Moggi scrive per “Il Cittadino” di Sergio Vessicchio Tutto su Tavaroli,Telecom e Palazzi

19 08 2008

Le ultime dichiarazioni di Tavaroli su Telecom e dintorni dovrebbero aver fatto fischiare le orecchie al superprocuratore Palazzi. Però i fischi Palazzi deve averli sentiti sonoramente dopo che Fulvio Bianchi, nella sua rubrica “Spy Calcio” in Repubblica.it, è andato diritto al nocciolo del problema, esprimendo la convinzione che il superprocuratore tornerà ad occuparsi dell’inchiesta sportiva sul dossier Telecom dopo che la chiusura delle indagini della magistratura di Milano ha fatto uscire “carte nuove”. Palazzi, in sostanza, dovrebbe riprendere, ovvero dovrebbe sentire il dovere di riprendere l’inchiesta sportiva a suo tempo chiusa, facendo un percorso simile a quello che ha fatto dopo la conclusione dell’inchiesta di Napoli, aprendo il fronte di “Calciopoli 2”.
Vedremo cosa accadrà, ma al momento va registrato (e rimarcato) quello che scrive Fulvio Bianchi, con una chiarezza che mi pare solare:
“Sono uscite carte nuove, si parla di intercettazioni anche nei confronti dell’ex arbitro Massimo De Santis e dell’ex numero uno della Figc, Franco Carraro. Nulla si sa sul contenuto di quelle intercettazioni ma intanto è apparso tempo fa un dossier, chiamato “ladroni”, dove la vita (privata) di De Santis era stata messa sotto indagine. Un lavoro (proibito) con visure catastali, foto. Gli spioni di Tavaroli erano andati anche a vedere negli alberghi dove De Santis soggiornava prima delle partite. Non avevano scoperto nulla: ma perché e per conto di chi lo avevano fatto? L’ex arbitro, con il suo avvocato, Silvia Morescanti, aveva chiesto le carte ai pm di Milano, in attesa di costituirsi parte offesa e di chiedere i danni (milioni di euro, ovviamente). Ora chiederanno anche le intercettazioni. Una brutta storia, ha detto la Morescanti”. E a questo punto Bianchi si chiede che farà Palazzi: “Ha già centinaia di fascicoli aperti, oltre 600: un lavoro immane. Vorrà rimettere ordine anche su questa storia? Vorrà vederci chiaro? In passato, chissà perché, era stato così veloce”.
L’interrogativo usato dal cronista sembra sottintendere una buona carica di pessimismo sulle prossime mosse del superprocuratore, e quel “chissà perché” lo raccomando a chi è sempre voglioso di misteri. Ma Fulvio Bianchi è andato oltre ed un altro passo merita di essere riportato, laddove parlando di “Calciopoli 2” ricorda i patteggiamenti fatti con la Juve, e con Paparesta padre e Paparesta figlio, sottolineando che
“le carte di quei patteggiamenti non si sono mai viste, le ha chieste l’avvocato dell’ex arbitro Bertini ma non gliele hanno date con la ridicola motivazione che “non erano rilevanti ai fini del decidere”. Per Bianchi, “qualcosa non torna”. “Il processo Sim si è tenuto a porte chiuse, sentenza solo la prossima settimana. Sentenza delicata che porterà ad altri processi (sino al Tar). Pare che qualche avvocato dopo aver abbandonato l’aula abbia intenzione di fare un esposto alla Corte di giustizia della Figc e addirittura alla Procura della Repubblica”.
Tutte queste opinioni di Bianchi avrei potute tirarle fuori io per primo, ma nel caso mi ci appoggio, perché provenienti da una terza parte assumono di sicuro maggiore rilevanza. Nel frattempo sono state rese note le deposizioni fatte ai magistrati da Tronchetti Provera e da Massimo Moratti, deposizioni naturalmente autoassolutorie.
“Tavaroli – afferma Tronchetti Provera – non ha mai avuto nessuna indicazione, né da me, né da Moratti penso, assolutamente, di occuparsi della società di Moggi, ma neanche da Facchetti penso che abbia avuto indicazione di occuparsi della società di Moggi”. Detto che la società non espressamente indicata era la Juve, ma forse non ce n’era bisogno, segnalo ai lettori quel “penso” molto ripetuto che dalle mie parti indica una incertezza solo presunta.
