Salerno, trovato ordigno bellico

Scatta allarme, 5mila evacuati

Il ritrovamento di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale, che potrebbe esplodere, ha fatto scattare l’allarme a Salerno. Circa 5mila abitanti della zona del Carmine stanno per essere evacuati dalle proprie abitazioni. Il ritrovamento dell’ordigno ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario tra nord e sud Italia. In Prefettura è riunito il centro di coordinamento dei soccorsi.

La maggior parte degli evacuati saranno ospitati da parenti o amici; nelle prossime ore saranno a disposizione anche lo stadio e gli istituti scolastici. L’evacuazione è già in corso ed è stato anche bloccato il traffico ferroviario, mentre gli artificieri hanno circoscritto la zona dove è stata trovata la bomba.

Per il momento i treni provenienti dal nord vengono fatti fermare a Napoli, quelli in arrivo dal sud a Battipaglia. Nella sede centrale delle Ferrovie dello Stato è stata subito allestita una unita’ di crisi per coordinare tutte le iniziative e ridurre il più possibile i disagi per i passeggeri.

La bomba da 500 libbre, di fabbricazione inglese a a spoletta differenziata, è stata scoperta durante i lavori di scavo in via Michelangelo Schipa, per la realizzazione di box auto sotterranei. A quanto si è appreso, l’ordigno è stato incautamente spostato durante i lavori e ciò potrebbe provocare un innesco chimico. Lo sgombero riguarda tutti gli abitanti in un raggio di 250 metri. Sul luogo sono intervenuti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, artificieri e funzionari della prefettura.

Gli artificieri dell’Esercito al momento non possono tentare alcun disinnesco. Devono infatti in primo luogo capire se lo spostamento della bomba da parte di una pala meccanica abbia determinato l’innesco chimico. In tal caso non si potrebbe fare alcun intervento sulla bomba: l’esplosione di questo tipo di ordigni – spiegano gli esperti – avviene nel giro di 144 ore dall’innesco chimico. Solo dopo che sia trascorsa questo tempo (a decorrere quindi dallo spostamento avvenuto nel primo pomeriggio) gli artificieri potranno provvedere al disinnesco.

fonte www.tgcom.mediaset.com

Salerno: ordigno bellico in Via Rafastia, evacuate 5000 persone fino a domenica

Un ordigno bellico e’ stato ritrovato questo pomeriggio

a via Rapastia nel centro di Salerno. L’ordigno risalente

alla Seconda guerra mondiale del peso di 250 kg e’ stato

ritrovato durante i lavori di ristrutturazione. Al momento

dopo un lungo incontro in prefettura e’ stata predisposta

l’evacuazione di un’ampissima area del centro cittadino.Sono

circa 5mila le persone che in queste ore sono state invitate

a lasciare le proprie abitazioni. A rendere ancora piu’

complessa l’operazione la presenza nell’area interessata

di una clinica privata di cui i degenti dovranno essere trasportati all’ospedale di Salerno San Giovanni Di Dio

e Ruggi D’Aragona. I tempi stimati per disinnesco dell’ordigno sembra siano di 144 ore a partire da adesso,

cinque giorni.

Al momento il sindaco, vincenzo De Luca, ha chiesto ai cittadini di trovare se possibile situazioni provvisorie

di alloggiamento. Mentre l’esercito sta allestendo nel vecchio Stadio Vestudi, una tendopoli per garantire il

soggiorno a tutti coloro che non hanno alternative. -

Molto ampia la zona da evacuare, circa 250 m: Via Pio XI fino alla UILDM, via Vernieri, Via Matteo Silvatico,

via M. Schipa, una parte di Via Arce, Piazza Mutilati, Via Gonzaga, via Fieravecchia per 50m. dagli Archi dei

Diavoli in giù, Via Dei Principati, Via Grafeo, Via P. da Eboli, parte di via Costantino l’Africano. Leggi l’elenco

completo delle strade interessate dal dispositivo di sgombero. Da evacuare anche la Chiesa del Carmine, il

Liceo Tasso, l’Istituto Genovesi, l’Ospedale Vernieri, gli uffici del Catasto e della Procura, l’Asilo Nido Vernieri,

l’asilo Santa Teresa.

Per informazioni ed indicazioni ci si può rivolgere al Comando dei Vigili del Fuoco al nr. 800 890033 o

allo 089 663111 Stadio Vestuti 089 666644.

I cittadini sono stati invitati a lasciare, per ragioni di sicurezza, le proprie abitazioni con calma ma celermente

portando con sè eventuali farmaci di uso quotidiano o salva-vita, documenti di identità, dopo aver chiuso porte

e finsetre e i contatori di acqua, gas ed elettricità. Le Forze dell’Ordine garantiranno la sicurezza di persone e

cose con particolare attenzione per evitare casi di sciacallaggio.

Per le persone che non avessero parenti o amici presso i quali alloggiare in questi giorni si sta allestendo una

tendopoli presso lo Stadio Vestuti. Inoltre posti letto si stanno approntando presso la clinica Tortorella e la Scuola

Elementare Medaglie D’Oro.

L’evacuazione è resa dovuta alla necessità di procedere al disinnesco dell’ordigno che potrebbe impiegare fino

a 144 ore.

  • L’epicentreo è Via Rafastia. Il raggio di evacuazione è di 250 metri. Confine Nord, Via Pio XI fino alla
  • UILDM (quelli con necessità spostati all’Ospedale Da Procida), tutta Via Vernieri fino a Matteo Selvatico
  • (l’apice del Trincerone), una parte di Via Arce, tutta Piazza dei Mutilati, Via Gonzaga, Via Fieravecchia
  • (dagli Archi del Diavolo a scendere per 50 metri), Via de Principati, Via Grafeo, Via Pietro da Eboli, una
  • parte di Via Costantino l’Africano. Evacuati gli uffici della Procura, del Catasto, il Liceo Tasso, l’Asilo Nido
  • Vernieri, l’asilo Santa Teresa, la ASL di Via Vernieri. Il numero verde del comando dei vigili urbani
  • è 800.89.00.33ELENCO STRADE EVACUATE
    LA PLANIMETRIA DELL’AREA
    L’ordinanza del Sindaco De Luca
  • fonte www.salernonotizie.it

  • In 5mila via dalle case, caos anche per i treni

  • PETRONILLA CARILLO Cinquemila persone dovranno lasciare le proprie abitazioni per 144 ore. Sono

    gli abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto Claudio

    Meoli dopo il ritrovamento di una bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia, alle spalle di via

    Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta realizzando il parcheggio sotterraneo

    nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto «pericoloso» prima dagli artificieri del reparto operativo del comando

    provinciale dell’Arma e poi dai militari del Timavo, il Nucleo Geni Guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta.

    Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba pesa 500 libbre. E non solo.

    Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo di ordigno ad «innesco ritardato».

    Cioè, una volta smosso (come è accaduto nel momento del ritrovamento) può esplodere nel giro delle

    successive 144 ore a causa di una particolare reazione chimica. Prima di domenica mattina, dunque, neanche

    gli artificieri dell’esercito potranno avvicinarsi e lavorarci provvedendo a rendere innocui l’ordigno prima di

    trasferirlo a Persano per farlo brillare. Anche se sarà fondamentale il sopralluogo che faranno questa mattina gli

    uomini della Brigata Garibaldi, agli ordini del capitano Fabio Fazzino. L’evacuazione. Le abitazioni individuate sono

    quelle che rientrano nei 250 metri dall’area nella quale è avvenuto il ritrovamento. Già ieri mattina, quando l’ordigno

    ha fatto capolino tra il terreno smosso dalle ruspe, i piccini che frequentano l’asilo presso l’istituto delle suore di via

    Michelangelo Schipa, sono stati rimandati a casa. Subito dopo è toccato agli uffici giudiziari di via Rafastia, alle chiesa

    del Carmine e a quella dei cappuccini e via di seguito. Off limit tutta l’area compresa dall’uscita dell’autostrada di

    Salerno centro fino a via dei Principati, compresa piazza San Francesco, piazza dei Mutilati, la zona del Trincerone,

    parte di via Arce e via Fieravecchia (l’elenco delle strade a «rischio» è disponibile sui siti del Comune di Salerno e

    della Prefettura di Salerno). In tarda serata il prefetto annunica: «il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso,

    ha messo a disposizione degli evacuati anche una nave». L’organizzazione dei servizi. Nell’immediato, già da ieri

    sera, la Protezione civile (assessore Augusto De Pascale) ha provveduto ad allestire la prima accoglienza degli

    evacuati presso lo stadio Vestuti. Circa 150 posti letto sono anche stati predisposti presso la scuola Medaglie d’Oro.

