GIOVANE UNGHERESE SCHIAVIZZATA SULLA LITORANEA DI PONTECAGNANO
Pontecagnano Faiano. Secondo gli inquirenti era riuscito a ridurre in schiavitù una donna ungherese di 27 anni, costringendola a prostituirsi. Ancora guai per Massimo Bevilacqua, il 30enne pregiudicato di Agropoli accusato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’altro giorno, su richiesta del pubblico ministero, il tribunale del Riesame ha disposto per lui gli arresti domiciliari. L’uomo fu arrestato il 14 febbraio scorso e dopo pochi giorni fu rimesso in libertà. Ora nei suoi confronti è stato emesso un nuovo provvedimento restrittivo. Fu la stessa vittima a rivolgersi ai carabinieri per le vessazioni e le violenze a cui era continuamente sottoposta. La poveretta non ce la faceva più a sopportare. Così ha avuto il coraggio di raccontare tutto alle forze dell’ordine e grazie alla sua collaborazione i carabinieri sono riusciti a incastrare Bevilacqua. Secondo gli inquirenti, l’uomo si faceva consegnare tutti i soldi che la donna riusciva a guadagnare, circa 300 euro a notte. Stando al racconto della donna, Bevilacqua la sottoponeva a continue violenze se si rifiutava di prostituirsi, anche per motivi di salute. Spesso erano botte, calci e pugni. Pare che in una occasione la donna sia finita in ospedale per aver perso l’udito all’orecchio destro per un mese in seguito alle percosse subite. Una situazione a cui la donna ha deciso di dire basta. A quanto pare la 27enne era riuscita a raggiungere il nostro Paese grazie ad alcuni italiani che l’avviarono subito alla prostituzione. Poi ci fu l’incontro con Massimo Bevilacqua e tra i due nacque una relazione sentimentale, ma ben presto la poveretta si rese conto delle reali intenzioni dell’uomo. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di Pontecagnano agli ordini del maresciallo Andrea Ciappina, su disposizione del tenente Gianfranco Di Sario della compagnia di Battipaglia. Bevilacqua ora è agli arresti domiciliari e dovrà rispondere di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Con molta probabilità la donna è riuscita a rifarsi una vita lontana dal suo aguzzino. La sua storia potrebbe assomigliare a quella di tante altre ragazze straniere costrette a prostituirsi. Un fenomeno particolarmente presente sulla litoranea di Pontecagnano.
fonte www.ilmattino.it
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