Rendo atto a “Repubblica” di aver scoperchiato con le dichiarazioni di Tavaroli un vaso assai più colmo di quanto qualche ingenuo (?) poteva pensare e di aver smantellato la convinzione, alimentata da qualche parte interessata, che l’affaire Telecom fosse solo
“un budino malfatto dove all’opera era solo una combriccola di tre persone che voleva lucrare un po’ di denaro per far bella vita e che avrebbe abusato dell’ ingenuità di Tronchetti Provera e Carlo Buora”, il quale ultimo era amministratore delegato di Telecom ed aveva cariche di peso anche all’interno del cda dell’Inter, cioè sapeva tutto di quanto accadeva da una parte e anche dall’altra.
Ora abbiamo conferma che lo scandalo Telecom è di proporzioni enormi, e in esso ha il suo cantuccio importante il versante calcistico e segnatamente il filone interista. Nelle sue dichiarazioni Tavaroli illustra il suo stretto, diretto e duraturo contatto con i vertici di Telecom, vale a dire con Tronchetti Provera e Buora, e dunque nessuno dei due, e tantomeno il primo, può dire che nulla sapeva di quello che Tavaroli faceva, che era poi quello che gli veniva ordinato, a cominciare dalle informazioni e dai dossier, anche in ambito calcistico, che Tavaroli chiedeva ad
Emanuele Cipriani, che è quel Cipriani titolare della Polis d’Istinto, cui furono commissionate le indagini, ad esempio, a carico di Vieri, ma anche a riguardo della Gea, della Juve, del sottoscritto, di Mutu. E a cosa potevano servire quelle indagini se non all’Inter, che infatti le pagò, anche se il patròn nerazzurro messo alle strette ammise solo quelle per Vieri? Questi nomi appaiono nelle carte della Procura di Milano, ora a disposizione di tutti i 34 indagati della vicenda Telecom.
Nell’elenco di esponenti del calcio finiti nel mirino della Security Telecom c’erano il sottoscritto e tanti altri, perché
“per sapere se i trofei bianconeri erano stati vinti all’insegna della trasparenza” (e che titolo aveva Tavaroli, o per esso i suoi committenti, per fare quest’indagine?), il capo della Security Telecom mise sotto controllo persino il cellulare dell’allora presidente della Figc Carraro, quelli della Gea, degli arbitri Salvatore Racalbuto e Massimo De Santis. “Evidente il nesso – a giudizio anche di Repubblica – tra queste operazioni e il rapporto tra Marco Tronchetti Provera e l’Inter dell’amico Massimo Moratti. Tavaroli, per capire il motivo di tanti insuccessi inanellati dalla presidenza morattiana, si sarebbe mosso ovviamente con i suoi strumenti”.
A questo punto non c’è chi non veda che a tutti potevano essere affidate le intercettazioni per Calciopoli, meno che alla Telecom che, com’è noto, in migliaia di telefonate non ne trovò una, che sia una, in cui comparisse l’Inter, qualcuno dei suoi dirigenti, o dei suoi calciatori. Eppure fermissima fu la dichiarazione del designatore Bergamo che testimoniò che lui veniva chiamato a telefono da tutti e che tutti egli riceveva, anche quelli dell’Inter. Quando io sottolineai questa discrepanza, che per essere verosimile sarebbe dovuta essere molto più che miracolosa, mi si obiettò da parte di un foglio rosa che il club cui erano indirizzate le mie osservazioni era adamantino, al di sopra di ogni sospetto, e fu, anzi, da quel momento che per l’Inter venne coniata l’etichetta di
“banda degli onesti”.
