Agropoli Ritrovato Relitto in mare

Foto Relitto Porto Agropoli


Foto Relitto Barca Porto Agropoli

Ritrovato Un Relitto Ad Agropoli di una barca

ecco alcune Foto

La civiltà di un popolo si misura dal rispetto verso gli anziani

“A puntella” è il nipote maschio quando porta lo stesso nome e cognome del
nonno. Naturalmente se si tratta di una femminuccia deve portare il nome
della nonna. Io sono stato molto fortunato perché ho due bellissimi
nipotini, anche se un poco rompiscatole ( come il nonno). Il maschio si
chiama Catello Nastro, come me, la femminuccia Rosanna, come la nonna. La
prima nipotina ha quasi sei anni, il maschietto solo due anni e mezzo.  Il
sabato e la domenica, ma anche negli altri giorni della settimana
sono “reperibile”, quando lo consentono i miei “altissimi” impegni
culturali, per accompagnare i nipotini all’asilo, a ginnastica, ai giardini
pubblici, a fare una passeggiata sul porto, a fare il giro del paese,
eccetera. Naturalmente  questo rappresenta per me una grande gioia, anche
perché, quando abitavo a Torino, i miei figli li ho visti poco ed ho passato
poco tempo con loro perché dovevo provvedere al sostentamento della famiglia
e cercare di arrotondare lo stipendio di professore che, senza dubbio
alcuno, non permetteva di condurre una vita decente di…docente.  Quando
tornavo dalla scuola, un’ora dopo il pranzo, lavoravo in una casa editrice
ad un libro d’arte che ha rappresentato, per me, il trampolino di lancio nel
mondo dell’arte non solo piemontese, ma addirittura internazionale. Nel
1973, infatti, ho pubblicato il “DIZIONARIO INTERNAZIONALE ARTISTI
COMNTEMPORANEI”. Un volume d’arte di circa due chilogrammi che mi ha fatto
conoscere nell’ambiente artistico nazionale ed anche (modestia a parte)
internazionale. Per fare tutto questo lavoro, e quegli altri che si sono
susseguiti nel corso degli anni, ho trascurato di passare il tempo libero
coi miei figli: Carmine ed Alfonso che ora fanno gli antiquari ad Agropoli.
Sono cresciuti in fretta.  Il primo è il papà dei miei nipotini, il secondo
è quello che oggi definiscono un “bamboccione”.  Un giovane che ha
oltrepassato il terzo del secolo, ma che non ha preso ancora la saggia ( o
insana) decisione di convolare a giuste nozze. Forse perché, ai giorni
nostri, la reperibilità di certe cose (capisce a mme’!) è diventata cosa
semplice e normale. Una specie di offerta speciale dei supermercati,
insomma!!! Oggi, la nonna dei miei nipotini, cioè mia moglie, e la mamma dei
miei nipotini, cioè la moglie di mio figlio, cioè mia nuora, hanno deciso di
fare delle pulizie nel giardino. Nonno e nipoti, quindi, fuori dai piedi!
Vecchia Fiat Punto; destinazione: parco pubblico di via Taverne ad Agropoli,
naturalmente. Il sabato pomeriggio il giardino è affollato di bambini e di
nonni e nonne. I bambini sull’altalena, sugli scivoli o sul dondolo, i
nonni, inesorabilmente, sulle panchine.  Sulla mia panchina è
già “parcheggiato” un nonno.  Faceva il cuoco…abbiamo parlato per un’ora
intera di cucina e di gastronomia. I nipotini sono sempre a vista d’occhio,
dopo il tentato rapimento nel napoletano di una bambina lasciata per un
attimo sola a casa. Il terrore ha colpito i genitori, ma ha addirittura
terrorizzato i nonni. “ Nonno, voglio andare sul dondolò, ma è già occupato.
Nonno voglio l’acqua frizzante. Nonno voglio le patatine. Nonno quella
bambina mi ha guardato storto!!!” Ed il nonno, in estemporanea, deve trovare
tutte le risposte. E nel mentre il nonno viene intervistato dai nipotini ed
interpellato su argomenti di interessi internazionali, mi si avvicina un
bambino, della stessa età del mio nipotino omonimo, mi guarda ed
esclama: “Nonno!!!”. La mamma si scusa per l’affermazione del
figlioletto. “Lo scusi. Non ha il nonno!!!” Ricordo ancora, a distanza di
poche ore, lo sguardo affettuoso di quel bambino, che mi ha fissato negli
occhi e mi ha chiamato nonno. Mi sono commosso che a stento ho trattenuto le
lagrime. In tutta la mia vita, anche quando mi sono laureato, anche quando
mi sono sposato, anche quando mi hanno nominato cavaliere al merito della
Repubblica Italiana, anche quando ho ricevuto, il 20 giugno del 1982, le
congratulazioni, nella mia scuola, del Ministro della Pubblica Istruzione,
per la mia attività di insegnate, anche quando ho stretto la mano, nella
Sala Nervi a Roma, a Sua Santità Giovanni Paolo II°, non mi sono sentito
importante. Un bambino  che mi aveva visto per la prima volta   ai giardini
pubblici, mi aveva chiamato nonno. Mi sono sentito importante. Quasi non
fossi solo il nonno dei miei nipotini, ma dei nipotini di tutto il mondo.
Amateli i nonni!!! Essi rappresentano il passato, ma anche la speranza per
il futuro. Una giornata di sole che sta per tramontare, ma anche una alba
radiosa per quelli che vengono dopo di lui. Un mondo fatto di guerre e di
violenza, ma anche una speranza di fratellanza e di pace. Una strada che
finisce, ma anche una strada che sta per incominciare. Con una navigatore
satellitare che spesso si chiama “nonno!”.  Amateli i nonni. Essi hanno
bisogno dell’amore e dell’affetto dei bambini!!!.
Catello Nastro