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L’ex assessore alla Sanità: «Vagoni pieni e senza aria condizionata. Incredibile che Trenitalia li utilizzi in agosto»
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NAPOLI — Due ore e mezza di viaggio, in piedi, in un caldo insopportabile e in un vagone sporco. Impossibile farsi largo tra i passeggeri ammassati e tra i loro bagagli, per raggiungere la toilette. Difficile evitare di cadere ad ogni scossone. Arduo perfino salire o scendere, quando il convoglio sosta in stazione, attraversando il muro dei viaggiatori davanti alla porta d’ingresso del vagone. Centocinquanta minuti di sudore che scorre dalla fronte – ma non c’e’ neppure lo spazio per alzare un braccio e detergersi la fronte di improbabili suonerie dei cellulari che squillano a tutto volume, di involontarie gomitate dai compagni di sventura. È stato un tragitto, quello dei passeggeri che sono saliti ieri mattina alle 10.35 ad Agropoli sul treno diretto a Napoli, che definire scomodo sarebbe un eufemismo. Tra loro anche Rosalba Tufano, docente universitario ed ex assessore alla Sanità della Regione Campania.
«Ero in Cilento da amici — racconta — e dovevo tornare a Capri, dove sono in vacanza. Avevo previsto di viaggiare col Metrò del mare, ma la corsa da San Marco di Castellabate all’isola è saltata, dicono a causa delle cattive condizioni del mare. Sono dunque salita su questo benedetto treno ad Agropoli, diretta alla stazione centrale di Napoli. Di lì al porto e poi in aliscafo verso Capri».
«Ero in Cilento da amici — racconta — e dovevo tornare a Capri, dove sono in vacanza. Avevo previsto di viaggiare col Metrò del mare, ma la corsa da San Marco di Castellabate all’isola è saltata, dicono a causa delle cattive condizioni del mare. Sono dunque salita su questo benedetto treno ad Agropoli, diretta alla stazione centrale di Napoli. Di lì al porto e poi in aliscafo verso Capri».
Non lo avesse mai fatto. «È pazzesco, allucinante che si possa ancora viaggiare così in Italia. Gente stipata ovunque, bagagli accatastati uno sull’altro, corridoi zeppi di persone accomodate alla men peggio. Difficile pure salire, perché tanta gente era ferma davanti alle porte. Il treno è arrivato ad Agropoli già zeppo».
Almeno c’era l’aria condizionata?
«Neanche quella. Si viaggiava con i finestrini aperti, ma c’era talmente tanta gente che l’atmosfera era comunque irrespirabile. Caldo umido e rivoli di sudore. Ognuno aveva il suo centimetro quadrato e non poteva muoversi».
«Neanche quella. Si viaggiava con i finestrini aperti, ma c’era talmente tanta gente che l’atmosfera era comunque irrespirabile. Caldo umido e rivoli di sudore. Ognuno aveva il suo centimetro quadrato e non poteva muoversi».
Quali sono le colpe di Trenitalia per quel che è accaduto ieri, secondo lei?
«Non credo fosse un mistero che quella di ieri sarebbe stata una giornata molto difficile, sul versante dei trasporti. Evidentemente sarebbe stato il caso di potenziare il servizio. Non solo, dico io: come si può pensare di far viaggiare un treno senza aria condizionata, il 16 agosto, lungo la tratta che dal Cilento porta a Napoli? Indecente, ripeto, che si sia costretti a viaggiare in queste condizioni».
«Non credo fosse un mistero che quella di ieri sarebbe stata una giornata molto difficile, sul versante dei trasporti. Evidentemente sarebbe stato il caso di potenziare il servizio. Non solo, dico io: come si può pensare di far viaggiare un treno senza aria condizionata, il 16 agosto, lungo la tratta che dal Cilento porta a Napoli? Indecente, ripeto, che si sia costretti a viaggiare in queste condizioni».
Le era mai capitata una situazione simile?
«Onestamente no. Ho avuto esperienza, come altri credo, di lunghe attese negli aeroporti. Fastidiosissime, indubbiamente, ma lì la situazione è diversa, molto meno stressante di quanto sia stata sabato scorso».
«Onestamente no. Ho avuto esperienza, come altri credo, di lunghe attese negli aeroporti. Fastidiosissime, indubbiamente, ma lì la situazione è diversa, molto meno stressante di quanto sia stata sabato scorso».
Le Ferrovie dello Stato sono diventate Trenitalia. Le impiegate, quando dagli altoparlanti diramano annunci od avvertenze, definiscono il passeggero cliente. I prezzi dei biglietti aumentano, ma la qualità del servizio, lamentano molti viaggiatori, soprattutto i pendolari, peggiora e non migliora. Concorda con queste valutazioni o è meno pessimista?
«Alla luce della mia esperienza di ieri non posso non condividere le preoccupazioni di chi prende spesso il treno, magari non l’Eurostar, ed è costretto a viaggiare in condizioni penose. Ne va della qualità della vita, non è giusto e non è umano. Trenitalia dovrebbe porsi il problema, perché episodi come quello al quale ho assistito minano alla base la fiducia dei passeggeri e rappresentano un gravissimo danno all’immagine dell’azienda».
«Alla luce della mia esperienza di ieri non posso non condividere le preoccupazioni di chi prende spesso il treno, magari non l’Eurostar, ed è costretto a viaggiare in condizioni penose. Ne va della qualità della vita, non è giusto e non è umano. Trenitalia dovrebbe porsi il problema, perché episodi come quello al quale ho assistito minano alla base la fiducia dei passeggeri e rappresentano un gravissimo danno all’immagine dell’azienda».
Fabrizio Geremicca

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