Questa è storia nota, ma non è mai tardi e inutile rimarcarla, perché la memoria non è un esercizio molto seguito nel calcio, quando scientificamente la si vuole trascurare. E per dare una rinfrescata all’argomento posso ricordare un’altra testimonianza di Tavaroli che risale all’11 ottobre di due anni fa ma che in tema mi sembra assai pregnante. Nell’interrogatorio reso ai magistrati Tavaroli riferì che
“i dirigenti dell’Inter” gli chiesero di fare indagini sull’arbitro De Santis e, a richiesta di maggiori dettagli, precisò di aver parlato con l’allora presidente Giacinto Facchetti e che a passare la cornetta era stato il patron Massimo Moratti in persona. In un intervista all’Espresso Moratti sostenne di non aver mai incontrato Tavaroli e di non essere stato a conoscenza del “dossier De Santis”. Al “Corriere della sera magazine” aveva invece detto il contrario. Così va il mondo, ma dubito che ci possa essere ancora qualcuno disposto a credere all’estraneità dell’Inter negli affari della premiata ditta Telecom e della sua Security Service.

Luciano Moggi


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27 08 2008
Franco ex Euromob Sim

A proposito di criminali,e per lo piu’ di tipo assassino, ma “in cravatta e white collar”, googlate questo: “ fascista assassino Marco Brotto di Centronazistsim”. Costui negli anni 90 lavorava in Banca Imi. Era uno dei maggiori players di dividend washing in Italia, ossia attivita’ atta a far usufruire di crediti fiscali, il soggetto che prima dello stacco di un dividendo in Borsa, compri e mantenga, “over lo stacco stesso”, delle azioni. E’ una operazione che di solito arricchisce tutti e non solo chi di questi crediti fiscali usufruisce, incluso anche qualche politico che in cambio di cio’, non fa’ fare nessuna legge per stoppare il tutto a riguardo ( si bisbiglia di Raffaele Fitto della ex “Maf..orza Italia” ora “Pdml Popolo dei mafiosi in liberta’”). Anyway, e’ operazione legale, quindi non mi soffermo su nulla, a proposito di eventuale moralita’ o amoralita’ di tutto cio’. Esiste dagli anni 70, quindi…. Non e’ legale pero’ che l’operatore che la faccia, ci mangi sopra rubando alla propria banca, che gia’ gli paga fior fior di stipendio, e si faccia pagare in nero, se non in “Nerone” ( parlando qui, infatti, di un operatore filomafioso e nazistissimo), come nel caso di questo assassino fascio lercio Marco Brotto di Centrosim, non per niente da tutti nickata “ Centronazistsim”, di cui vorrei far sapere a chi piu’ possibile. Tantissime infatti ( piu’ di tre milioni di euro) furono le stecche che egli si fece pagare in Svizzera e a Montecarlo a cavallo tra I due millenni ( 1999/2005), per le operazioni sopracitate. Ove egli specialmente si faceva tangentare, era presso il Credit Suisse di Zurigo in Bahnofstrasse, presto in rete ci saran pure le prove di tutto cio’. Passiamo, comunque oltre, ora. Chiunque in Borsa, a Milano, o in qualsiasi altro tipo di lavoro, notoriamente, in Italia, cerca di arrotondare, e quindi, anche qui non mi vorro’ soffermare troppo. Uno direbbe: e allora che vuoi dire con tutto questo? Che i citati piu’ di tre milioni di euro, che questo suin..azista cesso assassino Marco Brotto di CentroPinochettianiassassinisim, ha rubato a Banca Imi, a furia ” di arrotondare” presso il citato Credit Suisse di Bahnofstrasse a Zurigo e per cui Imi stessa lo ha cacciato ( solo grazie ai mafiosi nazifasci di Berlusconi, ora, egli e’, difatti, ancora “nel giro”, presso la citata Centrosim, di nuovo, non per niente, spesso nickata, “nell’ambiente”, Centromafiosinazistisim), li sta’ usando per finanziare spaccio di pastiglie killer di ecstasy, cocaina, e specialmente, organizzazioni di naziskin gia’ citate. Egli, infatti, di giorno fa’ il trader in Borsa ( scadentissimo, perde sempre soldi, ma