    Gli agenti della polizia municipale hanno lavorato tutta la notte innanzitutto per avvisare la cittadinanza interessata

    all’evacuazione, quindi per allestire dei percorsi stradali alternativi. Un pronto intervento per i cittadini malati che

    necessitano di cure o che si sentano male, è stato invece predisposto dalla Asl presso il San Leonardo. Aperta agli

    evacuati anche la clinica Tortorella. La circolazione. Rallentamenti per la circolazione ferroviaria lungo la tratta

    Cava-Salerno per il rischio esplosione che coinvolge anche la galleria Santa Lucia a 80 chilometri l’ora. Le Ferrovie

    dello Stato hanno predisposto una unità di crisi pronta a intervenire con eventuali servizi sostitutivi. Per quanti invece

    utilizzano l’autostrada, chiuso lo svincolo Salerno centro, si dovrà uscire a Fratte per la parziale chiusura di via Pio Xi.

    Off limit anche il Trincerone. Il ritrovamento dell’ ordigno bellico ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario

    tra nord e sud Italia. I treni provenienti dal nord vengono fatti fermare a Napoli, quelli in arrivo dal sud a Battipaglia.

    La notizia, diramata dalle agenzie, è stata poi corretta in serata dal prefetto che ha parlato di «ralelntamenti» nel

    transito dei convogli. Nelle zone citatdine interessate agli sgomberi sarà vietata la circolazione. Il sindaco. Il primo

    cittadino Vincenzo De Luca lancia un appello ai salernitani. a collaborare.

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    E il Vestuti diventa centro di raccolta

    Pericolo bomba, cinquemila sfollati
    Evacuati i residenti nelle zone tra via Rafastia, Principati e Vernieri. Emergenza fino a domenica
    Bomba in pieno centro. Cinquemila persone, avvisate con ogni mezzo, anche con i

    megafoni,dovranno lasciare le abitazioni per 144 ore (il tempo entro il quale l’innesco

    potrebbe causare l’esplosione dell’ordigno, secondo i calcoli degli artificieri). In fuga gli

    abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto

    Claudio Meoli dopo il ritrovamento della bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia,

    alle spalle di via Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta

    realizzando il parcheggio sotterraneo nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto

    «pericoloso» dagli artificieri. Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba

    pesa 500 libbre. E non solo. Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo

    di ordigno ad «innesco ritardato». Cioè, una volta smosso (è accaduto al ritrovamento)

    può esplodere nelle successive 144 ore. Prima di domenica mattina, dunque, gli artificieri

    dell’esercito non potranno lavorarci.

    Nelle prime ore dell’emergenza il glorioso impianto – evacuato in fretta

    dagli sportivi che si stavano allenando – ospita soltanto l’attesa.

    «Fra poco arriverà l’ondata», si ripetono i tecnici l’un l’altro. Passa abbronzatissimo Attilio Bianchi (manager del Ruggi): «Stiamo conteggiando i posti letto disponibili in ospedale». Vengono i dirigenti dell’Asl e gli addetti dei servizi sociali. Si allestisce una sala medica. La macchina è in piena fase organizzativa. Però al check point, dove i giovani operatori dell’Humanitas dovrebbero censire arrivi e partenze, la calma è assoluta. L’emergenza si legge solo nel dispiegamento dei mezzi parcheggiati nel piazzale: vigili del fuoco, polizia municipale, moto mediche. E ambulanze… Ogni tanto ne parte qualcuna per l’epicentro dell’operazione: «Gente che si sente male», spiegano gli autisti partendo a sirene spiegate. È chiaro che il dramma grosso si sta consumando altrove. Ore 22,45. All’altezza di via Zenone, nell’angolo superiore di piazza Casalbore, carabinieri e vigili urbani deviano il traffico. Da lì le macchine non procedono oltre. La stessa cosa succede lungo tutto l’ideale perimetro che, come una fascia di sicurezza, isola l’epicentro del problema. Da questa parte, dalla parte che sale lungo via Pellecchia costeggiando il mercato rionale di via Piave, la piena zona off limits comincia un centinaio di metri più in alto. L’incrocio fra piazza San Francesco e via Schipa è sigillato dai vigili urbani. Una donna anziana sta su una sedia in compagnia della badante. Spaventata? «Io?», fa lei con espressione gagliarda. «Piuttosto – riprende – dite al sindaco e al prefetto che dovrebbero stare qui… Non è che mandano i vigili urbani… Io ho la schiena rotta, ho dovuto rintracciare mia figlia che ora mi viene a prendere». Inoltrarsi in via Schipa è un’esperianza quasi spettrale. Ancora alle 23 è un viavai di persone con trolley e borsoni. Ecco due giovani sotto il portone: «Ci hanno avvisato mezz’ora fa. Andiamo dai parenti». Ecco un signore piuttosto arrabbiato: «Questo fatto si sapeva da stamattina alle 10. Che senso ha avvertirci quasi alle undici di sera? Ora ci aspettano i familiari». Ecco una mamma con la sua bambina: «Ci ospiterà mia sorella a piazza San Francesco. Lì stiamo sicuri?». La bomba famigerata è poco distante, nella curva, sotto i vecchi giardini delle suore (che sono state evacuate a loro volta). Il cantiere è buio. Avanti. I tecnici di Salerno Energia ispezionano i manicotti. Passando avvertono una signora affacciata a un primo piano di via Vernieri: «Chiudete il gas». E lei: «Ce ne stiamo andando…». Passano anche due ragazze con una donna anziana portando due grandi sacchetti: «Stiamo andando dalla zia». In verità ci sono ancora diverse luci accese, nelle case. L’evacuazione è in atto, ma, almeno in queste prime ore, continua a dirigersi verso le case di amici e parenti, in città e fuori. Al ”Vestuti”, ancora a mezzanotte ci sono 6 o 7 persone. «Fra poco l’ondata arriverà», continuano a ripetere gli esperti. Intanto ci sono anziani soprattutto, accomodati sulle panchine. Qualcuno, fra loro, avrà pensato sicuramente a un altro Otto settembre, ben più tragico, distante 65 anni. Coincidenze. Però l’ordigno che ha sconvolto la serenità settembrina di quattromila persone viene da quella stessa guerra mondiale. Alfonso Schiavino

