Agropoli: intitolazione piazzetta convento San Francesco a Vincenzo Urti. Sabato 5 aprile la cerimonia alla presenza del Sindaco Franco Alfieri

Si terrà sabato 5 aprile alle ore 12 la cerimonia di intitolazione al Professore Vincenzo Urti, già Sindaco di Agropoli dal 1951 al 1955, della piazzetta antistante la Chiesa di “San Francesco”. L’Amministrazione comunale agropolese, su proposta del Sindaco Franco Alfieri, ha così voluto onorare la memoria dell’illustre cittadino scomparso il 26 aprile 2005 che, oltre ad aver governato il centro costiero cilentano, è ricordato anche come educatore e scrittore.

«Abbiamo ritenuto giusto – afferma il Sindaco di Agropoli, Franco Alfieri -, aderendo alle tante sollecitazioni che ci sono pervenute, intitolare una piazza della nostra città ad un personaggio che tanto ha fatto e lasciato per Agropoli. Il professore Vincenzo Urti, infatti, ha dimostrato nelle varie fasi della sua vita alte qualità morali e sociali e, nel corso della sua attività amministrativa come Sindaco, riuscì a dotare Agropoli del primo Liceo Classico della sua storia e fu promotore di lodevoli iniziative che favorirono lo sviluppo culturale, politico e turistico del paese».

Nota Biografica Prof. Vincenzo Urti Vincenzo Urti nacque ad Agropoli il 9 novembre 1915. Ebbe un’infanzia molto travagliata. A sette anni era già orfano di entrambi i genitori. Ancora più difficile fu la sua giovinezza, perché si ritrovò, ben presto, ad affrontare la vita privo dei più elementari mezzi di sostentamento. Con l’avvento dell’adolescenza avvertì grande, dentro di lui, il desiderio di apprendere, di sapere, di studiare, ma non ne aveva né le possibilità economiche, né strutturali. Conseguì, così, la licenza elementare facendosi prestare i libri da occasionali amici e studiando, di notte, sotto la luce dei lampioni da poco installati in alcune strade del paese. Sono molti i suoi coetanei che hanno giurato di averlo visto studiare in questo modo così singolare ed appassionato.
Ben altre difficoltà incontrò, invece, allorchè decise di conseguire, sempre da autodidatta e privatista, la licenza media inferiore. Fu costretto, infatti, data la carenza cronica all’epoca dei mezzi di trasporto, a raggiungere a piedi la cittadina di Eboli, sede, nel circondario, dell’unico istituto secondario di istruzione. Per potersi, poi, mantenere agli studi superiori si vide costretto ad arruolarsi nell’esercito italiano e riuscì a raffermarvisi, con la qualifica di sottoufficiale. Conseguì, quindi, il diploma di magistrale. Nel 1942 fu inviato in Albania e fu di stanza a Tirana, da dove venne deportato dai tedeschi, ad epilogo del secondo conflitto mondiale, e relegato in un campo di concentramento nei pressi di Dusseldorf. Qui rimase per circa 2 anni. Poiché all’epoca delle prigionia egli era iscritto alla Facoltà di Lingue Orientali a Napoli con specializzazione in tedesco, francese e spagnolo. I tedeschi pensarono bene di utilizzarlo come responsabile di campo. Nell’espletamento di tale importante funzione, egli si distinse, ben presto, quale promotore di molteplici iniziative, lodevoli sia sotto il profilo umano che sociale, tanto da suscitare stima ed ammirazione in molti poveri altri deportati, alcuni dei quali, una volta tornati a casa, gli rimasero amici per il resto della vita.
Numerose ed inequivocabili sono le testimonianze raccolte, in tal senso, anche dopo la sua scomparsa. Copiosa la relativa documentazione, da lui gelosamente conservata, consistente in lettere ed attestazioni varie pervenutegli da ogni parte d’Italia.
Durante la prigionia il professore Urti si rese altresì promotore di importanti attività culturali e ricreative, allestendo, tra l’altro, anche una compagnia di teatro itinerante che rappresentava, soprattutto durante il periodo di Natale, quando la nostalgia dei prigionieri verso gli affetti più cari diventava più struggente, delle commedie, la cui replica venne estesa anche a qualche campo di concentramento limitrofo. Al termine del secondo conflitto mondiale egli tornò ad Agropoli e conseguì la Laurea in Lingue orientali e la relativa abilitazione all’insegnamento per gli istituti superiori.
Entrato in politica, divenne al 1951 al 1955 Sindaco della cittadina, nelle liste della D.C. Durante la sua amministrazione, riuscì a dotare Agropoli del primo Liceo Classico della sua storia e fu promotore di lodevoli iniziative che favorirono lo sviluppo culturale, politico e turistico del paese.
Amò la sua terra in un modo viscerale e la celebrò in moltissime pubblicazioni, redatte ad esito di laboriose e meticolose ricerche storiche, perpetrate attraverso la traduzione di inediti testi scritti in latino ed in tedesco. Le sue opere riscossero importanti apprezzamenti e consensi da parte di critici ed intellettuali del suo tempo.