essendo egli del giro fascio puzzone di Berlusconi, si tappano occhi, naso e lo tengono) con la citata Centropiduistikillersim, e di notte prende spranghe, e previa sniffata di coca ( che pure spaccia, come dicevo) va’ in giro con altri killer come lui per la bergamasca, bresciana e milanese ( abita a meta’ strada, tra queste citta;. infatti, a Treviglio in via Casnida 24, tel 0363.45184) e spranga senza tetto, o chiunque in situazione di estrema fragilita’. Da vero bastardo spietato nazista ” forte con gli ultimi, debole coi mafiosi e fasci” tipico Berlusconiano codardo merdone vile. Mi disse un giorno che in passato, ne ammazzo’ pure uno di senza tetto, di notte, strangolandolo. Prima di farlo noto’ che non vi erano telecamere nella zona e cosi’ che la avrebbe fatta franca. Aggiunse che il tutto fu fatto passare come classica morte da congelamento e “ si auto aggiusto’”. Da li mi fece ribrezzo e non gli volli parlare mai piu’. Ma non basta. La mia coscienza mi urla di far sapere di questo killer in circolazione al mondo, onde evitare che qualcun’altro emarginato…Sul blog di Paolo Liguori si nicka come anatas, ossia satana al contrario ( che stra schifo), altrove come Marco B, altrove ancora come Tatuccio, e scrive: “scanniamo quello, ammazziamo quell’altro, spariamo a quell’altro, perche’ son tutti non Berlusconiani e quindi da ammazzare”. E’ un killer, un ladro, un nazista, una schifosa mer.accia fascista, una spia ( finge spesso di essere anti Berlusconiano per fottere gli altri bloggers e cercare di infiltrarli; infatti qs pig nazista e’ iscritto agli amici di Beppe Grillo, ma solo per fare da “nemico” di Beppe Grillo stesso; lavora egli infatti per il suin..azista Giuliano Ferrara e suoi neo Pio Pompinari e non di meno per la attuale filofascistissima Cia), un traditore cesso, e il pianeta intero, per quel che mi riguarda, lo dovra’ sapere, affinche’, come dicevo, dopo che egli gia’ ammazzo’ un povero senza fissa dimora ( facile eee, schifoso porco vile Marco Brotto di Centrondranghetasim) due anni fa’, il tutto non si ripeta. L’omerta’ rende questi mafiosi fascisti, quindi maf..ascisti, ancora piu’ cattivi, potenti e prepotenti, l’antomerta’ meno, da qui il mio volerne citare. A presto le prove dei suoi conti all’estero, il tempo che un mio amico svizzero di intelligence privata me li mandi, dopo esserseli fatti passare da qualche suo contatto in Credit Suisse stessa.
Ps 1 Come dicevo, lavorava, e tutt’ora lavora,, come neo Pio Pompina.o per il suin..azista puzzone ladronelardone Giuliano Giulianazi Ferrara, come prima anche per Giuliano Tavaroli, Emanule Cipriani, Gaetano Saya, Riccardo Sindoca, Marco Mancini, Roberto “corrotto in maniera” Speciale, Mario Scaramella e iamm bell….Giusto per far capire che puzzone escremento lercio e’: “ ti sorride davanti e ti accoltella da di dietro, specie se sei un senza tetto, fragile o ultimo”, come riportavo. Diarrea codarda e maf..ascista Marco Brotto di Centronazistsim, le tue trame, da adesso in poi, avranno fuoco e fiamme davanti a te, per quel che mi riguardera’.
Ps 2 Ricicla soldi della Mafia del Brenta, ma anche della Camorra, in proprio, come attraverso una societa’ satellite della Centrofascistsim citata stessa, la Bpi securitied di Londra degli altrettanto fascistissimi Marcello Comolli e David Head, legati a doppio filo con l’ex agente di cambio Carlo Pastorino il cui impero a inizii anni 90 crollo’ proprio dopo che il suo nome fu rintracciato in una lista di enormi riciclatori di danaro mafioso massoni. Era, il tutto pure in internet, sotto “ mafia e massoneria l’elenco della vergogna”: lista messa a disposizione dal’ottimo Mario Guarino, ma poi, il maf…ascista criminalissimo Silvio Berlusconi, ovviamente, fece sparire tutto.

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