    TUTTI GLI STABILI PER NUMERI CIVICI
    La mappa dei condomini a rischio
    Ecco l’elenco delle strade evacuate: Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto dal civico 3 al 9; Piazza San Francesco d’Assisi dal civico 1 al 30; Piazzetta Monsignor Bolognini; Traversa Maiorino Matteo Francesco; via Alemagna Carlo Alberto; via Arce dal civico 1 al 48; via Avallone Giuseppe dal civico 1 al 69; via Aversano Nicola dal civico 1 al 21; via Bastia; via Capone Pasquale dal civico 1 all’8; via Carmine dal civico 1 al 73; via Cassese Leopoldo dal civico 1 al 35; via Centola Giovanni dal civico 1 al 35; via Costantino l’Africano dal civico 1 al 27; via De Fenza Giacomo, civico 1; via Paolo De Granita dal civico 1 al 28; via De Martino Renato dal civico 1 al 33; via dei Principati dal civico 45 al 94; via Fieravecchia dal civico 36 al 48; via Generale Amaturo Michele; via Generale Gonzaga don F.Maria dal civico 1 al 51; via Grafeo Benvenuto dal civico 1 al 16; via Guglielmo da Ravenna; via Incagliati Matteo dal civico 1 all’8; via Lanzalone Giovanni; via Lanzara Raffaele dal civico 1 al 22; via Mascia Mario dal civico 1 al 16; via Mosca Gaspare dal civico 1 al 25; via Negri Giovanni dal civico 1 al 3; via Paglia Marino dal civico 1 al 41; via Pellecchia Vincenzo civico 2 e 3; via Piave dal civico 3 al nove; via Pietro da Eboli dal civico 8 al 22; via Pio XI dal civico 1 al 96; via Poerio Bonaventura dal civico 1 al 18; via Prignano Bartolomeo dall’1 al 9; via Rafastia dall’1 all’11; via Ripa Matteo dal 7 al 13; via San Gregorio VII dall’1 al 46; via Santa Caterina Alessandrina dall’1 al 26; via Schipa Michelangelo dal civico 1 al 59; via Sica Vincenzo dal civico 1 al 39; via Velia 94-96-98; via Vernieri Michele dall’1 al 123.

    Assistenza, ecco a chi rivolgersi
    Operativi anche diversi numeri di emergenza per chiedere informazioni. Comando vigili: 800890033- 089663111-089753822. Quindi il numero del Vestuti: 089.666644. Il prefetto di Salerno, Claudio Meoli, lancia anche un appello affinchè siano tenute in considerazione alcune regole per garantire la sicurezza delle proprie case: chiudere il gas, i rubinetti e staccare il contattore. Ricordarsi di portare con se i medicinali salvavita. E, soprattutto, ricordarsi di portare con se i propri documenti di riconoscimento. «Soprattutto – ribadisce il prefetto – mantenere la calma. Non crediamo che ci siano grossi pericoli ma dobbiamo predisporre queste misure in via preventiva».

    fonte www.ilmattino.it

    Ordigno bellico: Capitano dell’esercito: “la bomba può scoppiare in qualsiasi momento”

    “La bomba può scoppiare in qualsiasi momento”. A dirlo è il capitano del 21esimo reggimento dell’Esercito, Genio guastatori della sede di Caserta, Fabio Fazino che sta seguendo la situazione.“Si tratta – dice – di una bomba intelligente, di fabbricazione inglese, dotata di una spoletta che non consente di sapere in che condizioni si trova. Dalle pochissime foto che abbiamo effettuato e da analisi tecniche il tempo massimo di scoppio è pari a 144 ore dal momento del ritrovamento”.

    L’ordigno, prosegue il capitano dell’Esercito, non può essere spostato: “La bomba sarà prima svuotata sul posto dopo di che sarà rimossa la spoletta. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione”.

    Ordigno bellico: De Luca: “Bisogna avere pazienza fino a domenica”, ampliata la zona rossa

    Il Comune di Salerno ha deciso di ampliare la zona rossa per motivi di sicurezza: dalle oltre iniziali quattromila persone da sfollare, come era stato previsto nella tarda serata di ieri, ora sono state superate abbondantemente le cinquemila unità.Nel frattempo, da ieri sera nella zona si è provveduto ad interrompere la rete del gas metano e quella idrica, mentre resta in funzione la rete elettrica.

    ”La situazione di allerta per il ritrovamento dell’ordigno bellico resterà fino a domenica prossima. Lo ha ribadito il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca dopo la presentazione della relazione dal Genio militare che parla di 144 ore di allerta a partire da lunedì mattina:

    “Secondo questo calcolo, arriviamo a mezzogiorno di domenica prossima, dobbiamo augurarci che da un minuto dopo comincino i lavori per lo sminamento dell’ordigno e che la gente nella giornata di domenica possa rientrare negli appartamenti perché sei giorni sono davvero pesanti. Abbiate pazienza e senso di responsabilità – dice De Luca -. E’ un problema che ci è capitato tra le mani, non dipende da nessuno di noi. Abbiamo il dovere di governarlo al meglio e nell’interesse delle nostre famiglie”.
    TUTTI I NUMERI UTILI PER L’EMERGENZA

    Ordigno: stop a luce e gas per scoraggiare rientro sfollati, non a rischio gara della Salernitana

    Si intensificano i controlli nella zona rossa oggetto dell’ordinanza di sgombero. Per evitare che qualche famiglia possa non rispettare l’ordinana scatta il provvedimento di sospensione di acqua, luce e gas. Un provvedimento che nelle intenzioni dovrebbe scoraggiare il rientro anticipato nelle rispettive abitazioni dei 5 mila sfollati. La situazione al momento è tranquilla anche se non sono mancati i momenti di tensione.”Un malato terminale e una madre con un bambino non volevano lasciare la casa ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Denunciate tre persone per non aver rispettato l’ordinanza.

    Il prefetto Meoli potrebbe presentare nelle prossime ore la richiesta al sindaco De Luca di posticipare a lunedì prossimo l’apertura di tutte le scuole della città, anche di quelle lontane dall’area interessata e che sarebbero dovute aprire nei prossimi giorni: “Questo è un evento che sta interessando tutta la città, è giusto che sia così”, ha concluso il prefetto.

    Al momento, invece, la gara di campionato tra Salernitana e Frosinone in programma all’Arechi sbato pomeriggio è stata confermata. Nessuno slittamento nonostante l’impiego di molti uomini nella zona rossa per controllare l’area evacuata e prevenire fenomeni di sciacallaggio.