Piano del Colore per la riqualificazione urbanistica del centro storico di Agropoli

Il Comune di Agropoli ha adottato il “Piano del Colore” per il Centro storico, uno strumento fondamentale nell’ottica della riqualificazione urbanistica della città. Redatto in conformità con quanto disposto dalla normativa per la valorizzazione dei centri storici della Campania, intende costituire un punto di riferimento per l’amministrazione, i progettisti, le imprese edilizie, i proprietari, i commercianti e i soggetti pubblici. Prevista anche la possibilità di accedere ad agevolazioni finanziarie.

«Il Piano del Colore, – spiega il Sindaco di Agropoli, Franco Alfieri – stabilisce una serie di linee guida in grado di uniformare e coordinare gli interventi di manutenzione, restauro, risanamento e ristrutturazione degli esterni degli edifici di interesse storico, artistico e ambientale. L’obiettivo che la nostra amministrazione si pone è la riqualificazione urbanistica del centro storico, patrimonio storico e turistico di preziosa importanza per la città, promuovendo interventi di riduzione del degrado».

Il Piano del Colore, per i destinatari, rappresenta anche la possibilità per beneficiare di agevolazioni finanziarie. A tal fine, il Comune predisporrà appositi bandi pubblici a cui si potrà partecipare con progetti di restauro, decoro e attintatura delle facciate degli edifici di interesse storico, artistico ed ambientale e delle cortine edilizie del centro storico. La conformità al Piano del Colore, approvato dal Comune di Agropoli, ed il rispetto dei suoi contenuti progettuali e normativi, costituirà la condizione necessaria per l’accesso ai contributi finanziari, il cui scopo è di agevolare il recupero e la valorizzazione delle cortine edilizie del Centro Storico di Agropoli.

I caseifici salernitani anticipano le analisi

Analisi sulla mozzarella di bufala | Foto Ansa Un consorzio che riunisce i caseifici di Capaccio-Paestum ha avviato controlli a tappeto sul latte degli allevamenti della zona. Per la diossina, i campioni prelevati tra ieri e oggi saranno inviati a uno dei più importanti centri di analisi d’Europa, ad Amsterdam
I caseifici della Piana del Sele (Salerno) anticipano il ministero della Salute e avviano i controlli sul latte: il consorzio “Ecomed”, che riunisce una ventina di caseifici del comune di Capaccio- Paestum, ha deciso di avviare controlli a tappeto sul latte di bufale provenienti dagli allevamenti della zona.I campioni, prelevati tra ieri e oggi, saranno inviati a un laboratorio di analisi privato di Salerno che, per l’esame specifico sulla eventuale presenza di diossine, affiderà i campioni ad uno dei più importanti centri di analisi d’Europa, con sede ad Amsterdam.

L’iniziativa, finanziata a spese degli associati del consorzio, mira a rassicurare i consumatori sulla salubrità dei derivati dal latte di bufala. “Abbiamo deciso di non aspettare i controlli stabiliti dal Governo – ha spiegato Nando Barlotti, presidente di Ecomed – La nostra zona è ancora intatta dal punto di vista ambientale, non abbiamo nulla da nascondere”. I risultati sono attesi per il 10 aprile.

Intanto, alcuni produttori della Piana del Sele hanno deciso di esporre, nei punti vendita, i risultati delle analisi effettuate durante le scorse settimane sui prodotti. “La nostra mozzarella è sana – commenta il promotore dell’iniziativa Alessandro Di Masi, proprietario di uno dei caseifici della zona – siamo pronti a dimostrarlo in ogni modo”.

2 aprile 2008