quello di Vallo della Lucania della Salerno 3. A questi si aggiungeranno le 4 aziende ospedaliere provinciali e l´azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli.
Ma dove ci sarano gli scontri maggiori sulla bozza sarà al capitolo della dismissione e riconversione. Ovvero sull´accorpamento di alcune strutture. Il progetto, infatti, punta senza mezze misure a cancellare alcuni piccoli ospedali, per razionalizzare servizi e ricoveri. E il sacrificio riguarderà soprattutto quelli che non sono dotati dei requisiti richiesti. Contemporaneamente il progetto rivoluzionario riguarderà quelle strutture chiamate ad “accogliere” i servizi di quelle da dismettere. In particolare, nella zona napoletana, saranno accorpate tre strutture. Nell´Ospedale del Mare, entro il 2011, confluirannio il Loreto Mare, l´Annunziata e l´Ascalesi; nel nuovo Ospedale di Afragola confluiranno il San Giovanni di Dio e Frattamaggiore; nel Nuovo Ospedale di Pomigliano, quello di Pollena Trocchia e il Cavaliere. Tre accorpamenti anche nell´area salernitana. Entro il 2009 il presiodio ospedaliero di Pagani confluirà in quello di Nocera Inferiore, e nell´Ospedale della Valle del Sele saranno accorpati l´Addolorata di Eboli e la Speranza di Battipaglia.
Raffaele Schettino

FONTE:METROPOLISWEB.IT








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