    fonte www.salernonotizie.it

    L’INTERVISTA

    «La bomba è in ottimo stato di conservazione ma c’è il rischio che possa esplodere da un momento all’altro. Si tratta difatti di una bomba intelligente a scoppio ritardato. Lo smottamento subito durante i lavori di scavo può aver rotto una piccola ampolla, che si trova al di sotto della spoletta, e al cui interno vi è una sostanza chimica del tipo acetone. Il meccanismo è semplice, questa sostanza entra in circuito all’interno dell’ordigno e può avviare un processo di corrosione che porta all’esplosione dell’ordigno entro un massimo di 144 ore, vale a dire sei giorni diventando miccia per l’esplosivo». Il capitano Fabio Fazino del 21esimo reggimento del Genio guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta, in collaborazione con i militari del II Fod di San Giorgio a Cremano, sta seguendo minuto dopo minuto la vicenda. Ieri mattina con i suoi uomini è stato in via Rafastia ma il sopralluogo è durato pochi minuti. Anche l’Esercito, difatti, deve prestare attenzione: la bomba, una GP (General Pourpose) è pericolosa e anche una piccola oscillazione può essere fatale. Capitano, vuol dire che la bomba potrebbe esplodere da un momento all’altro? «Potrebbe. Abbiamo visionato l’ordigno, controllato la sua posizione, fatto delle foto. Abbiamo anche contattato l’azienda produttrice, i database e i nostri esperti al comando generale di Roma: le nostre ipotesi sono state tutte confermate. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare: 144 ore dallo smottamento per verificare se si innesca la reazione chimica. Soltanto dopo potrebbe procedere con la bonifica. Il tempo scadrà nelle prime ore di domenica. È allora che interverremo noi». Se il meccanismo chimico si fosse innescato non ci sono segnali di preavviso dell’esplosione? «No. È proprio questo il problema: non sappiamo, e non abbiamo gli strumenti, per capire cosa sta accadendo alll’interno dell’ordigno. Peraltro la spoletta si trova al di sotto delle bomba e non è ben visibile». Domenica mattina, dunque, inizierà la bonifica. Come lavorerete? «La bomba sarà prima svuotata sul posto: con una fresa meccanica sarà fatta una breccia nell’ordigno, aprendo un varco di dieci centimetri. L’esplosivo verrà disciolto attraverso un sistema idrico, con del liquido, e successivamente estratto dalla bomba. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione. Se non fosse stato così avremmo dovuto ampliare il raggio dell’area a rischio a 500 metri dalla zona rossa». Quanto tempo dureranno le operazioni? «Abbiamo previsto un tempo che va dalle 10 alle 12 ore. Bisogna lavorare con tranquillità e con molta calma». Saranno realizzate mura di contenimento con del terreno? «No. Non possiamo elevare mura di contenimento per attutire l’eventuale onda d’urto in caso di esplosione perché,mi ripeto, si tratta di una bomba molto delicata, anche solo camminarci accanto può essere rischioso: si possono provocare oscillazioni fatali. Ma il fatto stesso che sia a quattro metri al di sotto del livello della strada rappresenta una piccola protezione». Quanti ordigni giacciono ancora pericolosamente sul territorio, in attesa che qualche ruspa o trattore finisca per riportarli alla luce? «È impossibile sapere il numero preciso, ma sicuramente sono migliaia. Basti pensare che solo il nostro reparto effettua in media 300 interventi all’anno». pe.car
    Capitano Fabio Fazino
    PETRONILLA CARILLO L’evacuazione delle aree a rischio bomba sarebbe stata tutta completata o quasi. A dare l’annuncio, poco prima delle 20.30 di ieri, è il prefetto Claudio Meoli, presidente del Centro di Coordinamento soccorsi che da due giorni lavora a ritmo sostenuto. «Potrebbero esserci ancora persone barricate in casa – ammette Meoli – ma sicuramente nella giornata di domani (oggi, per chi legge) andranno via. Le forniture di acqua e gas sono state interrotte per motivi di sicurezza. Soltanto l’Enel continua ad erogare elettricità: l’abitabilità delle case diventa dunque difficile». I primi a lasciare le case sono stati i residenti della zona rossa, quella nei pressi di via Rafastia, a seguire gli altri. Molti hanno atteso la definitiva stesura della mappa. La giornata. Per tecnici, forze dell’ordine e funzionari della Protezione civile la giornata è iniziata molto presto. Prima delle 8 di mattina gli artificieri del XXI reggimento Genio guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta hanno eseguito il sopralluogo tecnico per verificare le condizioni dell’ordigno. Quindi una prima, lunga riunione del coordinamento soccorsi in prefettura per raccogliere i dati e avviare tutte le procedure. E non solo. Si è anche rivista la mappa delle strade da evacuare. Fuori via Zenone che era stata inserita in un primo momento, entra via Sichelgaita che nel pomeriggio è stata anche chiusa al traffico. Esce dalla mappa via Marino Paglia, entrano piazzetta Principe Amedeo e via Pirro. Aumentano anche gli stabili a rischio in via Velia. Dalla prefettura parte la richiesta al sindaco Vincenzo De Luca di emettere una nuova ordinanza: tutte le scuole, di ogni ordine e grado, anche al di fuori della zona rossa, dovranno aprire lunedì 15. La riunione è stata poi aggiornata nel pomeriggio ed è terminata soltanto in serata. Si è anche discusso degli aspetti inerenti alle operazioni di disinnesco che avverrà domenica. La bonifica. Domenica si inizierà a lavorare alle 9. Sarà il prefetto, dopo aver ottenuto dalle forze dell’ordine assicurazione che gli edifici sono stati tutti evacuati, a dare il via libera alle operazioni che avranno una durata massima di dodici ore. Sei i militari che procederanno alle operazioni. Sono anche previsti dei momenti di pausa, per consentire il pressaggio delle apparecchiature necessarie al disinnesco dell’ordigno oltre che il regolare passaggio dei treni. L’ordigno verrà poi fatto brillare in una cava di Salerno. I numeri. Sono 46 le strade, in totale, ritenute a rischio. Ottanta, invece, il personale impiegato (tra polizia e carabinieri) su ciascun turno (ne sono previsti tre); 50 gli agenti della polizia municipale al lavoro, cinque pattuglie hanno provveduto a bussare alle porte degli abitanti delle zone a rischio e a controllare l’evacuazione dalle case. E ancora: 10 vigili del fuoco; 80 volontari della protezione civile. Alle 14 di ieri la situazione lascia ben sperare: due salernitani su 10 lasciano la casa, in serata la percentuale aumenta. Il prefetto Meoli commenta: «Sono soddisfatto, la macchina dei soccorsi sta ben funzionando. In 24 ore siamo riusciti ad evacuare una zona densamente popolata, il tutto senza nessun piano preventivo». 56, invece, le persone che hanno fatto richiesta alloggiativa. Quattro le soluzioni prospettate, di fatto una sola funzionante: il campo sportivo Vestuti. In stand by la scuola Medaglie d’Oro e la Giacomo Costa; e anche il traghetto messo a disposizione dalla Di Maio Lines. In caso di emergenza sarebbero stati disponibili anche alberghi in convenzione con la polizia di Stato ed alloggi militari. 250 i pasti preparati nelle cucine allestite al Vestuti. Assistenza sanitaria. L’Asl informa che il Saut e la Continuità assistenziale sono stati attivati in via Nizza fino al termine dell’emergenza e funzioneranno 24 ore su 24. La continuità assistenziale (089.5647306 e 089.693526) sarà attiva anche in orario diurno in sostituzione dei medici di famiglia i cui studi rientrano nell’area interessata all’evacuazione. La statistica. L’attività di bonifica ordigni esplosivi da parte dell’Esercito, è in continuo aumento anno dopo anno. Ecco i dati: sono 2.477 gli interventi nel 2005 (di cui 72 per attività «complesse» di disinnesco di ordigni di grandi dimensioni rinvenuti in aree urbane). Nel 2006 gli specialisti del Genio sono intervenuti in 2.742 occasioni (38 bombe «complesse»), 2.776 attivazioni nel 2007 (44 ordigni particolarmente impegnativi) e già 2.100 al 5 settembre.

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    Bus, treni e autostrade: blocchi e ritardi

