LA CUCINA DEL MEDIOEVO

29 02 2008

 

Nel Medioevo non esistevano i supermercati, e nemmeno i discount alimentari, e nemmeno le salumerie, e nemmeno i panifici, e nemmeno i fruttivendoli.

Insomma nel nostro paese non esisteva il commercio coi soldi.

Esisteva, al contrario il baratto: tu dai una cosa a me ed io do una cosa a te.

I prodotti alimentari erano veramente importanti: se malauguratamente si arrivava in autunno e la dispensa era vuota, erano veramente cavoli amari.

Nel Cilento mille anni fa si applicava la dieta mediterranea.

La carne la mangiavano solo i ricchi, i poveri verdura, frutta e farinacei.

Tra le pietanze caratteristiche dei meno abbienti troviamo, la zuppa di fagioli, di ceci, di fave secche, la polenta e poi ogni tipo di verdura cotta.

Il pane naturalmente era alla base di ogni pasto.

Ma non pensi il lettore che allora si mangiava ogni giorno il pane fresco, magari la rosetta o lo sfilatino.

Il pane (li vascuotti) si faceva una o due volte al mese e se non si consumava tutto, anche i pezzi minuscoli, non si metteva a fare l’altro.

Molto spesso capitava che andava a male e per non buttarlo alle galline si faceva lu pane cuotto nei qualche si poteva aggiungere anche un filo d’’lio: naturalmente chi se lo poteva permettere.

La frutta secca, i fichi, in particolare modo, dovevano fornire in autunno e inverno la maggior parte delle calorie zuccherine.

Altra frutta secca erano anche le albicocche, le noci e le nocelle, la mandorle ed un ruolo importante avevano le prugne secche che servivano per incentivare gli stitici ad andare di corpo.

Molto spesso quando si sbagliava la dose procuravano una solenne cagarella.

Nelle grandi feste si ammazzava la gallina che veniva quasi sempre bollita per parecchio tempo, perché le galline che si ammazzavano in quel tempo erano quelle che non facevano più le uova e quelle che non facevano più le uova erano le galline vecchie e durissime.

E siccome gallina vecchia fa buon brodo ma non fa più l’uovo il bipede pennuto finiva nel pentolone a cuocere per ore  sul fuoco del fucone.

Quasi tutti avevano anche il maiale vicino alla stanza da letto che seppur non procurava l’aria condizionata pur tuttavia procurava salsiccie e capicolli, soppressate e longa da mangiare con le fave fresche a Pasqua.

Nella cucina del Cilento nel Medioevo non mancava quasi mai il vino che doveva fungere anche da riscaldamento incorporato.

Più faceva freddo più si beveva vino: chi non l’aveva o gli era andato d’aceto beveva l’acqua del pozzo che a quei tempi era quasi sempre bevibile perché l’inquinamento non era stato ancora inventato.

Infatti per trovare l’inquinamento bisogna aspettare quasi un millennio ed ora ringraziando i nostri industriali abbiamo pure quello.

Un’altra invenzione che dovette aspettare quasi un millennio fu quella del congelatore.

I cibi venivano conservati salati, pepati, con peperoncino, seccati.

Molto spesso venivano attaccati da animali piccoli come la mosca o più grandi come la zoccola e più grandi ancora come il gatto o il cane.

Il mio cane la settimana scorsa nella tavernetta s’è mangiato circa due metri di salsiccia stagionata che mi aveva regalato un amico di S.Maria di Castellabate.

L’unico a trarne vantaggio sono stato io che ho il colesterolo alto: il cane non ha il colesterolo alto ma in compenso s’è mangiato le salsiccie.

Nella cucina del Medioevo non si trovava la  televisione e così tutti potevano mangiare tranquilli senza vedere il telegiornale e la sera se ne potevano andare a letto senza vedere Pippo Baudo.

In tale maniera non avevano nemmeno modo di vedere Carramba che sorpresa con Raffaella Carrà, ma comunque avevano il vantaggio di andare a dormire non appena faceva scuro e quindi avevano molto tempo per poter fare i bambini.

Le donne del Medioevo la sera prima di andare a letto potevano vedere il fuoco che scintillava nel camino, ma siccome lo spettacolo era sempre lo stesso e non si poteva nemmeno girare canale se ne andavano a letto e lì vivevano felici e contenti fregandosene altamente anche di Incantesimo e del Festival di S.Remo.

Vivere nel Medioevo era meglio di adesso.

Io non lo so perché pur essendo vecchio sono nato solo nel secolo scorso  durante la Seconda Guerra Mondiale e non durante la Seconda Crociata.

Oltre a mangiare e bere, nella cucina si chiacchierava anche e si teneva pure la nonna che raccontava sempre le stesse favole ed il nonno che rompeva le scatole alla nonna.

La nonna non lo poteva mandare all’ospizio perché anche questi non erano stati ancora inventati.

 

Catello Nastro www.catellonastro.it

 

 

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la pubblicheremo al più presto


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