    GIANNI COLUCCI Linee degli autobus e dei treni, traffico cittadino, quello delle auto, ma anche traffico pedonale: tutto rivoluzionato. Una città che con calma guarda ai prossimi giorni prima del disinnesco, ma che deve abituarsi ai disagi nei trasporti. È l’asse portante nord-sud che è finito spaccato in due dalla zona rossa. Il trincerone impraticabile, l’arteria che pulsa ogni giorno, ieri mattina era prosciugata di uomini e mezzi. Ma anche via Vernieri e sopratutto il Carmine sono assolutamente irragiungibili. Anche a piedi. Pattuglie di agenti di tutte le forze dell’ordine e militari dei carabinieri presidiano tutti gli accessi. E ieri è stato ritoccato il perimetro, dopo una prima svista che ha forse messo fuori famiglie che erano già al sicuro; ora la zona rossa raggiunge via Sichelgaita e piazza Principe Amedeo. Alla fine un altro migliaio di persone fuori casa, e altre strade, fin quasi al Corso, senza sbocchi. Ma ad evitare le pattuglie che presidiano ogni varco, si può raggiungere – tra le maglie dei controlli – il cuore del cuore dell’emergenza, via Rafastia, dove si trova l’ordigno. Si possono percorrere le rampe del trincerone, e le stradine più appartate evitando i posti di blocco in direzione mare-collina. Sono quelle stesse strade che battono i residenti che non si rassegnano a lasciare incustodite le loro case. «Ma la notte – spiegano poliziotti e finanzieri – noi moltiplichiamo la presenza. Ci sono squadre antisciacallaggio per far fronte al forzato coprifuoco». Autostrada. Ieri mattina tuttavia, chi percorreva la tangenziale per entrare in città, all’ingresso dei vecchi caselli si trovava costretto a tornare indietro se non voleva finire imbottigliato nel traffico del porto. Via Sichelgaità a metà mattinata è stata inclusa nell’elenco delle zone off limits e così uno dei budelli che consentiva di raggiungere il litorale è stato definitivamente chiuso. Intanto per chi veniva da Napoli l’uscita di Salerno era stata bloccata, solo da Cava o da Fratte si poteva penetrare sulla Lungoirno. Per avere informazioni sul traffico in tempo reale si può chiamare il Call Center di Autostrade 840042121 o il Cciss 1518. I treni. Spettrale anche la stazione ferroviaria di Salerno, dove ieri mattina i treni per Cava e Nocera erano stati soppressi. Sostituiti dai bus sui piazzali delle stazioni ferroviarie: e i bus delle ferrovie complicheranno non poco la situazione del traffico urbano. La linea Battipaglia-Salerno-Napoli rimane invece attiva, dopo una prima fase di sospensione del traffico nelle ore coincidenti con il ritrovamento della bomba, nella giornata di lunedì. I treni viaggiano a 80 all’ora e percorrono la galleria Santa Lucia. Chiusa invece la stazione di via Duomo. Alla fine nella giornata di ieri 26 treni a lunga percorrenza con oltre 10 mila passeggeri nelle ultime 24 ore sono stati soppressi. Le auto. A partire da via Rafastia e per 250 metri tutt’intorno auto e pedoni sono impossibilitati a muoversi. Dunque il senso unico da via Volpe a piazza XXIV maggio, fino a via Nizza e piazza Casalbore, è obbligatorio. Si circola fino a via Zenone, che costeggia lo stadio Vestuti, e via Costantino l’Africano si può percorrere solo a scendere fino a via Marino Paglia. Infine, si arriva fino a via De Granita verso l’autostrada, a partire dall’edicola all’angolo. I bus. Completamente rivoluzionato il collegamento dei bus. La linea 1 Dragonea-Canalone in direzione di Salerno prosegue su Via Ligea, il lungomare Trieste e la Concordia (dove effettuerà capolinea); mentre in direzione Vietri Sul Mare è regolare da via Roma. La linea 2 da via Ligea per Sordina passa per piazza XXIV Maggio e solo su via Marino Paglia torna regolare. In direzione Salerno da Calata San Vito giunge a via S.Giovanni Bosco e via Nizza e solo a via Roma torna regolare. La linea 3 via Ligea-Seripando prosegue su XXIV Maggio, piazza Casalbore, via Conforti, via Dalmazia, via Paolo De Granita e via Marino Paglia. In direzione via Ligea va su via Calenda, largo Sinno, via S. Giovanni Bosco, via Vinciprova, Torrione e giunge a via Roma. Per la provincia. La linea dalla stazione all’Università e regolare solo su via Marino Paglia e in direzione stazione dal raccordo Salerno-Avellino passa per piazza Montpellier, via Prudente e quindi arriva in piazza Casalbore. Variazioni anche per la linea 10 Fuorni-M.S. Severino, per la 11 S.Eustachio-Fratte e per la linea 12 S.Eustachio-Manganario. La linea 14 via Ligea-Brignano e la linea 17 Parco Arbostella per l’Università subiranno variazioni ritornando regolari solo su via Paglia. La linea 18 via Ligea-Matierno, la linea 19 via Ligea-Croce di Cava e la 20 via Ligea-Sordina solo su via Roma tornano regolari. La linea 22 Stazione-Baronissi conviene prenderla a piazza Ferrovia e così le linee 23 per Calvanico, 26 per Canalone e 29 Stazione-Ospedale Da Procida.

    Di notte operano le squadre antisciacallaggio
    La zona interessata da una possibile esplosione, circa 250 metri di raggio dal punto del ritrovamento dell’ordigno, è stata transennata e presidiata dalle forze dell’Ordine e della Polizia Municipale, anche per evitare possibili episodi di sciacallaggio. Nella note i presidi sono rafforzati. Fino a domenica rimarranno sospese le forniture di acqua e gas nelle abitazioni dove l’ordinanza di sgombero è affissa ai portoni di ingresso. Va ricordato che l’ordine di sgombero non può essere disatteso e ogni violazione, cioè la permanenza nelle abitazioni, sarà perseguita penalmente. Anche per evitare che siano violate l ordinanze si sono bloccate acqua e gas. Solo l’erogazione dell’energia elettrica resterà attiva.

    C’è chi resiste, ma all’alba le case si svuotano
    Nel segno della compostezza lo sgombero nella zona rossa. Nei centri di accoglienza appena in 68: anziani ed extracomunitari

    ALFONSO SCHIAVINO No, non basta l’annuncio televisivo o l’avviso degli altoparlanti automontati. Più spesso, per spingere migliaia di persone nella notte lunga della bomba ci vogliono gli agenti che bussano al campanello o picchiano sulla porta. Ed ecco la scena conseguente: concittadini con trolley, zaini e borsoni che lasciano la zona rossa e marciano verso la temporanea condizione di sfollati. Martedì, ore 1,30. Un cordone sanitario stringe da tempo l’epicentro delle operazioni. Il perimetro è vasto, le forze di polizia lo presidiano in un continuum di varchi: dall’acquedotto medievale a piazza Malta, da via Pellecchia al Carmine basso, da via Pio XI a Portarotese. Dentro questo circuito, poi, ulteriori blocchi isolano la zona più rischiosa. Sfruttando qualche traversa, comunque, si riesce ancora a raggiungere in macchina via Vernieri e da lì, a piedi, via Schipa e il cantiere dell’ordigno: luogo scuro e solitario, con l’escavatore fermo davanti all’ingresso. Per le strade non c’è traffico, piuttosto pedoni. Nell’aria buia si avverte disorientamento. Via Paolo De Granita, ore 2. Un papà rimprovera il figlio: «Sei troppo allarmista». Il giovane ribatte: «No, sono responsabile». Tutti e due, uscendo dalla zona rossa, si dirigono verso abitazioni amiche: una costante di questa evacuazione. Durante la prima notte i due centri di raccolta – allo stadio Vestuti e nella scuola elementare Medaglie d’Oro – accolgono poche decine di sfollati, tutti anziani e stranieri. Alcune ore dopo, ormai mattina, il cordone è diventato sigillo: andare nell’epicentro risulta pressoché impossibile. Invece i residenti continuano a uscire. «A vederli dall’alto sembrava un esodo». Chi parla è un uomo, davanti alle transenne di via Pellecchia. Ha ancora negli occhi il gruppo che attraversava il mercato rionale di via Piave. Lui abita a ridosso dell’area off limits ma non ha dovuto lasciare la casa: «Mi sento in un limbo». I varchi calamitano gente. Trovi sempre qualcuno che vuole entrare. E magari il vigile del fuoco che, piantina in mano, abbozza una riflessione: «Se la bomba scoppia, l’onda d’urto si incanala nelle traverse…». Ci sono anche, come a via Arce 43, residenti inquieti: i vigili urbani avvertono con gli altoparlanti che tutti i palazzi della strada devono essere sgomberati, ma il loro condominio non è inserito nella lista del Comune. «Abbiamo paura, che dobbiamo fare?». Di converso 3 salernitani, fieramente restii a lasciare l’abitazione, si prendono una denuncia. Qualcuno si barrica perfino in casa. Ansia da sfollamento. L’Asl Salerno2 attiva un gruppo di sociologi e psicologi, a disposizione degli utenti. Nella giornata campale della bomba, una piccola peregrinazione pure alla clinica Tortorella: i pazienti del plesso B sono trasferiti nell’altra ala, uno a San Leonardo. Martedì, ore 12, stadio Vestuti. Al centro di raccolta non ci sono ospiti. Nemmeno i 18 che ci hanno passato la notte: donne anziane e cittadini extracomunitari. Le loro brandine sono aperte nella palestra Senatore, soffocante di suo e riscaldata dai fari accesi. Arrivano altri quattro sfollati, tutti stranieri. Due ucraine rimangono un po’ e poi vanno via: «Andiamo da un’amica». Passa una signora settantenne: «Non posso restare qua fino a domenica, con questo caldo». Poca gente, molte risorse. Al Vestuti ci sono circa sessanta operatori delle associazioni, 1.500 brandine militari e una cucina per 750 pasti. C’è una sala medica («Nessun malessere particolare») e un addetto del 118. Diverse ambulanze sono partite per trasferire ammalati cronici e allettati a San Leonardo e poi al Da Procida. Il vecchio tempio della Salernitana è pieno di mezzi e di attesa. «Aspettavamo 1000-1500 persone», spiega un tecnico della protezione civile regionale. I numeri reali distano molto dalle previsioni. Un gruppo più numeroso – 50 unità – ha trascorso la notte nella scuola elementare Medaglie d’Oro. Il Comune ha mandato 150 letti e materassi, distribuiti fra la palestra, il refettorio, il piano interrato e perfino l’atrio della direzione. «Volevamo cominciare l’anno scolastico in anticipo giovedì 11 – spiega la direttrice Angela Doddato – e naturalmente il rinvio mi dispiace. Una volta terminata l’emergenza servirà una disinfestazione e spero sia possibile anche una tinteggiatura. Ora però vogliamo assistere bene queste persone». Gli ospiti, in effetti, sembrano rilassati. La signora Rosetta è arrivata alle 3,30 in ambulanza con il gatto Ciccio. «Verso le 3 – racconta – mi hanno svegliato gli agenti che battevano sulla porta. Mi sono alzata, sono andata allo spioncino e ho pensato che era successo qualcosa. Mi hanno detto ”Non avete sentito la televisione? Dovete andarvene subito”. E così mi hanno portato qui. Mi trovo bene. Queste persone sono dei tesori». I boy scout e pochi operatori della protezione civile fanno l’accoglienza nella scuola. Hanno organizzato perfino una festa, venerdì, per la signora Maria. In uno stanzone riposa una famiglia di filippini con due bimbi: «Siamo fuggiti senza neanche prendere i vestiti», ricorda la mamma. Filomena sta con la madre ottantenne: «Sei giorni sono tanti, non sarà facile». Lei lunedì era uscita. Al ritorno ha trovato il suo quartiere transennato.
    Completata l’evacuazione. Nella foto: le persone alloggiate nella scuola «Medaglie d’oro»


    PIERO VISTOCCO Castiglione del Genovesi. «Mi sento un miracolato. Quella bomba era enorme ed in un primo momento l’avevo scambiata con una grossa pietra. Ho fermato giusto in tempo la coppa dell’escavatore perché volevo rimuoverla. Poi ho capito tutto». A parlare è Michele Fiorillo, 54 anni, originario di Vietri sul Mare e residente nel piccolo centro picentino dopo il matrimonio con la moglie Giuseppina Buonocore ed i suoi tre figli, Alessandro, Margherita e Vincenzo. Quest’ultimo è capo cantiere con la Olympus perforazioni di Aosta che sta eseguendo i lavori dove è stato rinvenuto l’ordigno. «Stavo lavorando allo scavo per nome e per conto della ditta Somerema di Maurizio Ventura, con l’escavatore la cui marca è Case 240. Con la coppa avevo appena agguantato un pezzo di terra e quando ho ribaltato ho notato quell’enorme oggetto. Ripeto in quel momento immaginavo che fosse una pietra, ma subito mi sono ricreduto ed ho capito che era una bomba. In verità già in altri cantieri di scavo mi era capitato di rinvenire un ordigno, con tutta sincerità mai come questo». Immediatamente è scattato l’allarme. «Si ho chiamato mio figlio Vincenzo e l’ingegnere che seguiva i lavori. Ho fatto chiamare subito i carabinieri. Sono stati momenti di grande tensione perché quella bomba era grossa e dal momento in cui era stata casualmente agitata la preoccupazione è stata ancora più grande». Michele Fiorillo lavora da moltissimi anni su questo tipo di mezzi, ma mai si era trovato ad una simile situazione. «Lo scavo doveva essere di dodici metri – precisa Michele – ed io avevo raggiunto la metà della profondità. Quando mi sono trovato di fronte alla bomba mi sono subito fermato. Tutto qui. L’ho raccontato anche alle forze dell’ordine che mi hanno interrogato in Prefettura ieri mattina». Michele Fiorillo e suo figlio Vincenzo, 24enne, lavorano spesso insieme nei cantieri di sbancamento. Quello dell’8 settembre delle ore undici circa a Salerno nel cuore della city entrambi difficilmente dimenticheranno. Quei difficili momenti carichi di responsabilità per loro sono indelebili ed entreranno a far parte della storia del secondo millennio.

    fonte  www.ilmattino.it

    La prefettura conferma: domani tutti a casa

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    BOMBA A SALERNO, E´ L´ORA X

    Tre colpi di sirena, alle sette di questa mattina, sveglieranno la città segnalando l´inizio delle operazioni di disinnesco dell´ordigno bellico rinvenuto, lunedì scorso, in via Rafastia. Pochi minuti dopo, sei artificieri del Genio guastatori della brigata Garibaldi avvieranno l´imbracatura della bomba che porterà, alle otto e mezza, al tentativo di apertura, sul dorso dell´ordigno, di un piccolo foro realizzato con una fresa — manovrata a distanza — a oscillazioni zero per evitare qualsiasi, pericolosa, vibrazione. Serviranno almeno tre ore per completare un buco: periodo durante il quale i militari saranno appostati a distanza di sicurezza, controllando l´operazione attraverso un monitor. Poi gli artificieri non potranno più demandare ai macchinari l´operazione di disinnesco. Gli uomini dell´Esercito, guidati dal capitano Fabio Fazino, dovranno far penetrare nella bomba dell´acqua calda che neutralizzerà l´esplosivo. Poi la miscela sarà estratta lentamente e trasportata, in almeno tre differenti viaggi, verso la cava del Cernicchiara. Il tragitto da via Rafastia interesserà via Schipa-piazza San Francesco- incrocio di via Carmine- via Marino Paglia-Cernicchiara. Dieci minuti prima di ogni trasporto, la strada non interessata dalla zona rossa (ovvero dai semafori del Carmine) sarà interdetta al traffico e ogni accesso bloccato dalla forze dell´ordine per garantire la massima sicurezza.
    Poi saranno ancora una volta gli artificieri i protagonisti di questa lunga giornata. Tra le 18 e le 19, ma se le operazioni di disinnesco dovessero essere più celeri l´orario potrebbe essere anche anticipato, i militari smonteranno le tre spolette della bomba di fabbricazioni inglese. Uno di questi dispositivi, che contiene ancora esplosivo, sarà delicatamente asportato dal corpo dell´ordigno bellico e trasferito anch´esso alla cava del Cernicchiara. Dove intorno alle 20, se il cronoprogramma dovesse essere rispettato, il congegno sarà fatto brillare.
    Su tutto il piano organizzato in prefettura, con volontari provenienti dalla costiera amalfitana e dal cilento, pendono, però, condizioni climatiche non favorevoli. Le previsioni annunciano, per oggi, piogge insistenti su Salerno. E questo potrebbe far dilatare i tempi di disinnesco che potrebbero anche prolungarsi oltre l´orario consentito.
    L´obiettivo resta, in ogni caso, concludere in serata tutte le operazioni di disinnesco. Questo per favorire, al massimo entro le 22.30, il rientro nella zona rossa dei cinquemila residenti che, oramai da una settimana, sono stati sfollati. Per l´intera giornata di oggi, insieme alle forze dell´ordine è stato allertato anche il servizio di protezione civile che assisterà la popolazione in caso di necessità. Per le forniture di acqua e gas, che sono state sospese nei giorni scorsi per motivi di sicurezza, bisognerà attendere la tarda serata quando i tecnici, come i residenti, potranno accedere alla zona rossa. Nei centri di accoglienza, intanto, sono rimasti soltanto pochi sfollati che, comunque, hanno ricevuto massima assistenza dai volontari.
    F. N. Corriere del Mezzogiorno

    fonte www.positanonews.com

    Tuor del Popolo della Libertà nel Vallo di Diano.

    TOUR DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ NEL VALLO DI DIANO.

    Diversi gli appuntamenti del Popolo della Libertà nel Vallo di Diano che procede spedito verso la formazione del soggetto unitario e che, nel contempo, non perde il contatto con il territorio in vista degli importanti impegni elettorali della prossima primavera. Martedì 9 settembre, infatti, ben due saranno gli incontri pubblici promossi dalla classe dirigente locale e che si terranno rispettivamente a Sant’Arsenio ed a Teggiano. Alle 17.30, presso l’aula consiliare di Sant’Arsenio, il movimento giovanile del Popolo della Libertà ha organizzato un incontro con i giovani dal tema “I giovani incontrano…anche l’altra politica”. L’appuntamento prende le mosse da quanto verificatosi nell’ambito della manifestazione Voci dal Sud che tante polemiche ha suscitato sia per la discutibile performance dei Sud Sound System sia per l’incontro che i giovani hanno avuto con i soli esponenti politici del centro sinistra.
    “La nostra – chiarisce subito Giuseppe Sandullo, responsabile Azione Giovani di Sant’Arsenio – non è una contromanifestazione rispetto a Voci dal Sud, è soltanto un modo per dire che vi è anche un’altra idea della politica, un’idea alternativa al centro sinistra ed ai soliti personaggi che tendono ad occupare tutta la scena. Per fortuna – conclude Sandullo – la politica non finisce con loro e questo lo vogliamo dire forte soprattutto ai giovani affinché possano valutare tutte le opzioni ed evitare di farsi irreggimentare dal potere come pure avviene in qualche circostanza”.
    All’incontro, aperto alle domande degli intervenuti, oltre che Giuseppe Sandullo prenderanno la parola Giuseppe Rinaldi, responsabile Azione Giovani Vallo di Diano ed il coordinatore comprensoriale di Alleanza Nazionale Giovanni Graziano. E’ previsto anche un intervento di un esponente dell’associazione Voci dal Sud prima di passare alle conclusioni del senatore Vincenzo Fasano che soddisferà anche i quesiti che gli verranno propinati dai tanti giovani che già hanno garantita la propria presenza nell’aula consiliare che si annuncia affollata.
    Subito dopo ci si sposterà a Pantano di Teggiano dove, alle 18.30, presso l’aula magna della parrocchia San Giuseppe Lavoratore, si parlerà di parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano nell’incontro dal tema “Diamo una guida al parco nazionale”. L’idea è quella di sollecitare il ministro Prestigiacomo a designare la presidenza del parco, carica che il Popolo della Libertà rivendica con forza per controbilanciare lo strapotere del centro sinistra in seno alla comunità del parco che, tra mille polemiche e spaccature, ha da poco eletto Corrado Matera alla vice presidenza dell’ente. Il centro destra del Vallo di Diano chiede la sostituzione di De Masi e vuole dare una risposta al comitato che si è costituito per la riconferma del noto sociologo.
    “Chi raccoglie le firme per De Masi – è il pensiero di Giovanni Graziano, coordinatore Alleanza Nazionale Vallo di Diano – in realtà le raccoglie per se stesso, per garantirsi una rendita di posizione di potere clientelare, una logica perversa cui si è ascritta la gestione del parco nazionale in questi anni. Noi questo non lo vogliamo e chiediamo al ministro Prestigiacomo che venga soprattutto rispettata la volontà dei cittadini elettori che hanno bocciato il modello di gestione del parco impersonato dall’ex presidente Tarallo uscito piuttosto malconcio dalle ultime elezioni politiche”.
    “E’ assulutamente necessaria una nuova presidenza dell’ente parco – interviene Umberto Sellaro dirigente di Forza Italia – affinchè si ripristini la pari dignità tra l’area costiera e le zone interne, da troppi anni mortificate per l’incapacità dei nostri amministratori a rappresentare le istanze del Vallo di Diano. Il ministro Prestigiacomo – conclude lapidario Sellaro – deve intervenire con urgenza”.
    Oltre al senatore Fasano, hanno garantita la propria presenza il senatore Luigi Compagna e l’onorevole Mario Pepe. I lavori, aperti e moderati dal consigliere comunale di Teggiano Paolo Sanseverino, vedranno gli interventi di tutta la classe dirigente del centro destra del Vallo di Diano tra cui Umberto Sellaro e Valentino Di Brizzi di Forza Italia, Cinzia Morello del Partito Repubblicano, Franco Bellomo di Azione Sociale e Giovanni Graziano di Alleanza Nazionale.

    fontewww.valloweb.com

    Premio Vico a Gianni Letta

    Domenica prossima, 14 settembre, alle ore 17,30, presso il palazzo Vargas di Vatolla – in provincia di Salerno – sarà conferito il premio internazionale Giambattista Vico 2008 al Gianni Letta. Il palazzo De Vargas Machuca, di probabili origini longobarde, ha sede nel piccolo borgo medievale, nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, non lontano dalla cittadina di Agropoli. Qui, dal 1686 al 1695, il filosofo Giambattista Vico soggiornò come precettore dei figli del marchese don Domenico Rocca e in questo periodo, a contatto con la natura, l’amenità e l’isolamento di questi luoghi, meditò ed elaborò gran parte del suo pensiero filosofico. Oggi il palazzo ospita una delle sedi della Fondazione Giambattista Vico e il Museo Vichiano legato alla figura del filosofo. Avvocato, giornalista, per lunghi anni direttore del quotidiano il Tempo e conduttore di rubriche televisive, Gianni Letta è figura di primo piano delle istituzioni, ricopre la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Personalità di rilievo è ancora oggi un modello per coloro che si affacciano alla professione giornalistica. Come uomo delle istituzioni si è distinto per la sensibilità con cui ha affrontato i temi caldi della politica italiana di questi ultimi anni ed il garbo manifestato nel non anteporre mai l’io alla ragione di Stato. Per l’alto senso dello Stato il Premier lo ha definito la “sola persona indispensabile a Palazzo Chigi”. Il premio sarà conferito dal Presidente della Fondazione Vincenzo Pepe, affiancato da Paolo Cirillo – Consigliere di Stato e dal filosofo Aldo Masullo, che leggeranno le motivazioni. A Gianni Letta vanno le congratulazioni di Fareambiente.

    fontew www.opinione.it

    capaccio

    CAPACCIO. «Non sono un naufrago, sono un albergatore. Non è un film, ma una triste realtá». Inizia così la lettera di Alessandro De Santi, gestore dell’hotel Poseidonia Mare di Paestum, che ha scritto ad istituzioni locali, forza dell’ordine e Federalberghi. • «L’estate 2008 è stata la più difficile che io possa ricordare, mai così tanta gente pericolosa e ineducata ha invaso la spiaggia dei Templi . Giá, Paestum è terra di teppisti. Solo adesso posso scrivere liberamente dopo essere stato in ostaggio di bande di delinquenti che ogni notte come una mandria vigliacca e sconsiderata ha imbrattato, distrutto, spacciato, bestemmiato, lanciato lattine contro i clienti, urinato nei portoni fino a circondare una camionetta dei carabinieri. Questo stato di imbarbarimento crescente che ogni anno peggiora – si legge nella lettera – è frutto di politiche economico-turistiche suicide dove qualche camping della zona e tutti gli affittacamere abusivi che non pagano le tasse e sono privi di licenze commerciali, affiancati dagli affittuari delle case che non fanno contratti, diventano ricettacolo della peggior specie umana. Qualche camping fuorilegge diviene così accampamento per nomadi e tutto diventa lecito».

    fonte http://ricerca.quotidianiespresso.it/lacittadisalerno

    Agropoli, assalto all’agenzia immobiliare

    • Agropoli. Continuano gli episodi di furto sul territorio comunale di Agropoli. Nel mirino dei ladri l’agenzia immobiliare Grimaldi, situata nel centro urbano. Questa volta, subito dopo il colpo messo a segno nella notte di giovedì, la refurtiva è stata abbandonata in un vicoletto adiacente all’agenzia. Sulla vicenda indagano i carabinieri della locale compagnia per cercare di risalire ai responsabili. In questi giorni un altro tentativo di furto è stato effettuato ai danni di una gioielleria del centro urbano. In questo caso però i malviventi hanno dovuto rinunciare. • Non riuscendo a penetrare all’interno della gioielleria. Non è stato così per l’agenzia immobiliare. Qui i ladri sono entrati dopo aver scardinato la porta di ingresso. • «Hanno messo tutto a soqquadro – racconta il titolare dell’agenzia immobiliare Pasquale Tolomeo – probabilmente cercavano del contante. Alla fine hanno prelevato un computer, il monitor, dei telefoni ed altri materiali che abbiamo in ufficio». • Nel trafugare i vari oggetti un ladro deve essersi ferito. Il titolare, infatti, ha rinvenuto sia a terra che sull’apparecchio utilizzato per la distruzione delle carte delle tracce di sangue. Non è escluso che il ladro abbia abbandonato la refurtiva proprio per una ferita riportata durante il furto. Tutti gli oggetti trafugati sono stati abbandonati a poca distanza dall’agenzia, situata in via Piave, in un vicoletto adiacente. Con questo ultimo caso sono quattro i furti effettuati ad Agropoli in queste ultime due settimane. Solo pochi giorni fa un altro colpo era stato messo a segno all’interno del bar Nazionale dove, tra contante e stecche di sigarette, i malviventi erano riusciti a recuperare un bottino di circa quattromila euro. I ladri erano entrati nell’attivitá commerciale dalla porta principale dopo aver forzato la saracinesca. Il bar è dotato di un sistema di allarme che però non si era attivato. • Una decina di giorni fa un altro furto con scasso nella notte era stato effettuato ai danni della sede dell’agenzia di viaggi dell’ex sindaco Antonio Domini, situata all’interno della stazione ferroviaria di Agropoli, dove i ladri erano riusciti a trafugare circa 800 euro, causando danni per almeno 3000. Un altro colpo era stato effettuato alla banca dei Monte dei Paschi di Siena, nel centro urbano. In questo ultimo caso i malviventi nell’agenzia bancaria avevano recuperato, dopo aver scassinato la cassetta del bancomat, un bottino di circa 60mila euro. Episodi che stanno creando una certa preoccupazione soprattutto tra gli esercenti.Angela Sabetta

    fonte http://ricerca.quotidianiespresso.it/lacittadisalerno

    Agropoli: al via “Settembre culturale al Castello”. Domani 9 settembre presentazione del romanzo “Il sole delle nevi” di Gino Rossi Vairo

    Con la presentazione della riedizione del romanzo di Gino Rossi Vairo “Il sole delle nevi”, a cura di Carmine Rossi Vairo (Palombi Editori), prende il via domani, martedì 9 settembre alle ore 19.00, presso il Castello medievale, l’iniziativa “Settembre culturale al Castello”, promossa dall’Assessorato alla Identità culturale del Comune di Agropoli. Il libro, pubblicato nel 1947, tratta del dramma del popolo italiano durante l’ultimo conflitto mondiale e nel primo dopoguerra e rappresenta ancora oggi una straordinaria testimonianza della operazione “Avalanche”, ovvero lo sbarco della V Armata statunitense sul litorale compreso tra i comuni di Agropoli e Capaccio-Paestum.

    La presentazione sarà tenuta dal Prof. Michele Scudiero, Ordinario di Diritto Costituzionale e Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Previsti, inoltre, gli interventi del Dott. Franco Crispino, Assessore all’Identità culturale del Comune di Agropoli, dell’Avv. Dott. Carmine Rossi Vairo, figlio del poeta Gino Rossi Vairo, del Dott. Roberto Cesaretti, Ammiraglio di squadra già comandante della Componente Marittima delle Forze Navali Nato. Moderatore sarà il Prof. Nicola Rossi, giornalista “Ansa”. Il Comitato d’onore è composto dall’Avv. Franco Alfieri, Sindaco di Agropoli, dal Dott. Luigi Crispino, Consigliere provinciale, dall’ambasciatore Dott. Antonio Napolitano, dall’Avv. Walter Esposito, oltre che dal Prof. Scudiero e dal Dott. Cesaretti.

    Gino Rossi Vairo nasce l’11 novembre 1897 ad Agropoli dove trascorre un’infanzia travagliata e infelice a causa dell’immatura morte dei genitori. Sin dalla prima gioventù si nutre di ideali ed arricchisce la sua fantasia, fervida e operosa, alla luce dei classici e dei grandi della storia. Nel 1925 consegue col massimo dei voti la laurea in lettere e filosofia quindi si trasferisce stabilmente a Roma partecipando al vasto movimento di rinnovamento culturale che connota quegli anni fecondi fino al primo dopoguerra. Si dedica all’insegnamento negli istituti superiori indicando ai giovani alti valori morali; il riferimento ai classici e il ricorso alla metafora sono spesso utilizzati da Gino Rossi Vairo per trasferire il suo appassionato messaggio di libertà, non facilmente trasmissibile in quegli anni di oscurantismo politico. Raffinato poeta, autore di opere teatrali, saggista, giornalista, la sua produzione artistica spazia nei vari campi del panorama letterario supportata dalla profonda cultura che affina nei cenacoli, nelle cerimonie celebrative, avendo come comune denominatore il sentimento patrio e l’amore per la natura e la sua terra. Nel 1947 pubblica il romanzo “Il sole delle nevi”. Prima di concludere la sua breve esistenza – muore a 53 anni – corona il suo sogno di studioso pubblicando una Storia della letteratura italiana e conseguendo la libera docenza all’Università degli Studi di Roma.

    Il prossimo appuntamento con “Settembre culturale al Castello” è il prossimo 12 settembre con Davide Bruno che presenta il suo romanzo d’esordio “Acqua salata” (Casa editrice Il Filo).

    fonte www.cilento.it

    Salerno: sequestrati nel Porto 33 kg di cocaina su una nave

    Importante sequestro da parte dei Carabinieri del comando provinciale di Salerno, del personale della dogana e degli uomini della Guardia di Finanza di Salerno che hanno rinvenuto all’interno di un rimorchio di una nave traghetto proveniente da Valencia 33 chilogrammi di cocaina purissima. Le confezioni di cocaina, molto probabilmente destinate al mercato salernitano, erano nascoste all’interno di un bancale contenente pellet (legno per stufe). Il rimorchio che, una volta sdoganato sarebbe stato agganciato da una motrice, conteneva 24 bancali di pellet. Le indagini proseguono per cercare di risalire ai destinatari dell’ingente quantitativo di droga.

    fonte www.salernonotizie.it